Pisa: operaio licenziato per linea stradale storta

Pisa: operaio licenziato per linea stradale storta

L’uomo lavora per  Avr, il global service comunale della manutenzione stradale del comune di Pisa che ha motivato il provvedimento in ragione del ‘danno d’immagine”. Per Filcams Cgil si tratta di “una rappresaglia contro i lavoratori”.

Secondo il dipendente della società quella linea tracciata non correttamente è dovuta “soprattutto al manto stradale dissestato” ma la foto di quell’intervento, postata sui social network, avrebbe  scatenato reazioni ironiche da parte degli utenti e quindi, secondo Avr, il global service comunale della manutenzione stradale del comune di Pisa, lo sbaglio ha causato “un danno di immagine all’azienda”;

Insomma, aver “disegnato” storta la linea di mezzeria su una strada alla periferia di Pisa” è costato caro ad un  operaio della AVR che è stato licenziato.  La notizia  è quanto riportata da “il Tirreno” di Pisa.

Il lavoratore è stato licenziato, nonostante egli stesso meno di 24 ore dopo avesse provveduto a tracciare, questa volta in modo corretto, la linea di mezzeria.

Per il sindacato Filcams Cgil si tratta di “una rappresaglia contro i lavoratori”.

“Ho risposto alle contestazioni della società – ha raccontato l’operaio licenziato – evidenziando un malfunzionamento della macchina traccialinee e soprattutto il pessimo stato del manto stradale”.

Ma ciò non gli ha evitato il licenziamento. Un provvedimento che secondo la Filcams-Cgil di Pisa  rappresenta l’ultimo passaggio di una “rappresaglia di Avr nei confronti dei lavoratori che hanno aderito a una mobilitazione per rivendicare il miglioramento delle condizioni lavorative e salariali”.

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Livorno: sindacati, 24 addetti area servizio A12 a rischio taglio

Livorno: sindacati, 24 addetti area servizio A12 a rischio taglio

Cgil e Cisl, per contenzioso: l’azienda My Chef ha infatti comunicato a Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl che a partire dal prossimo 30 giugno intende cessare la propria attività in area servizio A12

I 24 addetti dell’area di servizio Savalano Ovest situata sulla A12 Genova – Rosignano hanno proclamato lo stato di agitazione: il loro posto di lavoro è infatti a rischio secondo quanto riferisce una nota sindacale.

L’azienda My Chef che gestisce l’area di servizio su concessione della Sat (Società Autostrada Tirrenica) ha infatti comunicato a Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl che a partire dal prossimo 30 giugno intende cessare la propria attività presso la struttura. La decisione – a quanto apprendiamo – sarebbe da imputare a un contenzioso emerso tra la stessa My Chef e Sat. I 24 addetti – nel caso in cui nessun’altra società subentrasse nella gestione – si troverebbero senza lavoro.

“Una prospettiva inaccettabile e drammatica, soprattutto alla luce di questo particolare momento storico e in un contesto territoriale già in ginocchio da tempo a causa di una pesante crisi occupazionale”, affermano Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl, che hanno già chiesto un incontro urgente con Sat e con le istituzioni preposte: “l’obiettivo – spiegano le sigle – è aprire al più presto un tavolo di confronto presso l’unità di crisi della Regione Toscana. Non possiamo permettere che il nostro territorio perda altri posti di lavoro. Serve una soluzione che garantisca la tutela occupazionale di tutti i 24 lavoratori. Nel caso in cui gli incontri con azienda e istituzioni non generassero un esito positivo non potremo che far partire una decisa mobilitazione. Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl saranno come sempre al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori”.

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2 giugno: Toscana, sciopero sigle commercio contro aperture giorni festivi

2 giugno: Toscana, sciopero sigle commercio contro aperture giorni festivi

“Chiediamo alla Regione Toscana di convocare le parti sociali per avviare un confronto serio sulle aperture domenicali e festive, che riporti al centro il valore del lavoro nella sua interezza”, chiedono i sindacati

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs della Toscana, annunciano lo sciopero nel settore del commercio per la giornata di domani 2 giugno, Festa della Repubblica, contro la decisione di alcune aziende di aprire i propri punti vendita, e chiedono alla Regione Toscana di intervenire convocando un tavolo per regolare le aperture per le domeniche e per i giorni festivi.

“Rispettare il significato e il valore sociale di queste festività – afferma la Filcams – dovrebbe essere un dovere di tutti. Per questo chiediamo alla Regione di aprire un tavolo di confronto che regoli le aperture domenicali e festive”.

Per la Fisascat-Cisl “è importante sottolineare che il lavoro passi anche dal beneficiare di quelle festività che sono alla base di un bene comune reale, di una società che mette al centro i diritti delle persone, che pensa collettivamente e non alla logica del profitto”. Per la Uiltucs “la volontà di aprire i negozi, da parte di alcune aziende, per la Festività del 2 giugno è irrispettosa verso i lavoratori, che meritano di festeggiare davvero questa ricorrenza”.

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Appalti pulizie nelle scuole: “ci sono posti assegnati ma manca la firma al Ministero”

Appalti pulizie nelle scuole: “ci sono posti assegnati ma manca la firma al Ministero”

Appalti pulizie e sorveglianza scuole (lavoratrici e lavoratori Ata, ex Lsu e appalti storici), oggi a Firenze (via Martelli 9, davanti al liceo Galileo) presidio con Cgil, Flc Cgil e Filcams Cgil.

Un’iniziativa a sostegno della vertenza nazionale di lavoratori e lavoratrici esclusi ed escluse dal primo processo di internalizzazione statale varato l’anno scorso dal Governo.

Si tratta di 4mila persone in Italia e circa 30 tra Firenze e provincia (dove nel primo processo di internalizzazione sono state assunte 150 figure): alcune ora hanno gli ammortizzatori sociali, altre nemmeno quelli.

“Una situazione inaccettabile, è personale con diritto a essere assunto in presenza di oltre 40 posti disponibili. Non c’è più tempo, occorrono azioni urgenti da parte del Governo per gli opportuni provvedimenti legislativi riaprendo l’apposito bando. Potenziare l’organico dei collaboratori scolastici nelle scuole in tempi di pandemia e stabilizzarlo è un primo passo per garantire una maggiore sicurezza ed efficienza del servizio scolastico”, spiega il sindacato, che rivendica: – L’attivazione immediata, come previsto dalla legge, delle procedure selettive della seconda fase di assunzione consentendo la partecipazione anche a coloro che, pur essendo in possesso dei requisiti dei cinque anni di anzianità, ne sono esclusi a causa della mancanza di posti nella provincia di servizio, anche attraverso l’emanazione dei provvedimenti necessari – L’incremento in organico dei posti di collaboratore scolastico a compensazione di quelli necessari alla trasformazione da part time a tempo pieno ex Lsu e appalti storici, al fine di salvaguardare le assunzioni in ruolo del personale che attende da anni le stabilizzazioni e al fine di evitare negative conseguenze anche sulle operazioni di mobilità. In considerazione anche del fatto che la scuola ha forte necessità di incrementare in generale i posti di lavoro come dimostra il più che decennale ricorso al cosiddetto organico di fatto – L’individuazione da parte del governo dei ministeri e delle imprese di soluzioni per le lavoratrici e i lavoratori escluse e esclusi dalle procedure selettive perché non in possesso dei requisiti per essere assunti nelle scuole.

DONATELLA GALGANI FILCAMS CGIL FIRENZE E FRANCESCO DONADIO FLC CGIL INTERVISTATTI DA CHIARA BRILLI

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25 aprile e 1 maggio, Cgil e Uil Toscana proclamano sciopero nel commercio

25 aprile e 1 maggio,  Cgil e Uil Toscana proclamano sciopero nel commercio

25 aprile e Primo maggio, Filcams Cgil e Uiltucs Uil Toscana proclamano sciopero nel commercio.

“La Regione avrebbe dovuto intervenire, con ordinanze restrittive, come aveva fatto per le festività di Pasqua e Pasquetta. Rispettare il significato e il valore sociale di queste festività dovrebbe essere un dovere di tutti. Il nostro invito è di restare a casa anche per tutelare la salute di chi lavora e di tutti noi”

La decisione di tenere aperti supermercati e centri commerciali, da parte di alcune aziende, per le festività del 25 Aprile e del Primo maggio, “è vergognosa e irrispettosa verso i lavoratori e le lavoratrici, che continuano a dare dimostrazione, in questo drammatico momento, di grande responsabilità, garantendo un servizio fondamentale alla collettività. Rispettare il significato e il valore sociale di queste festività dovrebbe essere un dovere di tutti”, si legge in un comunicato congiunto.

“Per questo anche la Regione avrebbe dovuto intervenire, con ordinanze restrittive, come aveva fatto per le festività di Pasqua e Pasquetta. Il nostro invito è “restiamo a casa” per tutelare la salute di chi lavora e di tutti noi”.

Per queste ragioni, Filcams Cgil e Uiltucs Uil della Toscana proclamano astensione e sciopero dal lavoro per le festività di 25 aprile e Primo maggio, sottolineando quanto molte sentenze hanno sancito: “il lavoro nelle festività civili e religiose individuate dal Contratto nazionale non è un obbligo. Il lavoratore non può essere comandato al lavoro senza il proprio consenso. Le Festa non si vende, si vive”.

 

 

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