Studentesse Usa: carabinieri, pm chiede 5 anni e 8 mesi per Camuffo

Studentesse Usa: carabinieri, pm chiede 5 anni e 8 mesi per Camuffo

Il pm di Firenze Ornella Galeotti ha chiesto stamani la condanna in rito abbreviato per Marco Camuffo e il rinvio a giudizio per Pietro Costa,  i due carabinieri accusati di aver violentato due studentesse Usa

Il pm di Firenze Ornella Galeotti ha chiesto stamani, in occasione dell’udienza preliminare davanti al gup Fabio Frangini, la condanna in rito abbreviato per Marco Camuffo e il rinvio a giudizio per Pietro Costa, i due carabinieri accusati di aver violentato due studentesse Usa nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2017 dopo averle riaccompagnate a casa con l’auto di servizio da una discoteca fiorentina. Per Camuffo il pm ha chiesto 5 anni e 8 mesi di condanna, tenuto conto della riduzione legata al rito abbreviato.

Davanti al gup Camuffo ha reso dichiarazioni spontanee dicendo che il rapporto avuto con una delle due ragazze americane “fu consensuale” e che non fu lui a decidere di accompagnare le ragazze dalla discoteca alla loro casa di Firenze, ma fu iniziativa del collega Costa. Il giudice dovrebbe decidere oggi sulle richieste dopo aver ascoltato i difensori e le parti civili.

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Stupro 21enne: “aggressore non riesce a contenere istinti, giusto il carcere”

Stupro 21enne: “aggressore non riesce a contenere istinti, giusto il carcere”

Lo scrive il gip di Firenze Fabio Frangini, nell’ordinanza con la quale ha disposto la custodia cautelare in carcere per Arnaut Mustafa, il 25enne  fermato dalla polizia con l’accusa di aver violentato una ragazza di 21 anni nella zona del Varlungo a Firenze.

Un individuo “pericolosissimo”, che ha agito con “una violenza inaudita”, “un soggetto violento”, che “non riesce per nulla a trattenere i suoi impulsi” e “non fa nulla per contenere i suoi istinti”. Lo scrive il gip di Firenze Fabio Frangini, nell’ordinanza con la quale ha disposto la custodia cautelare in carcere per Arnaut Mustafa, il 25enne romeno fermato dalla polizia con l’accusa di aver violentato una ragazza di 21 anni nella zona del Varlungo a Firenze. “Si tratta di un soggetto – ha aggiunto il giudice – che a qualsiasi latitudine si trovi non riesce minimamente a trattenere i suoi impulsi sessuali e la sua aggressività”.
Arnaut Mustafa risulta gravato da una serie di precedenti di polizia per ricettazione, invasione di edifici, lesioni personali e porto di arma impropria. Nei suoi confronti, precisa sempre il gip, sono in corso indagini per verificare se sia l’autore di un altro episodio simile, avvenuto quasi negli stessi luoghi e con modalità analoghe. Il pericolo di reiterazione del reato, ha sottolineato ancora il giudice motivando la scelta della custodia in carcere, “è più che evidente a fronte di soggetto violento e senza freni inibitori”.

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Denuncia violenza carabinieri: gup dispone perizia su telefonate ragazze

Denuncia violenza carabinieri: gup dispone perizia su telefonate ragazze

Il gup Fabio Frangini ha disposto una perizia sulle telefonate intercettate alle ragazze americane che il 7 settembre 2017 denunciarono di esser state violentate dai carabinieri Marco Camuffo e Pietro Costa dopo averle riaccompagnate a casa con l’auto di servizio da una discoteca a Firenze.

I difensori dei carabinieri hanno chiesto la perizia su conversazioni telefoniche che le ragazze tennero fra di loro, coi genitori e con altri. Sono in tutto nove le telefonate ritenute di interesse nel procedimento in corso, che ora è nella fase dell’udienza preliminare, con la richiesta di processo per i due militari per violenza sessuale.

Secondo quanto emerge, dopo esser state interrogate, alle ragazze furono messi i cellulari sotto controllo. Il giudice ha disposto che l”interprete deve depositare la perizia entro il prossimo 5 ottobre. Tra le indicazioni, il perito deve tradurre le conversazioni dall’inglese e trascriverle in italiano

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Università di Firenze: assolti professori, niente peculato su fondi Ue

Università di Firenze: assolti professori, niente peculato su fondi Ue

Il giudice Fabio Frangini ha assolto i due professori dell’Università di Firenze accusati di peculato per oltre 1 milione di euro, perché il fatto non sussiste. Il processo si è svolto con rito abbreviato.

I due professori sono Claudio Borri, già direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’università di Firenze (difeso dall’avvocato Enrico Zurli), ed Elisa Guberti (difesa dall’avvocato Sandro Falciani), la project manager di alcuni progetti scientifici internazionali coordinati dallo stesso Borri.

L’accusa contro i professori era relativa a una presunta ‘non corretta’ rendicontazione di spese sostenute in tre progetti internazionali di ricerca finanziati dalla Commissione Europea.

Tutto era partito da un controllo effettuato da una società di revisione incaricata dalla stessa Commissione, che poi aveva chiesto all’Università la restituzione di quasi 300.000 euro di contributi versati. Una somma che l’ateneo fiorentino si era affrettata a restituire.

Ma il processo ha ribaltato le accuse anche grazie a una poderosa consulenza tecnica portata dalla difesa e che è stata curata dal commercialista Stefano Casagni.

Nella relazione è stata ricostruita nel dettaglio la correttezza della rendicontazione effettuata nell’ambito di progetti internazionali.

In particolare, secondo quanto emerso dai consulenti delle difese, per oltre 700.000 euro relativi ad un primo progetto si era trattato, infatti, di una contestazione frutto di un mero errore di lettura degli atti di indagine da parte degli investigatori, un errore materiale.

Mentre per gli altri 300.000 euro, relativi ad altri due progetti, il professor Borri aveva fin da subito contestato le conclusioni dell’audit, diffidando l’Università di Firenze dal restituire quelle somme alla Commissione Europea.

“Adesso – commentano i difensori Zurli e Falciani – Borri non intende fermarsi: qualcuno dovrà restituire all’ateneo fiorentino quei denari troppo frettolosamente rimandati a Bruxelles, e questo non sarà certo lui né la dottoressa Guberti, il cui operato è risultato esente da critiche”.

Lo stesso pm, Leopoldo De Gregorio, ha chiesto per primo l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

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