VI edizione Kibaka Florence Festival di Cinema Africano 2019

VI edizione Kibaka Florence Festival di Cinema Africano 2019

L’Africa racconta se stessa e l’Italia con la nuova edizione del Kibaka Festival. Il 12 e il 19 febbraio al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze. Due serate di film e cortometraggi da non perdere.

Programma:

Martedì 12 Febbraio

Ore 18,00
24HOUR BARBERSHOP, un film di Eusebio Di Cristoforo, Italia 2018 ,14′.

24Hour Barbershop nasce nel 2016 da un progetto fotografico di Eusebio De Cristofaro, come racconto che, attraverso le sue immagini, testimoniasse la vita all’interno di un locale gestito e frequentato da africani. Situato nel centro di Firenze, in via Palazzuolo, questo microcosmo è al centro di una delle strade più multietniche e culturalmente vive della città.
Le riprese del cortometraggio sono state realizzate in un solo giorno, senza sceneggiatura e senza microfoni se non la videocamera stessa, per cercare di trasmettere l’autentica sensazione del regista.

a seguire…
SPECIAL DAY , un film di Gaston Biwolé e Kassim Yassin Saleh, Italia 2016, 18′.

Thomas, africano musulmano, lavapiatti presso un ristorante di Roma, è un giovane con idee rivoluzionarie, ispirandosi alla figura di Thomas Sankara, il president del Burkina Faso assassinato nel 1987. Ha convocato i suoi amici più stretti in un locale di Trastevere per comunicare loro un fatto importante che aspettava da tanto tempo e per festeggiare. Thomas sta per adottare un bambino est europeo, biondo dagli occhi azzurri, di confessione musulmana. Un fatto improvviso che accade nel locale impedisce a Thomas di dare la bella notizia

Ore 18,45
TREK POINT, un film di Tommaso Cavallini Italia/Senegal, 75’.

Da qualche parte in Senegal un griot che legge le sue conchiglie ma stavolta vede qualcosa di più profondo, decide così di ascoltare una storia che proviene da un Paese molto lontano da lui…
Augusto un attore in crisi torna nella sua città natale. Si è lasciato dalla sua ragazza, non è ispirato nel suo lavoro di attore ed un sogno frequente lo tormenta. Incontra Ami Sow, ragazza senegalese immigrata in Italia e con lei stringe una particolare amicizia nella quale i ruoli sembrano capovolgersi. Augusto pare essere l’immigrato e Ami l’autoctona. Riuscirà Augusto a comprendere il motivo del sogno che lo tormenta e tornare leader della sua vita? Partendo dal presupposto che si perdona ma non si dimentica, provare odio a prescindere verso una persona è semplicemente stupido perché quella persona potresti essere stato tu o il tuo migliore amico

Ore 20.15
ANCORA UN GIORNO, un film di di Raúl de la Fuente e Damian Nenow Pol/Spa/Bel/Ung/Ger 85′.

«Fai in modo che non ci dimentichino». È questo l’imperativo che risuona nella mente del reporter Ryszard Kapuściński mentre percorre le strade sterrate e i villaggi dell’Angola in piena guerra civile per raccontare al mondo le storie di chi sta vivendo quei tragici giorni; come il riluttante comandante Farrusco, che ha deciso di schierarsi con i più deboli, o l’affascinante guerrigliera Carlota, che anziché sparare alle persone vorrebbe guarirle…
“Another day of life” è stato premiato come miglior film d’animazione agli European Film Awards 2018 e presentato durante il 71° Festival di Cannes.

Ore 21,40
TANT QU’ON VIT, un film di Dani Kouyaté Burkina Faso, Svezia 2016 – 91’.

Kandia ha cinquant’anni. Dopo aver vissuto 30 anni in Svezia, decide di tornare a “casa” in Gambia. Suo figlio Ibbe, avuto con un uomo svedese, non capisce questo colpo di testa. Lui che sognava di fare il cantante hip hop ora è costretto a raggiungere la madre a Banjul. L’impatto con “il paese” è inatteso per entrambi.
Una commedia impegnata e avvincente sul tema universale dell’Identità in Movimento.
Premi – 2017 – Africa Movie Academy Awards (Nigeria) : Miglior Film di un Regista Residente all’Estero

Martedì 19 Febbraio

ORE 18,15
INDOVINA CHI PORTO A CENA, film di Amin Nour, Italia 2018, 11’.

Mohamed, un giovane romano di origine somala che si prepara ad incontrare i genitori della sua ragazza, russa di origine ma italiana a tutti gli effetti, di cui teme il giudizio. Un ritratto in chiaro scuro di vita quotidiana, anche questo tratto da una storia realmente accaduta, che con la giusta dose di ironia, e un romano sfrenato, vuole raccontare il rapporto con l’altro, la complessità della diversità e il vissuto personale dei ragazzi della seconda generazione all’interno del tessuto romano contemporaneo. Nel cast insieme a Nour e altri attore romani, c’è la partecipazione straordinaria della parlamentare europea Cécile Kyenge.
“Indovina chi ti porto per cena” è il film vincitore del Bando MigrArti 2018, promosso dal Mibact.

Ore 19,00
NI SISI, un film di Nick Reding Kenya 2013, 92′.

Ni Sisi racconta le vicende di un tipico villaggio del Kenia in periodo di elezioni. Emergono problemi endemici come la corruzione, il razzismo e le maldicenze, che potrebbero far scoppiare, come già è accaduto nel 2008, episodi di violenza estrema. Ma la gente del villaggio non ci sta e, unita, evita il peggio. Il titolo Ni Sisi significa Siamo Noi. Siamo noi che abbiamo provocato disastri, ma siamo sempre noi che possiamo fare il contrario, cambiare le cose, salvare la nostra comunità.
Il film e la trasposizione cinematografica di una brillante commedia teatrale della compagnia S.A.F.E. GHETTO. Lo spettacolo usa l’impatto forte del riso e del pianto per toccare le corde emotive della gente e diffondere messaggi di pace, di tolleranza, di responsabilità personale e rifiuto del tribalismo.

Ore 21,00
TANGER GOOL, un film di Juan Gautier, Spagna 2015, 83’.
Fatima lavora nella piccola comunità di Bir Chifa, in Marocco, e insegna alle donne come pianificare migliaoramenti sociali e come lottare per ottenerli. A Tanger, Fatima incontra Strait Gazelles, una squadra di calcio femmile che conta un esiguo numero di sotenitori. Il team sopravive grazie alla passione e allo sforzo finanziario di tutte le ragazze. Durante una cena alcuni amici escogitano un’idea per aiutarle: organizzare una partita di calcio contro una squadra europea con lo scopo di dare loro visibilità, di sostenere il calcio femminile e di creare un ponte tra diverse culture.

BIGLIETTI:
Martedì 12 febbraio
Ingresso pomeridiano (proiezioni dalle 18 alle 20): €5 intero, €4 ridotto
Ingresso serale (proiezioni dalle 20) : €5 intero, €4 ridotto

Ingresso pomeridiano (proiezioni dalle 18 alle 19): €5 intero, €4 ridotto
Ingresso serale (proiezioni dalle 21) : €5 intero, €4 ridotto

Abbonamento completo (12 e 19 febbraio): €12

Nota: i film sono con sottotitoli in italiano

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Prato: “VegetableGarden”, un festival per la sostenibilità ambientale

Prato: “VegetableGarden”, un festival per la sostenibilità ambientale

Dal primo all’undici febbraio si svolgerà il Festival PratoCity//VegetableGarden (presso la Saletta Campolmi, Via Puccetti, 3 Prato) dedicato alla  sostenibilità ambientale,  alla narrazione della storia del territorio,  alle  nuove  strategie di indagine dei cambiamenti climatici e alle buone  pratiche sostenibili per il nostro ecosistema.

La tematica di riferimento per l’edizione 2019 parte  dal tessuto urbano del territorio di Prato seguendo la storia secolare della presenza agricola e la trasformazione urbanistica della città legata all’affermazione industriale e alla ridefinizione e rifunzionalizzazione delle aree verdi nei secoli, arrivando al nuovo senso dello spazio verde/giardino come focus per la creazione di comunità.

Il festival fa parte di un più ampio progetto di CUT (Circuito Urbano Temporaneo) e Riciclidea Prato, che ha per titolo Giardini di Prossimità, è promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Ministero per i Beni e le Attività Culturali vincitore del bando Creative Living Lab 2018 e patrocinato dal Comune di Prato.

Il festival è patrocinato dai comuni di Prato e di Poggio a Caiano e ha tra i partner l’ I.C.S. Curzio Malaparte,il Comitato di riqualificazione del Soccorso di Prato, l’Oasi Apistica Le Buche, l’associazione Seed Vicious, Bloomproject, Iridra Firenze e Hydrousa, Caffe-Scienza, Libreria Gori.

Primo appuntamento sarà l’inaugurazione della mostra sul cambiamento urbano legato alla pratica agricola e agli orti a cura di Stefania Rinaldi, che ripercorre con fotografie, cartografie, testimonianze video e documenti originali la storia del mutamento della città, allo scopo di legare in modo importante tutto il tessuto cittadino creando un percorso a ritroso, volto a rimarcare e ritrovare luoghi che assumono una funzione agricola e di incontro in città e a scoprire spazi ancora attivi, potenziali, racconti di socialità.

Un focus particolare di racconto è rivolto al Quartiere del Soccorso di Prato, luogo di multicultura, che sarà oggetto nei prossimi 5 mesi di tre residenze artistiche e di numerosi eventi. Al suo interno è presente una sede scolastica; le scuole Collodi sono tra le più popolose della città con circa 700 alunni. Proprio le classi della scuola e i docenti, insieme al comitato di quartiere, saranno coinvolte attivamente in tutte le attività all’interno del festival, con laboratori e workshop in collaborazione con Elena Sanesi di Riciclidea Prato, ispirati al percorso formativo del Centro ReMida, Terre d’Acqua di Bologna.

La giornata di Domenica 10 febbraio sarà occasione di uno scambio semi dalla partecipazione nazionale, organizzata grazie alla collaborazione con l’Associazione fiorentina Seed Vicious, con il coinvolgimento delle realtà del territorio invitate a riscoprire la biodiversità attraverso varietà antiche e piante in sinergia.

Sono previsti una serie di momenti dedicati alla sostenibilità e alle pratiche virtuose del territorio e il racconto di itinerari che arrivano all’interno del centro cittadino alla scoperta degli orti storici fin dal periodo medievale dentro le mura fino al primo Orto Urbano di Prato Spazi In Vasi in via Arcangeli, proprietà delle monache di Santa Trinita nel periodo del 1300 e sede di un mulino e di orti di primizie fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando l’edificio fu distrutto durante un bombardamento alleato.

Lo spazio si trova all’interno del quartiere del Soccorso e ne rappresenta il margine addossato alle mura. I giardini interessati dal progetto sono invece il margine di confine del quartiere.

Una sezione sarà curata in collaborazione con Giuseppe Bennati dell’Oasi apistica Le Buche di Poggio a Caiano e prevederà il racconto degli orti creati negli anni ’20 per formare i coloni nordafricanio durante il fascismo e la visita ad un Susino pianta madre di 100 anni ancora fruttifico e i figli legati alla banca del seme della biodiversità Toscana.

Grazie all’immenso patrimonio dell’Oasi ripercorreremo la storia dell’agricoltura del territorio, innescando un filo di senso legato alla scienza e al riconoscimento di specie antiche, autoctone da preservare, attivando un ideale ponte con la storia e il Museo della Natura Morta di Poggio a Caiano, dove sono conservati i dipinti di classificazione delle specie arboree di Bartolomeo Bimbi.

Ulteriore sezione speciale sarà Green-teck, Talk e Tavolo di confronto. Le giornate contengono al loro interno esempi virtuosi e racconti di pratiche sostenibili legate alla sensibilizzazione verso il cambiamento climatico e alle nuove frontiere tecnologiche. L’utilizzo del suolo in agricoltura può infatti oggi assumere valenza di rigenerazione e riattivazione dei processi naturali che l’uomo ha nei secoli cercato di controllare e razionalizzare. La nuova sfida consiste nella creazione di dialogo e collaborazione tra uomo e natura, per la naturalizzazione dei processi umani, non come ritorno al passato ma come sguardo proiettato verso il futuro.

Nel contemporaneo diventa urgenza la definizione di pratiche che possano essere sostenibili per il nostro ecosistema, con la bonifica dai veleni industriali e il recupero di suolo grazie alle proprietà delle piante, il risparmio di acqua e la sua depurazione con metodi naturali, il rispetto del ciclo di crescita con la cultura della consociazione e dell’orto spontaneo, l’abolizione della monocoltura e la ricerca di nuova biodiversità con il recupero di semi antichi e piante commestibili ormai in via di estinzione, le nuove frontiere con la tecnica delle popolazioni evolutive.

Saranno presentati quindi progetti di innovazione sostenibile vicini a proposte inerenti le linee guida che l’amministrazione porta avanti nella ridefinizione del verde urbano, dalla connessione del lungofiume con gli orti urbani allo studio di forestazione legato al nuovo piano operativo.

Sarà centrale l’autocostruzione e l’esposizione di una serra idroponica del progetto pratese BloomProject e la partecipazione di Iridra, azienda fiorentina, che presenta Hydrousa, progetto vincitore di un bando Europeo Horizon2020, legati entrambi al tema dell’acqua come bene comune e la presenza dei ricercatori dell’associazione Caffe-Scienza.

Sarà infine attivato un collegamento-ponte con il centro cittadino grazie alla collaborazione con la Libreria indipendente Gori.

prato

INFO:

https://www.facebook.com/giardinidiprossimita

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Quinta giornata di festival River To River: le donne e il cinema nell’India di oggi

Quinta giornata di festival River To River: le donne e il cinema nell’India di oggi

Lunedì 10 dicembre, le donne e il cinema nell’India di oggi al 18/mo River to River. Protagonisti della 5/a giornata lo sport al femminile nel documentario “Purdah” (18.00) e la lotta per l’emancipazione nel delicato “Chitra (Nude)” (20.30)

La giornata è in collaborazione con il Festival dei Diritti del Comune di Firenze. Saranno presenti Andrea Vannucci, assessore allo sport del Comune di Firenze e Stefania Pancini, del Festival dei Diritti del Comune di Firenze. Sarà una giornata interamente dedicata alla figura femminile, ai diritti e all’emancipazione delle donne, con proiezioni a tema come il documentario “Purdah” e il drammatico “Chitra (Nude)” quella di lunedì 10 dicembre, in programma nell’ambito del 18/mo River to River Florence Indian Film Festival, al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour, 50/r). La giornata è realizzata in collaborazione con il Festival dei Diritti, percorso di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, gli stereotipi di genere e le discriminazioni sessuali, indetto dal Comune di Firenze.

In prima serata (ore 20.30) sarà proiettato “Chitra (Nude)”, delicato e potente al contempo e bandito da vari festival internazionali per il tema trattato, che mette in luce la dipendenza economica delle donne dagli uomini, la sottomissione forzata a cui sono sottoposte ma anche la forza di volontà della protagonista. Il toccante lungometraggio sull’emancipazione femminile realizzato Ravi Jadhav racconta di Yamuna, la quale è l’unica a sostenere economicamente suo figlio, dopo che il marito li abbandona. Si trasferisce a Mumbai dove inizia un lavoro da modella in una scuola d’arte.

“Si può giocare a cricket indossando l’hijab?” È il quesito che si pone Jeremy Guy, regista di “Purdah”, documentario in programma alle 18.00 che segue le vicende di una famiglia musulmana di Mumbai, dove le tre figlie lottano contro povertà, pressioni sociali e problemi familiari per inseguire le proprie aspirazioni.

La giornata si aprirà alle 15.30 con la proiezione degli episodi 3 e 4 della serie “Bisht, Please! di Biswapati Sarkar e proseguirà alle 16.30 con una selezione di cortometraggi che affronterà rivelazioni sconcertanti, la fuga disperata verso un futuro migliore. In programma: Ludo” di Shiladitya Moulik; “A Cold Summer Night” di Yash Sawant; “Forbidden” di Vibha Gulati e Pesum por chithirame di Sabarivasan Shanmugam.

Tutti i film sono programmati al cinema “La Compagnia” in via Cavour 50/r, Firenze. Biglietto singolo (mattina, pomeriggio, sera) 6,00 euro II Giornaliero 10,00 euro II Biglietto ridotto studenti 5,00 euro II Biglietto giornaliero con riduzione 8,00 euro

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Storie e destini incrociati sullo sfondo di Mumbai per la seconda giornata del River to River

Storie e destini incrociati sullo sfondo di Mumbai per la seconda giornata del River to River

Venerdì 7 dicembre la seconda giornata del River to River al Cinema La Compagnia. In programma alle 16.00 il cortometraggio “Itwaar”, a seguire il documentario “An Engeneered dream” e alle 18.00 “The lift boy” In chiusura dalle 23.00 il River To River 18th Birthday Party con il Pink Panther Bollywood dj set presso Amblè

Sarà la proiezione in prima italiana di “3 Storeys”, alla presenza del regista Arjun Mukherjee, ambiento a Mumbai, all’interno di un “chawl” (condominio) dove si intrecciano le storie e le vite apparentemente ordinarie di alcuni suoi abitanti, l’evento speciale della seconda giornata del 18/mo River to River Florence Indian Film Festival, che si terrà venerdì 7 dicembre al cinema La Compagnia di Firenze (Via Cavour, 50/r).

Proiettato anche al Shanghai International Film Festival 2018, 3 Storeys racconta un viaggio attraverso i diversi piani di un vivace edificio residenziale a Maya Nagar, che mostra un microcosmo di relazioni umane in mezzo al caotico paesaggio urbano di Mumbai. Intrecciando le vite di vari personaggi, la pellicola raffigura amori persi, vendicati e proibiti, rivelando nel corso della storia, oscuri segreti e rimpianti del passato, rendendo chiaro che la vita in questa piccola comunità non è tranquilla e ordinaria come sembra.

Anche quest’anno il River to River ospita una delle produzioni più recenti in fatto di web series. Le proiezioni partiranno alle 15.00 con i primi due episodi della serie Bisht, Please! di Biswapati Sarkar. Protagonista della divertente serie è Neetu (interpretata da Nidhi Bisht) una ragazza semplice e ingenua, che ogni giorno deve affrontare nuove disavventure, vivendo una realtà dove ‘come una ragazza’ è usato come un insulto e cerca di lottare contro gli stereotipi in un mondo che sembra girare al contrario rispetto ai suoi sani principi. La serie è stata trasmessa da “The Viral Fever”, network amato dalla gioventù indiana e pioniere del nuovo genere di intrattenimento online, con una particolare attenzione ai contenuti di attualità rivolti alle nuove generazioni. Oggi TVF vanta quattro canali, con una community di oltre 20 milioni di fan, a soli tre anni dall’inaugurazione.

Alle 16.00 spazio al cortometraggio con “Itwaar”, pellicola di Rahul Srivastava sulle aspirazioni di un padre per il proprio figlio e l’invidia per i successi altrui. Il signor Verma diventa sempre più frustrato quando vede i figli dei vicini ottenere un lavoro stabile, mentre suo figlio non raggiunge alcun risultato. Perde la pazienza e litiga con le persone a lui più care come la moglie e il figlio, ma quando la situazione sembra andare peggio, improvvisamente accade qualcosa che la risolleva. Alla serata sarà presente il paroliere Anant Mutreja.

A seguire, il documentario in concorso “An Engineered Dream” di Hemant Gaba sulle vite di tre ragazzi, le pressioni e le aspettative delle loro famiglie per farli diventare ingegneri. La scelta della carriera in India non è una scelta individuale: genitori, famiglie e società indirizzano i bambini verso una carriera predestinata, specie nelle scienze ingegneristiche o mediche. L’ammissione ai prestigiosi college in queste discipline è molto competitiva in India, con un tasso di studenti idonei minore dell’1%. Il film segue le vite di quattro ragazzi mandati a Kota dai genitori, dove vi sono molte scuole di preparazione per i test di ammissione. Alle 18.00 “The lift boy” primo lungometraggio di Jonathan Augustin, tratto da un’incredibile storia vera. Il ventiquattrenne Raju ha fallito l’esame di disegno tecnico per la quarta volta, ma, quando suo padre si ammala, è costretto a interrompere gli studi per lavorare in un edificio elegante a Mumbai come addetto all’ascensore. Il ragazzo, che inizialmente disdegna il nuovo lavoro, imparerà ad apprezzarlo dopo essersi avvicinato alla proprietaria dell’edificio, Maureen D’Souza, che insegnerà al ragazzo i fondamenti di disegno tecnico con un approccio stimolante.

A conclusione della giornata, per festeggiare la maggiore età del festival, dalle 23.00 si terrà il River To River 18th Birthday Party con il Pink Panther Bollywood dj set presso Amblè (Piazzetta dei Del Bene, 7/A).

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Finale del 30° Rock Contest: la gallery fotografica

I foggiani Giunto di Cardano sono i trionfatori del 30° Rock Contest di Controradio, secondo posto ai genovesi Banana Joe che si sono affermati sui pur bravissimi L’Opera Di Amada, Gabriele Bernabò e The Floating Ensemble.

In giuria, a decidere le sorti della serata Federico Dragogna e Davide “Divi” Autelitano de I Ministri, Maria Antonietta, gli scout di Woodworm, Picicca e Audioglobe, oltre ai giornalisti delle principali testate italiane. Al salentino L’Edera il Premio Fondo Sociale Europeo, al fiortentino Vieri il Premio SIAE. Il premio Ernesto de Pascale va al lucchese Antonio Ciulla. In conclusione della serata (sold out) Max Collini e Daniele Carretti hanno ridato vita, per un’occasione unica e irripetibile, alla storia degli Offlaga Disco Pax (vincitori del Rock Contest nel 2004 e ultima vera band “di culto” della musica indipendente italiana) con Dario Brunori, i Tre Allegri Ragazzi Morti, Alessandro Manzan di Bologna Violenta, Colapesce, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna.

Queste, e d altre foto di Sun-Studio sulla pagina facebook Rock Contest Controradio

Finale Rock Contest 2018

 

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