Fiesole: il cinema dell’anima, 3 film per ritrovare se stessi

Fiesole: il cinema dell’anima, 3 film per ritrovare se stessi

Al teatro romano di Fiesole il cinema dell’anima: tre film per ritrovare se stessi. Dal monastero degli occidentali di Bordeaux al cammino di Santiago per la ricerca della felicità.

La libertà della meditazione, il senso profondo della spiritualità, la pratica dell’unità dello yoga. Tre film per scoprire il nostro io più autentico, tre film per andare alla ricerca del sé, per riflettere sulla nostra interiorità di fronte ai cambiamenti del mondo circostante.

E’ la rassegna ‘Il cinema dell’anima’, in programma da domenica 22 luglio a domenica 5 agosto al Teatro Romano di Fiesole, organizzata nell’ambito della 71esima estate fiesolana dalla Fondazione Stensen. Ingresso per ogni film: 3 euro.

Si parte domenica 22 luglio alle ore 21.15 con ‘Walk with me, il potere del Mindfulness” di Marc Francis e Max Pugh (94 min). Il film è un viaggio affascinante nel microcosmo della comunità monastica del maestro Zen Thich Nhat Hanh, che insegna l’antica arte della meditazione buddhista. Il film racconta per la prima volta dall’interno la quotidianità di un monastero Zen del XXI secolo in cui degli occidentali dalle più diverse provenienze hanno deciso di ricominciare a vivere impostando la propria vita su valori nuovi. Il film è stato girato al Plum Village, vicino a Bordeaux, la prima comunità monastica fondata dal Maestro Thich Nhat Hanh (Thay) in Occidente con lo scopo di realizzare un ambiente in cui le persone possano apprendere l’arte di vivere in armonia reciproca e con il pianeta.

Si prosegue domenica 29 luglio alle ore 21.15 con ‘Sei vie per Santiago’ di Lydia B. Smith (84 min). Il film racconta sei persone che percorrono il “Cammino di Santiago”, dotate solo di uno zaino, un paio di stivali e, soprattutto, una mente libera e aperta. L’impresa di questi sei “personaggi” viene seguita per gran parte del percorso, mettendo in luce per ognuno le proprie ragioni, motivazioni e aspettative.

La rassegna si conclude domenica 5 agosto alle ore 21.15 con ‘Il sentiero della felicità (Awake: the life of Yogananda)’ di Paola di Florio e Lisa Leeman (87 min). E’ il racconto della vita e degli insegnamenti di Paramhansa Yogananda, autore della celebre “Autobiografìa di uno Yogi”, un classico della letteratura spirituale che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e che ancora oggi costituisce un riferimento essenziale per ricercatori spirituali, filosofi e cultori dello yoga.

Prima del film, il gruppo di meditazione Self Realization fellowship organizzerà un momento di meditazione collettiva guidata al tramonto, proprio all’interno del teatro romano.

ingresso: 3 euro.

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Presidente Mattarella a ‘The State of the Union’

Presidente Mattarella a ‘The State of the Union’

🔈Fiesole, Badia Fiesolana, Renaud Dehousse, presidente dell’Istituto Universitario Europeo, ha aperto l’ottava edizione di ‘State of the Union’, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Le siamo riconoscenti del fatto che in un momento delicato per l’Italia abbia accettato di onorarci con la sua presenza – ha detto Renaud Dehousse, sottolineando che l’evento è stato – creato dall’istituto con la speranza di contribuire a strutturare un dibattito sullo sviluppo del progetto europeo. Servono discussioni approfondite sulle sfide a cui l’Unione deve far fronte e sulle ambizioni che potrà avere in futuro – ha spiegato Dehousse – Fare di Firenze uno dei luoghi chiave sul futuro dell’Europa”.

“Se è stata la solidarietà a rendere possibile l’avvio della nostra unione, non è senza significato tornare a quel legame, quasi primordiale, per affrontare i problemi odierni – ha detto il presidente Sergio Mattarella – Lo è a maggior ragione in un contesto che vede crisi interne e internazionali, instabilità diffuse e venti di guerra, scuotere l’edificio europeo, rendendo esitante ogni ulteriore passo verso l’integrazione”.

“La operosa solidarietà degli esordi sembra essersi trasformata in una stagnante indifferenza, in una sfiducia diffusasi, pervasivamente, a tutti i livelli – ha continuato Mattarella – portando opinioni pubbliche, Governi, Istituzioni comuni, a diffidare, in misura crescente, l’uno dell’altro. Non possiamo ignorare questo stato di fatto, né sottacere quanto sia diffusa, fra i cittadini europei, la convinzione che il progetto comune abbia perso la sua capacità di poter realmente venire incontro alle aspettative crescenti di larghi strati della popolazione; e che non riesca più ad assicurare adeguatamente protezione, sicurezza, lavoro, crescita per i singoli e le comunità. Con una contraddizione singolare, che vede gonfiarsi, simultaneamente, le attese dei cittadini e lo scetticismo circa la capacità dell’Europa di corrispondervi”.

“Pensare di farcela da soli è pura illusione o, peggio, inganno consapevole delle opinioni pubbliche. Tutti sanno che nessuna delle grandi sfide, alle quali il nostro continente è oggi esposto, può essere affrontata da un qualunque Paese membro dell’Unione, preso singolarmente. Numerosi concittadini europei – ha aggiunto il presidente – hanno smesso di pensare che l’Europa possa risolvere, nell’immediato o in prospettiva, i loro problemi. Vedono sempre meno nelle istituzioni di Bruxelles un interlocutore vantaggioso, rifugiandosi in un orizzonte puramente domestico, nutrito di una illusione: pensare che i fenomeni globali che più colpiscono possano essere affrontati a livello nazionale”.

“Sulle frontiere, sulle tradizioni nazionali, prevalevano i valori unificanti che avevano portato, con solidarietà, i popoli a lottare insieme per affermare il loro rifiuto di essere meri sudditi o meccanismi ciechi di apparati bellici, confermandosi, invece, persone, con la loro dignità umana integra, che nessuno Stato avrebbe più potuto violare impunemente – ha sottolineato Mattarella – Questa la solidarietà vera costruita tra la gente. Una solidarietà che voleva lasciarsi definitivamente alle spalle la matematica dei torti e delle ragioni di due devastanti guerre mondiali”.

“Oggi siamo giunti a un punto cruciale nel percorso di integrazione, quello nel quale i diritti di cittadinanza espressi sin qui nelle sovranità individuali degli Stati, si trasfondono sempre più in quella collettiva dell’Unione, fondendosi in un unicum irreversibile. Abbiamo una moneta capace di costituire un punto di riferimento concreto sul piano internazionale, un ruolo che nessuna moneta nazionale potrebbe svolgere”.

“Più sicuri che nel dopoguerra, più liberi che nel dopoguerra, più benestanti che nel dopoguerra, rischiamo di apparire oggi privi di determinazione rispetto alle sfide che dobbiamo affrontare. E qualcuno, di fronte a un cammino che è divenuto gravoso, cede alla tentazione di cercare in formule ottocentesche la soluzione ai problemi degli anni 2000”.

Il presidente della Repubblica Mattarella ha poi visitato Villa Salviati a Firenze, sede dal 2012 degli Archivi storici dell’Unione europea, prima di lasciare la struttura intorno alle 11:00.

Il riassunto dei temi toccati dal Presidente Mattarella nel suo discorso, a cura di Claudio Gherardini:

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