La Regione al Mipim di Cannes con i suoi immobili di pregio

Il complesso San Domenico di San Gimignano
Il complesso San Domenico di San Gimignano

FIRENZE – La Regione Toscana ha partecipato nei giorni scorsi al Mipim di Cannes, il più importante evento internazionale di mercato immobiliare, che ha riunito 26mila leader del settore, tra cui 5.400 investitori, provenienti da oltre 100 paesi.

La Regione, presente nel padiglione Italia, ha svolto incontri con investitori internazionali selezionati, proponendo alcune importanti opportunità immobiliari: Villa Basilewsky a Firenze, il complesso di San Domenico a San Gimignano e l'Interporto Toscano Amerigo Vespucci di Livorno; inoltre, per la prima volta, è stata presentata agli investitori anche una mappatura di immobili privati, reperiti grazie ad un avviso pubblico recentemente lanciato sul territorio regionale. Anche il Comune di Firenze ha preso parte alla collettiva regionale presentando progetti di riconversione e rigenerazione urbana (ex caserma Lupi di Toscana, ex ospedale militare di San Gallo e il complesso di Sant'Orsola).

Il Mipim di Cannes ha confermato che il 2017 è stato un anno record per gli investimenti immobiliari in Europa, con volumi pari a 291 miliardi di euro e con previsione di un 2018 in crescita. Fra le attività che suscitano il maggiore interesse degli investitori vi sono interventi di sviluppo alberghiero, residenziale ed infrastrutturale, e la creazione di hub per ospitare laboratori di ricerca, student house, strutture ospedaliere e altri servizi al pubblico. 

Via libera alla legge di bilancio, 9 miliardi per il 2018. Bugli: “Innovazione, rigore dei conti e investimenti”

FIRENZE - Via libera dal Consiglio regionale al bilancio di previsione 2018, che la giunta aveva licenziato a novembre. L'aula ha approvato il testo nella seduta di oggi. "Tre sono le parole d'ordine – sottolinea l'assessore Bugli -:  innovazione, investimenti e rigore dei conti". La Toscana continua infatti a contribuire, come tutte le altre regioni, al risanamento dei conti dello Stato, in un contesto dunque di finanza pubblica dove non mancano le difficoltà. Ciononostante gli ultimi due anni e mezzo di legislatura proseguiranno con investimenti significativi.

Anzi. "Il 2018 – ricorda l'assessore – parte meglio di come era iniziato il 2017, potendo già garantire risorse pari al totale di quanto speso nell'intero anno precedente".  "Confermiamo – aggiunge - gli impegni strategici assunti con il Piano regionale di sviluppo: la Darsena Europa di Livorno al Porto di Piombino, il sistema tangenziale di Lucca, il raddoppio della linea ferroviaria Pistoia-Lucca o il finanziamento della progettazione del tratto della tranvia fiorentina Leopolda-Le Piagge sono solo alcuni degli investimenti già iniziati che saranno portati avanti". "Se poi – prosegue Bugli - sommiamo la Via per il prolungamento della pista dell'aeroporto di Peretola e il lavoro con il Ministro Del Rio riguardo alla Tirrenica, ci rendiamo conto dello sforzo che stiamo facendo per rendere sempre più competitiva la Toscana. Ulteriori, importanti investimenti dovrebbero poi derivare da altre risorse che proprio in queste ore sono oggetto di discussione con il Governo".

Il bilancio 2018 si inserisce anche all'interno del processo di profonda trasformazione della Regione avviato due anni fa. "Con il trasferimento delle funzioni dalle province alla Regione abbiamo inteso contribuire all'ammodernamento della pubblica amministrazione, uniformando regole e comportamenti su tutto il territorio toscano – ricorda sempre Bugli -  e dal 1 gennaio potremo iniziare il percorso, che vogliamo breve, di trasferimento anche dei centri per l'impiego alla Regione" . Lo ripete anche a margine di un'assemblea con le sigle sindacali del pubblico impiego, convocata proprio sul tema. "Tutelare i lavoratori e garantire servizi più efficaci ai cittadini – conclude - è una sfida importante e impegnativa. Per noi questa è l'occasione per continuare a fare del lavoro e delle politiche attive del lavoro il tratto distintivo di ogni nostro intervento".

Il bilancio 2018 in breve
Nei numeri la legge di bilancio toscana per il 2018 prevede spese per 9 miliardi di euro, al netto delle cosiddette partite tecniche; di questi, circa 6,9 riguardano la sanità, che si conferma la parte preponderante e più significativa del bilancio regionale. Su 9 miliardi complessivi, la spesa corrente ammonta a circa 8,6 miliardi di euro mentre gli investimenti contano 410 milioni.
 

Novo Modo, il 1 e 2 dicembre torna il festival che parla di un’altra economia e di una finanza etica

FIRENZE - Con il patrocinio della Regione Toscana si inaugura venerdì 1 dicembre 2017 la quarta edizione del festival "Novo modo", due giorni di incontri e dialogo promossi all'ex-Fila Connessioni metropolitane in via Casini 11 a Firenze da Fondazione Finanza Etica, in collaborazione, tra gli altri, con Arci, Caritas, Libera e Legambiente.

"Cambiare la finanza per cambiare l'Europa" è il tema. E con esperti, studiosi, giornalisti, politici, scrittori e rappresentanti della società civile e del mondo sindacale si parlerà di nuove economie, microcredito (come quello anche della Regione Toscana), finanza etica e tutela dei risparmiatori, dei lavoratori che possono denunciare dall'interno comportamenti non virtuosi delle aziende, di legalità ma anche di cambiamenti climatici e sostenibilità ambientale.

"Questa iniziativa che anno dopo anno sta diventando sempre più ricca e importante – sottolinea l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli - ci ricorda quanto necessario sia parlare di questi temi e farlo non in modo superficiale  ma serio, in un confronto aperto tra più posizioni e non ciascuno con la propria opinione (e soluzione) già in testa. Quello che si fa, appunto, a Novo Modo". "Nel decennale della crisi economico-finanziaria che ha sconvolto il mondo e che ancora lascia i suoi pesanti condizionamenti sociali, ambientali ed economici sui cittadini di molti paesi europei e del mondo, noi insieme ai partner di Novo Modo ci proponiamo di svolgere una riflessione e di proporre un confronto sui temi delle possibili altre economie ad un sistema di economia finanziarizzata che ha mostrato di non essere capace di mantenere le proprie promesse di crescita e sviluppo" dice Simone Siliani, direttore di Fondazione Finanza Etica. Per l'edizione di quest'anno è stato curato anche un primo rapporto sulla finanza etica e sostenibile in Europa.

"Quel che emerge è che è possibile fare impresa e economia partendo da un interesse o da un bene comune – annota ancora Bugli -,  partendo da iniziative del territorio ad esempio legate ad economie circolari o di comunità. Ne abbiamo avuto la riprova anche come Regione, lavorando sull'economia collaborativa di cui presenteremo il libro verde il 7 dicembre. Ed accanto ad un'economia diversa c'è anche una finanza diversa, che decide di finanziare un progetto guardando alla sua sostenibilità, ambientale e sociale".

Ma c'è una sorpresa, che racconta sempre il rapporto appena pubblicato. Alla fine la finanza etica, nata in Germania nel 1974 ed oramai uscita dalla nicchia, tanto da pesare per il 5 per cento sul Pil europeo, fa più attività di credito vero della finanza tradizionale.  Con i depositi dei risparmiatori che crescono dell'11 per cento l'anno, gli impieghi per finanziare attività economiche valgono infatti il 74 per cento tra le banche etiche, contro un media del 38 per cento dei quindici istituti 'tradizionali' più importanti d'Europa. E non basta. i finanziamenti sono tutti trasparenti e ci sono molte meno sofferenze e crediti deteriorati, nonostante si tratti di clienti in genere non bancabili. 

 

Leggi anche:
Il comunicato degli organizzatori sull'edizione 2017 del festival Novo Modo
Il rapporto sulla finanza etica e sostenibile in Europa 
La finanza etiva vale il 5 per cento del Pil europeo (comunicato stampa)