Rossi a Prato, appello al Governo: “Contro l’evasione servono controlli, anche straordinari”

PRATO - "'Sicurezza è una parola che si compone di tanti aspetti, anche del contrasto all'evasione fiscale.  Alla luce della nostra esperienza con 'Lavoro sicuro', sono  certo che se anche il Ministero dell'economia e finanze, in maniera costante e graduale, pianificasse una serie di controlli su tutte le aziende, la ricchezza pubblica a Prato aumenterebbe di un bel po' e potrebbe essere redistribuita nei servizi scolastici, nella sanità, nell'assistenza".

A dirlo il presidente della Toscana Enrico Rossi, in occasione del lancio della 'terza fase' del piano 'Lavoro sicuro' nella sede  della CNA a Prato. "Lancio un appello al Governo - ha aggiunto -  perché crei un gruppo di finanzieri che  abbiano come obiettivo visitare tutte le aziende, non solo quelle cinesi, nell'arco di due o tre anni".

"La nostra esperienza - ha concluso - ha dimostrato che facendo controlli in maniera assidua e collaborando con la procura, si ottengono risultati a 360 gradi. Abbiamo infatti verificato con l'Agenzia delle entrate che i nostri controlli, pur vertendo su altri aspetti, hanno prodotto un effetto positivo anche sul versante delle entrate. Mi verrebbe da dire che se ci sono i controlli, le sacche di illegalità vanno pian piano restringendosi e chi vuol mettersi in regola trova le opportunità per assumersi le proprie responsabilità".

Più facile accedere al credito per le Pmi grazie alle garanzie di Fidi Toscana

FIRENZE - La Toscana presenta un nuovo strumento per aiutare le piccole e medie imprese ad accedere al credito e  fa da apripista con  la prima operazione a livello nazionale in controgaranzia con il fondo per le Pmi, gestito da Medio Credito Centrale, a valere sulla nuova operatività.

"Gli investimenti, sono il vero problema del nostro Paese: sono pochi e insufficienti – ricorda il presidente della Toscana, Enrico Rossi -. Su questi come Regione abbiamo deciso nell'ultimo bilancio di imprimere una forte accelerazione, considerandoli la leva più importante per tornare a crescere: investimenti pubblici, ma anche sostegno attraverso i fondi europei a quelli privati".

"Perché il meccanismo funzioni appieno – aggiunge - è importante però anche sostenere l'accesso al credito, soprattutto in una fase come questa di difficoltà del sistema economico, di raffreddamento e possibili sofferenze e di prestiti sottoposti ad una serie di nuovi vincoli e limiti".  E qui entra in campo Fidi Toscana, la finanziaria nata nel 1975 per volontà proprio della Regione e per  aiutare le imprese ad ottenere finanziamenti a vantaggio degli investimenti,  che ha presentato oggi ai giornalisti a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della giunta toscana, "Portafoglio MCC – Tranched Cover", un prodotto nuovo  nell'ambito  del sistema delle garanzie frutto della collaborazione tra Fidi stessa, la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo e tre istituti toscani in particolare (Banco Fiorentino, Chianti Banca e Banca Alta Toscana).

Ma per Rossi l'accesso al credito, soprattutto della piccole e medie imprese, diventa anche un tema politico: "regionale, nazionale ed europeo". "Forse – riflette – si dovrebbe pensare ad un credito specifico per le aziende sotto una certa dimensione, in un mondo dove i grandi se la cavano sempre e i piccoli soffrono, anche per piccoli finanziamenti. Occorre di sicuro trovare la strada per stare vicino alle piccole e medie imprese, in un modo certo concertato con le rispettive associazioni di categoria".  "Faremo la nostra parte – conclude -  nell'ambito di quel patto contro la recessione che abbiamo deciso di lanciare".

Garanzie all'80 per cento
Con "Portafoglio MCC – Tranched cover" Fidi Toscana concederà alle banche una garanzia all'80%, a prima richiesta, sulla cosiddetta tranche junior  pari al  10,31% del portafoglio di finanziamenti, mentre le perdite della tranche senior saranno a carico degli istituti di credito. L'importo finanziabile potrà andare da un minimo di 30 mila ad un massimo di 300 mila euro in cinque anni, oltre a un periodo di preammortamento che potrà arrivare fino ad un anno,  dodici mesi in cui non ci saranno rate d restituire. "Uno strumento flessibile, efficace da utilizzare e monitorabile nel tempo e con facilità" commenta l'assessore al credito e le attività produttive della Toscana, Stefano Ciuoffo.

Costi contenuti
Il plafond a disposizione è di 20 milioni di euro – la platea ipotizzata a cui si potrebbe rivolgere  si aggira attorno alle 6-700 imprese -  aggira e proprio la garanzia di Fidi Toscana. che le imprese pagheranno ad un costo contenuto del 2,25 per cento sul finanziamento (contro un 3,5 ordinario), è risultata decisiva per permettere alle banche di offrire alle imprese prestiti a tassi assolutamente vantaggiosi che partono da uno spread dell'1,25 per cento su Euribor e Irs ed arrivano, a seconda del rating dell'azienda e in base all'uso del prestito che se ne farà, fino ad un massimo del 3,8 per cento.

Non solo investimenti
I finanziamenti potranno essere utilizzati non solo per sostenere investimenti, ma anche aumentare il capitale circolante e per ristrutturare, almeno in parte, precedenti prestiti contratti a medio e lungo termine. In questo caso  dovrà però essere previsto un credito aggiuntivo pari almeno al 10 per cento del debito residuo.  L'obiettivo è sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese e sono escluse operazioni di consolidamento di passività bancarie a breve termine dello stesso istituto finanziatore o gruppo bancario.

Una mano tesa alle imprese
"Si tratta di un investimento sul futuro e sulle imprese che vorranno intraprendere nuove sfide – spiega Lorenzo Petretto, presidente di Fidi Toscana –. Insieme a partner di assoluto livello abbiamo voluto dare un sostegno concreto ai tanti imprenditori che con fatica, ma anche con tanta passione, ogni giorno lavorano dare prospettive nuove alle loro aziende e ai territori sui quali si trovano ad operare. Siamo i primi in Italia a intraprendere questo cammino, speriamo davvero di fare da apripista a livello nazionale".

Matteo Spanò, presidente di Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, ribadisce la necessità di un passo nuovo a sostegno delle imprese e sottolinea l'adesione convinta alla proposta di Fidi, con il coinvolgimento delle tre Bcc competenti per territorio, e  "Le ringrazio – dice - per la sensibilità e la disponibilità manifestate da subito. Si tratta per il Credito Cooperativo di una prima sperimentazione a livello nazionale di un portafoglio assistito dalla controgaranzia del Fondo di garanzia per le PMI, che potrà successivamente essere estesa anche alle altre Bcc toscane. Un nuovo strumento di supporto finanziario offerto alle nostre micro e piccole imprese che continuano ad essere motore di sviluppo delle nostre comunità locali".  

Nuove garanzie per i prestiti alle Pmi, alle 13.30 conferenza stampa con Fidi Toscana

FIRENZE - Fidi Toscana, la finanziaria nata nel 1975 per volontà della Regione Toscana per aiutare le imprese ad ottenere l'accesso al credito, presenta un nuovo prodotto innovativo per quanto riguarda le garanzie sui prestiti, frutto della collaborazione tra Fidi stessa, la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo e tre istituti toscani in particolare (Banco Fiorentino, Chianti Banca e Banca Alta Toscana). Si tratta della prima operazione del genere, a livello nazionale, in controgaranzia con il fondo per le Pmi a valere sulle nuove operatività.

La platea a cui si rivolge è quella delle piccole medie imprese. I dettagli saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma alle ore 13.30 di oggi, mercoledì 27 febbraio, a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione (piazza del Duomo 10, Firenze).

Con il presidente della Toscana Enrico Rossi interverranno  il presidente di Fidi Toscana Lorenzo Petretto, il direttore generale di Fidi Italo Romano, il presidente della Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo Matteo Spanò, il presidente del Banco Fiorentino Paolo Raffini, il presidente di Chianti Banca Cristiano Iacopozzi e il presidente di Banca Alta Toscana Giancarlo Gori.  

Nuove garanzie per i prestiti alle Pmi, conferenza stampa con Fidi Toscana il 27 febbraio

FIRENZE - Fidi Toscana, la finanziaria nata nel 1975 per volontà della Regione Toscana per aiutare le imprese ad ottenere l'accesso al credito, presenta un nuovo prodotto innovativo per quanto riguarda le garanzie sui prestiti, frutto della collaborazione tra Fidi stessa, la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo e tre istituti toscani in particolare (Banco Fiorentino, Chianti Banca e Banca Alta Toscana).  Si tratta della prima operazione del genere, a livello nazionale, in controgaranzia con il fondo per le Pmi a valere sulle nuove operatività.

La platea a cui si rivolge è quella delle piccole  medie imprese. I dettagli saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma mercoledì 27 febbraio 2019 alle ore 13.30 a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenzer, sede della presidenza della Regione in piazza del Duomo 10.

Con il presidente della Toscana Enrico Rossi interverranno  il presidente di Fidi Toscana Lorenzo Petretto, il direttore generale di Fidi Italo Romano, il presidente della Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo Matteo Spanò, il presidente del Banco Fiorentino Paolo Raffini, il presidente di Chianti Banca Cristiano Iacopozzi e il presidente di Banca Alta Toscana Giancarlo Gori.  

Aferpi, Rossi chiede più impegno sull’accordo di programma e certezze di investimenti alla proprietà

ROMA – La riunione di oggi a Roma al Ministero dello sviluppo economico sull'Aferpi di Piombino si chiude con una "moderata soddisfazione", "la necessità di lavorare di più per mandare avanti l'accordo di programma" siglato nove mesi fa e la richiesta all'azienda di esprimere con decisione (e certezze) la volontà " di tornare a produrre acciaio nello stabilimento toscano investendo sui forni elettrici" e l'adeguamento dell'impianto per realizzare rotaie. Questa per lo meno è la valutazione del presidente della Toscana Enrico Rossi, che ha partecipato all'incontro che si è aperto nel primo pomeriggio negli uffici del dicastero di via Vittorio Veneto, proseguito poi per quasi due ore.

"Siamo moderatamente soddisfati – commenta all'uscita, ad attenderlo anche alcuni operai dello stabilimento ex-Lucchini - L'azienda si sta adoperando, nella riattivazione dei laminatoi ed anche nella parte che riguarda le demolizioni. Quello su cui vogliamo però più certezze sono gli investimenti per tornare a produrre acciaio a Piombino, quelli che riguardano ad esempio i forni elettrici e quant'altro necessario".

La riunione di oggi aveva proprio lo scopo di fare il punto sullo sviluppo del piano Jindal, dopo l'acquisto di Aferpi da parte dell'imprenditore indiano, ma anche sugli impegni assunti da tutti nell'accordo di programma siglato lo scorso maggio, sui tempi del piano di investimenti, la futura produzione di acciaio e le opere di smantellamento. Oltre ai sindacati, all'azienda e al Ministero - rappresentato dal vicecapo di gabinetto Giorgio Sorial - c'erano la Regione, il Comune e l'Autorità portuale.

"C'è bisogno di lavorare di più" sollecita Rossi, che ha chiesto la riattivazione dei tavoli interministeriali. "Su un accordo di programma così complesso – spiega - c'è la necessità di poter chiamare in causa tutti i ministeri a vario titolo coinvolti, da quello del lavoro a quello delle infrastrutture, da quello dell'ambiente fino allo sviluppo economico appunto". Quando nove mesi fa fu firmato l'accordo di programma furono messi sul piatto 45 milioni da Regione e Governo per interventi sull'innovazione e la riconversione ecologica della siderurgia, altri 50 milioni dal vecchio accordo di programma per le bonifiche, un centinaio di milioni sull'energia per i cosiddetti "certificati bianchi", ma anche impegni per un costo competitivo dell'energia.

Entro maggio il Ministero ha annunciato una nuova verifica. Sul punto specifico degli investimenti Rossi ha chiesto un incontro al Mise con i vertici dell'azienda, alla presenza del ministro.

Quanto al tema degli ammortizzatori sociali, la Regione ha preso atto che è stata nominata in questi giorni la commissione che dovrà esprimersi sulla cassa integrazione in deroga. Il decreto di nomina è in fase di registrazione alla Corte dei Conti.