RIAPERTO IL PALAZZO DEI PITTORI

RIAPERTO IL PALAZZO DEI PITTORI IN OCCASIONE DEI 150 ANNI DI FIRENZE CAPITALE. Palazzo dei Pittori, il celebre edificio che affascina e incuriosisce fiorentini e non e, da 150 anni ospita artisti italiani e stranieri è stato nuovamente aperto al pubblico. All’evento è intervenuta la Presidente della Commissione Cultura e Sport del Comune di Firenze che ha rilanciato l’idea di riproporre la G.A.VI.M. come appuntamento fisso di primavera.


Il fabbricato destinato a studi di artisti e denominato da sempre “Palazzo dei Pittori” e’ ubicato sulla riva meridionale del torrente Mugnone, oggi viale Giovanni Milton, ai numeri 47 e 49. L’edificio, commissionato dal pittore inglese Lemon, residente a Firenze, fu progettato dall’architetto e ingegnere Tito Bellini ed edificato nella seconda metà dell’Ottocento per ospitare gli artisti di varie nazionalità quali inglese, tedesca, russa, svizzera ed italiana che già operavano durante Firenze capitale (1860-1865). Il Palazzo dei Pittori ha una struttura architettonica che risente fortemente dell’epoca in cui fu costruito: “periodo umbertino”; esso lo caratterizza per l’interpretazione degli spazi e della decorazione particolarmente austera. Attraversando il gigantesco portone in noce, scopriamo il monumentale androne con un portale decorato a marmi antichi sovrastato da un timpano, ancora oltre si sviluppa la grande scalinata con decorazioni fortemente caratterizzate dai colori rosso pompeiano e blu notte. Il Palazzo dei Pittori, ha un alto valore cittadino, per il ruolo storico e culturale che ha svolto dalla sua origine a tempi recenti. Tra i suoi più illustri ospiti, il pittore svizzero Arnold Böklin (Basilea 1827, Fiesole 1901) ospite dell’amico e pittore russo Wladimir Swertschkoff (Lovisa, Finlandia1821, Firenze 1888), pittore di vetrate molto attivo in Finlandia, che abitava ed aveva ampi studi al piano terreno del palazzo e laboratorio per la lavorazione del vetro al piano interrato. In questi studi Böklin concepì la sua opera più nota “Die Toteninsel” meglio conosciuta come ‘Isola dei Morti’. Dalla sua costruzione ai giorni nostri, sono stati veramente tanti gli artisti noti e meno noti, che hanno abitato il palazzo, dallo scultore siciliano Domenico Trentacoste, al pittore macchiaiolo Egisto Ferroni, Giovanni e Romeo Costetti, lo scultore Giuseppe Graziosi, e nella migliore tradizione fiorentina, fu sede anche di una prestigiosa scuola di pittura, la “Scuola Fiorentina di Pittura” diretta dai professori Giuseppe Rossi ed Alberto Zardo. Possiamo andare avanti con i pittori Gianni Vagnetti, Arrigo Dreoni e Giorgio Gentilini, fino agli anni del G.A.VI.M. acronimo di Gruppo Artisti Viale Milton, che, nato nel 1983, per arginare un tentativo speculativo conclusosi con il vincolo posto dalla Soprintendenza sull’edificio architettonico, ha organizzato eventi annuali che vedevano il palazzo aprire il suo grande portone alla città. L’ultimo di questi nel Maggio del 1990. Facevano parte del gruppo Renato Alessandrini, Bruno Bartoccini, Gaetano Cenci, Romano Cinelli, Carlo Galleni, Giulio Diana, Luisa Floridia, Silvano Galletti, Raffaello Lopez, Piero Pierini, Anna Romano Giuseppe Salvetti, Remo Squillantini. Ed insieme agli artisti residenti troviamo anche i loro amici come lo scultore Donatello Gabbrielli, frequentatore come Giovanni e Guido Spadolini degli studi di Rossi e Zardo, tra gli altri anche poeti e scrittori, dei quali troviamo traccia negli scritti di Giovanni Papini, che per esempio, racconta del suo primo incontro con Gabriele D’Annunzio nello studio del Trentacoste, o di Mario Luzi in visita all’amico pittore Carlo Galleni. Ed è proprio Giovanni Spadolini che si attiva perché l’edificio possa vantare un’ulteriore peculiarità, quella di essere vincolato per la destinazione d’uso degli spazi interni, e che riconosce soltanto agli artisti il diritto di occupare quegli studi. Questo è dunque un luogo che parla a chi passa, di un passato importante ma dimenticato, vagamente misterioso che incuriosisce e desta attenzione per le sue alte finestre e il timpano prospettico.
La sera, al bruneggio la facciata ampiamente vetrata, si anima con luci che fanno da sfondo a chi lavora al suo interno, ci progetta ci dipinge e scolpisce, insomma ci vive, in un casellario di attività che suscita il desiderio di sapere di conoscere di più su chi svolge attività tanto curiose in quel bel posto; chi vi abbia la fortuna di vivere quel “Palazzo dei Pittori “ in Viale John Milton.

Firenze Capitale: le iniziative del Polo Museale Fiorentino

Celebrazioni di Firenze Capitale: le iniziative del Polo Museale Fiorentino
Con la celebrazione del trasferimento di Vittorio Emanuele II, Re d’Italia, da Torino a Firenze, lo scorso 3 febbraio ha preso il via il calendario di appuntamenti previsti in occasione del 150° anniversario di Firenze Capitale. Alcuni di questi vedono protagonisti musei e servizi del Polo Museale Fiorentino, nonché il concessionario, Firenze Musei. Vediamoli più da vicino.

Sezione Didattica
In occasione delle celebrazioni per i 150 anni di Firenze Capitale, è nata una proficua sinergia tra la Sezione Didattica e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Quest’ultimo, infatti, organizza la mostra dal titolo Firenze: fotografia di una città tra storia e attualità. La collezione Borbottoni e altre vedute nelle raccolte d’arte dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze (che si inaugurerà il prossimo 17 febbraio in via Bufalini 6), volta a promuovere l’immagine di Firenze nel momento in cui, per adeguarsi al nuovo ruolo di Capitale, stava trasformandosi in modo radicale nel tessuto urbano. Nucleo dell’esposizione sono i 120 dipinti di Fabio Borbottoni che con le sue vedute volle fermare il tempo. A tale scopo la Sezione Didattica del Polo Museale Fiorentino ha organizzato dei cicli di visite alla mostra per le scuole (ogni martedì e giovedì alle 9.30 e 10.30 dal 19/2 al 31/3) e per le famiglie (il 21, 22 e 28 febbraio, 14, 21 e 28 marzo e 4 aprile alle 10 e 11.30). Infine una postazione touch screen presente in mostra permetterà di “navigare” tra le strade della nostra città mettendo in connessione immagini del passato e del presente.

Museo Nazionale del Bargello
Anche per il Museo Nazionale del Bargello il 2015 è un anno speciale perché coincide con il 150° anniversario della sua istituzione. Per l’occasione è previsto un nutrito programma d’iniziative. Si comincia il 20 marzo con l’inaugurazione de Il Medioevo in viaggio, la mostra inserita nel programma di esposizioni temporanee “Un anno ad arte” nei musei del Polo (promosso dal MiBACT, dalla Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino, Firenze Musei e Ente Cassa di Risparmio di Firenze). La fondazione del Museo Nazionale del Bargello sarà ricordata il 14 maggio, alle 21, con un concerto della Scuola di Musica di Fiesole. A seguire, dal 20 maggio al 20 giugno, si svolgerà un ciclo di conferenze sull’anniversario del museo fiorentino. Quindi a fine ottobre è previsto un convegno internazionale che avrà per tema la nascita dei musei nazionali in Europa.

Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti
Anche la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti contribuirà al 150° anniversario di Firenze Capitale con importanti iniziative. La prima è programmata il 28 marzo e si tratta dell’inaugurazione del percorso tattile per non vedenti denominato “Firenze 1865: nascita di una capitale”, possibile grazie alla donazione del Lions Club Firenze Impruneta San Casciano di audio guide per non vedenti. L’iniziativa celebra anche il metodo Braille di lettura per non vedenti, promossa dai Savoia proprio nel periodo di Firenze Capitale. Quindi il 19 novembre inaugurerà Firenze Capitale 1865-2015. I doni e le collezioni del Re, mostra inserita nel programma di esposizioni temporanee “Un anno ad arte”. E in attesa di questa mostra, sul sito web del Polo Museale Fiorentino è disponibile la “Cronologia degli eventi di Palazzo Pitti” (dal 3 febbraio 1865 al 1° luglio 1871 quando la Capitale d’Italia fu spostata a Roma), rintracciabile all’indirizzo http://www.polomuseale.firenze.it/it/eventi/evento.php?t=54cfacd32964451805000029.

Museo di Casa Martelli
Promosso dall’Associazione Amici di Palazzo Davanzati e Casa Martelli, e dal Polo Museale Fiorentino, nell’ambito delle manifestazioni l’Ente Cassa di Risparmio per Firenze Capitale, il 22 ottobre al Museo di Casa Martelli (Firenze, via Zannetti 8) si terrà una giornata di studi dal titolo Firenze in salotto. Intrecci culturali dai riti aristocratici del Settecento ai luoghi della sociabilità moderna. L’iniziativa, che proporrà un quadro d’insieme della realtà fiorentina delineandone la storia in parallelo ai cambiamenti del clima politico, del costume culturale e mondano, si articolerà in numerosi interventi. In perfetto connubio fra parole e musica, concluderà la giornata il concerto Le Charme con un programma che ricreerà le suggestive atmosfere dell’epoca con una rassegna di splendide Mélodies, Songs e Lieder.

Galleria del Costume di Palazzo Pitti
Si intitola Gran Ballo a Palazzo Pitti e si terrà  dal 28 novembre 2015 a febbraio 2016 nel Salone da ballo della Galleria del Costume di Palazzo Pitti. È la mostra evocativa della grande festa da ballo che si svolse alla Reggia di Pitti il 28 novembre del 1865 per celebrare la nuova capitale del Regno d’Italia, alla presenza di reali, aristocratici, ambasciatori, parlamentari, notabili. La mostra, ideata dalla Direzione del trimestrale MCM-La Storia delle Cose, è a cura del Museo del Costume, del Museo degli Argenti, della Biblioteca Nazionale di Firenze e in collaborazione con la Galleria d’arte moderna e la Galleria Palatina. La mostra propone una selezione di abiti da ballo e da gran sera degli anni 1865-68 da donna e da uomo, alte uniformi, accessori, documenti, carnet da ballo, spartiti musicali. L’esposizione è accompagnata da musiche da ballo del tempo, sequenze di scene di ballo tratte da celebri film (Il Gattopardo, Senso e altri), tavole imbandite, menù e varie suppellettili di epoca savoiarda. Si tratta di un insieme di testimonianze che rievoca l’atmosfera degli anni di Firenze Capitale d’Italia.

Firenze capitale

Presentato il calendario di iniziative per celebrare il 150° di Firenze capitale. La sera del 3 febbraio 1865, in una città illuminata a giorno e gremita da una folla di senatori, deputati, autorità civili, militari e comuni cittadini, il re Vittorio Emanuele II faceva il suo ingresso a Firenze, appena proclamata nuova capitale del giovanissimo Regno d’Italia. La città ebbe questo ruolo per soli cinque anni, sino al 1870, che ebbero però su di lei un’influenza fortissima.
Nel 150° anniversario, il sindaco Dario Nardella ha presentato, a Palazzo Vecchio, il calendario delle iniziative per celebrare Firenze capitale. Erano presenti, tra gli altri, il presidente del ‘Comitato Firenze Capitale’ e il vicepresidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze Pierluigi Rossi Ferrini.
“Siamo entusiasti di questo programma di eventi che nasce una partecipazione straordinaria di tutte le istituzioni culturali, sociali, economiche della città – ha dichiarato il sindaco Nardella –. Il 3 febbraio daremo il via ad una serie di appuntamenti e progetti che supereranno il 2015 arrivando fino al 2021: cinque anni di eventi per i cinque anni in cui Firenze fu capitale. Non ci limiteremo però ad una alla celebrazione malinconica del passato, vogliamo anche interpretare cosa significa sentirsi una capitale oggi dal punto di vista, soprattutto, della cultura. Per questo gran parte di questi progetti saranno legati appunto alla cultura, alla riflessione sul ruolo dell’urbanistica, sull’architettura, sulle grandi istituzioni culturali. Inoltre – ha continuato il sindaco – vogliamo anche che queste celebrazioni lascino un segno tangibile in città. Per questo stiamo lavorando per la riapertura della Torre della Zecca, per la realizzazione di una sezione dedicata al Risorgimento al Museo Stibbert oppure in altra sede e per il restauro delle statue che raffigurano personaggi celebri di questo periodo storico tra cui quelle di Bettino Ricasoli in piazza Indipendenza, di Manfredo Fanti in piazza San Marco e quella di Daniele Manin in piazzale Galileo”.
Tornando agli appuntamenti (per adesso sono 62 ma si tratta di una lista aperta in continuo aggiornamento), si comincia alle 11.30 del 3 febbraio nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, con l’apertura delle celebrazioni e la cerimonia di commemorazione dell’arrivo del Re d’Italia Vittorio Emanuele II a Firenze. Ci saranno due ospiti d’eccezione, l’attore Toni Servillo, che leggerà alcuni brani, e lo scrittore e archeologo Valerio Massimo Manfredi che sarà il moderatore dell’evento. Interverranno il sindaco Nardella, il sindaco di Torino Piero Fassino e il presidente del ‘Comitato Promotore Firenze Capitale’ Giani, Il programma prevede anche un ‘intermezzo’ a cura degli studenti del laboratorio teatrale ‘La Stanza dell’Attore’ del liceo classico Michelangiolo.
Tra le altre iniziative organizzate dal Comune quella del 14 maggio quando il corteo storico e dei Gonfaloni partirà alle 10 da Palazzo Vecchio per raggiungere piazza Santa Croce. Subito dopo verrà deposta una corona sul basamento della statua di Dante Alighieri (che venne inaugurata proprio nel 1865) e all’interno della basilica ci sanno interventi commemorativi e un concerto, a cura di padre Antonio di Marcantonio. Il 18 novembre (inizio 11.30), nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio ci sarà la commemorazione del 150° anniversario dell’insediamento della Camera dei Deputati.
Il 3 febbraio è in programma l’inaugurazione della grande retrospettiva sull’architetto Giuseppe Poggi, incaricato dal governo dell’epoca di realizzare il nuovo assetto urbanistico della città della città. Sono merito suo l’abbattimento delle mura e la creazione dei viali di circonvallazione, il quartiere della Mattonaia, piazza Indipendenza, via XXVII aprile, il monumento a Manfredo Fanti in piazza San Marco, la rete fognaria, l’acquedotto la strade ferrate, la regimentazione della acque e molti altri interventi che trasformarono Firenze nella città che vediamo oggi. La mostra ‘Una Capitale e il suo architetto. Eventi politici e sociali, urbanistici e architettonici. Firenze e l’opera di Giuseppe Poggi’ rimarrà aperta fino al 6 giugno all’Archivio di Stato in piazza Beccaria e fa parte del grande progetto ‘L’Ente Cassa di Risparmio di Firenze per Firenze Capitale’ che comprende 25 eventi distribuiti nel corso dell’anno interamente promossi e finanziati dalla Fondazione. In mostra i progetti e i documenti che lo stesso Poggi donò a memoria del suo lavoro.
Nella sede dell’Ente Cassa di Risparmio (via Bufalini 6) sarà ospitata dal 17 febbraio al 5 aprile la mostra ‘Firenze com’era nelle vedute di Fabio Borbottoni’ che riunisce le celebri vedute del pittore italiano corredate per l’occasione da pannelli multimediali, laboratori didattici e visite guidate per le scuole.
La Comunità ebraica partecipa con un suo programma (finanziato dall’Ente Cassa) che vede protagonista Firenze come capitale dell’esotismo con un percorso ricco di suggestioni. Molti gli eventi che si divideranno tra storia, musica e cucina. I convegni verteranno su temi diversi: la Sinagoga di Firenze (22 febbraio), il Canale di Suez (19 marzo), il Tepidario di Roster e le piante esotiche (28 aprile), i cimiteri fiorentini (14 giugno). La rassegna prende il via giovedì 15 gennaio (17.30 in via Farini 6) con una conferenza su ‘Moses Levy e le famiglie dei Giorni tra Tunisi e Livorno’. Sarà protagonista anche la musica con un concerto di Enrico Fink il 19 novembre.
A Casa Martelli, in collaborazione con il Museo Davanzati, il 22 ottobre si svolgerà un convegno per raccontare la realtà dei salotti fiorentini, vero e proprio tessuto culturale della città.
I cortili del Museo Archeologico Nazionale di Firenze ospitati nella parte interna del Palazzo della Crocetta si apriranno per la prima volta ai visitatori dopo un lungo restauro e una nuova illuminazione finanziati dall’Ente Cassa.
Infine l’Accademia di Belle Arti di Firenze organizzerà un convegno di studi in data 26 novembre dalle ore 9 nell’aula della Minerva (via Ricasoli, 66) per raccontare la cultura artistica fiorentina negli anni che videro Firenze diventare il centro della vita intellettuale italiana, dal 1865 al 1870. Sono previsti interventi dei più conosciuti studiosi dell’Ottocento fiorentino tra cui: Lucia Bassignana, Lia Bernini, Silvestra Bietoletti, Mirella Branca, Annarita Caputo, Caterina del Vivo, Andrea Greco, Monica Maffioli, Luigi Zangheri. Parteciperanno anche i docenti della stessa Accademia: Valeria Bruni, Cristina Frulli e Francesca Petrucci, Susanna Ragionieri.
Lo Spazio A organizza invece, da gennaio a dicembre, un ciclo di incontri tenuti da studiosi dei settori più vari per esplorare questo evento della nostra storia nazionale sotto punti di vista diversi, tutti riconducibili allo scopo di ricostruire l’impatto, per molti versi traumatico, che la promozione a capitale provocò nel sonnolento capoluogo toscano. Gli incontri, organizzati da Forma Edizioni e curati da Riccardo Bruscagli e Laura Andreini, avranno cadenza mensile (lungarno Benvenuto Cellini 13a, ore 17.30). Il primo appuntamento è stato il 28 gennaio con Zeffiro Ciuffoletti ed il suo libro ‘La città capitale. Firenze prima, durante e dopo’ edito da Le Lettere.
Il 18 febbraio Carlo Sisi illustrerà il contraccolpo degli sventramenti cittadini nelle testimonianze pittoriche del tempo. La letteratura sarà invece la protagonista degli incontri di primavera: il 18 marzo Paola Luciani, con ‘Versi per la patria’, focalizzerà l’attenzione sulle lettere durante gli anni di formazione del Regno d’Italia, mentre il 15 aprile Gino Tellini terrà la conferenza ‘Letteratura militante a Firenze negli anni della capitale’, sulla situazione specifica della nostra città, in quei cinque anni vero e proprio cantiere di novità e sperimentazioni culturali. A maggio, il 18, Enrico Colle parlerà di ‘Costume e gusto a Firenze negli anni della capitale’, raccontando l’impatto che l’arrivo della corte sabauda ebbe nell’arredamento, nella vita sociale e nell’attività dei salotti cittadini. A giugno, il 17, Roberta Turchi terrà la conferenza ‘Pinocchio contro Firenze capitale’, offrendo una lettura allegorica del capolavoro di Collodi, riferito alle traversie sociali e finanziarie attraversate dalla città nella sua breve storia di capitale del regno.
A chiudere il ciclo di incontri prima della pausa estiva, il primo luglio, sarà Francesco Gurrieri con la conferenza ‘Fucini, Poggi e il tramonto di Firenze capitale’, nella quale si parlerà della trasformazione più vistosa subita da Firenze nel 1865, quella architettonico-urbanistica, e del periodo di crisi attraversato dalla città nei suoi ultimissimi anni di capitale. A settembre poi, il 23, Sergio Risaliti terrà la conferenza ‘Moving David’, il 21 ottobre Dora Liscia parlerà de ‘La moda e i suoi accessori nel tempo di Firenze capitale’, il 18 novembre sarà la volta di Carlo Francini con ‘Il Parlamento in Palazzo Vecchio’, mentre il 2 dicembre, Zeffiro Ciuffoletti sarà nuovamente ospite dello Spazio A con la conferenza di chiusura ‘La Nazione di Firenze, un quotidiano per l’Italia unita’.

La città capitale. Firenze prima, durante e dopo

Nel 150° anniversario dell’entrata del Re Vittorio Emanuele a Firenze, appena proclamata nuova capitale del giovanissimo Regno d’Italia, lo “Spazio A di Firenze”  (lungarno Benvenuto Cellini, 13a) organizza quest’anno, da gennaio a dicembre, un ciclo di incontri tenuti da studiosi per esplorare questo evento della nostra storia nazionale.
L’ingresso regio si svolse la sera del 3 febbraio 1865, in una città illuminata a giorno e gremita da una folla di senatori, deputati, autorità civili, militari e comuni cittadini. Firenze ebbe questo ruolo per soli cinque anni, sino al 1870, che ebbero però un’influenza fortissima.

Zeffiro Ciuffoletti invito

Il primo appuntamento è in programma per mercoledì 28 gennaio 2015 con Zeffiro Ciuffoletti ed il suo libro “La città capitale. Firenze prima, durante e dopo”. Il volume, ricostruisce in ogni suo aspetto – politico, urbanistico, culturale e sociale – le vicende che precedettero e poi seguirono l’esperienza breve e straordinaria della città durante gli anni in cui fu capitale. Anni in cui raddoppiò la sua popolazione e diventò una città che senza rimpiangere il suo grande passato, anzi mitizzandolo, divenne più moderna ed europea. All’incontro, coordinato da Riccardo Bruscagli, parteciperà Eugenio Giani, presidente del Comitato per la ricorrenza dei 150 anni di Firenze Capitale.

 

 

Alle origini di Firenze capitale. La Convenzione di Settembre

Il 15 settembre 1864 si incontravano a Fontainebleau le rappresentanze diplomatiche d’ Italia e Francia: un giorno memorabile che avrebbe lasciato un segno importante nella storia della nostra nazione. La “Convenzione di Settembre”, così venne soprannominata, si rese necessaria per regolare i nuovi rapporti di forza che si erano creati a seguito dell’unificazione italiana. Non solo. Torino, che dal 1861 si era conquistata il titolo di capitale del Regno, dovette rassegnarsi a vederselo sfilare da una città di qua dall’Appennino: nacque il mito di Firenze capitale.

In vista delle celebrazioni ufficiali del prossimo anno, sarà proprio di questo che tratterà il convegno previsto giovedì 13 e venerdì 14 novembre dal titolo “Alle origini di Firenze capitale. La Convenzione di Settembre”. L’evento, organizzato dalla Società toscana per la storia del Risorgimento e dalla Fondazione Spadolini-Nuova Antologia, sarà inaugurato nei locali della Presidenza della Giunta regionale, in piazza Duomo 10, alle 15. Dopo i saluti del governatore Enrico Rossi e del sindaco Dario Nardella, seguiranno quelli degli altri enti coinvolti nelle celebrazioni del prossimo anno. La relazione introduttiva, dal titolo “Questione romana, questione nazionale e questione militare nel trasferimento della capitale a Firenze”, sarà tenuta da Sandro Rogari, ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Firenze. Nel corso della prima sessione si parlerà del contesto internazionale, con le reazioni della stampa e della nazioni europee alla notizia della Convenzione di Settembre. Nella giornata di venerdì 14 i lavori si terranno presso l’Auditorium della Cassa di Risparmio in via Folco Portinari 5r e avranno inizio alle 9.30 con interventi dedicati al contesto italiano. Riprenderanno, dopo la pausa pranzo, alle 14.30 con la sessione dedicata alla Convenzione e ai suoi effetti sugli equilibri politici interni e internazionali.