Evasione fiscale, Dia sequestra 1,5 milioni a imprenditore. Rossi: “Ristabilire la legalità”

FIRENZE – "La sicurezza, quella sul lavoro nel caso dei controlli che da tre anni facciamo a Prato, è un diritto e vivere nella legalità un dovere", sottolinea fermo il presidente della Toscana, Enrico Rossi. "L'illegalità – aggiunge – avvantaggia pochi e danneggia molti". Ben vengano dunque per il presidente della Toscana provvedimenti come quelli di stamani della Dia di Firenze, la direzione investigativa antimafia, che ha sequestrato beni per un milione e mezzo di euro – una villa, tre auto, quote in due società e conti bancari – ad un imprenditore tessile di 38 anni, residente a Carmignano ma che di fatto vive ed opera a Prato. La villa sorge infatti a Tavola. L'uomo è cinese, "ma la nazionalità non è il punto", dice Rossi. Il blocco dei beni è scattato per la sproporzione tra quanto dichiarato al fisco da lui e i familiari, in alcuni anni anche zero, e il tenore di vita e il patrimonio posseduto. A poco sono valse le ricevute di vincita alle slot machine presentate, che non hanno convinto gli inquirenti: anche per i precedenti dell'imprenditore.

"Su questa linea – commenta Rossi - non possono esserci indecisioni. Lavoro e bilanci in nero sono una piaga. Falsano la concorrenza e i guadagni non dichiarati e sottratti al fisco sono un danno per l'intera collettività".

La Regione, dopo il rogo della Teresa Moda a dicembre del 2013 in cui morirono sette operai cinesi, cinque uomini e due donne che lavoravano e vivevano nella fabbrica, ha assunto settantaquattro ispettori e lanciato e portato avanti un programma di controlli a tappeto delle aziende considerate più a rischio. Sono state verificare più di ottomila imprese in tutta l'area metropolitana, cinquemila solo a Prato.

"L'attenzione era rivolta alla sicurezza sul lavoro: quelle sono le nostre competenze, svolte attraverso le Asl – ricorda Rossi -. A ciascuno il suo mestiere. Ma a seguito di quei controlli sono emersi anche tanti altri elementi, di natura fiscale pure, che non abbiamo disperso ma girato di volta in volta a chi di competenza. Un'azione che negli ultimi tempi si è rafforzata, grazie ad un protocollo siglato con l'Agenzia delle entrate che può far ora tesoro dei dati in formato elettronico in nostro possesso per meglio calibrare i propri interventi di contrasto all'evasione fiscale":

"In fondo – conclude Rossi – siamo sempre stati convinti che gli interventi sulla sicurezza sul lavoro sono sì fondamentali in sé, ma utili pure ad innescare un processo di emersione dall'illegalità su altri fronti, come quello fiscale appunto, del sommerso e del lavoro nero. Proprio per questo, oltre che con l'Agenzia delle Entrate e le procure, stretta è la collaborazione anche con l'ispettorato del lavoro".
 

Canoni demaniali idrici, ecco le novità nel dettaglio

FIRENZE. Canoni idrici, si cambia. Le modifiche, riassunte nella due delibere e nella proposta di legge che hanno avuto il via libera ieri dalla giunta regionale riguardano in particolar modo l'utilizzo dell'acqua; non mancano però novità anche per l'occupazione.

LEGGI ANCHE: Canoni demaniali idrici, sconti per piccoli consumatori e per chi usa l'acqua in modo virtuoso

La prima ‘rivoluzione' riguarda il canone: non si pagherà più per scaglioni e in base al massimo della concessione richiesta ma sulla base degli effettivi consumi. La proporzionalità, oltre ad essere più equa, favorirà comportamenti più attenti e anche un minor spreco di acqua. Il canone sarà composto da una quota fissa e da una variabile. Inoltre verranno previsti sconti  e agevolazioni, anche a fini agricoli: per chi ad esempio restituisce l'acqua con le stesse caratteristiche chimiche e fisiche di quando l'ha prelevate e nello stesso corpo idrico, a chi utilizza per almeno metà del fabbisogno anche acque reflue e riciclate, a chi raccoglie con gli stessi fini acque piovane o a chi irriga in modo intelligente ed efficiente, senza sprechi. Una sorta di premio, insomma, per chi persegue e contribuisce ad uno sviluppo sostenibile, che si tradurrà nei fatti in uno sconto del 30 per cento per le imprese e in particolare per i distretti del cuoio, della carta e del tessile.

Sconti, fino ad un massimo del 35 per cento, anche per chi si impegna a trasmettere periodicamente dati sui consumi o per le piccole aziende idroelettriche che non tutto l'anno riescono a produrre energia.  Per l'uso agricolo sarà ridotto il valore ‘soglia' che imponeva il pagamento di un contributo minimo, in modo da rendere il tributo similarmente ad altre fattispecie più equo e proporzionale e in modo che chi utilizza più acqua paghi di più di chi ne fa un uso minore.

Risolti, rispetto all'anno scorso, pure alcuni paradossi e disparità che nel passaggio dai regolamenti provinciali ad un'unica norma regionale si erano venuti a creare per chi ormeggia piccole imbarcazioni sui corsi d'acqua. Il canone applicato, che in questo caso riguarda non l'uso dell'acqua ma l'impiego di spazio del demanio, si baserà d'ora in poi su una formula che trasforma tre metri lineari di ormeggio in dieci metri quadri di occupazione. In questo modo il passaggio dalle vecchie alle nuove norme sarà più omogeneo per tutti.

Canoni demaniali idrici, ecco le novità nel dettaglio

FIRENZE. Canoni idrici, si cambia. Le modifiche, riassunte nella due delibere e nella proposta di legge che hanno avuto il via libera ieri dalla giunta regionale riguardano in particolar modo l'utilizzo dell'acqua; non mancano però novità anche per l'occupazione.

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La prima ‘rivoluzione' riguarda il canone: non si pagherà più per scaglioni e in base al massimo della concessione richiesta ma sulla base degli effettivi consumi. La proporzionalità, oltre ad essere più equa, favorirà comportamenti più attenti e anche un minor spreco di acqua. Il canone sarà composto da una quota fissa e da una variabile. Inoltre verranno previsti sconti  e agevolazioni, anche a fini agricoli: per chi ad esempio restituisce l'acqua con le stesse caratteristiche chimiche e fisiche di quando l'ha prelevate e nello stesso corpo idrico, a chi utilizza per almeno metà del fabbisogno anche acque reflue e riciclate, a chi raccoglie con gli stessi fini acque piovane o a chi irriga in modo intelligente ed efficiente, senza sprechi. Una sorta di premio, insomma, per chi persegue e contribuisce ad uno sviluppo sostenibile, che si tradurrà nei fatti in uno sconto del 30 per cento per le imprese e in particolare per i distretti del cuoio, della carta e del tessile.

Sconti, fino ad un massimo del 35 per cento, anche per chi si impegna a trasmettere periodicamente dati sui consumi o per le piccole aziende idroelettriche che non tutto l'anno riescono a produrre energia.  Per l'uso agricolo sarà ridotto il valore ‘soglia' che imponeva il pagamento di un contributo minimo, in modo da rendere il tributo similarmente ad altre fattispecie più equo e proporzionale e in modo che chi utilizza più acqua paghi di più di chi ne fa un uso minore.

Risolti, rispetto all'anno scorso, pure alcuni paradossi e disparità che nel passaggio dai regolamenti provinciali ad un'unica norma regionale si erano venuti a creare per chi ormeggia piccole imbarcazioni sui corsi d'acqua. Il canone applicato, che in questo caso riguarda non l'uso dell'acqua ma l'impiego di spazio del demanio, si baserà d'ora in poi su una formula che trasforma tre metri lineari di ormeggio in dieci metri quadri di occupazione. In questo modo il passaggio dalle vecchie alle nuove norme sarà più omogeneo per tutti.

Canoni demaniali idrici, sconti per piccoli consumatori e chi usa l’acqua in modo virtuoso

FIRENZE - Sul demanio idrico, quello che interessa fiumi, laghi e le aree immediatamente attorno, si cambia ancora. Cambiano regole e canoni per l'utilizzo e l'occupazione, che per molti piccoli concessionari si faranno più lievi. Le novità che hanno ricevuto il via libera della giunta regionale sono il frutto di lavoro serrato e certosino condotto in otto mesi, con ispezioni, approfondimenti, lo sguardo volto anche oltre i confini regionali e confronti sul campo, per capire anzitutto le esigenze e superare le criticità del vecchio regolamento. Caso per caso, territorio per territorio: con l'obiettivo di una maggiore equità ma senza cedere sul fronte di una necessaria omogeneità, che quando canoni e regolamenti fino al 2015 dipendevano dalle Province non c'era.

Oltre alla rimodulazione dei canoni sarà anche sospesa per due anni, fino al 2018, l'imposta regionale applicata nei casi di occupazione di suolo. Valeva fino al 2015 tre volte l'importo del canone, poi nel 2016 è stata ridotta ad un sesto della misura originaria (ovvero metà canone) ed ora verrà congelata.

Ci sarà più tempo, fino al 30 novembre 2017, per mettersi in regola sull'imposta dell'anno scorso ancora non pagata, versando un'aliquota agevolata pari al 20 per cento. Si snelliscono pure le procedure per acquisire pareri, nulla osta e atti di assenso necessari al rilascio della concessione, che in questi anni hanno generato più di un ritardo. Infine con i grandi utenti, per la precisione quelli che contano più di cinquanta rapporti in essere, potranno in futuro venire stipulati accordi specifici. Si tratta di realtà come Anas o Autostrade, aziende elettriche come Terna o Enel, distributori di gas come Snam e Toscana Energia e poi i diversi gestori degli acquedotti cittadini e servizi integrati.

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Un riordino complesso ma ora in via di completamento  
Il demanio idrico è tornato in carico alla Regione l'anno scorso. Il 2016 è stato un anno di transizione, con una prima omogeneizzazione di regolamenti e tariffe che erano diversi tra provincia e provincia, sedimentati nel corso di più di quindici anni. Il riordino a questo punto può dirsi ora sostanzialmente compiuto, con le ultime delibere e la proposta di legge licenziate nella seduta del 7 agosto della giunta regionale.

Se il demanio idrico riguarda fiumi, torrenti, corsi d'acqua minori e laghi interni, gli usi e le fattispecie possono essere i più diversi. La concessione per l'occupazione può riguardare ad esempio un ponte, una passerella o una strada che attraversa un fiume o uno specchio d'acqua, il tubo o il cavo che lo scavalca, l'occupazione temporanea per una manifestazione o il ponteggio per la ristrutturazione di una casa lungo un argine, orti e campi a ridosso, ma anche magari una terrazza di un'abitazione o di un ristorante che si affaccia su un fiume o un lago.  L'uso interessa quanti prelevano e utilizzano l'acqua per bagnare campi ed orti, per lavorazioni industriali, per allevare pesci, per la produzione di energia idroelettrica, per acquedotti industriali o rurali oppure, in taluni casi, anche come acqua potabile.

"Il lavoro di riordino ed omogeneizzazione è stato complesso e l'obiettivo si è potuto raggiungere grazie al contributo delle associazioni e e di tutti coloro che hanno partecipato al tavolo di lavoro appositamente costituito a partire dall'autunno scorso" sottolineano gli assessori al bilancio e ai tributi Vittorio Bugli e all'ambiente Federica Fratoni.

"L'armonizzazione dei canoni demaniali rientra in quell'attività di necessaria semplificazione che ha interessato più settori dopo che la Regione è tornata a gestire in proprio le competenze che aveva delegato a suo tempo alle Province - ricorda Bugli –. Si trattava sicuramente di un'eredità complessa per quanto riguarda i canoni demaniali". Tra provincia e provincia erano a volte diversi anche i dati a disposizioni, rendendo ulteriormente complicata ogni previsione. "Nel disciplinare un settore come questo non si poteva non prescindere dal mantenere il giusto equilibrio tra il cittadino e l'utilizzo del bene pubblico - aggiunge Fratoni – e quell'obiettivo mi sembra raggiunto". 

Bilancio regionale, la Corte dei conti ‘promuove’ la Toscana

FIRENZE - La Corte dei conti 'promuove' il bilancio consuntivo 2016 della Regione Toscana e ne attesta la regolarità, con l'eccezione di un errore nella contabilizzazione di due finanziamenti europei (T-ent e Cert-Ent) per un impegno complessivo di 180.000 euro, erroneamente catalogati tra le partite di giro. La sentenza è stata emessa questa mattina a Firenze dalla Sezione di controllo della Corte dei conti in sede di giudizio di parifica.

Secondo la relazione presentata dalla Sezione, infatti, la situazione finanziaria della Toscana è migliorata, con un indebitamento che passa dai 3,5 miliardi del 2015 a circa 3 miliardi nel 2016, con un complessivo miglioramento nei tempi dei pagamenti e nessuna anticipazione di cassa. Il 2016 si è chiuso con un passivo di 167,08 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto ai 620,72 milioni del 2015. L'ammontare complessivo del debito al 31 dicembre 2016 è pari a 1.942,43 milioni, anche questo in calo rispetto ai 2.046 del 2015 ed ai 2.164,5 del 2014.

A fronte di questi aspetti positivi, tuttavia, la Corte dei conti ha sottolineato alcuni elementi di preoccupazione riscontrati nell'analisi del bilancio regionale, in particolare la presenza di contratti derivati sottoscritti in passato, eccessivi ritardi nei pagamenti delle forniture da parte delle ASL (a fronte di una diminuzione nei tempi di pagamento da parte dell'amministrazione regionale, le aziende sanitarie pagano in media dopo 165 giorni), la partecipazione della Regione a 20 società ed in particolare la sua presenza al 70% nella proprietà delle società termali di Montecatini, Chianciano e Casciana, infine il mancato raggiungimento degli obiettivi di risparmio e programmazione che erano stati previsti per Estar.

"Ringrazio la Sezione e la Procura per il lavoro svolto e per lo spirito di collaborazione dimostrato - ha detto l'assessore regionale al bilancio Vittorio Bugli, presente alla seduta - Concordo pienamente con la riflessione del procuratore regionale Rosaria Acheropita Mondera sulla necessità per la politica di amministrare le risorse pubbliche con criterio e sobrietà, ed è proprio seguendo questi principi che siamo riusciti in questi anni a mantenere in pareggio i bilanci regionali senza ridurre i principali servizi e mantenendo gli investimenti. Ricordo che la Toscana è riuscita a mantere un bilancio corretto nonostante abbia visto un impressionante taglio delle proprie risorse, ben 850 milioni di euro solo a cavallo delle annualità 2012/15. Solo grazie alla sobrietà invocata dal procuratore siamo riusciti a mantenere i servizi e limitare i costi. Abbiamo fatto riforme e ridotto i costi amministrativi, riducendo anche le posizioni di vertice: abbiamo infatti tagliato di 15 unità il numero dei dirigenti e ridotto da 60 a 40 il numero dei Consiglieri regionali. Sappiamo che davanti alle criticità ognuno deve fare la propria parte ed abbiamo accettato la sfida".

Bugli è poi entrato nel dettaglio delle questioni segnalate dal procuratore. "Ogni toscano - ha psiegato l'assessore - ha un livello di indebitamento che è circa la metà rispetto a quello della media delle altre Regioni, è vero che questo ci impone un risultato peggiore in termini di disavanzo ma per noi è anche fonte di soddisfazione sapere che grazie ad una gestione oculata su ogni cittadino toscano grava la metà del debito che pesa sui cittadini delle altre Regioni. Per quanto riguarda i derivati, si tratta di una scelta del passato, fatta per 'assicurarsi' contro l'eventualità di un rialzo dei tassi d'interesse visto che all'epoca non erano prevedibili la crisi e il conseguente crollo del costo del denaro. Infine  sulle partecipate auspico di presentarmi il prossimo anno alla riunione di questa Corte presentando passi avanti concreti verso la dismissione dell'intera quota regionale nelle società termali e con altri atti significativi".