Pasqua: scoppio del carro ok a Firenze

Pasqua: scoppio del carro ok a Firenze

Il congegno trasportato da un razzo innescato dal cero santo acceso dall’arcivescovo, cardinale Giuseppe Betori – è partita dall’altare della cattedrale al momento dell’intonazione del Gloria, ha acceso i mortaretti e i fuochi d’artificio sul carro, ed è tornata al suo posto dando così l’auspicio, secondo la tradizione, per ‘buoni raccolti’.

Tutto bene a Firenze nel tradizionale ‘Scoppio del carro’, il ‘Brindellone’ come lo
chiamano i fiorentini: la colombina – il congegno trasportato da un razzo innescato dal cero santo acceso dall’arcivescovo, cardinale Giuseppe Betori – è partita dall’altare della
cattedrale al momento dell’intonazione del Gloria, ha acceso i mortaretti e i fuochi d’artificio sul carro, ed è tornata al suo posto dando così l’auspicio, secondo la tradizione, per ‘buoni
raccolti’.
In piazza, dietro le transenne poste a distanza di sicurezza dal carro, posizionato tra il sagrato della cattedrale e il Battistero, tantissimi fiorentini e turisti che hanno potuto
assistere alle fontane di fuoco, girandole e botti che si sono susseguiti dalla base fino alla sommità del ‘brindellone’.
Lo Scoppio del carro nel giorno di Pasqua, secondo la tradizione popolare, trae origine dalle gesta dei fiorentini alle Crociate e del loro ritorno in città, nel 1101.
Tra i presenti in piazza anche il sindaco Dario Nardella e il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, e anche il candidato a sindaco del centrodestra Ubaldo Bocci, con tanto di
stretta di mano in Battistero prima dell’inizio della celebrazione.
Alla fine dello spettacolo, mentre il corteo lasciava la piazza, in cattedrale l’arcivescovo Betori ha proseguito la messa pasquale.

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Firenze: al via mostra itinerante “Riflessioni su Dante” di Lahiji

Firenze: al via mostra itinerante “Riflessioni su Dante” di Lahiji

Al via domani, 20 marzo, la mostra “Riflessioni su Dante”, l’installazione d’arte a più tappe di Tannaz Lahiji. L’artista persiana, da oltre dieci anni a Firenze, nonché docente della LABA – Libera Accademia di Belle Arti – e collaboratrice della New York University nota per le sue performance di body painting e installazioni di arte contemporanea – a Maggio anche presente alla Biennale di Venezia con la galleria MA-EC di Milano -, ha realizzato un progetto itinerante che prevede la collocazione di alcune opere – pittoriche e non – all’interno di un percorso articolato nelle sedi storiche di Palazzo Vecchio, Museo Casa di Dante, Palazzo Bastogi e il Mercato Centrale.

La mostra è stata presentata oggi alla presenza dell’artista, del sindaco Dario Nardella, del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e della curatrice Manuela Antonucci.

“Una mostra dai molti spunti culturali e autobiografici – ha commentato il sindaco Nardella – dato che l’artista rende omaggio al legame profondo tra Firenze e Persia e in particolare a una grande figura della cultura universale, Dante Alighieri. Questa mostra guarda già alle celebrazioni dantesche del 2021 e ne rappresenta quasi una ouverture. Con un approccio coraggioso, ma anche con rispetto, sensibilità ed originalità Tannaz si affaccia all’universo dantesco e anche alla città di Firenze, introducendo elementi artistici in diversi luoghi e affascinando e creando una vera e propria esperienza multisensoriale”.

Partendo dalla Sala d’Arme di Palazzo Vecchio con un’installazione che si estende per oltre 300 metri quadrati (Pardis), continuando nella Sala dei Priori con una preziosa composizione dantesca (Maschera di Dante); passando per il vicino Palazzo Bastogi con una re-interpretazione cromatica di alcune tele rinnovate da ispirazione infernale (Inferno), fino al Museo Casa di Dante con un’opera di ghiaccio realizzata in suo onore (Busto di Dante), l’artista conclude il percorso d’arte in un luogo popolato da Golosi – il Mercato Centrale- con una maestosa installazione ispirata a Ulisse al suo amore per la “virtute e canoscenza”, solennemente punito da Dante.

“Così Tannaz Lahiji indaga il genio fiorentino ed evoca, a tratti, le origini persiane che l’artista custodisce dentro di sé. Mescolando le origini, culture ed esperienze, le trasporta – contemporaneamente – dentro la storia di Firenze – spiega la curatrice e scrittrice Manuela Antonucci -. Si assiste a un’osmosi culturale e storica che unisce due civiltà, due paesi distanti eppure allo stesso tempo vicini, in quanto fondati su principi e valori appartenenti all’uomo e non alle razze, per questo universali”.

Partecipano al progetto il Consiglio Regionale della Toscana, il Comune di Firenze, l’Associazione Muse e Lorenzo Villoresi Profumi.

Lahiji

– “Pardis” (Palazzo Vecchio, Sala d’Arme) – Inaugurazione 20 Marzo 17:30 – 9 Aprile 2019

Nella tradizione persiana, il Pardis è il giardino antistante la casa, spesso realizzato in una oasi in mezzo al deserto, in cui il viandante riceve ospitalità e sollievo. Il Pardis di Tannaz è la proiezione del suo vissuto in un luogo e un tempo lontani che sono ancora dentro l’autrice e che tornano alla sua memoria come parte di sé che non ha mai dimenticato, ancora impressa nella sua mente e nei suoi sensi. Così Tannaz Lahiji tira fuori il suo io “più antico” e, da performer quale è, riproduce l’esperienza di quei momenti.

La Sala d’Arme sarà, quindi, completamente rivestita di una pavimentazione pittorica realizzata dall’artista, con al centro la costruzione della fontana tipica del Pardis persiano, all’interno di un sistema di videoproiezioni che immergeranno completamente lo spettatore nell’atmosfera evocata dai ricordi dell’artista di quei luoghi.

L’installazione riproduce la stessa dimensione che l’artista viveva in quei giardini, con i suoni della natura, il canto degli uccelli, l’atmosfera, il senso di pace e l’aria che lei stessa respirava in quel luogo di felicità: il suo paradiso. E propone a Firenze lo stesso contesto ovvero, la stessa dimensione, in modo da offrire anche a noi quell’esperienza, o un’idea ad essa assai vicina. Un posto colmo di bellezza e di amore che Tannaz ha vissuto e che accosta alla profusione di amore e luce descritta nel Paradiso dantesco.

 Lahiji

– “Inferno” (Palazzo Bastogi) – Inaugurazione 25 Marzo 17.00 – 10 Aprile 2019

Il progetto propone la re-interpretazione cromatica di alcune opere di Tannaz Lahiji alla luce di determinati versi dell’Inferno. In questa installazione, partendo dall’amore descritto da Dante nel Canto V, quello di Paolo e Francesca, (siamo nel II cerchio), Tannaz riflette sulla presenza simultanea, nella cantica, del Male – peccato dei dannati e di Lucifero – e del Bene, la cui espressione suprema è per Tannaz l’amore, quello passionale di Paolo e Francesca, ma anche quello intellettuale per la “virtute e canoscenza” di Ulisse.

Allo stesso modo, le tele interessate nell’installazione, se illuminate dal blu – luce fredda, priva di compassione – assumono le sembianze di una bolgia infernale, quella del canto V, nel quale la tempesta di vento agita le anime dei dannati e le scaraventa in un movimento tumultuoso e senza fine. Le stesse tele, illuminate di luce rossa – calda, piena di amore – perdono qualsiasi forma infernale e appaiono colme di purezza e candore, annientando ogni tenebra. Solo se esposte alla luce naturale, le tele ritornano alle loro sembianze originarie. Così Tannaz Lahiji ripercorre l’animo umano e il suo modo di vivere: quando irato e ostile, la vita risulterà peggiore di quella che essa è; quando amorevole, contribuirà a viverla in serenità e letizia.

– “Riflessioni su Dante” (Palazzo Vecchio, Sala dei Priori) – Inaugurazione 20 Marzo 17:30 – 9 Aprile 2019

Alcuni indizi d’acqua conducono al piano superiore, nella Sala dei Priori, dove è esposta una preziosa composizione dantesca: la Maschera di Dante accostata a un volume de La Divina Commedia originale del 1400 e a un’opera dell’artista costantemente illuminata da colori e tonalità differenti – correlati ai cromatismi delle tele esposte a Palazzo Bastogi – riproducono una visione originale dell’opera dantesca.

– “Busto di Dante” (Museo casa di  Dante) – Inaugurazione 27 Marzo ore 11.00 – 15 Aprile 19

In onore a Dante, l’artista colloca all’esterno della struttura un suo busto realizzato in ghiaccio, che non ha solo una forma, ma nasce, vive e muore dentro un arco temporale definito – un giorno – perché una volta esposto, inizierà il processo di liquefazione e scomparirà completamente al termine del tramonto.

Dunque, ogni giorno, per un mese, Tannaz Lahiji esporrà un calco del poeta. Come Dante pone Lucifero nel profondo dell’Inferno – infilato nel ghiaccio – per costringerlo all’eterna dannazione, così Tannaz Lahiji incastona Dante nello stesso elemento, ma al fine di condurre il poeta all’eterna lode.

– “Golosi” e “Vortice di Ulisse” (Mercato Centrale) – Inaugurazione 30 Marzo

In un luogo naturalmente popolato da Golosi – il Mercato Centrale – l’artista presenta una maestosa e imponente struttura a rappresentare un vortice d’acqua: è l’interpretazione della grandezza e solennità del mare che sovrasta Ulisse nel Canto XXVI dell’Inferno, punito per aver seguito la sua ambizione di conoscenza senza preoccuparsi dei principi divini – che valica insieme ai suoi uomini, superando le colonne d’Ercole, limite che non doveva essere oltrepassato. Il seguire solo la ragione ovvero “virtute e canoscenza” – oltre a indurre i suoi compagni a fare altrettanto – è ciò che conduce Ulisse alla morte, inabissandolo e ricoprendolo d’acqua.

Figlia d’arte, Tannaz Lahiji nasce l’8 Marzo nel 1978 a Tehran, in Iran, da padre insegnante d’arte e madre pittrice. Circondata sin da piccola da colori e pennelli, intraprende da subito la strada artistica, che la porterà a laurearsi in Pittura presso la Libera Università d’Arte e Architettura di Tehran.

Nel 2004 si trasferisce in Italia, a Firenze, dove vive da oltre dieci anni. Attualmente è docente presso la Libera Accademia di Belle Arti ed accompagna la passione per l’insegnamento ad una promettente carriera artistica. La sua costante ricerca la porta a sperimentare sempre nuove forme di rielaborazione artistica, nella pittura come nella performance, fino alla complessità polimaterica dell’installazione. Ha realizzato mostre in tutta Italia e all’estero, come Londra, Mosca, Los Angeles, Shanghai e a Darmeshtad in Germania.

Vanta collaborazioni importanti come quella con la New York University su un progetto internazionale che correla l’arte alle neuroscienze. A Maggio sarà presente alla Biennale di Venezia in collaborazione con la Galleria Ma-Ec di Milano.

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Firenze: al via mostra itinerante “Riflessioni su Dante” di Lahiji

Al via domani, 20 marzo, la mostra “Riflessioni su Dante”, l’installazione d’arte a più tappe di Tannaz Lahiji. L’artista persiana, da oltre dieci anni a Firenze, nonché docente della LABA – Libera Accademia di Belle Arti – e collaboratrice della New York University nota per le sue performance di body painting e installazioni di arte contemporanea – a Maggio anche presente alla Biennale di Venezia con la galleria MA-EC di Milano -, ha realizzato un progetto itinerante che prevede la collocazione di alcune opere – pittoriche e non – all’interno di un percorso articolato nelle sedi storiche di Palazzo Vecchio, Museo Casa di Dante, Palazzo Bastogi e il Mercato Centrale.

La mostra è stata presentata oggi alla presenza dell’artista, del sindaco Dario Nardella, del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e della curatrice Manuela Antonucci.

“Una mostra dai molti spunti culturali e autobiografici – ha commentato il sindaco Nardella – dato che l’artista rende omaggio al legame profondo tra Firenze e Persia e in particolare a una grande figura della cultura universale, Dante Alighieri. Questa mostra guarda già alle celebrazioni dantesche del 2021 e ne rappresenta quasi una ouverture. Con un approccio coraggioso, ma anche con rispetto, sensibilità ed originalità Tannaz si affaccia all’universo dantesco e anche alla città di Firenze, introducendo elementi artistici in diversi luoghi e affascinando e creando una vera e propria esperienza multisensoriale”.

Partendo dalla Sala d’Arme di Palazzo Vecchio con un’installazione che si estende per oltre 300 metri quadrati (Pardis), continuando nella Sala dei Priori con una preziosa composizione dantesca (Maschera di Dante); passando per il vicino Palazzo Bastogi con una re-interpretazione cromatica di alcune tele rinnovate da ispirazione infernale (Inferno), fino al Museo Casa di Dante con un’opera di ghiaccio realizzata in suo onore (Busto di Dante), l’artista conclude il percorso d’arte in un luogo popolato da Golosi – il Mercato Centrale- con una maestosa installazione ispirata a Ulisse al suo amore per la “virtute e canoscenza”, solennemente punito da Dante.

“Così Tannaz Lahiji indaga il genio fiorentino ed evoca, a tratti, le origini persiane che l’artista custodisce dentro di sé. Mescolando le origini, culture ed esperienze, le trasporta – contemporaneamente – dentro la storia di Firenze – spiega la curatrice e scrittrice Manuela Antonucci -. Si assiste a un’osmosi culturale e storica che unisce due civiltà, due paesi distanti eppure allo stesso tempo vicini, in quanto fondati su principi e valori appartenenti all’uomo e non alle razze, per questo universali”.

Partecipano al progetto il Consiglio Regionale della Toscana, il Comune di Firenze, l’Associazione Muse e Lorenzo Villoresi Profumi.

Lahiji

– “Pardis” (Palazzo Vecchio, Sala d’Arme) – Inaugurazione 20 Marzo 17:30 – 9 Aprile 2019

Nella tradizione persiana, il Pardis è il giardino antistante la casa, spesso realizzato in una oasi in mezzo al deserto, in cui il viandante riceve ospitalità e sollievo. Il Pardis di Tannaz è la proiezione del suo vissuto in un luogo e un tempo lontani che sono ancora dentro l’autrice e che tornano alla sua memoria come parte di sé che non ha mai dimenticato, ancora impressa nella sua mente e nei suoi sensi. Così Tannaz Lahiji tira fuori il suo io “più antico” e, da performer quale è, riproduce l’esperienza di quei momenti.

La Sala d’Arme sarà, quindi, completamente rivestita di una pavimentazione pittorica realizzata dall’artista, con al centro la costruzione della fontana tipica del Pardis persiano, all’interno di un sistema di videoproiezioni che immergeranno completamente lo spettatore nell’atmosfera evocata dai ricordi dell’artista di quei luoghi.

L’installazione riproduce la stessa dimensione che l’artista viveva in quei giardini, con i suoni della natura, il canto degli uccelli, l’atmosfera, il senso di pace e l’aria che lei stessa respirava in quel luogo di felicità: il suo paradiso. E propone a Firenze lo stesso contesto ovvero, la stessa dimensione, in modo da offrire anche a noi quell’esperienza, o un’idea ad essa assai vicina. Un posto colmo di bellezza e di amore che Tannaz ha vissuto e che accosta alla profusione di amore e luce descritta nel Paradiso dantesco.

 Lahiji

– “Inferno” (Palazzo Bastogi) – Inaugurazione 25 Marzo 17.00 – 10 Aprile 2019

Il progetto propone la re-interpretazione cromatica di alcune opere di Tannaz Lahiji alla luce di determinati versi dell’Inferno. In questa installazione, partendo dall’amore descritto da Dante nel Canto V, quello di Paolo e Francesca, (siamo nel II cerchio), Tannaz riflette sulla presenza simultanea, nella cantica, del Male – peccato dei dannati e di Lucifero – e del Bene, la cui espressione suprema è per Tannaz l’amore, quello passionale di Paolo e Francesca, ma anche quello intellettuale per la “virtute e canoscenza” di Ulisse.

Allo stesso modo, le tele interessate nell’installazione, se illuminate dal blu – luce fredda, priva di compassione – assumono le sembianze di una bolgia infernale, quella del canto V, nel quale la tempesta di vento agita le anime dei dannati e le scaraventa in un movimento tumultuoso e senza fine. Le stesse tele, illuminate di luce rossa – calda, piena di amore – perdono qualsiasi forma infernale e appaiono colme di purezza e candore, annientando ogni tenebra. Solo se esposte alla luce naturale, le tele ritornano alle loro sembianze originarie. Così Tannaz Lahiji ripercorre l’animo umano e il suo modo di vivere: quando irato e ostile, la vita risulterà peggiore di quella che essa è; quando amorevole, contribuirà a viverla in serenità e letizia.

– “Riflessioni su Dante” (Palazzo Vecchio, Sala dei Priori) – Inaugurazione 20 Marzo 17:30 – 9 Aprile 2019

Alcuni indizi d’acqua conducono al piano superiore, nella Sala dei Priori, dove è esposta una preziosa composizione dantesca: la Maschera di Dante accostata a un volume de La Divina Commedia originale del 1400 e a un’opera dell’artista costantemente illuminata da colori e tonalità differenti – correlati ai cromatismi delle tele esposte a Palazzo Bastogi – riproducono una visione originale dell’opera dantesca.

– “Busto di Dante” (Museo casa di  Dante) – Inaugurazione 27 Marzo ore 11.00 – 15 Aprile 19

In onore a Dante, l’artista colloca all’esterno della struttura un suo busto realizzato in ghiaccio, che non ha solo una forma, ma nasce, vive e muore dentro un arco temporale definito – un giorno – perché una volta esposto, inizierà il processo di liquefazione e scomparirà completamente al termine del tramonto.

Dunque, ogni giorno, per un mese, Tannaz Lahiji esporrà un calco del poeta. Come Dante pone Lucifero nel profondo dell’Inferno – infilato nel ghiaccio – per costringerlo all’eterna dannazione, così Tannaz Lahiji incastona Dante nello stesso elemento, ma al fine di condurre il poeta all’eterna lode.

– “Golosi” e “Vortice di Ulisse” (Mercato Centrale) – Inaugurazione 30 Marzo

In un luogo naturalmente popolato da Golosi – il Mercato Centrale – l’artista presenta una maestosa e imponente struttura a rappresentare un vortice d’acqua: è l’interpretazione della grandezza e solennità del mare che sovrasta Ulisse nel Canto XXVI dell’Inferno, punito per aver seguito la sua ambizione di conoscenza senza preoccuparsi dei principi divini – che valica insieme ai suoi uomini, superando le colonne d’Ercole, limite che non doveva essere oltrepassato. Il seguire solo la ragione ovvero “virtute e canoscenza” – oltre a indurre i suoi compagni a fare altrettanto – è ciò che conduce Ulisse alla morte, inabissandolo e ricoprendolo d’acqua.

Figlia d’arte, Tannaz Lahiji nasce l’8 Marzo nel 1978 a Tehran, in Iran, da padre insegnante d’arte e madre pittrice. Circondata sin da piccola da colori e pennelli, intraprende da subito la strada artistica, che la porterà a laurearsi in Pittura presso la Libera Università d’Arte e Architettura di Tehran.

Nel 2004 si trasferisce in Italia, a Firenze, dove vive da oltre dieci anni. Attualmente è docente presso la Libera Accademia di Belle Arti ed accompagna la passione per l’insegnamento ad una promettente carriera artistica. La sua costante ricerca la porta a sperimentare sempre nuove forme di rielaborazione artistica, nella pittura come nella performance, fino alla complessità polimaterica dell’installazione. Ha realizzato mostre in tutta Italia e all’estero, come Londra, Mosca, Los Angeles, Shanghai e a Darmeshtad in Germania.

Vanta collaborazioni importanti come quella con la New York University su un progetto internazionale che correla l’arte alle neuroscienze. A Maggio sarà presente alla Biennale di Venezia in collaborazione con la Galleria Ma-Ec di Milano.

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Aereo caduto, Rossi: “Spini e Vigiani veri operatori di pace”

Aereo caduto, Rossi: “Spini e Vigiani veri operatori di pace”

Enrico Rossi, governatore della Toscana: ‘Ammirazione per loro scelta di fare cooperanti in Africa” La Regione Toscana parteciperà ai funerali quando saranno celebrati a Sansepolcro (Arezzo).

“Mi unisco al cordoglio unanime per i 157 morti sul Boeing caduto in Africa. Tra loro c’erano otto italiani e due toscani, il dottor Carlo Spini e sua moglie, l’infermiera Gabriella Vigiani. Ai loro figli giungano le condoglianze e la partecipazione di tutti i toscani. Il nostro cordoglio è accompagnato da un senso di gratitudine, dall’ammirazione e dal ringraziamento per la scelta che avevano compiuto di impegnarsi come cooperanti in aiuto delle popolazioni africane”. Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ricorda le vittime dell’incidente aereo avvenuto ieri in Etiopia.

“Da loro, veri operatori di pace, capaci di mettere a disposizione degli altri la propria esperienza professionale – sottolinea Rossi in una nota -, ci viene una lezione difficile da dimenticare ed uno stimolo a proseguire lungo il solco che hanno tracciato, fatto di solidarietà e impegno per lo sviluppo dei paesi africani”.

Il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani si è espresso sulla questione parlando ai giornalisti. “La morte di questi nostri concittadini – ha detto Giani – così impegnati nel sociale è una tragedia che ha commosso tutti in questi giorni. Nella loro attività per gli altri c’era il sublimarsi di quella cultura che sentiamo nostra, per questo siamo vicini alla famiglia e ricordiamo la loro memoria”.

“La Regione Toscana parteciperà ai loro funerali quando saranno riportati nella loro terra, Sansepolcro (Arezzo) – ha aggiunto Giani -, una terra che ha un livello di espressione dei sentimenti e della vocazione alla solidarietà che sentiamo parte essenziale della nostra cultura toscana”.

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Firenze, torna Rosamimosa, corsa femminile più antica d’Italia

Firenze, torna Rosamimosa, corsa femminile più antica d’Italia

Domani, 8 marzo, 34esima corsa ‘Rosamimosa’ dedicata alla parità sul lavoro.

Torna sabato 9 marzo a Firenze ‘Rosamimosa’, la corsa femminile più antica d’Italia, presentata oggi in Consiglio regionale. Si potrà scegliere se partecipare alla gara competitiva di otto chilometri o alla passeggiata ludico motoria di cinque chilometri. ‘Rosamimosa’ avrà partenza e arrivo nello stadio di atletica Betti, in via del Filarete. La manifestazione, giunta alla 34ma edizione, è organizzata dal gruppo sportivo ‘Le torri podismo’ di Firenze e quest’anno è intitolata ‘Donne in corsa per la parità sul lavoro’. Per questo è stata avviata una collaborazione con ‘Jobbando’, manifestazione che incrocia domanda e offerta di lavoro.

Per il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani si tratta dell’unica “manifestazione dedicata alla donna che pone al centro lo sport”, una corsa che “afferma identità e valori di cui la donna è portatrice nella nostra società”. Giani ha anche evidenziato l’importanza di una corsa “concentrata nel Quartiere 4, una parte di città ad alta residenzialità e con radici importanti”. Radici enfatizzate da Mirko Dormentoni, presidente del Quartiere 4, secondo cui l’appuntamento è diventato “un’istituzione sul nostro territorio”. In primo piano i valori di solidarietà che tradizionalmente animano ‘Rosamimosa’: un euro per ogni iscrizione sarà devoluto a ‘Cure2Children’, l’associazione che è nata dall’iniziativa di un gruppo di genitori che ha perduto i propri figli, malati di gravi patologie come cancro e leucemie, e che interviene per curare questi bambini nei paesi emergenti.

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