Bekaert, Fim-Cisl: “Serve piano strutturale forte. Scettici su cooperativa lavoratori”

Bekaert, Fim-Cisl: “Serve piano strutturale forte. Scettici su cooperativa lavoratori”

Richiesta di “un piano industriale forte” per la ex Bekaert di Figline Valdarno, un confronto con chi è interessato alla fabbrica, scetticismo sull’ipotesi di puntare su una cooperativa di lavoratori: è quanto emerso dall’assemblea dei lavoratori convocata dalla Fim-Cisl oggi al circolo Fanin di Figline Valdarno.

“Il messaggio è chiaro ed è anche forte, visto che la nostra assemblea rappresenta la maggioranza dei lavoratori Bekaert”, afferma Alessandro Beccastrini, segretario generale Fim-Cisl Toscana. Beccastrini ha spiegato che “vogliamo un progetto industriale che tenga conto del fatto che chi viene a Figline si deve confrontare con un costo della materia prima, la vergella, molto alto e quindi dev’essere un imprenditore dell’acciaio o avere una joint-venture con qualcuno che fa acciaio. Stiamo completando lo studio approfondito su questo tipo di mercato e nei prossimi giorni lo consegneremo alle istituzioni, se può essere di aiuto in questa fase”.

La via della cooperativa, per il segretario Fim, “per noi rimane una strada impercorribile in un mercato, quello del filo tubo, fatto da quattro multinazionali e in cui il costo maggiore è quello della materia prima.”

“La Fiom Cgil ribadisce che il Comitato Promotore della Cooperativa è uno dei soggetti interessati a rilevare lo stabilimento di Figline Valdarno al pari di altri e come tale, al momento opportuno, dovrà incontrare tutte le organizzazioni sindacali come previsto dagli accordi”, fa sapere un comunicato di Fiom-Cgil.

“Non si può avere un’idea proprietaria dei lavoratori – continua il comunicato -, decretarne maggioranze, quando ad oggi chi ne certifica la rappresentanza complessiva è l’Inps. Per la Fiom l’unità sindacale è data dalla firma degli accordi e finora sono stati siglati unitariamente da Fim Fiom e Uilm. Insieme perciò incontreremo tutti i soggetti interessati a dare una risposta occupazionale ai 240 lavoratori ancora in cassa integrazione, siano essi imprenditoriali o cooperativi, poiché non esistono soggetti privilegiati”, conclude la Fiom-Cgil.

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Firenze: riciclaggio banche abusive per invio 5 milioni in Marocco

Firenze: riciclaggio banche abusive per invio 5 milioni in Marocco

Due le banche abusive dotate di ‘sportelli’ presso esercizi commerciali nel centro storico di Firenze che tra il 2017 e il 2018 avrebbero movimentato 5 milioni di euro dall’Italia al Marocco

Due banche abusive dotate di ‘sportelli’ presso esercizi commerciali nel centro storico di Firenze, tra cui due centri di servizi agli immigrati (agenzie di viaggio) e una macelleria, specializzate nel trasferimento di denaro frutto di attività illecite, in particolare spaccio di droga, che tra il 2017 e il 2018 avrebbero movimentato 5 milioni di euro dall’Italia al Marocco.

È quanto scoperto dalla guardia di finanza di Firenze, che oggi ha arrestato 7 persone, 5 in carcere e 2 ai domiciliari, in esecuzione di una misura di custodia cautelare disposta dal gip su richiesta della pm Ester Nocera. Altre 5 persone sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Secondo quanto accertato dalla gdf, i destinatari delle misure apparterrebbero a due gruppi criminali, organizzati per l’esercizio abusivo dell’attività finanziaria con carattere di transnazionalità e per il riciclaggio di denaro. I soldi venivano trasferiti eludendo i tradizionali canali del sistema bancario, attraverso WhatsApp: bastava inviare l’immagine di un’attestazione della somma di denaro che doveva essere consegnata al beneficiario in Marocco e i funzionari delle filiali abusive nord africane provvedevano a consegnare i soldi al destinatario del posto.

Tra i servizi erogati dalle filiali abusive di Firenze anche depositi e prestiti fino a 150 mila euro. Per tutte le operazioni l’organizzazione tratteneva una commissione del 20 per cento.
Nell’ambito delle indagini questa mattina sono in corso 36 perquisizioni domiciliari nelle province di Firenze, Brescia, Massa Carrara e Lucca. Complessivamente risultano indagate 23 persone, residenti a Firenze, Fucecchio, Figline Valdarno, Sesto Fiorentino, Signa, San Casciano Val di Pesa, Massarosa (Lucca), Massa e Desenzano sul Garda (Brescia).

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