Sollicciano: trasferimento del direttore, Matulli “duro colpo che si aggiunge al caos carcerario”

Sollicciano: trasferimento del direttore, Matulli “duro colpo che si aggiunge al caos carcerario”

Il sovraffollamento è diventato ingestibile, la struttura – messa a dura prova dalla gestione della pandemia – cade a pezzi. E in questi giorni il direttore dell’istituto penitenziario di Firenze Fabio Prestopino viene trasferito in un’altra struttura italiana, l’Ucciardone di Palermo.

Ne ha dato notizia questa mattina ai nostri microfoni Giuseppe Matulli in qualità di volontario penitenziario e Presidente dell’Associazione Pantagruel.

“Rischiamo di aggiungere emergenza sull’emergenza, sintomo di un’enorme sottovalutazione della situazione carceraria”, afferma Matulli.

Intervista di Raffaele Plaumbo.

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Salute in carcere, presentati i corsi per i detenuti di Solliciano e Gozzini

Salute in carcere, presentati i corsi per i detenuti di Solliciano e Gozzini

Da settembre nel carcere di Sollicciano e nella Casa circondariale a custodia attenuata per tossicodipendenti Gozzini prenderanno il via i corsi di attività fisica adattata (Afa) per i detenuti. Il progetto sperimentale ‘Salute in carcere – Attività Fisica Adattata (AFA) in carcere presso NCP Sollicciano e CC Gozzini di Firenze’ è stato presentato a Palazzo Vecchio dall’assessore a Welfare e presidente della Società della salute di Firenze Andrea Vannucci, dall’assessore regionale a Diritto alla salute e Welfare Stefania Saccardi, dal direttore Società della Salute Marco Nerattini, dal direttore Salute carcere presidi penitenziari fiorentini Sandra Rogialli, dal direttore del Dipartimento Medicina fisica e riabilitazione Bruna Lombardi, dal direttore della Casa Circondariale NCP Sollicciano Fabio Prestopino e dal presidente dell’Associazione UISP Firenze Marco Ceccantini.
Il progetto affianca i percorsi di salute messi in atto dalla Regione Toscana, dall’Azienda Usl Toscana Centro, dalla Società della salute di Firenze e i programmi di sorveglianza sanitaria rivolti all’individuazione di eventuali fattori di rischio, con particolare riferimento alle malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e degenerative osteo-articolari. Tutto in un’ottica di ampliamento del concetto di salute in carcere e a sostegno di interventi innovativi di prevenzione, promozione della salute e riduzione delle disuguaglianze.
“Quella che prende il via in due strutture penitenziarie della nostra città è un’iniziativa importante che mette a disposizione di detenute e detenuti la possibilità di fare attività fisica assieme a tecnici formati e professionalità di livello. – ha detto l’assessore Vannucci – Un progetto che già abbiamo attivato in altri contesti, un’opportunità fondamentale per il benessere e la salute di tutti e risultato di una efficace sinergia tra le istituzioni, Comune, Regione, Società della Salute, Asl e che ha trovato in Uisp un interprete con grande esperienza sul campo in questo settore”.

“Abbiamo accolto con favore e sostenuto questo progetto volto a introdurre la possibilità di svolgere attività fisica nelle strutture penitenziarie. -ha fatto presente l’assessore regionale Saccardi – Quello del carcere è un ambito sul quale la Regione Toscana è impegnata su diversi fronti, ora appunto anche su quello dell’attività fisica che sappiamo bene riveste una funzione preventiva importante. La Regione peraltro ha ancora la responsabilità delle politiche della salute all’interno del carcere, a maggior ragione risulta cruciale il ruolo di questo progetto nell’ottica di prevenire problematiche sanitarie”.

Sandra Rogialli, direttore Salute carcere presidi penitenziari fiorentini, ha sottolineato “l’importanza di un progetto come questo all’interno del carcere” e la dottoressa Lombardi ha spiegato: “in termini di salute l’attività fisica è il farmaco più a basso costo, fondamentale quindi promuoverlo a tutti i livelli”.

“È un progetto in cui crediamo moltissimo e sul quale siamo da tempo impegnati come Società della Salute. – ha commentato Nerattini – Riattivare stili di vita positivi all’interno del carcere porta indubbiamente benefici e risultati e di questo non possiamo che essere davvero soddisfatti”.

“Il progetto Afa carcere vedrà coinvolti sei gruppi di detenuti a Sollicciano e al Gozzini, che avranno quindi risposta ai loro problemi di sedentarietà e al tempo stesso di socializzazione attraverso il lavoro della Uisp. – ha spiegato Ceccantini – Stiamo vivendo un momento difficile ma non ci siamo tirati indietro come associazione nell’accettare questa nuova sfida, credendo che alla certezza della pena si debbano aggiungere occasioni di riscatto per i detenuti al fine di consentire loro di vivere il carcere in maniera ‘positiva’ e di preparare il rientro nella società civile e il reinserimento come persone”.

A partire da settembre saranno attivati da 6 a 10 corsi completamente gratuiti per i detenuti, che per motivi di sicurezza, saranno divisi in gruppi numericamente limitati: saranno formati 5 gruppi a Sollicciano e un gruppo all’istituto Gozzini. Le sedute di esercizio dureranno un’ora e si svolgeranno due volte a settimana. Durante i corsi, che avrebbero dovuto iniziare a febbraio scorso ma sono stati rinviati a causa del lock down, saranno rispettate le misure per il contenimento del contagio del Covid-19.
I corsi di attività fisica adattata, organizzati dalla Società della Salute di Firenze e finanziati con il contributo della Regione Toscana, saranno svolti da istruttori della Uisp Firenze.
La Uisp metterà a disposizione istruttori AFA in possesso dei requisiti richiesti dalla Regione Toscana per tale attività e debitamente formati rispetto alle necessità dell’ambiente carcerario.

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Grigliata di Pasquetta in cortile del carcere di Sollicciano

Grigliata di Pasquetta in cortile del carcere di Sollicciano

Firenze, accertamenti della direzione del carcere di Sollicciano sono stati avviati per una grigliata, non autorizzata, che sarebbe avvenuta nel giorno di Pasquetta in un cortile del penitenziario e a cui vi avrebbe partecipato una quarantina di agenti penitenziari con familiari.

“Siamo in fase di accertamenti interni, stiamo cercando di capire cosa è successo – afferma il direttore del penitenziario, Fabio Prestopino – Qualcosa di non regolare pare che ci sia stato, si è trattato di una riunione inopportuna, non autorizzata, né a me comunicata”. La direzione del carcere sta cercando di individuare chi era presente alla grigliata e l’esatta dinamica dei fatti.

Della grigliata scrive oggi il quotidiano La Nazione secondo cui si è tenuta nel pomeriggio di Pasquetta anche in violazione alle norme di contenimento del Coronavirus: gli agenti avrebbero perfino giocato a pallone mentre altri due poliziotti penitenziari, in divisa, avrebbero pattugliato la zona a bordo di un’auto. Inoltre, secondo quanto si apprende, per la grigliata sarebbero stati utilizzati spazi riservati agli agenti.

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Grigliata di Pasquetta in cortile del carcere di Sollicciano

Grigliata di Pasquetta in cortile del carcere di Sollicciano

Firenze, accertamenti della direzione del carcere di Sollicciano sono stati avviati per una grigliata, non autorizzata, che sarebbe avvenuta nel giorno di Pasquetta in un cortile del penitenziario e a cui vi avrebbe partecipato una quarantina di agenti penitenziari con familiari.

“Siamo in fase di accertamenti interni, stiamo cercando di capire cosa è successo – afferma il direttore del penitenziario, Fabio Prestopino – Qualcosa di non regolare pare che ci sia stato, si è trattato di una riunione inopportuna, non autorizzata, né a me comunicata”. La direzione del carcere sta cercando di individuare chi era presente alla grigliata e l’esatta dinamica dei fatti.

Della grigliata scrive oggi il quotidiano La Nazione secondo cui si è tenuta nel pomeriggio di Pasquetta anche in violazione alle norme di contenimento del Coronavirus: gli agenti avrebbero perfino giocato a pallone mentre altri due poliziotti penitenziari, in divisa, avrebbero pattugliato la zona a bordo di un’auto. Inoltre, secondo quanto si apprende, per la grigliata sarebbero stati utilizzati spazi riservati agli agenti.

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‘Biblioteca sociale in carcere’ a Sollicciano e Gozzini, la cultura che non conosce sbarre

‘Biblioteca sociale in carcere’ a Sollicciano e Gozzini, la cultura che non conosce sbarre

Nasce nelle case circondariali di Sollicciano e Gozzini ‘Biblioteca sociale in carcere’, il progetto finalizzato al potenziamento delle biblioteche esistenti. Lo scopo è promuovere la lettura in carcere come opportunità di crescita sociale e civile. “Le biblioteche sono case del sapere democratico per eccellenza e devono diventare sempre più efficienti, accessibili, digitali”, le parole dell’assessore Tommaso Sacchi.

Il progetto riguarda le sezioni femminili e maschili delle case circondariali di Sollicciano e Gozzini. Vuole promuovere la  la biblioteca come luogo di lettura, informazione, aggregazione, confronto di idee, sviluppo di attività creative. Iniziative anche per genitori detenuti e bambini, con letture ad alta voce e promozione della lettura nella relazione genitore-figlio. Saranno poi organizzati corsi di scrittura creativa e corsi di lingua italiana.

Presenti l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi, la vicepresidente della Regione Monica Barni, il garante dei detenuti del Comune di Firenze Eros Cruccolini, il direttore del carcere di Sollicciano Fabio Prestopino, e la direttrice del casa circondariale Gozzini Antonella Tuoni. Il progetto è coordinato dal Servizio Biblioteche e conta sul supporto e la collaborazione di BibliotecaNova Isolotto, che da anni svolge attività di promozione della lettura con i carceri di Sollicciano e Gozzini. BibliotecaNova ha anche attivato una collaborazione con il Polo Regionale di Documentazione Interculturale, istituito presso la Biblioteca Comunale Lazzerini di Prato, che ha permesso di portare in carcere lo Scaffale Circolante, che garantisce la disponibilità di libri in lingua ai numerosi detenuti stranieri.

Il progetto ha un valore di 46.500 euro di cui 37.250 euro finanziati dalla Regione Toscana, 5.313 dal Comune di Firenze e 4.000 dall’Università di Firenze che mettono a disposizione il loro personale per il coordinamento tecnico e scientifico del progetto. Il progetto ha la durata di 6 mesi, ma l’obiettivo è portarlo almeno a tre anni.

“Facciamo crescere, grazie alla Regione, un progetto esemplare che diffonde cultura e amore per i libri tra i detenuti”, ha sottolineato Sacchi. “La lettura chiama lettura e quindi cultura, fuori come in carcere. Per questo ogni attacco a luoghi di lettura- ha aggiunto -, come accaduto alla libreria indipendente Pecora Elettrica a Roma, è da condannare in maniera inequivocabile”.

“La cultura è un diritto dovere di tutti i cittadini, anche per questo come Regione abbiamo siglato un “Patto per la lettura” che ha il compito di promuovere la lettura, fondamentale per l’esercizio di cittadinanza,  attraverso uno sforzo coordinato di tutte le istituzioni ed i soggetti che fanno parte a vari livelli della filiera del libro”, ha detto la vicepresidente Monica Barni. “La biblioteca sociale, che reputo un altro dei nostri traguardi, dovrà essere un luogo di diversità intesa come «patrimonio comune del genere umano» e di accessibilità, un luogo dove i libri non fanno paura e permette di esercitare il proprio diritto alla cultura”, ha sottolineato.

Il Comune di Firenze ha presentato il progetto alla Regione in partenariato con l’Università di Firenze, Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia, che garantisce il coordinamento scientifico e attività formative, e in collaborazione con il Polo Regionale di Documentazione Interculturale della Biblioteca Comunale Lazzerini di Prato.

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