Giani sulle riaperture, “Potremmo farle il 25 aprile”

Giani sulle riaperture, “Potremmo farle il 25 aprile”

Il governatore Giani sulle possibili riaperture in regione “Quelli siano i giorni che possono segnare l’idea di avere superato la punta della terza ondata”

Per le riaperture “sono convinto che alla fine, nella seconda parte del mese di aprile, qualsiasi giorno potrebbe essere il momento in cui dare una spinta”. Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, rispondendo a una domanda sul tema all’interno del programma ‘Che giorno è’, su Radio1. “Se lo devo indicare simbolicamente – ha aggiunto – dico il 25 aprile, giorno della libertà, consentitemi qualche associazione di idee che ci porti il sorriso”.

Giani ritiene che “quelli siano i giorni che possono segnare l’idea di avere superato la punta della terza ondata. Poi spero proprio non ci siano quarte ondate, perché la campagna di vaccinazione possa procedere”.

Per il governatore toscano “abbiamo il riferimento dell’anno scorso, quando invocammo come Regioni che dal 27 aprile si potessero riaprire le fabbriche nel grande lockdown, e ricordo che c’erano anche scienziati che dicevano ‘troppo presto, risaliranno le terapie intensive’. In realtà poi vedemmo che vi fu, nella prima parte del mese di maggio, un abbattimento che era corrispondente a un miglioramento della stagione”. Secondo Giani “quest’anno ci sono due elementi: la stagione, che speriamo possa aiutarci arrivando sopra i 27-28 gradi, ma soprattutto i vaccini. Siamo arrivati nella mia regione, che ha 3,7 milioni di abitanti, ormai a 900mila vaccinazioni, quindi comincia a essere un numero che può influenzare”.

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Monticiano, morto di Covid il sindaco Maurizio Colozza

Monticiano, morto di Covid il sindaco Maurizio Colozza

Monticiano, in provincia di Siena, è scomparso questa mattina, in ospedale, sindaco Maurizio Colozza.

Lo ha comunicato l’amministrazione comunale di Monticiano con un post sulla pagina istituzionale: “È con grande dolore che diamo la triste notizia della perdita del nostro caro sindaco – si legge nel messaggio – Le parole non possono colmare il profondo vuoto che sentiamo in questo momento. Siamo sbigottiti, increduli ed enormemente addolorati”.

Colozza, 71 anni, era affetto da Covid-19 ed era stato ricoverato all’ospedale Le Scotte di Siena, in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Era stato eletto sindaco nel 2017 con una lista civica. Originario di Roma, nel 1994 era arrivato in provincia di Siena, al comando della compagnia dei carabinieri di Poggibonsi e successivamente nel 2004 era stato trasferito a Siena al comando del reparto operativo provinciale.

“Ricorderemo Maurizio Colozza per le sue doti umane e da amministratore. Alla famiglia, agli amici ed a tutta la comunità di Monticiano vanno le mie più sentite condoglianze”. Così il presidente della Toscana Eugenio Giani ha ricordato il sindaco di Monticiano. “Colozza ha dedicato gran parte della sua vita al servizio dello Stato e della comunità – ha concluso Giani – ed oggi la sua scomparsa, causata dalla pandemia contro la quale combattiamo, è un dolore per tutti. Esprimo il profondo cordoglio dell’intera la Giunta regionale”.

La prefetto di Siena Maria Forte esprime cordoglio per l’improvvisa e prematura scomparsa del sindaco di Monticiano Maurizio Colozza, una figura conosciuta, è spiegato in una nota della prefettura, ed apprezzata per le indiscutibili qualità professionali, per l’umanità, l’empatia e per l’alto impegno civico, che lo hanno reso protagonista della scena politica locale. Il prefetto rivolge un sincero pensiero di vicinanza ai familiari e a tutta la comunità di Monticiano.

“Tutta Uncem si unisce con commozione al cordoglio del sistema istituzionale italiano per la scomparsa del sindaco di Monticiano Maurizio Colozza, portato via dal covid. Presidente dell’Unione dei Comuni della Val di Merse, persona pacata e collaborativa, amministratore attento e capace”. Lo ricordano in particolare i coordinatori di Uncem Toscana Raffaella Mariani e Camilla Bianchi, con Maurizio Gugliotti e tutti i componenti del Consiglio nazionale Uncem e il Presidente Marco Bussone. “Un nuovo lutto – scrive., in una nota, l’unione dei comuni montani – colpisce il sistema istituzionale, i primi cittadini, alla guida instancabile delle loro comunità. Maurizio ha dato la vita fino in fondo per la sua comunità, per il suo territorio, credendo in un nuovo modello di sviluppo, con una testimonianza che resta, che fa bene e che genera coesione, testimoni nelle Amministrazioni locali. Uncem, con tutta la Montagna italiana, lo ringrazia e si unisce alla famiglia e ai suoi Concittadini”.

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Vaccini over 80: Toscana recupera su 1/a dose, media Italia

Vaccini over 80: Toscana recupera su 1/a dose, media Italia

Ancora indietro per la seconda di richiamo per le vaccinazioni degli over 80. La somministrazione delle prime dosi dovrebbe concludersi il 25 aprile

La Regione Toscana nella settimana ha recuperato terreno sulla somministrazione della prima dose di vaccino antiCovid agli over80, raggiungendo la media italiana, tuttavia resta indietro sulla seconda dose. E’ quanto segnala lo staff del presidente della Toscana, Eugenio Giani, in base al rapporto settimanale della presidenza del Consiglio dei ministri, pubblicato oggi.

La Toscana ha raggiunto con la prima dose di vaccino anti Covid il 68,12% della popolazione over 80, rispetto a una media italiana pari a 68,20%. Per quanto riguarda la seconda dose, invece, lo stesso report indica per la Toscana una copertura degli over 80 pari al 27,06%, risultato che resta parecchio inferiore alla media italiana che si attesta al 38,79%.

Proseguono le vaccinazioni degli over 80, anche nel fine settimana e di domenica. E grazie alla collaborazione tra medici di famiglia e strutture sanitarie ci si potrà vaccinare, oltre che negli studi medici o a domicilio, anche presso alcuni centri individuati dalle Asl.

Sabato 10 e domenica 11 aprile le persone con più di 80 anni, indicate dai medici di famiglia, potranno dunque recarsi a Pistoia alla Cattedrale nell’area ex Breda, a Carrara al Carrara Fiere, a Lucca al vecchio ospedale Campo di Marte, ad Arezzo al Centro Affari, a Follonica al centro vaccinale Fonderia 1 e, in provincia di Firenze, a Borgo San Lorenzo. A Prato, dove era stato messo a disposizione il centro Pegaso 2, gli anziani dell’elenco fornito alle Asl riceveranno tutti il vaccino a casa.

 

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Moby Prince, 30 anni dal disastro: parenti, “strage non prescritta speriamo processo”

Moby Prince, 30 anni dal disastro: parenti, “strage non prescritta speriamo processo”

Sabato 10 aprile, ricorre il 30° anniversario della tragedia del Moby Prince, la più grande sciagura della marineria civile italiana con 140 morti

Per il disastro del Moby Prince “i reati non prescritti sono quelli di strage e la speranza è che” il procuratore di Livorno “trovi elementi tali per continuare le indagini e rinviare a giudizio i presunti colpevoli”: “Il percorso intrapreso è ancora lungo e pieno di ostacoli” e “chi ha omesso, manomesso e agito per intralciare questo percorso, spera che il tempo sia dalla sua parte, ma non sarà così”. Così in una nota congiunta, alla vigilia del trentesimo anniversario della tragedia costata la vita a 140 persone, Luchino e Angelo Chessa, a capo dell’associazione 10 Aprile-Familiari Vittime Moby Prince Onlus e Nicola Rosetti, presidente dell’Associazione 140 Familiari vittime Moby Prince.

I parenti, scrivono, pur distanti a causa delle restrizioni legate alla pandemia, “sono uniti in un abbraccio virtuale con tutti coloro che condividono il dolore, ma anche il percorso della ricerca della verità e della giustizia. Da alcuni anni la sensibilità intorno alla storia del Moby Prince è in costante aumento e interessa anche le autorità istituzionali e il mondo politico. A questo riguardo i familiari delle vittime ringraziano infinitamente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha manifestato la sua vicinanza”, e le istituzioni “sono sempre più vicine ai familiari delle vittime e questo è percepibile dalla 5 proposte di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta che dovrà proseguire l’ottimo lavoro della precedente”. I familiari” hanno richiesto pubblicamente una commissione bicamerale, “ma in ogni caso plaudono alla unificazione dei tre testi di commissione monocamerale presente alla Camera. La speranza è che venga votata quanto prima” e possa iniziare il suo lavoro, “supportando la Procura di Livorno “che nel più totale riserbo sta procedendo senza esitazione”.

I familiari ricordano poi “Loris Rispoli, presidente dell’Associazione 140 familiari vittime Moby Prince, un esempio civile, un combattente senza tregua, che sta in questi mesi combattendo per un problema di salute e che speriamo poter rivedere in trincea come ha sempre fatto per questi trent’anni”

Tante le iniziative in corso a Livorno. Come un fuoco all’orizzonte che illumina la memoria, come una torcia che arde in cerca della verità. Così la notte tra sabato 10 e domenica 11 aprile una luce rossa avvolgerà l’Amedeo Modigliani Forum di Livorno. Alle 15 si terrà una cerimonia nella sala consiliare con la presenza del governatore Giani e poi alle 17

deposizione del cuscino di rose donato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della corona di alloro alla lapide che riporta i nomi delle 140 vittime del tragedia del 10 aprile 1991.

La lettura dei nomi delle 140 vittime che negli anni passati veniva declamata da Loris Rispoli, presidente dell’Associazione “140 Familiari delle Vittime del Moby Prince” e che quest’anno non sarà presente per motivi di salute, sarà effettuata da un gruppo di persone che rappresentano la città dal punto di vista istituzionale, culturale, spettacolare, associativo e del volontariato, giornalistico, studentesco, sportivo, oltre ad un gruppo di familiari delle vittime. Dopo la lettura si terrà il lancio di 30 rose rosse in mare, in ricordo degli anni trascorsi da una delle più profonde ferite subite da Livorno. Infine, alle 18.50 un concerto nel Teatro Goldoni, vuoto, trasmesso su Granducato Tv.

Sul balcone della facciata di Palazzo Granducale, sede della Provincia, sarà appeso uno striscione per ricordare l’anniversario dell’incidente e l’Ente sarà presente alle cerimonie di commemorazione con il proprio gonfalone. “Sono passati 30 anni dalla tragedia del Moby Prince, ma ancora non è stata accertata la verità sulle cause dell’incidente e sul perché 140 persone persero la vita in attesa dei soccorsi. Alle cerimonie di commemorazione della tragedia, che anche quest’anno si svolgeranno in forma ridotta a causa della pandemia, non potranno essere presenti i familiari delle vittime, ai quali esprimo vicinanza e sostegno in questo giorno di doloroso ricorso”.

Così la presidente della Provincia di Livorno Marida Bessi, in occasione del 30mo anniversario della tragedia del Moby Prince. “Desidero, inoltre – aggiunge Bessi in una nota – , inviare un affettuoso abbraccio ed augurio di pronta guarigione al presidente del comitato dei familiari, Loris Rispoli, da sempre animatore delle tante iniziative promosse con coraggio e determinazione per chiedere giustizia. La Provincia, sarà sempre al loro fianco perché lo Stato mantenga la dovuta attenzione su questa assurda tragedia e faccia ogni sforzo per dare ai responsabili del disastro un nome e cognome”.

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Toscana zona arancione, Firenze, Prato ed altre aree zona rossa

Toscana zona arancione, Firenze, Prato ed altre aree zona rossa

Firenze, la Toscana, per atto del Ministro della Salute, è in zona arancione da lunedì 12 Aprile. Sentito lo stesso Ministro della Salute permangono in zona rossa fino alle ore 14 di Sabato 17 Aprile le Province di Firenze e Prato, la notizia arriva in tarda sera dall’ufficio stampa del presidente Eugenio Giani.

Inoltre rimangono in zona rossa i comuni della Toscana di San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto parte della Provincia di Pisa ma compresi nella zona socio sanitaria Valdarno Empolese Valdelsa, i comuni di Poggibonsi, San Gimignano, Colle di Val d’Elsa, Casole d’Elsa, Radicondoli compresi nella zona socio sanitaria Alta Vald’elsa, Provincia di Siena.

Le due province e le due zone sociosanitarie superano l’indice di contagio settimanale dei 250 contagiati su 100.000 abitanti, dato limite indicato dalla legge per l’assunzione di provvedimenti.

L’atto è determinato dalla situazione ad alto rischio nel sistema ospedaliero e sanitario con fortissima occupazione di terapie intensive e alta diffusione di ricoveri nei reparti Covid.

I pareri dei Direttori di Asl competenti sono concordi nel chiedere di limitare la mobilità per non congestionare ulteriormente e il sistema ospedaliero e sanitario toscano.

Le decisioni sono state assunte dopo attento esame in assemblee con i Sindaci dei territori interessati.

“Pur con la Toscana di nuovo arancione, Prato resta zona rossa anche per la prossima settimana – ha commentato sulla sua pagina Facebook il sindaco Matteo Biffoni, secondo cui – al di là del numero dei contagi (oggi si contano 158 casi positivi e cinque decessi) e del trend dei parametri fortunatamente in ribasso, non possiamo ignorare l’appello dei medici ospedalieri e di tanti operatori sanitari che ci chiedono ancora cautela e rigore”.

Per Biffoni, “la gravità del virus, la sua capacità di diffusione, la necessità di ricoverare anche persone giovani e quindi la necessità di attivare ulteriori posti letto Covid-dedicati, l’utilizzo della terapia intensiva sono le preoccupazioni di cui è doveroso farci carico”. Il sindaco ha poi definito “urgente” l’arrivo di “un consistente numero di vaccini per tutte le fasce di età”

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