Lavaggio e noleggio biancheria ospedali: sindacati, azienda nega premio di produzione e sorveglianza attiva al personale

Lavaggio e noleggio biancheria ospedali: sindacati, azienda nega premio di produzione e sorveglianza attiva al personale

Lo scrivono in una nota sindacale le segreterie e le rsu Filctem Cgil e Femca Cisl

La Servizi Italia, azienda che occupa oltre 200 persone all’interno dei presidi ospedalieri di Careggi e di grande parte della Toscana, che eroga servizi di lava-nolo (lavaggio e noleggio della biancheria ospedaliera e divise di medici e infermieri) e di sterilizzazione dei ferri delle sale operatorie, “nega il premio produzione ai lavoratori”. Lo scrivono in una nota sindacale le segreterie e le rsu Filctem Cgil e Femca Cisl aggiungendo che “oltre al pagamento del premio di produzione, da mesi sindacati e lavoratori chiedono a gran voce un progetto di sorveglianza sanitaria attiva, ma viene negata ai lavoratori la possibilità di avere i test sierologici per il Covid-19: per i manager sembra troppo costoso eseguire uno screening su tutti i lavoratori”.

“Neanche in un anno come il 2020 – proseguono i sindacati – l’azienda si è dimostrata riconoscente con i propri dipendenti, anzi ha dato loro un vero e proprio schiaffo, decidendo di togliere anche ciò che già avevano negli anni passati: il premio produzione, questo nonostante i grandi sacrifici fatti dai lavoratori che sono andati a lavorare nonostante il timore della pandemia”. “Il 2020 – conclude la stessa nota – è stato un anno nel quale Servizi Italia ha fatto fronte alle nuove esigenze dei reparti ospedalieri, grazie alla disponibilità dei lavoratori che, ‘dimenticandosi’ della presenza del virus, ancora più probabile nei presidi ospedalieri, hanno accettato di fare tutto quello che era necessario per garantire l’agibilità delle strutture sanitarie, per servire medici, infermieri e pazienti”.

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Accordo proroga cassa integrazione per Bekaert, Cavalli annuncia chiusura sede Firenze

Accordo proroga cassa integrazione per Bekaert, Cavalli annuncia chiusura sede Firenze

Siglato oggi l’accordo che proroga la Cassa integrazione della Bekaert di Figline Valdarno (Firenze), per ulteriori nove settimane con causale Covid-19, come previsto dal Decreto cura Italia.

Ad annunciarlo la Fiom Cgil di Firenze in una nota spiegando che “la scadenza della Cassa integrazione straordinaria si sposta quindi a fine agosto e si guadagnano così due mesi di tempo utili al prosieguo del lavoro per la reindustrializzazione, si legge ancora”. Per
Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze “la firma di questa ulteriore proroga, richiesta unitariamente il 18 marzo, è un fatto importante ma non basta: ci permette di recuperare solo parte del tempo che il virus ci sta facendo sprecare, vista la presenza di soggetti interessati alla reindustrializzazione al tavolo ministeriale”. Calosi spiega che “assieme alla Cgil chiederemo al Governo di predisporre un’ulteriore proroga, almeno fino alla fine dell’anno, non soltanto per la Bekaert ma anche per tutti quei tavoli aperti al ministero dello Sviluppo Economico e in attesa di soluzioni analoghe. Siamo in una fase di assoluta emergenza, che richiede azioni decise da parte della politica. Non lasciamo soli i lavoratori Bekaert, che rischiano di pagare il prezzo più alto della crisi post-virus”.

In un incontro con i sindacati la Roberto Cavalli “ha comunicato la decisione del consiglio di
amministrazione di voler procedere al superamento della sede di” Sesto Fiorentino (Firenze), “con il trasferimento di tutto il personale, 170 dipendenti, a Milano, nell’arco dei prossimi mesi”. E’ quanto rendono noto con un comunicato congiunto Filctem-Cgil e Femca-Cisl e Rsu aziendale. La decisione, si aggiunge, è stata comunicata in un incontro convocato sul tema dell’applicazione della cassa integrazione.
“Preannunciare oggi un’ipotesi di trasferimento a Milano ci pare davvero una scelta inaccettabile per un marchio che qui, a Firenze, doveva invece rilanciarsi”, affermano Luca Barbetti (Filctem-Cgil Firenze) e Mirko Zacchei (Femca-Cisl Firenze-Prato), annunciando di aver richiesto alla Regione Toscana la riattivazione del tavolo di crisi.

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