Cinema, 6 anteprime nazionali tra Stensen e Verdi

Cinema, 6 anteprime nazionali tra Stensen e Verdi

Appuntamento al cinema con 6 imperdibili film in anteprima nazionale (dopo il passaggio ai Festival) promossi da Fondazione Stensen in collaborazione con Teatro Verdi. I film saranno proiettati al Cinema Stensen e al Teatro Verdi da martedì 23 gennaio al 26 febbraio. Tra i film in programma, due in particolare raccontano la contemporaneità in due angoli di mondo al centro dell’attenzione: l’Egitto e la Corea.

La rassegna di apre martedì 23 gennaio alle 21 al Verdi con ‘Omicidio al Cairo’ di Tarik Saleh, Gran premio della Giuria Sundance Film Festival. E’ un thriller politico lungo le strade della capitale egiziana, dove corruzione e autoritarismo si intrecciano. Un film crudo che mette in mostra la corruzione e la violenza della polizia egiziana, dai servizi segreti agli agenti della strada. Il film racconta la storia di una bella e giovane donna che viene trovata uccisa in un hotel di lusso al Cairo. Per avere giustizia, nell’Egitto dei giorni precedenti alla rivoluzione di Piazza Tahrir, sarà necessario scontrarsi con la corruzione della polizia, i servizi segreti e un’élite politica che si considera intoccabile.
Grande attesa anche per l’ultimo film della rassegna (26 febbraio allo Stensen) ‘Il prigioniero coreano’ di Kim Ki Duk, un film politico che racconta un Paese diviso dalla guerra e dalle frontiere, critica le ideologie delle due Coree e mostra, come lo stesso regista ha spiegato, “quanto siamo sacrificati dalla divisione in due della penisola coreana, e come questa divisione crei soltanto una infinita tristezza”. Il film narra le vicende di un povero pescatore che sconfina involontariamente dalla Corea del nord a quella del sud. Nulla sarà più come prima. In programma anche ‘The woman who left’ di Lav Diaz (6 febbraio al Verdi), Leone d’oro Festival di Venezia. E’ una storia ispirata a Tolstoj, con al centro una figura femminile generosa e paziente, che esce dal carcere dopo un’ingiusta detenzione e va alla ricerca della sua memoria e della sua vita sospesa. E poi ‘La camera azzurra’ (12 febbraio allo Stensen), adattamento cinematografico del grande classico dello scrittore giallista Simenon. Un uomo e una donna, l’amore nel segreto di una stanza. Dopo la passione, lui viene arrestato e, di fronte alle domande della polizia e del giudice, cerca le parole. Cosa è accaduto? Di quale crimine è accusato? Altro film in programma (20 febbraio al Verdi) è ‘Egon Schiele’ di Dieter Berner, che racconta la vita e le opere del grande artista austriaco, morto prematuramente a 28 anni, lasciando dietro di sé una nuova iconografia femminile e un contributo fondamentale all’espressionismo.

PROGRAMMA:

Lunedì 29 gennaio 2018 / Cinema Stensen – ore 17.00, 19.00, 21.00

Marlina, omicida in quattro atti di Mouly Surya (Indonesia/Francia/Malesia/Tailandia 2017, 93’) Quinzaine des Realisateurs, Festival di Cannesv.orig. sott.ita.Di cosa è capace una donna quando la brutalità dell’universo maschile si presenta alla porta in tutta la sua sicumera? Con uno sguardo colto, vivace e leggero, la giovane regista indonesiana ha costruito un western al femminile che ha incantato i festival!

Martedì 6 febbraio 2018 / Teatro Verdi – proiezione speciale ore 20.00 (con intervallo)

The woman who left di Lav Diaz (Filippine 2016, 228’) – Leone d’oro Festival di Veneziav.orig. sott.ita.Il premio d’arte cinematografica più importante al mondo va per la prima volta a un autore filippino. Una storia ispirata a Tolstoj, con al centro una figura femminile generosa e paziente, che esce dal carcere dopo un’ingiusta detenzione e va alla ricerca della sua memoria e della sua vita sospesa.

Lunedì 12 febbraio 2018 / Cinema Stensen – ore 17.30, 19.00, 21.00

La camera azzurra di Mathieu Amalric (Francia 2014, 76’) – Un Certain Regard, Festival di Cannes v.orig. sott.ita. Dall’omonimo romanzo di Simenon, l’opera seconda del regista-attore francese. Un uomo e una donna, l’amore nel segreto di una stanza. Dopo la passione, lui viene arrestato e, di fronte alle domande della polizia e del giudice, cerca le parole. Cosa è accaduto? Di quale crimine è accusato?

Martedì 20 febbraio 2018 / Teatro Verdi – ore 21.00

Egon Schiele di Dieter Berner (Germania 2016, 110’)v.ita.La vita e le opere del grande artista austriaco, morto prematuramente a 28 anni, lasciando dietro di sé una nuova iconografia femminile e un contributo fondamentale all’espressionismo.

Lunedì 26 febbraio 2018 / Cinema Stensen – ore 16.40, 19.00, 21.15

Il prigioniero coreano di Kim Ki Duk (Corea 2016, 114’)v.orig. sott.ita. Il ritorno di un grande autore, amatissimo anche in Italia, che racconta il proprio paese diviso dalla guerra, dal sospetto e da ideologie contrapposte. Un povero pescatore sconfina involontariamente dalla Corea del nord a quella del sud. Nulla sarà più come prima.

 

 

 

 

 

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Il Mese del Documentario, V edizione al cinema La Compgnia

Il Mese del Documentario, V edizione al cinema La Compgnia

Il Mese del Documentario, V edizione sbarca al cinema La Compagnia di Firenze con 4 documentari in anteprima, sul tema  ‘Il continente umano’. Si parte il 21 gennaio.

Il Mese del Documentario, una delle manifestazioni più rappresentative dedicate al Cinema del Reale in Italia, con un programma che propone il meglio della produzione documentaristica italiana e internazionale, dopo l’anteprima a Roma si sposta in varie città italiane, tra cui Napoli, Palermo, Milano, Bologna, Nuoro. Dal 21 gennaio arriva al cinema La Compagnia di Firenze, con quattro appuntamenti, la domenica, che si protrarranno fino all’11 febbraio.

Il titolo di questa nuova edizione è Il continente umano. I film selezionati affrontano infatti, da punti di vista diversi, la condizione dell’essere umano contemporaneo in relazione alla storia e all’identità del proprio Paese.

Sono 4 i film in programma al Mese del Documentario – selezionati tra quelli premiati ai festival più prestigiosi del  2017 – che concorrono al Premio del Pubblico: LA CONVOCAZIONE, di Enrico Maisto (21 gennaio), PAGINE NASCOSTE, di Sabrina Varani (28 gennaio), THIS IS CONGO ,di Daniel McCabe (4 febbraio), NOWHERE TO HIDE, di Zaradasht Ahmed (11 febbraio). I film in programma raccontano la realtà da approcci e angolazioni diverse e testimoniano i molteplici stili cinematografici, delineando così anche lo sviluppo della cinematografia documentaristica contemporanea che, con i suoi autori e i suoi metodi, si sta affermando in tutto il mondo, grazie anche al grande contributo italiano.

“Il 10 dicembre del 2017 il Primo Ministro iracheno ha dichiarato al mondo la “fine della guerra nei confronti dell’ISIS” – racconta Pinangelo Marino, Direttore Artistico della manifestazione. Uno dei quattro film di questa nuova edizione de Il Mese del Documentario, Nowhere to Hide del regista iracheno Zaradasht Ahmed, racconta proprio la storia di un infermiere che vive e lavora in una zona dell’Iraq considerata tra le più pericolose del mondo. Quest’uomo ha resistito per cinque anni all’avanzata dell’ISIS con tutto quello che aveva e poteva: l’umanità… Se apro lo sguardo e osservo quello che succede nel mondo, ho la sensazione che l’ultimo continente rimasto sia proprio “il continente umano”, e mi dico che forse vale la pena esplorarlo. In fondo tutti i film di questa quinta edizione fanno questo, esplorano il continente umano con grande forza cinematografica e originalità narrativa”.

Si parte il 21 gennaio con (ore 19.00)  LA CONVOCAZIONE di Enrico Maisto
(Italia, 2017, 56′)
Produzione: Start S.r.l., Rai Cinema
Distribuzione: Slingshot Films
“Premio MyMovies – Il cinema dalla parte del pubblico” al 58° Festival dei Popoli
In Concorso ufficiale a IDFA 2017

Sessanta cittadini, estratti a sorte da un sistema informatico, prendono posto nell’aula in cui si celebrano i processi della II sezione della Corte d’Assise d’Appello. I fortuiti candidati passeranno un giorno intero fra le pareti rivestite d’onice, in attesa di sapere se, aldilà della propria volontà, saranno scelti dal Presidente della Corte per assurgere a un ruolo di cui molti non conoscevano nemmeno l’esistenza, il ruolo di giudice popolare. Il film racconta la cronaca di quella giornata particolare che porta cittadini comuni, uomini e donne che il caso pone sulle stesse panche, a contatto diretto per la prima volta con l’amministrazione della Giustizia.

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Il centenario dell’indipendenza della Finlandia festeggiato al cinema

Il centenario dell’indipendenza della Finlandia festeggiato al cinema

Il centenario dell’indipendenza della Finlandia festeggiato con una mostra sulla storia del cinema finnico e due film, proposti a Firenze dal festival “Una finestra sul Nord”. Dal 18 gennaio, cinema La Compagnia (via Cavour 50/r, Firenze)

Sono trascorsi cento anni dalla dichiarazione di indipendenza della Finlandia dall’Unione Sovietica, avvenuta il 6 dicembre 1917. Le celebrazioni del centenario dell’indipendenza finlandese proseguono a Firenze dal 18 gennaio all’8 febbraio, con un programma di eventi proposti al cinema La Compagnia dal festival Una finestra sul Nord, in collaborazione con l’Ambasciata di Finlandia a Roma e Fondazione Sistema Toscana.

Si comincia giovedì 18 gennaio, alle 19.30, con l’inaugurazione mostra fotografica “Donne forti, luce tenue”, alla presenza della Coordinatrice Culturale dell’Ambasciata di Finlandia, Hilla Okkonen. La mostra si compone di 18 ritratti di figure femminili che hanno fatto la storia del cinema finlandese, iniziata nel 1907 con il film – ormai andato perduto – I distillatori clandestini, e che ha festeggiato da poco 110 anni.

Alle ore 21.00 in programma la proiezione del documentario Kuun metsän Kaisa (Kaisa’s Enchanted Forest) di Katja Gauriloff (2016, Finlandia).
Il film, con un tocco poetico, ci porta alla conoscenza dell’amicizia fra Kaisa, testimone della popolazione di Skolt Sámi, e uno scrittore svizzero Robert Crottet. Tra la verità e immaginazione, il film intreccia le antiche leggende dei Sámi alle storie reali di quel popolo, che nel 1946, in seguito alle vicende della Seconda Guerra mondiale, ha dovuto lasciare la piccola porzione di territorio finlandese nel quale abitavano, passato sotto il dominio dell’Unione Sovietica. (Biglietti, intero € 6, ridotto € 5).

Gli eventi dedicati alla Finlandia si chiudono l’8 febbraio con la proiezione del film Il bianco pastore di renne, di Erik Blomberg, film in bianco e nero del 1962, la pellicola più famosa e apprezzata della cinematografia finnica del primo dopoguerra e che torna sul grande schermo in modo del tutto eccezionale (ingresso libero).

www.cinemalacompagnia.it

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L’evoluzione musicale e dei diritti a 50 anni dal ’68: tornano le guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Festival”

L’evoluzione musicale e dei diritti a 50 anni dal ’68: tornano le guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Festival”

Il ciclo di guide all’ascolto anticipa la 31/ma edizione del Valdarno Jazz Winter Festival che si terrà dal 4 febbraio al 29 marzo 2018 in vari comuni del Valdarno, tra Firenze e Arezzo, con il 20/mo compleanno. Dal 10 al 31 gennaio presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini. Nel primo appuntamento si parlerà di “Ispirazioni poetiche nella grande trasformazione da acustico a elettrico” con Daniele Malvisi.

Parte mercoledì 10 gennaio, e proseguirà fino al 31 gennaio, “Aspettando Valdarno Jazz”, ciclo di guide all’ascolto con esperti e musicisti, dedicato ai territori del jazz e affini, organizzate da Valdarno Jazz in collaborazione con Biblioteca Le Fornaci. In programma quattro appuntamenti a ingresso libero, tra improvvisazioni live, percorsi nella storia della musica e l’ascolto di capolavori senza tempo.

L’appuntamento anticipa la 31/ma edizione del Valdarno Jazz Winter Festival, la manifestazione diretta da Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia che ospita il meglio del panorama jazzistico nazionale e internazionale, tra prime e produzioni; si svolgerà dal 4 febbraio al 29 marzo nei comuni del Valdarno, tra Arezzo e Firenze, con un’edizione speciale, che coincide con il 20° compleanno, e nuovi comuni coinvolti.

Il cartellone di guide all’ascolto indagherà l’evoluzione musicale e dei diritti a 50 anni esatti dal simbolico 1968. Si aprirà mercoledì 10 gennaio alle ore 21.30 presso la Biblioteca comunale Le Fornaci (piazza Le Fornaci 37) con Il sassofonista Daniele Malvisi che parlerà delle trasformazioni della musica da acustica ad elettrica. “Ci sentiamo in dovere, al di là di tutte le ideologie politiche, di ribadire il valore di alcune importanti conquiste civili e sociali che caratterizzarono quegli anni ormai lontani. – dice Malvisi – La discriminazione sessuale, il razzismo, il diritto allo studio, l’avversità nei confronti dei conflitti armati e della violenza come risposta al disagio sociale, le nuove frontiere dello spazio e la nascita di un sentimento ecologista globale, sono solo alcuni dei punti cruciali che furono messi in luce. Ciò ha generato profondi stravolgimenti anche in ambito musicale. Ancora oggi è indiscutibile constatare l’attualità di queste tematiche, molte di queste caratterizzano il nostro vivere quotidiano”.

Il cartellone proseguirà mercoledì 17 gennaio con il contrabbassista Gianmarco Scaglia che terrà un incontro monografico su Charlie Haden, attraverso l’evoluzione musicale di uno dei più importanti contrabbassisti della storia del jazz. Si indagherà il percorso dello statunitense Haden (Shenandoah, 6 agosto 1937 – Los Angeles, 11 luglio 2014), che lo vide approcciarsi alla musica con il “country” per poi approdare al jazz d’avanguardia con il movimento del free jazz capitanato da Ornette Coleman, fino al romanticismo elegante minimale che caratterizzò le ultime composizioni della sua vita. Un percorso affascinante attraverso il quale “la bellezza e la cultura si pongono come soluzione ideale nei confronti delle brutture del mondo moderno”, diceva Haden.

Il critico musicale e giornalista Stefano Zenni indagherà le trappole del razzismo in musica durante l’incontro del 24 gennaio “Jazz in bianco e nero”, affrontando per la prima volta in campo aperto una materia così delicata, smontando con argomenti brillanti e aggiornati i molti pregiudizi che non solo infestano il discorso degli appassionati, ma trovano ancora ampio spazio nella critica musicale.

A chiudere il programma, il 31 gennaio sarà il batterista Paolo Corsi che ripercorrerà l’evoluzione delle percussioni tra gli anni ‘60 e ‘70 in un viaggio avvincente in quel mare di idee e concezioni ritmiche, che contraddistinguono le categorie musicali odierne. La fusione tra jazz, linguaggi improvvisati, il rock e la black music, che è alla base di tutte le musiche di quegli anni, finì per generare un’incredibile varietà di stili musicali, molti dei quali dettati dalla forza e a veemenza della pulsazione ritmica.

Ingresso libero e INFO

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L’evoluzione musicale e dei diritti a 50 anni dal ’68: tornano le guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Festival”

L’evoluzione musicale e dei diritti a 50 anni dal ’68: tornano le guide all’ascolto di “Aspettando Valdarno Jazz Festival”

Il ciclo di guide all’ascolto anticipa la 31/ma edizione del Valdarno Jazz Winter Festival che si terrà dal 4 febbraio al 29 marzo 2018 in vari comuni del Valdarno, tra Firenze e Arezzo, con il 20/mo compleanno. Dal 10 al 31 gennaio presso l’Auditorium Le Fornaci a Terranuova Bracciolini. Nel primo appuntamento si parlerà di “Ispirazioni poetiche nella grande trasformazione da acustico a elettrico” con Daniele Malvisi.

Parte mercoledì 10 gennaio, e proseguirà fino al 31 gennaio, “Aspettando Valdarno Jazz”, ciclo di guide all’ascolto con esperti e musicisti, dedicato ai territori del jazz e affini, organizzate da Valdarno Jazz in collaborazione con Biblioteca Le Fornaci. In programma quattro appuntamenti a ingresso libero, tra improvvisazioni live, percorsi nella storia della musica e l’ascolto di capolavori senza tempo.

L’appuntamento anticipa la 31/ma edizione del Valdarno Jazz Winter Festival, la manifestazione diretta da Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia che ospita il meglio del panorama jazzistico nazionale e internazionale, tra prime e produzioni; si svolgerà dal 4 febbraio al 29 marzo nei comuni del Valdarno, tra Arezzo e Firenze, con un’edizione speciale, che coincide con il 20° compleanno, e nuovi comuni coinvolti.

Il cartellone di guide all’ascolto indagherà l’evoluzione musicale e dei diritti a 50 anni esatti dal simbolico 1968. Si aprirà mercoledì 10 gennaio alle ore 21.30 presso la Biblioteca comunale Le Fornaci (piazza Le Fornaci 37) con Il sassofonista Daniele Malvisi che parlerà delle trasformazioni della musica da acustica ad elettrica. “Ci sentiamo in dovere, al di là di tutte le ideologie politiche, di ribadire il valore di alcune importanti conquiste civili e sociali che caratterizzarono quegli anni ormai lontani. – dice Malvisi – La discriminazione sessuale, il razzismo, il diritto allo studio, l’avversità nei confronti dei conflitti armati e della violenza come risposta al disagio sociale, le nuove frontiere dello spazio e la nascita di un sentimento ecologista globale, sono solo alcuni dei punti cruciali che furono messi in luce. Ciò ha generato profondi stravolgimenti anche in ambito musicale. Ancora oggi è indiscutibile constatare l’attualità di queste tematiche, molte di queste caratterizzano il nostro vivere quotidiano”.

Il cartellone proseguirà mercoledì 17 gennaio con il contrabbassista Gianmarco Scaglia che terrà un incontro monografico su Charlie Haden, attraverso l’evoluzione musicale di uno dei più importanti contrabbassisti della storia del jazz. Si indagherà il percorso dello statunitense Haden (Shenandoah, 6 agosto 1937 – Los Angeles, 11 luglio 2014), che lo vide approcciarsi alla musica con il “country” per poi approdare al jazz d’avanguardia con il movimento del free jazz capitanato da Ornette Coleman, fino al romanticismo elegante minimale che caratterizzò le ultime composizioni della sua vita. Un percorso affascinante attraverso il quale “la bellezza e la cultura si pongono come soluzione ideale nei confronti delle brutture del mondo moderno”, diceva Haden.

Il critico musicale e giornalista Stefano Zenni indagherà le trappole del razzismo in musica durante l’incontro del 24 gennaio “Jazz in bianco e nero”, affrontando per la prima volta in campo aperto una materia così delicata, smontando con argomenti brillanti e aggiornati i molti pregiudizi che non solo infestano il discorso degli appassionati, ma trovano ancora ampio spazio nella critica musicale.

A chiudere il programma, il 31 gennaio sarà il batterista Paolo Corsi che ripercorrerà l’evoluzione delle percussioni tra gli anni ‘60 e ‘70 in un viaggio avvincente in quel mare di idee e concezioni ritmiche, che contraddistinguono le categorie musicali odierne. La fusione tra jazz, linguaggi improvvisati, il rock e la black music, che è alla base di tutte le musiche di quegli anni, finì per generare un’incredibile varietà di stili musicali, molti dei quali dettati dalla forza e a veemenza della pulsazione ritmica.

Ingresso libero e INFO

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