Rifiuti: Fratoni, da industriali posizioni di retroguardia

Rifiuti: Fratoni, da industriali posizioni di retroguardia

“Come sa anche Confindustria, la chiusura dei cicli di produzione, compreso lo smaltimento degli scarti di lavorazione, spetta prima di tutto alle imprese, visto che si tratta di rifiuti speciali. Pensare ancora oggi che termovalorizzatori e discariche siano la soluzione al problema è una posizione di retroguardia. L’economia circolare è fatta di impianti industriali che per lo più stanno fuori dalla pianificazione pubblica e dal concorso della tariffa sui rifiuti. Per questo il ruolo delle imprese è essenziale”. Così l’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni replica a Confindustria Toscana Nord che in una nota si è lamentata della scarsa capacità toscana di smaltimento e recupero energetico dei rifiuti.

Invece l’assessore Fratoni rivendica il lavoro fatto dalla Regione, dai tavoli settoriali con gli accordi raggiunti in particolare con il tessile e il distretto conciario. “Abbiamo iniziato a predisporre linee guida di settore – aggiunge – per tutelare le buone pratiche degli imprenditori e questo lavoro proseguirà anche in futuro per i vari comparti produttivi della
Toscana”.

“Dopo aver passato 5 anni a progettare inceneritori e riaprire discariche, l’assessore
regionale all’ambiente, Federica Fratoni, si scopre grillina. La sua posizione, in risposta alle dichiarazioni degli industriali relativamente allo smaltimento degli scarti di lavorazione, è la nostra da sempre, ma è incredibile che arrivi dallo stesso Pd che sostiene Eugenio Giani e i suoi carri armati”. Così Irene Galletti, consigliere regionale M5s e candidata alla presidenza della Regione, commenta la replica dell’assessore Fratoni. Per Galletti le imprese devono “gestire in autonomia i rifiuti speciali prodotti dagli scarti di lavorazione, ma il compito della Regione è quello di incentivarne la riduzione e il recupero, anche con un sostegno alle imprese affinché chiudano il cerchio. Non certo il loro conferimento in discarica”.

 

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Coronavirus: IN Toscana,80% casi lieve o asintomatici

Coronavirus: IN  Toscana,80% casi lieve o asintomatici

L’epidemia sembra stia perdendo forza nella regione e la percentuale di nuovi casi sta notevolmente diminuendo ha detto l’assessore toscano alla protezione civile Federica Fratoni in una comunicazione in Consiglio regionale sull’emergenza coronavirus.

In Toscana “il numero di casi positivi al Coronavirus negli ultimi giorni non era così basso dai primi di marzo. L’epidemia sembra stia perdendo forza nella regione e la percentuale di nuovi casi sta notevolmente diminuendo. I casi positivi complessivamente a livello regionale sono arrivati, a ieri, a 9787, confermando la Toscana come la quinta regione più colpita in Italia. Dai primi di marzo la Toscana ha diminuito la media settimanale di nuovi casi dell’84%. Nelle ultime otto settimane i casi positivi lievi, asintomatici o paucisintomatici sono passati dal 25% all’80%, dimostrando come i servizi territoriali riescano a intercettare sempre prima la casistica lieve, riuscendo a trattarla a domicilio con una minore pressione sugli ospedali”. Lo ha detto l’assessore toscano alla protezione civile Federica Fratoni in una comunicazione in Consiglio regionale sull’emergenza coronavirus. “La circolazione del virus è differenziata – ha ricordato -, l’area più colpita è quella dell’Asl Nord ovest, in particolare le province di Massa Carrara e Lucca, seguita da quella dell’Asl Toscana centro”. Fratoni ha spiegato che a livello regionale “il numero massimo di ricoverati contemporaneamente presenti nei reparti si è osservato tra il 2 e il 7 aprile arrivando, il 3-4 aprile, a 1149 casi. Sempre al culmine della curva, l’apice della richiesta di letti di terapia intensiva è stato l’1 aprile con 297 ricoveri, poi si è vista una decisa e graduale diminuzione della pressione. Ieri si contavano 347 ricoveri, il 70% in meno rispetto al picco, e 77 in terapia intensiva, pari al meno 77%”.

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Coronavirus: oltre 760mila euro donazioni a ospedali Toscana

Coronavirus: oltre 760mila euro donazioni a ospedali Toscana

Ammontano a 768mila euro le donazioni raccolte ad oggi grazie alla campagna di solidarietà ‘Sostieni gli ospedali toscani’ promossa dalla Regione tramite Estar, che saranno utilizzate per l’acquisto di dispositivi sanitari come ventilatori, o mascherine.

“In questi giorni così difficili e duri è un grande segnale assistere alla grande generosità con la quale risponde il popolo toscano – sottolinea in una nota l’assessore regionale Federica Fratoni -. Siamo di fronte a un moto inarrestabile di solidarietà che accogliamo con gratitudine. Ringraziamo di cuore i nostri donatori che con il loro gesto testimoniano la propria vicinanza agli operatori sanitari, ai volontari, a chi combatte in prima linea contro il Coronavirus cercando di salvare vite umane innanzitutto, cercando di portare aiuto, sollievo, conforto”. Per Fratoni, “stiamo tutti impegnandoci al massimo animati dal desiderio comune di uscire quanto prima da questa emergenza e le tante iniziative di aiuto e solidarietà ci confermano che stiamo camminando tutti nella stessa direzione”.

Chi volesse fare donazioni a favore della Protezione civile, l’assessore regionale alla Protezione civile Federica Fratoni invita a fare riferimento al solito conto di Estar inviando la
somma raccolta tramite bonifico bancario Iban: IT89Z0503402801000000005970 con causale emergenza Covid-19.

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Coronavirus: Toscana, partita distribuzione mascherine a Comuni e volontari

Coronavirus: Toscana, partita distribuzione mascherine a Comuni e volontari

La Protezione Civile della Regione Toscana ha avviato una prima distribuzione di mascherine di tessuto non tessuto a Comuni, associazioni di volontariato e cooperative associate per garantire agli operatori del volontariato sociale, dei servizi pubblici locali e della cooperazione, di poter continuare a espletare in sicurezza le proprie mansioni. Le mascherine vengono prodotte da alcune aziende locali e sono tuttora in corso i contatti con l’Istituto superiore di sanità per validarne formalmente le caratteristiche.

La Sala operativa unificata della Protezione civile regionale (Soup) ha inviato una lettera ai vari soggetti coinvolti comunicando l’inizio di una distribuzione giornaliera dei nuovi dispositivi di protezione individuale. Grazie al supporto di Comuni, della Città Metropolitana di Firenze, delle Province, di Cispel, Caritas e delle associazioni rappresentative delle cooperative, sarà possibile assicurare un flusso di materiale continuo che, nel corso dei giorni, terrà conto delle esigenze comunicate.

”Le mascherine che verranno distribuite – spiegano gli assessori regionali alla protezione civile Federica Fratoni ed alla salute Stefania Saccardi – sono destinate agli operatori impegnati in tutte quelle funzioni essenziali, anche se non sanitarie, che consentono alle nostre comunità di mandare avanti i servizi pubblici fondamentali e quegli interventi di assistenza sociosanitaria indispensabili ogni giorno, ma ancora di più adesso, in questo particolare e difficilissimo momento. Vogliamo con l’occasione ringraziare di cuore i sindaci e tutti gli operatori che a vario titolo esercitano un presidio sul territorio per il grande e prezioso lavoro che stanno facendo”.
”Per far fronte alla impellente richiesta di dispositivi di protezione individuale – ha concluso il presidente della Giunta regionale Enrico Rossi – la Regione Toscana ha organizzato la produzione ‘in loco’ di mascherine chirurgiche di buona qualità, in Tnt e con triplo strato, testate dall’Università di Firenze, attivando la filiera produttiva grazie al supporto di alcune aziende locali in grado di produrne 100.000 al giorno. Questo ci permette di poter
rifornire di questi importanti dispositivi di protezione individuale tutto il personale sanitario e non solo. La protezione è una condizione decisiva per chi svolge professioni essenziali negli enti locali e per gli operatori di cooperative e volontariato”.

Con l’assessora Saccardi abbiamo fatto sul punto sugli aggiornamenti del sistema sanitario regionale per fronteggiare il contagio.

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Ambiente: un regolamento unico per il Sistema Padule di Fucecchio e Lago di Sibolla

Ambiente: un regolamento unico per il Sistema Padule di Fucecchio e Lago di Sibolla

La giunta regionale della Toscana ha detto “sì” – lo rende noto una nota – al regolamento unico per il Sistema delle riserve naturali regionali Padule di Fucecchio e Lago di Sibolla.

“Per la prima volta – dichiara l’assessore all’ambiente Federica Fratoni – il sistema delle riserve naturali Padule di Fucecchio e Lago di Sibolla ha un unico regolamento di gestione, strumento che ne consentirà la valorizzazione e la corretta fruizione da parte dei proprietari e dei frequentatori. Un risultato importante conseguito grazie al lavoro faticoso ma positivo della Consulta costituita a suo tempo. Adesso ci auguriamo che il Consiglio regionale lo approvi rapidamente in via definitiva per averlo operativo a partire già dalla prossima stagione estiva”.

L’attuale modello gestionale regionale supera infatti i confini provinciali ed articola il sistema delle riserve in ambiti geografico-territoriali omogenei e contigui definiti “aree a gestione aggregata”. È in questo contesto che si collocano le tre riserve naturali Padule di Fucecchio e Lago di Sibolla che ricadono nel territorio di tre diverse province, Firenze, Pistoia e Lucca ma che fanno parte però di un unico sistema di aree umide riconosciuto a livello internazionale.

Poter disporre di un regolamento unico, spiega ancora il comunicato della Regione Toscana, permetterà di garantire omogeneità nella gestione delle riserve pur nel rispetto di alcune caratteristiche peculiari delle singole aree umideali.

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