Antognoni, la Fiorentina di oggi ricorda la mia

Antognoni, la Fiorentina di oggi ricorda la mia

“C’è un progetto avviato l’anno scorso, tenendo tutti i migliori e con l’obiettivo di puntare all’Europa”. Così Giancarlo Antognoni, a Radio 24, nel giorno del 92/o compleanno della Fiorentina, che la società ha celebrato sui propri canali ufficiali.

“Metà della vita l’ho passata a Firenze e nella Fiorentina, anche se ho il rammarico di aver vinto poco. Però, i ricordi sono tutti positivi – ha proseguito il club manager viola -. La Fiorentina di oggi ricorda la mia, quella yé-yé”. Tanti i campioni che hanno vestito questa maglia, tra i più ammirati da Antognoni “Passarella, Baggio, Batistuta e Rui Costa”.

Il maggior talento viola di oggi è il figlio d’arte Federico Chiesa. “Il padre lo ha consigliato bene, data l’età gli ha detto di restare a Firenze, perché qui ha la possibilità di giocare, maturare e pure fare qualche errore. Il suo futuro? Difficile ora fare previsioni come ipotizzare se ci saranno altri Antognoni e altri Totti, perché il calcio è cambiato”.

Intanto, la Fiorentina si tiene stretto Federico Chiesa e non dimentica Astori: “Davide sarà sempre con noi, ha insegnato tanto ai compagni”, le parole di Giancarlo Antognoni. Che poi si è soffermato sulla contestazione di domenica scorsa dei tifosi delle curve contro i Della Valle, fischiata dal resto dello stadio. “Posso solo dire che, stando tutti uniti, si può andare avanti, le spaccature finiscono spesso per generare qualche problema, mentre il sostegno del pubblico è sempre determinante: mi auguro non manchi mai nelle prossime partite”. Chiusura sul ct Mancini: “E’ la persona giusta per rilanciare l’Italia, avrà una squadra competitiva”. Intanto, la Fiorentina è tornata oggi ad allenarsi in vista della sfida interna contro l’Udinese. “Novantadue pagine di storia incredibile e un futuro tutto da scrivere, buon compleanno viola”, gli auguri postati da Marco Benassi.

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Liverpool tenta Fiorentina, pronti 70 mln per Chiesa 

Liverpool tenta Fiorentina, pronti 70 mln per Chiesa 

Le big del calcio britannico sono pronte a farsi sotto per Federico Chiesa, il giovane talento del calcio italiano.

Secondo l’autorevole ‘Guardian’, il Liverpool avrebbe pronta un’offerta di 62 milioni di sterline (70 milioni di euro) per la Fiorentina per accaparrarsi i servigi della promettentissima ala viola. Oltre ai Reds, che hanno liquidità da investire dopo la ricchissima cessione (160 mln) di Coutinho al Barca a gennaio, sarebbero interessati a Chiesa anche Manchester City e Manchester United.

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Liverpool tenta Fiorentina, pronti 70 mln per Chiesa 

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Le big del calcio britannico sono pronte a farsi sotto per Federico Chiesa, il giovane talento del calcio italiano.

Secondo l’autorevole ‘Guardian’, il Liverpool avrebbe pronta un’offerta di 62 milioni di sterline (70 milioni di euro) per la Fiorentina per accaparrarsi i servigi della promettentissima ala viola. Oltre ai Reds, che hanno liquidità da investire dopo la ricchissima cessione (160 mln) di Coutinho al Barca a gennaio, sarebbero interessati a Chiesa anche Manchester City e Manchester United.

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Fiorentina vince a Bologna, Chiesa decide partita

Fiorentina vince a Bologna, Chiesa decide partita

Federico Chiesa risolve un derby dell’Appennino che sembrava che né la Fiorentina né il Bologna avessero la forza di vincere. Così ci ha pensato da solo, a metà ripresa, portando in gita tutta la difesa del Bologna e trovando un gran sinistro sul quale Mirante niente ha potuto. Torna così alla vittoria, dopo due uscite disastrose, una Fiorentina ancora in cerca di un’identità.

In una partita dalla rivalità antica che, oltre che per la prodezza di Chiesa, sarà
ricordata per i due gol ”olimpici”: il provvisorio 1-1, infatti, sul calare del primo tempo, è stato siglato con due reti quasi identiche, entrambe segnate direttamente dal calcio d’angolo. Pulgar e Veretout, due onesti lavoratori della linea mediana, entrano così a far parte di un club prestigiosissimo. Ne fanno parte i piedi buoni di Maradona e Recoba, del Papu Gomez e di Mihaijlovic, il cui presidente onorario è Massimo Palanca (che
in carriera ne ha fatti più di una decina) e il cui iniziatore, che si perde nella leggenda del pallone è l’argentino Cesareo Onzari, attaccante argentino che nel 1924 ne segnò uno
all’Uruguay medaglia d’oro olimpica (da qui il nome ”olimpico”), pochi mesi dopo che i maestri inglesi avevano modificato il regolamento rendendo regolare il gol dalla bandierina.
L’insolita curiosità, è difficilissimo trovare due gol dal corner in una sola partita, ha risvegliato dal torpore, negli ultimi cinque minuti del primo tempo, i ventimila del Dall’Ara
che fin lì di spunti di divertimento ne avevano visti davvero pochi. Il gol di Veretout, arrivato al 41”, si è determinato con una carambola che ha preso prima il palo, poi la schiena di Mirante. Quello, tre minuti dopo, di Pulgar è andato dritto in
porta, anche se determinante è stata l’incertezza di Sportiello. In mezzo c’è stato l’unico altro brivido del primo tempo quando Destro, chiamato insieme a Palacio a non far rimpiangere l’infortunato Verdi, ha preso in pieno la traversa.
Nella ripresa Bologna e Fiorentina hanno entrambe pensato che questa partita potevano vincerla, ma hanno anche avuto parecchia paura di perderla. Così Federico Chiesa, nel suo rapidissimo apprendistato al calcio dei grandi, ha dimostrato di aver capito
bene una lezione: il top player, o aspirante tale, è quello che da solo riesce a risolvere una partita che sembra senza soluzione. E se fino al 25” della ripresa non era stato pimpante
come altre volte, a quel punto ha attraversato la difesa del Bologna: prima si è bevuto Masina, poi Helander e De Maio lo hanno guardato mentre, di sinistro, metteva la sua firma
sull’incontro e riportava i viola alla vittoria dopo due stop. Il Bologna ha buttato nella mischia anche il neoacquisto Orsolini ma a quel punto ha dimostrato di non avere più le forze per provare ad aggiustare una partita giocata per lunghissimi tratti alla pari. Ma con un Chiesa in meno. La differenza, alla fin dei conti, è stata tutta qui.

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