Acqua in Toscana: Federconsumatori, blocco tariffe fino al 2031

Acqua in Toscana: Federconsumatori, blocco tariffe fino al 2031

In attesa di capire come si realizzerà il ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico, “fino al 2031 si blocchino le tariffe in tutta la regione, e se ne valuti il loro contenimento quando nel 2021 scadranno i termini degli oneri di concessione”. E’ quanto chiede Federconsumatori Toscana, che oggi ha organizzato a Firenze un convegno sul tema.

L’associazione chiede che “si lavori per una maggiore qualità”, perché “gli standard sono bassi per tutti i gestori indistintamente; si mantengano gli investimenti necessari; si blocchino le distribuzioni degli utili; si tenga aperto e si allarghi il perimetro del confronto nella costruzione e gestione di questo processo con le istanze dei cittadini e delle loro rappresentanze”.
Federconsumatori ribadisce quindi l’intenzione “di monitorare gli accadimenti”, e la richiesta di “condividere le scelte che volta per volta verranno compiute da Comuni, Autorità Idrica, Regione Toscana”.
“L’ipotesi contenuta nella legge Daga, di un possibile ritorno a gestioni in economia a livello comunale” del servizio idrico integrato “tramite aziende speciali, non è una risposta ai bisogni e alle esigenze dei cittadini”, perché “rischia di riprodurre i guasti di analoghe esperienze passate”. Afferma sempre Federconsumatori Toscana.
Per Fulvio Farnesi di Federconsumatori, “follia sarebbe quella di prevedere, come pare previsto nella legge in discussione in Parlamento, una unica scadenza per tutte le concessioni al 2020, con costi per il pubblico insostenibili. Un percorso più lungo, con costi commisurati alla fine delle concessioni, renderebbe il percorso credibile e possibile”. L’associazione si dice dunque favorevole “a una operazione che riporti in house l’attività del servizio idrico, ma senza ripercorrere esperienze di disseminate gestioni in economia a livello locale che non avrebbero la capacità di raggiungere adeguati livelli di efficienza, qualità ed economicità che contemporaneamente i cittadini si aspettano”.

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Federconsumatori Toscana, allarme per truffati dalle banche e fondo per i rimborsi

Federconsumatori Toscana, allarme per truffati dalle banche e fondo per i rimborsi

Truffati dalle banche, Federconsumatori chiede all’esecutivo risposte sul fondo che per il 2019 vede assegnati zero euro per i rimborsi. In Toscana la platea di chi potrebbe aver diritto a rimborsi a vario titolo sarebbe oltre le 10mila persone

“Il 4 ottobre con grande clamore, come ci ha ormai abituato questo Governo, è stato annunciato che tutti gli azionisti-obbligazionisti-risparmiatori truffati sarebbero stati rimborsati. Suoni di tromba per annunciare che si sarebbe partiti dubito e che 1,5 mld sarebbero stati destinati ai truffati (in Toscana la platea di chi potrebbe aver diritto a rimborsi a vario titolo potrebbe essere oltre le 10mila persone). 

Non sono mancati, come sempre nella storia del Paese, pseudo Associazioni che hanno fatto da megafono. Di fatto l’unico effetto è quello di lasciare grande spazio ad una aggressiva azione di merketing per studi di avvocati verso persone che già hanno pagato la malagestio di alcune banche e che ora vengono chiamate a pagare per ricevere (forse? Quando?) un sostanzioso ristoro.

In campagna elettorale era stato promesso: “Tutti rimborsati al 100%!”. Peccato che, dopo gli annunci, sono venuti i fatti: nel bilancio dello Stato 2019 trasmesso a Bruxelles, alla voce relativa al fondo, sono assegnati 0 Euro. Avete capito bene: ZERO! Per il 2020, 360 mln (è credibile?). Ed altrettanti per il 2021. Allo stato attuale il fondo per il 2019, stando al draft che di fatto riassume il DEF, non riceverà alcuno stanziamento.

A gennaio verranno (forse) promulgate le “famigerate” norme attuative del fondo, che attendiamo dal marzo di quest’anno. Nonostante ciò risulta improbabile pensare ad un ristoro nei primi mesi del 2019 per chi ha già ottenuto un ACF positivo, considerando che il fondo non ha alcuna dotazione e che non è chiara la sorte della dotazione di 25 milioni in 4 anni ipotizzata dall’originaria previsione della legge di bilancio 2018 targata Baretta, che deve presumibilmente intendersi revocata.

Al Governo chiediamo una convocazione urgente delle Associazioni dei Consumatori riconosciute dal CNCU, che hanno rappresentanza e delega dei cittadini truffati, per una verifica seria su cosa e come fare per dare risposte non fumose ai risparmiatori. In assenza di tale convocazione procederemo ad una manifestazione sotto al MEF, per esprimere le proteste dei risparmiatori.”

Firmato: Federconsumatori nazionale e Toscana

 

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