Giubbe Rosse: nuova fumata nera per vertenza, ancora sconosciuto proprietario marchio

Giubbe Rosse: nuova fumata nera per vertenza, ancora sconosciuto proprietario marchio

Vertenza Giubbe Rosse, ancora non si sa chi è il proprietario del marchio: fumata nera ieri al tavolo istituzionale sulla vertenza. La Filcams Cgil Firenze: “Mistero incomprensibile, per noi il marchio non può essere disgiunto da lavoro e locale”

Fumata nera ieri al tavolo di crisi della Città metropolitana di Firenze sulla vertenza delle Giubbe Rosse: ancora non è stato svelato chi è il proprietario del marchio dello storico caffè di piazza della Repubblica, che rimane ad oggi un mistero.

In occasione dell’incontro di ieri, il curatore fallimentare ha comunicato che ad oggi il marchio ancora non è nelle disponibilità della curatela e quindi si potrebbe bandire l’asta sull’esercizio senza il marchio delle Giubbe Rosse. Se questo dovesse determinarsi sarebbe una incomprensibile, perché l’appetibilità del caffè diventerebbe pressoché nulla e l’asta rischierebbe di andare deserta, con i rischi connessi per la chiusura dell’esercizio e quindi la perdita occupazionale. Il curatore fallimentare comunque non ha chiuso la vicenda e ci ha preannunciato che tra una settimana – massimo dieci giorni – ritornerà al tavolo per illustrarci le sorti della proprietà del marchio.

La Filcams Cgil Firenze, davanti a questa preoccupante e pessima prospettiva, ha ribadito la propria posizione sostenendo che il marchio non può essere disgiunto dal lavoro e dal locale; abbiamo il timore che questa vicenda della proprietà del marchio possa diventare il terzo segreto di Fatima senza ragione alcuna. Abbiamo quindi rappresentato al curatore fallimentare anche l’importanza della continuità del contratto dell’affitto del locale, in mancanza della quale si rischierebbe la scomparsa del caffè da piazza della Repubblica.

La Filcams Cgil Firenze, insieme ai lavoratori alle lavoratrici, ha ribadito che si batterà per svelare questo mistero incomprensibile sulla proprietà del marchio affinché si restituisca a Firenze e a piazza della Repubblica un locale che fa parte della storia della città, fuori da giochi e giochetti commerciali.

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Sciopero nazionale Guardie giurate, 48 ore di stop anche in Toscana

Sciopero nazionale Guardie giurate, 48 ore di stop anche in Toscana

Domani, martedì 29 gennaio, si terrà a Firenze l’attivo dei delegati sindacali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs per fare il punto della situazione in vista dello sciopero nazionale proclamato per l’1 e 2 febbraio per il Ccnl Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari scaduto il 31/12/2015.

Un contratto con le indennità di presenza ferme al 2008, e che negli ultimi 10 anni è stato rinnovato solo una volta. In Toscana, questi lavoratori che ogni giorno rischiano la vita per poco più di 1.000 euro al mese, si fermeranno per 48 ore.

Ma chi è la guardia giurata? La guardia giurata è quella figura che dà sicurezza, e che troviamo nelle stazioni ferroviarie, nei tribunali, negli ospedali, di pattuglia diurna/notturna, negli aeroporti e nei furgoni blindati per trasportare valori necessari a noi tutti; furgoni blindati che vengono presi di mira sempre più spesso da assalitori armati e violenti per un rischio concreto che, ogni giorno, la guardia giurata deve mettere in conto.

Il Ccnl in questione riguarda anche gli addetti ai Servizi Fiduciari, lavoratori che spesso troviamo nei supermercati di tutta Italia. Anche loro svolgono il loro lavoro con grande professionalità nonostante uno stipendio misero e inadeguato rispetto all’impegno e ai rischi quotidiani: la loro paga parte da 797 euro lordi al livello F.

Lo sciopero di 48 ore inizierà a mezzanotte del 1 febbraio e terminerà alle ore 24 del 2 febbraio con una grande manifestazione che si terrà a Milano la mattina del 1 febbraio.
Si prevede una forte partecipazione; da Firenze partiranno più pullman organizzati dai funzionari Giuseppe Martelli, Giuseppe Viviano e Gennaro Cotugno rispettivamente di Filcams, Fisascat e UILTuCS, che domani si confronteranno sugli ultimi dettagli logistici per la trasferta.

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Sindacati: a Natale è sciopero, la ‘festa non si vende’

Sindacati: a Natale è sciopero, la ‘festa non si vende’

Natale, Santo Stefano e Capodanno: sciopero nel commercio proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana. “Il Governo aveva promesso la chiusura per le domeniche, ma niente è cambiato”

“l Ministro Di Maio e il Ministro Salvini avevano promesso la modifica della Legge Monti con l’individuazione delle Festività con l’obbligo di chiusure per tutti e la reintroduzione della chiusura per le domeniche. Siamo arrivati di nuovo alle festività natalizie e niente è cambiato” lo denunciano i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana,

Che aggiungono: “Noi diciamo: basta promesse, no al sempre aperto; no a lavorare per le feste; il commercio non è un servizio essenziale. Il Governo recepisca la proposta unitaria di Filcams, Fisascat e Uiltucs presentata in Commissione lavoro che prevede: 12 festività civili e religiose con obbligo di chiusura per tutte le attività commerciali; 12 domeniche massime l’anno di deroga alla chiusura, da concordare tra Enti locali e Parti Sociali”.

“In attesa di veder realizzate le richieste, Filcams, Fisascat e Uiltucs della Toscana proclamano astensione e sciopero dal lavoro per il 25 e 26 dicembre 2018 e per il 1° gennaio 2019. Sottolineando quanto molte sentenze hanno sancito: il lavoro nelle festività civili e religiose individuate dal Contratto nazionale non è un obbligo e il lavoratore non può essere comandato al lavoro senza il proprio consenso. Perché la festa non si vende” conclude il comunicato.

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Firenze: chiude Hotel Tornabuoni, in 16 rischiano posto

Firenze: chiude Hotel Tornabuoni, in 16 rischiano posto

Filcams: “si tratta di una mera operazione immobiliare che rischia di consumarsi sulla pelle dei 16 lavoratori dell’hotel, 4 diretti e 12 in appalto, i quali, dal 16 dicembre, potrebbero trovarsi senza prospettive per il loro futuro”.

“Il 15 dicembre chiude il Tornabuoni Beacci, storico Hotel a 4 stelle di Via Tornabuoni. E ancora una volta a Firenze la rendita rischia di vincere la partita a scapito del lavoro”. Lo afferma la Filcams Cgil Firenze.
“La chiusura è stata decisa dal fondo americano Hines – sottolinea il sindacato in una nota -, proprietario del grande palazzo, dove oltre all’hotel hanno sede anche negozi di lusso, e concordata con il gestore dell’Hotel”. Per il sindacato “si tratta di una mera operazione immobiliare che rischia di consumarsi sulla pelle dei 16 lavoratori dell’hotel, 4 diretti e 12 in appalto, i quali, dal 16 dicembre, potrebbero trovarsi senza prospettive per il loro futuro”. “Ecco perché oltre alla denuncia, attraverso il tavolo di crisi della città metropolitana di Firenze – osserva ancora il sindacato -, convocato per domani, abbiamo chiesto alle istituzioni cittadine di intervenire perché chiunque subentrerà nella gestione dovrà garantire la continuità occupazionale di tutti i lavoratori”

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Lidl, indetto da Filcams Cgil uno sciopero nazionale

Lidl, indetto da Filcams Cgil uno sciopero nazionale

Lidl, domani venerdì 13 luglio sciopero nazionale dei lavoratori indetto dalla Filcams Cgil: in Toscana è previsto un presidio regionale a Pontedera (Pisa) davanti al magazzino in via Alberto Carpi 29 dalle 8:30 fino alla sera (l’altro è a Massa Lombarda, in provincia di Ravenna).

Si tratta di uno sciopero nazionale dichiarato dopo la firma separata del contratto integrativo aziendale avvenuta in data 6 marzo 2018. La Filcams non ha sottoscritto il contratto in quanto l’accordo siglato da Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si discosta in modo rilevante dalle richieste presentate unitariamente.

Dice la Filcams Cgil Toscana: ”E’ un accordo che, pur in presenza di un andamento e di risultati economici estremamente positivi da parte di Lidl, determina un complessivo e sostanziale arretramento della qualità dell’occupazione nei punti di vendita”.

“C’è grande disappunto nel merito e nel metodo su questa intesa che non abbiamo firmato, siamo a fianco dei lavoratori Lidl”, fa sapere la Filcams Cgil Firenze che porterà ben oltre 100 lavoratori fiorentini – che arriveranno in pullman organizzati o mezzi propri – al presidio di Pontedera di domani.

Anche dal resto della Toscana sono attesi tantissimi lavoratori.

La Filcams si era data l’obiettivo di dare ai lavoratori un accordo che valorizzasse il fondamentale contributo apportato dai lavoratori ai fini dei considerevoli risultati raggiunti da Lidl in questi anni in termini di fatturato e utili.

Il rinnovo siglato desta perplessità, avendo inserito nel contratto integrativo importanti deroghe al contratto nazionale in materia di flessibilità, inserendo il riferimento all’Art. 8 della Legge 148/2011 che consentirà a Lidl di derogare al contratto nazionale, determinando un forte peggioramento delle condizioni di lavoro.

Anche la richiesta di definire un sistema che disciplinasse la questione del consolidamento dell’orario di lavoro dei tantissimi lavoratori part time, non è stata accolta.

Nell’accordo si introduce una sperimentazione che coinvolge un numero limitato di lavoratori part time, con un aumento non rilevante di ore, al quale però si aggiunge l’accettazione da parte del lavoratore di una flessibilità incontrollata.

L’azienda potrà decidere unilateralmente gli orari in cui i lavoratori sono tenuti a prestare la loro opera, restando a completa disposizione della Lidl.

Inoltre l’azienda si è rifiutata di discutere di qualsiasi forma di incentivazione salariale, pur in una situazione economica positiva.

Per queste ragioni la Filcams, dopo la firma separata, ha convocato le assemblee in tutti i posti di lavoro, per informare i lavoratori, dalle assemblee sono usciti diffusamente ordini del giorno che sono stati inviati all’azienda, chiedendo di riaprire la trattativa e minacciando una giornata di sciopero per il 7 giugno.

Durante i successivi incontri l’azienda ha assunto un atteggiamento di complessiva indisponibilità ad entrare nel merito delle richieste, al termine dei quali si è deciso di proclamare per venerdì 13 luglio lo sciopero nazionale dei dipendenti Lidl.

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