Santa Maria Novella, al via il ciclo di incontri domenicali

Santa Maria Novella, al via il ciclo di incontri domenicali

Un tesoro da scoprire: quattro domeniche per conoscere nel profondo le meraviglie del complesso domenicano.

La storia di Santa Maria Novella è la storia di Firenze. Dalla sua genesi, secolo dopo secolo, il complesso domenicano è cresciuto insieme alla città e ne ha segnato le tappe salienti, marcandone le vicende tanto religiose quanto politiche, tanto artistiche quanto urbanistiche.

Ecco che fra gennaio e febbraio, per quattro domeniche, i Musei Civici Fiorentini e MUS.E –d’intesa con il Ministero dell’Interno-Fondo Edifici di Culto e Opera per Santa Maria Novella e grazie al supporto dell’Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella – propongono un ciclo di visite e attività tematiche dedicate ad alcuni spazi e temi del complesso domenicano.

Domenica 20 gennaio:

la Cappella Tornabuoni di Domenico Ghirlandaio, visita tematica per giovani e adulti, ore 14.30.

La cappella Maggiore presenta uno straordinario ciclo decorativo, realizzato da Domenico Ghirlandaio e dalla sua bottega su commissione di Giovanni Tornabuoni alla fine del Quattrocento. La narrazione religiosa delle storie di Maria e di Giovanni Battista – che celebrano il mistero della salvezza come preludio alla venuta del Cristo – si intreccia alla secolare celebrazione della famiglia Tornabuoni, i cui rappresentanti partecipano alla storia sacra ambientata nella magnifica Firenze del Rinascimento, “città bellissima per ricchezze, vittorie e attività, celebre per i suoi monumenti” che gode” di abbondanza, buona salute e pace”.  La visita consentirà di approfondire questa duplice lettura , splendida testimonianza della fine dell’età d’oro fiorentina, ….

Vita quotidiana in Santa Maria Novella , attività per famiglie con bambini dagli 8 ai 12 anni, ore 16.00.

Il complesso di Santa Maria Novella offre l’occasione per immaginare e ricostruire la vita, le regole, l´orario e le mansioni dei frati domenicani del tredicesimo secolo, apprezzando nel contempo la ricchezza dei capolavori che il convento racchiude. Sarà quindi possibile rivivere sulla propria pelle lo scorrere del tempo nel convento – la preghiera nella grande chiesa, tradotta in forma visiva nelle grandi opere di Giotto, Masaccio, Brunelleschi o Ghirlandaio; il pasto comune in refettorio; la riunione nella sala del Capitolo; lo studio in biblioteca, il silenzio nel chiostro; la cura e l’assistenza nell’infermeria; il riposo nei dormitori – giungendo ad apprezzare la portata storica e artistica del complesso.

Domenica 27 gennaio:

Il tesoro di Santa Maria Novella, visita tematica per giovani e adulti, ore 14.30.

Fin dal loro arrivo in città, agli inizi del XIII secolo, i domenicani suscitarono grande devozione nel popolo fiorentino, che nei secoli – grazie a lasciti e patronati – è stato fortemente partecipe della costruzione e dell’abbellimento di uno dei principali luoghi di culto della città. La basilica e il convento si sono così progressivamente arricchiti di mirabili opere d’arte e di un apparato di corredi per il culto che nel Quattrocento era considerato fra i più ricchi di Firenze. La visita permetterà al pubblico di scoprire i più significativi tesori dell’ordine: decori d’altare, vesti liturgiche, argenti e sante reliquie, la cui storia introdurrà alle grandi tematiche religiose e teologiche e consentirà di cogliere con maggiore cognizione i significati sottesi ai grandi capolavori ancora oggi custoditi nel complesso.

Profumi dal Paradiso, attività per famiglie con bambini dai 4 ai 7 anni, ore 16.00.

Quante storie possono raccontare le opere di Santa Maria Novella? Davvero tantissime, troppe per poterle ascoltare tutte in una volta sola. In questo luogo sospeso tra i secoli – tra l’imponenza degli altari e il verde riposante dei chiostri – i piccoli visitatori saranno invitati a scoprire la storia del convento e dei suoi abitanti in modo nuovo: grazie alla magia delle immagini e dei profumi di piante e fiori, ora dipinti ora scolpiti o ricamati nei capolavori d’arte. Alla fine del percorso polisensoriale i bambini saranno invitati a rielaborare in modo artistico e olfattivo la bellissima opera su tessuto di Giovanna Garzoni: un trionfo dei fiori più belli del Paradiso.

Domenica 10 febbraio:

Il Chiostro Verde, visita tematica per giovani e adulti, ore 14.30.

La visita consentirà di osservare gli otto meravigliosi affreschi dipinti da Paolo Uccello e collaboratori nella prima metà del Quattrocento per il Chiostro Verde ed esposti ora nel Refettorio dopo il recente delicato intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure. Si tratta di affreschi staccati facenti parte del ciclo delle Storie della Genesi e prevalentemente eseguiti in monocromo verdeterra  – “a sugo d’erbe e terra verde”, come venne scritto nel Seicento – tanto da dare il nome all’intero chiostro.  Opere giustamente celebri non solo per le inusuali cromie ma anche per l’originale costruzione spaziale e per la resa inedita della narrazione, che i partecipanti potranno cogliere in ogni particolare artistico, compositivo e tecnico.

Esercizi di prospettiva, attività per famiglie con bambini dagli 8 ai 12 anni, ore 16.00.

Il Chiostro Verde, vero e proprio cuore del convento domenicano, deve il suo nome alla tecnica di esecuzione del ciclo di affreschi dedicati alle Storie della Genesi e dipinti nella prima metà del Quattrocento da Paolo Uccello e collaboratori con una prevalenza di toni verdi. L’attenzione sarà focalizzata sugli otto meravigliosi dipinti staccati nel Novecento e ora esposti nel Refettorio: capolavori del Rinascimento che sarà possibile apprezzare in forma ravvicinata ponendo un’attenzione particolare alla struttura compositiva e cimentandosi poi – sulla scia della ricerca di Paolo Uccello, che “non ebbe altro diletto che d’investigare alcune cose di prospettiva difficili e impossibili” – con una serie di esercizi di prospettiva, esplorandone le regole classiche e le infinite potenzialità nella rappresentazione del reale.

Domenica 17 febbraio:

 Il Chiostro Grande, visita tematica per giovani e adulti, ore 14.30.

Il trecentesco Chiostro Grande, così detto per le monumentali dimensioni dei suoi lati, costituiti da 56 campate a tutto sesto, ospita uno straordinario ciclo di affreschi dipinti in massima parte nel Cinquecento dai maggiori pittori dell’Accademia fiorentina, tra i quali Alessandro Allori, Santi di Tito e  Bernardino Poccetti. Una vera e propria storia illustrata del santo fondatore e dei più luminosi frutti dell’ordine: San Pietro Martire, San Tommaso d’Aquino, San Vincenzo Ferrer e Sant’Antonino Pierozzi, tanto venerato dai fiorentini. La visita consentirà di ripercorrere passo passo questa preziosa testimonianza pittorica e di ammirare il suggestivo Dormitorio che delimita il lato settentrionale del Chiostro Grande, costruito entro i primi decenni del Trecento,  ambiente elegantissimo nella sua semplicità, spartito da due sequenze di snelli pilastri che sostengono volte a crociera.

Un chiostro grande come una casa, attività per famiglie con bambini dai 4 ai 7 anni, ore 16.00.

Ma quanto è grande il Chiostro grande? È davvero enorme, tanto immenso da poter ospitare centinaia di frati e, in tempi più recenti, di carabinieri. Le sue imponenti arcate raccontano la storia dei santi più importanti dell’ordine domenicano; all’interno trova posto un ordinato spazio verde; sui suoi lati si distribuiscono da una parte l’antico dormitorio e dall’altra l’Officina Profumo Farmaceutica, che ancora oggi preserva la memoria dell’antica spezieria del convento. Percorrere tutto il chiostro sarà per i bambini l’occasione per vivere – grazie alla magia di immagini, di profumi e di musiche – un racconto lungo ottocento anni, per poi cimentarsi in una breve attività… tutta centrata sull’olfatto.

santa

La prenotazione è obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 055-2768224, 055-2768558
Mail info@muse.comune.fi.it

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Convegno Commissione per adozioni internazionali: Si arresta calo adozioni

Convegno Commissione per adozioni internazionali: Si arresta calo adozioni

Si arresta il calo delle adozioni internazionali, la riflessione sulle nuove forme di accoglienza da parte del Convegno internazionale della Commissione Adozioni Internazionali in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti

Le nuove sfide dell’accoglienza dei bambini in stato di abbandono, i nuovi strumenti giuridici, ma anche gli aspetti psico-sociali legati alle adozioni internazionali. L’appuntamento per riflettere su questi temi è il convegno che si è tenuto a Firenze dalla Commissione Adozioni Internazionali (CAI) in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti. I lavori sono stati aperti da Laura Laera, Vice-Presidente della Commissione per le adozioni internazionali, hanno portato i loro saluti l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albanoela presidente dell’Istituto degli Innocenti, Maria Grazia Giuffrida.

Tenuto conto dei dati sulle adozioni internazionali e del momento di crisi globale del settore in cui si è passati da 22.000 adozioni circa nel 1995 a 11.000 adozioni nel 2016, l’idea del convegno internazionale della CAI nasce dall’esigenza di avere un momento di riflessione e di confronto con operatori dei Servizi, dei Tribunali per i Minorenni, degli Enti Autorizzati, esperti del settore, referenti di Autorità Centrali per le adozioni internazionali di Paesi di origine e di Paesi di accoglienza, sugli strumenti giuridici esistenti e sull’individuazione di nuovi strumenti di accoglienza.

Durante il convegno sono stati presentati i dati 2017 e i dati del primo semestre 2018 raccolti attraverso l’analisi dei fascicoli dei minori stranieri autorizzati all’ingresso e alla residenza permanente nel nostro Paese a scopo adottivo. I primi dati 2018 segnalano una stabilizzazione del numero di coppie adottive e di bambini adottati, dopo anni di ininterrotta riduzione dei casi.

Nel confronto tra i valori semestrali dell’arco temporale 2012-2018, emerge che a seguito di una drastica riduzione delle coppie adottive, più che dimezzate nel periodo, si registra una sostanziale tenuta dei casi annui tra il primo semestre 2017 e il primo semestre 2018 con una riduzione, in termini assoluti, di appena undici casi.

Andamento che si conferma anche tra i minorenni entrati nel nostro Paese a scopo adottivo che sono passati tra il 2012 e il 2018 da 1.484 a 603; negli ultimi due semestri in esame si registra invece una riduzione di appena quattordici casi di adozione (erano stati 617 i bambini adottati nel primo semestre 2017 sono stati 603 nel primo semestre 2018).

Il profilo delle coppie adottive si caratterizza per un’elevata età media al decreto di idoneità dei coniugi – 41,8 anni la moglie, 43,3 anni il marito – e una conseguente ancor più alta età media alla data dell’autorizzazione all’ingresso – 44,7 anni la moglie, 46,2 anni il marito. Tra i minorenni stranieri adottati emerge un’età media di 5,5 anni, in lieve calo rispetto ai 6,1 anni rilevati nel 2017.

Federazione russa (dalla quale provengono 74 bambini adottati), India (66), Colombia (61) e Ungheria (58) si confermano come i principali Paesi di provenienza dei bambini adottati.

Nel 2017 le adozioni internazionali realizzate al Tribunale per i minorenni di Firenze hanno toccato il loro minimo storico dal 1999 con 175 minori adottati. Negli ultimi dieci anni la contrazione di casi arriva fino al 52% e riguarda in larga parte le adozioni pronunciate nei Paesi non aderenti alla convenzione dell’Aja e in particolare la Russia, storicamente uno tra i principali Paesi di provenienza dei bambini adottati, con un crollo che negli ultimi cinque anni tocca addirittura il 73% e il Congo che nel 2017 non ha registrato nessuna adozione (dati elaborati dal Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza).

Le ragioni del calo delle adozioni internazionali degli ultimi anni sono da ricercarsi nella tendenza dei Paesi extra Ue dai quali provengono i bambini adottati a dotarsi negli ultimi anni di sistemi diversi di protezione dei minori: in alcuni casi sono state chiuse del tutto le porte all’adozione internazionale, in altri casi si è scelto di mettere norme più stringenti. Accanto a questa tendenza si è avuto un calo complessivo delle coppie che chiedono di poter adottare un bambino.

“L’Italia è il secondo Paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, per numero di adozioni internazionali – ha commentato la vicepresidente della CAI, Laura Laera –  e le famiglie italiane dimostrano di essere aperte e accoglienti. Come Commissione per le adozioni internazionali ci stiamo attivando per verificare la possibilità ad aprire alle adozioni da parte di nuovi Paesi, stiamo concludendo un nuovo accordo con la Slovacchia e con il Benin e lavoriamo per riprendere contatti con Paesi che erano aperti alle adozioni in passato come la Cambogia”.

Ha aggiunto Laera: “L’adozione internazionale rimane la forma principe per accogliere i bambini in stato di abbandono, ma è importante approfondire la possibilità di utilizzare altri strumenti. È il caso ad esempio dei soggiorni terapeutici con cui sono stati accolti bambini dalla Bielorussia e dobbiamo capire se l’iniziativa può essere utilizzata anche per altri Paesi”.

“Promuoviamo la consapevolezza che l’adozione è una risorsa enorme per i bambini, una ricchezza per le famiglie e per l’intera comunità, che attraverso di essa si apre all’altro, si innalza e cresce – ha aggiunto l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano -. All’Autorità Garante va il compito di promuovere le reti territoriali, sociali e istituzionali e un’idea di post adozione strutturata, che accompagni e sostenga i bambini e le famiglie”.

“L’edificio progettato da Filippo Brunelleschi non può che essere la sede più adatta per il convegno internazionale sull’accoglienza dei bambini in stato di abbandono nel mondo – ha detto nel suo saluto la presidente dell’Istituto degli Innocenti, Maria Grazia Giuffrida – Da sei secoli – ci accingiamo infatti a celebrare il nostro Seicentenario nel 2009 – questo Ente, in questo edificio che rappresenta un esempio unico al mondo di arte rinascimentale, si occupa di bambini e ragazzi, di tutela dei loro diritti, di promozione di una cultura a favore dell’infanzia e l’adolescenza. Siamo felici di ospitare un’iniziativa così importante con la presenza di istituzioni, nazionali ed estere, che ci consente di consolidare ancora di più la collaborazione con questi enti”.

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Toscana, in vendita il castello del ‘Brunelleschi’

Toscana, in vendita il castello del ‘Brunelleschi’

Firenze, è in vendita il Castello Di Oliveto di Castelfiorentino, la cui progettazione viene attribuita al celebre architetto Filippo Brunelleschi, durante i primi anni della costruzione della Cupola del Duomo di Firenze.

Su un annuncio della ‘Lionard Luxury Real Estate’, l’immobiliare che ne gestisce la vendita, si legge: “Al grande architetto Filippo Brunelleschi si deve un castello in Toscana, edificato durante i primi anni della costruzione della Cupola del Duomo di Firenze, nel 1424, appartenuto alla nobile famiglia dei Pucci. In vendita da Lionard Luxury Real Estate, il castello, nei pressi di Firenze, si presenta con quattro torri angolari e le mura merlate percorribili per tutto il perimetro. In ottime condizioni di manutenzione, il castello fa parte di una tenuta che comprende anche 25 case coloniche, un borgo con una villa settecentesca e una cappella nel bosco per un totale di circa 35 mila mq di interni e 1.200 ettari di terreni agricoli – vigneti e oliveti – e boschivi”.

Tra le note storiche che riguardano il Castello, il fatto che  vi soggiornarono ben tre Papi: Leone X e Clemente VII e Paolo III Farnese, per diciassette giorni nel 1541, ma naturalmente anche altri grandi personaggi hanno avuto la possibilità di fermarsi al Castello, come per esempio Lorenzo Il Magnifico, il Granduca di Toscana Ferdinando III ed anche il Re d’Italia Vittorio Emanuele III.

Nel 1944 il castello fu utilizzato come comando militare dal Generale Mark Clark durante le operazioni di liberazione dell’Italia.

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