Licenziato per aver criticato l’azienda su Whatsapp: deve essere reintegrato

Licenziato per aver criticato l’azienda su Whatsapp: deve essere reintegrato

Il Tribunale del lavoro di Firenze ha disposto la reintegrazione dell’operaio dipendente di un’azienda di abbigliamento del Fiorentino, licenziato per aver offeso in una chat di gruppo su Whatsapp un suo superiore. Nella sentenza si dispone che un giudizio lesivo che non viene reso pubblico, non può essere lo strumento con il quale il datore di lavoro licenzia il dipendente, nonostante l’offesa.

L’operaio, contrariato per la promozione di altri suoi colleghi, aveva inviato un messaggio vocale in una chat Whatsapp che raggruppava alcuni di essi. Il messaggio è stato inviato da uno degli utenti della chat ai vertici aziendali che hanno disposto il suo licenziamento. Secondo l’azienda, l’operaio, con il suo comportamento, avrebbe fatto venir meno il rapporto di fiducia.
La sentenza del giudice del tribunale del lavoro ha stabilito che il controllo disciplinare dell’azienda non può spingersi alle comunicazioni private del lavoratore, disponendo il reintegro dell’operaio. Prendendo spunto da un orientamento della Corte di Cassazione, il magistrato ha distinto tra espressioni lesive diffuse attraverso canali pubblici e i canali privati. Richiamato l’articolo 15 della Costituzione, che definisce inviolabili la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione.
Il lavoratore dovrà ora decidere se accettare il reintegro o un indennizzo alternativo. L’uomo non aveva mai negato d’essere l’autore del messaggio vocale, precisando di aver insultato il superiore all’interno di una chat che conteneva una cerchia ristretta di persone. In virtù di questo elemento, il tribunale ha ritenuto che un giudizio non può essere costitutivo di motivo di licenziamento.
Dopo essere stato licenziato, trovando ingiusto il provvedimento, il lavoratore si era rivolto al sindacato Cisl di Prato ed è stato assistito legalmente dalla Femca Cisl. “Questa sentenza ha un valore straordinario perché sancisce il diritto alla privacy e disconnessione del lavoratore in un mondo del lavoro sempre più connesso”, spiega Mirko Zacchei, segretario della Femca Cisl di Prato.

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Livorno: Filctem Cgil, sciopero lavoratori Eni e aziende settore

Livorno: Filctem Cgil, sciopero lavoratori Eni e aziende settore

Giovedì 4 luglio scipereranno per l’intera giornata i l avoratori della raffineria Eni di Stagno (Livorno), a ricordarlo la Filctem Cgil provinciale di Livorno. La protesta rientra nell’ambito di uno sciopero nazionale dei lavoratori del contratto energia e petrolio ed al contratto chimici coibenti, indetto da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil per il rinnovo del Ccnl.

Alla protesta, oltre ai lavoratori Eni, nel Livornese prenderannno parte anche Costiero Gas, Toscopetrol e Depositi Costieri Neri. “Dopo 6 mesi di trattative per il rinnovo del Ccnl energia e petrolio – spiega il sindacato – ancora ci troviamo in una fase di stallo dovuta alle ingiustificate pretese delle controparti datoriali tese a confutare il modello contrattuale e le condizioni previste in materia dall’accordo interconfederale Cgil Cisl Uil e Confindustria del 9 marzo 2018.”

“Confindustria energia – prosegue il commento del sindacato – contravvenendo ai modelli in essere e smentendo quanto già definito nel rinnovo del precedente contratto tende ad un ingiustificabile riduzione del salario di riferimento, ad un contenuto aumento economico non in linea con i più che positivi andamenti economici del settore, tentando inoltre di condizionare anche i futuri rinnovi contrattuali del settore elettrico ed gas acqua”. Per i lavoratori del settore chimico coibenti il sindacato chiede in conclusione “una riapertura del tavolo delle trattative per il rinnovo contrattuale ed un chiarimento sulle reali intenzioni delle controparti”.

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Prato: chiude sede de Il Tirreno

Prato: chiude sede de Il Tirreno

Rammarico dei Comuni pratesi e di Femca Cisl. Si teme impoverimento dell’informazione locale.

“Ho appreso con molto dispiacere la notizia dell’imminente chiusura della redazione giornalistica pratese del Il Tirreno. Spiace per i giornalisti che, giorno dopo giorno, si sono occupati di raccontare la politica, la cronaca e l’attualità del territorio pratese in prima persona, spiace per l’intera comunità che dal 1 febbraio perderà una presenza importante dell’informazione locale che da sempre contribuisce al pluralismo dell’informazione”. Lo afferma il sindaco di Poggio a Caiano (Prato) Francesco Puggelli in merito al trasferimento della redazione pratese del quotidiano Il Tirreno a Pistoia.

“Ho fiducia e sono convinto che questa scelta organizzativa, che potrebbe portare alla riduzione degli spazi dedicati a Prato, non andrà a discapito del lavoro giornalistico sul nostro territorio – osserva Puggelli in una nota – conoscendo bene la professionalità e la passione dei redattori del Tirreno di Prato”.

Sulla vicenda è intervenuto, ieri, anche il sindaco di Montemurlo (Prato) Mauro Lorenzini, esprimendo rammarico per “la chiusura della redazione di Prato, tra l’altro negli anni sempre più depotenziata nel personale giornalistico. Una scelta editoriale che non condivido e che fa male a tutta la comunità, perché così Prato e provincia perdono una voce importante nel quadro del necessario pluralismo dell’informazione locale”.

Per il segretario Femca Cisl Firenze e Prato Mirko Zacchei, “siamo preoccupati per l’impoverimento dell’informazione locale determinato da questa decisione; ci auguriamo almeno che ciò possa far nascere una riflessione, alla quale non ci sottrarremo, più ampia e di tutti i soggetti coinvolti nelle politiche di indirizzo del territorio , che possa finalmente rilanciare un confronto condiviso e strutturale sui temi del lavoro e delle caratteristiche del nostro distretto”.

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Firenze, lavoro: presidio davanti prefettura di addetti gas, acqua, elettricità

Firenze, lavoro: presidio davanti prefettura di addetti gas, acqua, elettricità

Presidio davanti alla prefettura in via Cavour a Firenze, stamani, per i lavoratori dei settori elettricità, gas e acqua che hanno aderito allo sciopero nazionale di otto ore, in concomitanza con il presidio di fronte a Montecitorio. La protesta è promossa dai sindacati per chiedere l’intervento del Governo su gestione delle aziende, riorganizzazione del servizio idrico e contro il taglio degli incentivi alla geotermia.

In particolare, hanno spiegato Fabio Berni di Filctem Cgil Toscana e Massimo Guerranti di Femca Cisl, i lavoratori, in protesta davanti alla Prefettura di via Cavour a Firenze, chiedono chiarezza sull’articolo 177 del codice degli appalti, che prevede l’obbligo di esternalizzazione dell’80% delle attività per i concessionari, “un’interpretazione – hanno spiegato i sindacalisti – che porterebbe grandi aziende come Enel, Toscanaenergia o Estra, ad essere soltanto stazioni appaltanti, con il risultato di peggiorare le condizioni dei lavoratori”.

Per quanto riguarda l’acqua, la protesta è contro il disegno di legge Daga sulla gestione del servizio idrico integrato, che prevede, fra l’altro, il ritorno a un’organizzazione su base provinciale. “Non si contesta il principio generale di ripubblicizzazione del servizio – ha aggiunto Berni -, ma l’articolato non dispone di sufficienti garanzie per i lavoratori e presuppone una frammentazione degli ambiti. Servono quindi correzioni per rendere possibile una gestione efficiente e la tutela di chi lavora”.

L’ultimo elemento, ha concluso Guerranti, è “il venir meno degli incentivi per la geotermia, che in Toscana riguarda circa duemila addetti, quattromila se si considera l’indotto. Non si può dire che vogliamo andare verso politiche per migliorare il clima, e poi distruggere la geotermia che offre oltre il 30% del fabbisogno della regione come energia rinnovabile”.

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Gsk: siglato accordo sindacale per contratti a Siena e Rosia

Gsk: siglato accordo sindacale per contratti a Siena e Rosia

E’ stato siglato l’accordo sindacale per la gestione delle diverse tipologie contrattuali in Gsk (GlaxoSmithKline) a Siena e Rosia.

In base all’accordo la percentuale di lavoratori in staff leasing (somministrazione a tempo indeterminato) viene innalzata al 15% ed è estesa a tutte le aree aziendali; il contratto a tempo determinato Gsk diventa lo strumento prevalente rispetto alla somministrazione; verranno assunti da gennaio a maggio 2019 in Gsk 40 dipendenti.

L’intesa, sottolinea la Femca-Cisl, “ha visto la firma di tutta la delegazione sindacale ad eccezione della Filctem Cgil che non ha partecipato agli ultimi incontri”. Con l’accordo, sostiene il segretario generale Femca-Cisl di Siena e Grosseto, Gian Luca Fè, “nei prossimi mesi verranno stabilizzati 170-180 lavoratori tra Gsk e staff leasing, e nei 7 anni da cui è presente lo staff leasing ben 600 lavoratori sono passati da questa tipologia contrattuale al contratto a tempo indeterminato Gsk.”

“Pertanto – conclude -, a chi ci accusa di aver aumentato i precari, noi rispondiamo con i fatti”.

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