Massa, Cgil: “Bhge camuffa licenziamento in appalto”

Massa, Cgil: “Bhge camuffa licenziamento in appalto”

Fiom-Cgil: “Non vogliamo pensare che la più grande azienda multinazionale presente in Toscana costruisca la propria competitività sulle spalle dei lavoratori che per vivere debbono lavorare”.

“Un licenziamento camuffato che riteniamo inaccettabile”: così la Fiom-Cgil definisce quanto accaduto a un lavoratore di una ditta che opera in subappalto presso lo stabilimento del Nuovo Pignone di Massa (Massa Carrara), a cui, spiega il sindacato, durante il giorno di malattia è stato comunicato con un messaggio telefonico che non doveva presentarsi al lavoro e che sarebbe stato collocato in ferie forzate. Al lavoratore è poi stato comunicato per raccomandata che, finite le ferie, dovrà andare al lavoro presso l’azienda da cui dipende, la Crosa di Scarlino (Grosseto).

“Non vogliamo pensare che la più grande azienda multinazionale presente in Toscana – dichiarano Massimo Braccini e Daniele Calosi, segretario generale della Fiom Toscana e coordinatore del gruppo Bhge – costruisca la propria competitività sulle spalle dei lavoratori che per vivere debbono lavorare. In ragione di ciò, la Fiom-Cgil chiederà un incontro sia alla direzione aziendale Nuovo Pignone, sia alla Regione Toscana, al fine di definire un’intesa che regoli e garantisca tutti i lavoratori dello stesso ciclo produttivo sui salari, diritti e sicurezza”.

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Fiom Cgil: ‘Dare fiorino d’oro a Lorenzo Orsetti’

Fiom Cgil: ‘Dare fiorino d’oro a Lorenzo Orsetti’

Attribuire “un Fiorino d’Oro a Lorenzo Orsetti, un partigiano del nuovo millennio”.

Questa la proposta del segretario Fiom Cgil Firenze Daniele Calosi. “‘Orso era un fiorentino di appena 33 anni – dice Calosi -. Ha scelto di andare a combattere contro il fondamentalismo islamico, affrontando una pericolosa traversata dell’Europa, per unirsi ai partigiani curdi, da sempre in lotta per la propria autodeterminazione, per la democrazia, l’eguaglianza, la libertà. ‘Orso’ non era un bandito. Era un partigiano del nuovo millennio. Penso Firenze debba rendergli onore, ricordandolo col Fiorino d’Oro per la Resistenza, per questa nuova Resistenza. Analoga iniziativa è stata lanciata sul web da Marcos Bava, amico di ‘Orso’ e candidato della lista ‘Punto e a Capo'”.

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Firenze, GKN viola accordi sindacali, condannata

Firenze, GKN viola accordi sindacali, condannata

Giudice da ragione a Fiom Cgil Firenze, la GKN di Campi Bisenzio ha violato accordi sindacali aziendali non avendo comunicato l’esternalizzazione di alcune produzioni.

La GKN di Campi Bisenzio è stata condannata in base all’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori per aver violato gli accordi sindacali aziendali. Nello specifico il management dello stabilimento, che produce semiassi per diverse case automobilistiche tra cui FCA, è stato sanzionato per non aver comunicato l’esternalizzazione di alcune produzioni.

“Siamo soddisfatti della sentenza” dichiara Andrea Brunetti della Fiom Cgil di Firenze “ma vogliamo garanzie rispetto al rientro delle produzioni. Siamo inoltre in profondo disaccordo con la mancata stabilizzazione di 12 lavoratori in somministrazione a cui dopo 34 mesi di lavoro, invece dell’assunzione a tempo indeterminato, è stato prorogato il contratto. La proroga è avvenuta attraverso lo staff leasing, una forma contrattuale in somministrazione che, per quanto ci riguarda, viene utilizzata in modo improprio per aggirare la necessità di assumere questi lavoratori. Chiediamo alle istituzioni di farsi carico della situazione, visto che l’azienda nel 2017 si era posta come soggetto di eccellenza dell’automazione e dell’innovazione firmando un protocollo con la Regione Toscana e il Comune di Campi Bisenzio. Non si può essere al tempo stesso paladini dell’innovazione e utilizzare sotterfugi per non assumere. Per la Fiom Cgil innovazione deve essere sinonimo di lavoro con diritti.”

“La condotta antisindacale – secondo la Rsu Fiom – non avviene per caso. A nostro parere la decisione di Gkn di non comunicarci la delocalizzazione di alcuni volumi produttivi fa parte di una strategia volta a intimorirci e a ricattare uno stabilimento che vede un contratto integrativo scaduto da quattro anni, in un contesto già di incertezza del mercato dell’auto.
Con l’approvazione del recente Decreto Dignità, il Governo dichiara di voler limitare la precarietà. Gkn invece usa quel decreto come pretesto per minacciare i lavoratori interinali attraverso il mancato rinnovo del contratto o per condannarli alla precarietà permanente con contratti di staff leasing. Oltretutto le mancate assunzioni, motivate dalla crisi di mercato, si scontrano però con la continua richiesta di aumento dell’orario di lavoro straordinario. Non possiamo permettere che queste multinazionali aggirino leggi, accordi e contratti nazionali per realizzare profitti sulle spalle dei lavoratori e poi fuggire via come successo in altri luoghi di lavoro, cito Bekaert su tutte. I lavoratori continueranno a chiedere il rientro delle produzioni e la stabilizzazione dei colleghi. La Gkn ha al suo interno un incredibile patrimonio professionale, in grado di superare qualsiasi sfida lavorativa e di innovazione. Le istituzioni prendano una posizione chiara.”

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Firenze per Sandro Ruotolo: in 200 allo Stensen

Firenze per Sandro Ruotolo: in 200 allo Stensen

“Il lavoro di Sandro Ruotolo è patrimonio collettivo, è bene comune”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella in un videomessaggio mandato agli organizzatori dell’incontro ‘Firenze per Sandro Ruotolo’ che si è tenuto domenica mattina al Cinema Stensen di Firenze alla presenza del giornalista napoletano minacciato dalla mafia, a cui il ministero dell’Interno aveva revocato la scorta, poi concessa nuovamente dopo numerose proteste.

“Se non fosse stato per l’indignazione della società – ha detto Nardella – il ministero dell’Interno avrebbe mantenuto la decisione di togliere la scorta, sarebbe stato un segnale devastante, ma resta quel campanello d’allarme, ciò che è successo potrebbe risuccedere, questo significa che non dobbiamo abbassare la guardia, dobbiamo difendere i giornalisti liberi e il giornalismo d’inchiesta”.

Poi la proposta del sindaco a Ruotolo: “Chiederei a Sandro Ruotolo di fare un’inchiesta sulla nostra Toscana, regione bella e ricca eppure, come si evince dallo studio dell’Università di Pisa, prima per presenza di criminalità organizzata dopo le regioni del sud. Una presenza massiccia della mafia eppure non se ne parla molto, è come se ci fosse una sorta di omertà, diversa da quella del sud ma altrettanto preoccupante, in Toscana non possiamo chiudere gli occhi di fronte a interessi economici su cui lucrano le mafie”.

Ruotolo, applaudito da circa 200 persone arrivate per lui al Cinema Stensen, ha risposto così: “Ringrazio il sindaco Nardella perché ha detto concetti fondamentali, c’è stata una sottovalutazione del fenomeno della mafia da parte della politica e da parte della società civile”. Poi l’esempio del Veneto, dove “il clan dei casalesi si è insediato per la complicità della società veneta”. Ruotolo, nel suo intervento moderato dal giornalista di Rai 3 Valerio Cataldi, ha detto: “E’ fondamentale la ricerca della verità in un momento come questo in cui i giornalisti sono delegittimati dalla politica”. Poi ha ricordato i dati delle intimidazioni: “Dal 2006 ci sono state 3.800 intimidazioni contro i giornalisti, oggi sono 21 quelli sotto scorta, ma se ci sono 21 giornalisti sotto scorta è perché altri giornalisti non hanno fatto il loro dovere”.

L’evento ‘Firenze per Sandro Ruotolo’, introdotto da Daniele Calosi, segretario Fiom-Cgil, e dall’attrice Daniela Morozzi, è stato organizzato da Fiom-Cgil, MakeNews, FanPage, Cospe Onlus in collaborazione con Fondazione Stensen, Fnsi, Carta di Roma, Libera, Controradio. Al dibattito ha partecipato anche il giornalista di FanPage Saverio Tommasi e il presidente dell’Assostampa Toscana Sandro Bennucci.

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Botta e risposta tra Toscana Aereoporti e Cgil sulla nuova pista a Peretola

Botta e risposta tra Toscana Aereoporti e Cgil sulla nuova pista a Peretola

Per Toscana Aeroporti le competenze dei sindacati dovrebbero essere relative alle assunzioni ed alla stabilità dei lavoratori, non alla pianificazione urbanistica di un territorio. Cgil risponde: “Nessuno può accusare la Cgil di essere contraria allo sviluppo di Firenze e della Toscana.”

Toscana Aereoporti ha espresso “vivo sconcerto per il comunicato stampa di Fiom Cgil”, in cui il sindacato esprime il suo parere negativo rispetto alla nuova pista di Peretola.

“Non risulta che la Fiom Cgil esprima parere in Conferenza dei Servizi”, afferma la società in una nota, sostenendo che “Forse la Fiom Cgil dovrebbe rivolgere le proprie attenzioni su temi come gli sforzi che la Società ha fatto per non licenziare nessuno, semmai per aver stabilizzato 100 lavoratori, per aver recentemente chiuso un accordo sindacale unitario e per le nuove assunzioni che la nuova pista porterebbe. Queste, forse, dovrebbero essere le competenze delle organizzazioni sindacali e non la pianificazione urbanistica e infrastrutturale di un territorio, o ancor meno la valutazione tecnica di una infrastruttura aeroportuale”.

Paola Galgani, segretaria generale Cgil Firenze, ha risposto alle accuse mosse da Toscana Aereoporti nei confronti del sindacato: “Nessuno può, se non strumentalmente, accusare la Cgil di essere contraria allo sviluppo, anche infrastrutturale, di Firenze e della Toscana. Ne sono testimonianza quanto diciamo da anni e quanto abbiamo ribadito, nero su bianco, nel documento politico programmatico dell’ultimo congresso della Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze. In tema di infrastrutture chiediamo il completamento del sotto attraversamento ferroviario, quello delle tranvie già progettate, chiediamo parcheggi scambiatori alle porte della città ed hub intermodali”.

Per rispondere a Toscana Aereoporti, continua Galgani: “Il progetto presentato apre moltissime criticità: dall’interruzione del collegamento diretto tra Sesto e l’Osmannoro, al pregiudizio sullo sviluppo del Polo Scientifico, alla messa in discussione del Parco della Piana così come previsto dagli strumenti urbanistici della Regione e del comune di Sesto, al mantenimento della vocazione produttiva manifatturiera dell’Osmannoro. Su quell’area così controversa” tutti i progetti di urbanistica già programmati “non possono convivere senza una visione organica e progettuale di quell’area”.

Uno degli elementi assolutamente critici della vicenda, secondo Cgil, sta nel fatto che il progetto della nuova pista non sia stato inserito in una visione organica di sviluppo dell’area fiorentina. Il sindacato non vorrebbe un ridimensionamento dello scalo fiorentino, ma una riqualificazione che tuteli l’occupazione in termini quantitativi e qualitativi.

Paola Galgani conclude “Resto in attesa della decisione della Conferenza dei Servizi”.

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