Liberazione Firenze, Nardella: liberi grazie a chi dette vita

Liberazione Firenze,  Nardella: liberi grazie a chi dette vita

‘Rispetto morti ma franchi tiratori Rsi furono per oppressione’ aggiunge il sindaco.

“Se oggi c’è chi può protestare e chi può applaudire è perché c’è democrazia”, e “perché qualcuno 73 anni fa ha dato la vita per restituire libertà e democrazia a
questa città”. Così Dario Nardella, sindaco di Firenze alla cerimonia di celebrazione dei 73 anni dalla Liberazione della città, riferendosi anche alla polemica suscitata dalla
manifestazione in ricordo dei franchi tiratori della Rsi in programma al cimitero di Trespiano.
“In questo periodo – ha affermato – si continuano a vedere manifestazioni che nascono magari da esigenze di propaganda politica e che mettono in discussione la memoria collettiva: io credo che sia necessario rispetto per tutti i caduti, però non dobbiamo dimenticare il solco che c’è tra chi ha combattuto per l’oppressione e chi ha combattuto per la libertà, perché questa è una differenza che mai nessuno può offuscare”. Manifestazioni come quella di Trespiano, secondo Nardella, sono “la dimostrazione del fatto che c’è un individualismo sfrenato che punta a perdere di vista una memoria collettiva: cioè, il tentativo ancora una volta di mescolare le carte quando si parla di storia.

“73 anni fa Firenze veniva liberata dalle truppe nazifasciste e come ogni anno i rintocchi della Martinella hanno dato il via alle celebrazioni dell’anniversario di quella Liberazione. Il ritorno alla democrazia, alla libertà, rievocato dal suono della campana della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, come avvenne in quell’11 agosto 1944. Quel suono concertava in sé l’idea di un’Italia che doveva uscire dall’immane tragedia della guerra, la volontà di un’Italia diversa, il sogno di una nazione unita e capace di autodeterminarsi in un sistema democratico ed il bisogno da subito di un riferimento, il Comitato di Liberazione: un aggregato di partiti e una realtà che trascendeva i partiti stessi.  Oggi sta a noi preservare il  dovere della memoria ed il valore della celebrazione del passato, che rappresenta una testimonianza irrinunciabile innanzitutto per nostri giovani”. La dichiarazione della vicepresidente del Senato Rosa Maria di Giorgi nell’anniversario della Liberazione di Firenze

“Nel pieno dell’estate del 1944 i fiorentini decisero di riprendersi la propria città. Erano anni terribili, la guerra aveva lasciato una nazione intera ferita e spogliata della libertà. I cittadini di Firenze non aspettarono che l’esercito alleato riuscisse ad organizzare un’azione militare che avesse ragione degli occupanti nazifascisti. Tirarono fuori il loro carattere e, come attestano le cronache dell’epoca, ‘fecero da sé'”. Lo scrive il ministro Luca Lotti dedicando su facebook un pensiero in occasione dell’anniversario della liberazione del capoluogo toscano.

Pensiero che viene lasciato su twitter anche dal segretario del Pd, Matteo Renzi: “Buon #11agosto Firenze, perla del mondo. Viva la libertà”. Lotti ricorda invece come “il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale mise insieme le sue forze migliori e diede il via all’insurrezione generale. Alla battaglia di liberazione parteciparono non solo i membri della Resistenza, fu un atto di coraggio che coinvolse tutta la popolazione. Era l’11 agosto 1944 quando il Comitato assunse tutti i poteri di governo provvisorio quale unico organo rappresentativo del popolo fiorentino. Il prezzo da pagare fu alto: in tanti persero la vita nelle battaglie che precedettero il momento di liberazione definitiva”. Dispiacendosi perché quest’anno, “per la prima volta”, non potrà essere a Firenze, Lotti invita al ricordo della “generosità e sacrificio di tanti uomini e donne che misero innanzi a tutto, compresa la propria vita, il diritto alla democrazia. È una lezione di civiltà e di amore per la propria terra il cui valore non si attenua con gli anni che  passano. Tutti noi avremo sempre un enorme debito di riconoscenza con chi ci ha permesso di vivere in un Paese libero e democratico. Viva Fiorenza libera!”, conclude.

 

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Viale Corsica, comitati: da Palazzo Vecchio mistificazioni e informazioni approssimative

Viale Corsica, comitati: da Palazzo Vecchio mistificazioni e informazioni approssimative

Dopo la caduta dell’albero di ippocastano in v.le Corsica, i Comitati Cittadini, con un comunicato,  ribadiscono il proprio no al piano del comune

C’è anche una citazione di Mao Tze Tung e di Tiziano Terzani nel comunicato dei Comitati dopo il ‘crollo’ dell’albero di V.le Corsica che ieri, solo per un puro caso, non ha provocato vittime nè danni. palazzo vEcchio mirava a sotituire quello e gli altri alberi del viale ma una settimana fa una mobilitazione di cittadini aveva portato ad uno stop del progetto, che sarebbe stato rimandato a settembre

“Nel solo mese di agosto è previsto l’abbattimento di 300 alberirispetto ai quali l’Amministrazione dichiara di volerne ripiantare 800, ma non indica chiaramente il saldo di quel 10% di tutto il patrimonio arboreo che sarà minacciato nei prossimi anni” dicono i comitati cittadini in un comunicato.

Che aggiungono “anche la presunta ragione del pessimo stato di salute delle piante che dovrebbe discendere da accurate perizie tecniche (note con la sigla VTA) èutilizzata e soprattutto comunicata ai cittadini, in modo approssimativo,generico,se non mistificatorio, come dimostrato dagli abbattimenti degli alberi in viale Corsica dove gli esemplari contrassegnati in classe D (quella per la quale si prescrive l’abbattimento) erano una piccola parte rispetto agli altri messi in classe C o addirittura in classe B, che non comportano l’abbattimento ma semmai interventi di contenimento, di cura, di controllo e di monitoraggio”.

“Viale Corsica non è un’eccezione, è piuttosto la regolache caratterizza gli interventi sugli alberi della Direzione Ambiente. Altrettanto poco chiaro è il rapporto tra questo piano di “riqualificazione e sostituzione” e gli abbattimenti provocati dai cantieri della tramvia. Insomma si stenta a vedere in tutto ciò un piano organico come dovrebbe essere anche in base al “Regolamento arboreo della città di Firenze”, approvato lo scorso dicembre in Consiglio comunale. Così dalla sera alla mattina chiunque può vedersi cambiare il paesaggio attorno a sé” conclude il comuniato;  che  sottolinea il verde urbano rappresenta “un’enorme seccatura per degli amministratori che vogliono solo onori e non oneri per le loro responsabilità”.

 

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Viale Corsica, comitati: da Palazzo Vecchio mistificazioni e informazioni approssimative

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Dopo la caduta dell’albero di ippocastano in v.le Corsica, i Comitati Cittadini, con un comunicato,  ribadiscono il proprio no al piano del comune

C’è anche una citazione di Mao Tze Tung e di Tiziano Terzani nel comunicato dei Comitati dopo il ‘crollo’ dell’albero di V.le Corsica che ieri, solo per un puro caso, non ha provocato vittime nè danni. palazzo vEcchio mirava a sotituire quello e gli altri alberi del viale ma una settimana fa una mobilitazione di cittadini aveva portato ad uno stop del progetto, che sarebbe stato rimandato a settembre

“Nel solo mese di agosto è previsto l’abbattimento di 300 alberirispetto ai quali l’Amministrazione dichiara di volerne ripiantare 800, ma non indica chiaramente il saldo di quel 10% di tutto il patrimonio arboreo che sarà minacciato nei prossimi anni” dicono i comitati cittadini in un comunicato.

Che aggiungono “anche la presunta ragione del pessimo stato di salute delle piante che dovrebbe discendere da accurate perizie tecniche (note con la sigla VTA) èutilizzata e soprattutto comunicata ai cittadini, in modo approssimativo,generico,se non mistificatorio, come dimostrato dagli abbattimenti degli alberi in viale Corsica dove gli esemplari contrassegnati in classe D (quella per la quale si prescrive l’abbattimento) erano una piccola parte rispetto agli altri messi in classe C o addirittura in classe B, che non comportano l’abbattimento ma semmai interventi di contenimento, di cura, di controllo e di monitoraggio”.

“Viale Corsica non è un’eccezione, è piuttosto la regolache caratterizza gli interventi sugli alberi della Direzione Ambiente. Altrettanto poco chiaro è il rapporto tra questo piano di “riqualificazione e sostituzione” e gli abbattimenti provocati dai cantieri della tramvia. Insomma si stenta a vedere in tutto ciò un piano organico come dovrebbe essere anche in base al “Regolamento arboreo della città di Firenze”, approvato lo scorso dicembre in Consiglio comunale. Così dalla sera alla mattina chiunque può vedersi cambiare il paesaggio attorno a sé” conclude il comuniato;  che  sottolinea il verde urbano rappresenta “un’enorme seccatura per degli amministratori che vogliono solo onori e non oneri per le loro responsabilità”.

 

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UrCA, Agricoltura urbana, serra tecnologica per coltivazione senza terra

UrCA, Agricoltura urbana, serra tecnologica per coltivazione senza terra

🔈Firenze, presentato oggi in largo Annigoni, il progetto UrCA, (Urban Contemporary Agricolture), si tratta di una serra temporanea che produce ortaggi senza terra e con poca acqua.

La serra UrCA, è stata progettata con tecnologia idroponica dal Dipartimento di Architettura e dal Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari dell’Università di Firenze, grazie al finanziamento della Regione Toscana e la collaborazione del Comune di Firenze.

L’acqua (e i sali disciolti all’interno) al posto del terriccio. È il concetto alla base della coltivazione idroponica applicato del prototipo sviluppato dal centro Abita della facoltà di architettura dell’Università della città, in partnership con l’azienda agricola Cammelli.

L’obiettivo è la riqualificazione di aree inutilizzate, con un sistema innovativo, temporaneo, reversibile ed autosufficiente ed il prototipo è stato realizzato materialmente dall’Idromeccanica Lucchini.

La coltivazione idroponica è stata riscoperta nel 1930 dall’Università di Berkley in California, anche se applicata di fatto solo di recente; ma il concetto è assai più antico ed è quello che già usavano gli antichi babilonesi nei loro giardini pensili o i popoli che vivono in montagna attorno al lago Titicaca in Perù e nel Mianmar, dove i giardini vengono coltivati sulla superficie dell’acqua, sopra paglia imbevuta o strati di giacinto

Nell’idroponia, come in questi laghi di montagna, le piante vivono sopra l’acqua con le loro radici appese nel flusso di una soluzione nutriente.

Il segreto è sostituire sali minerali e ossigeno che via via vengono assorbiti e consumati e bilanciarli nella proporzione, in modo da massimizzare produzione, velocità di crescita e qualità.

Serve alla fine anche meno acqua rispetto alle coltivazioni in terra, visto che quella utilizzata può essere ‘ricaricata’ e rimessa in circolo.

Un’opportunità in più per giardini urbani e per gli orti sociali cittadini.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il professor Marco Sala docente di Tecnologia dell’Architettura UniFi:

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Tommaso Grassi: “Campagna razzista schifosa”

Tommaso Grassi: “Campagna razzista schifosa”

Firenze, arriva agli onori della cronaca dei quotidiani online nazionali la polemica lanciata da Tommaso Grassi, con un post sul suo profilo Facebook  contro il rendering fotografico delle nuove barriere di Santa Maria Novella, affisso Grandi Stazioni sui cantieri della stazione.

Più meno all’ora di pranzo di sabato Tommaso Grassi di Sinistra Italiana, postava un’istantanea del cartello con il commento: “Campagna razzista schifosa (mi perdonerete ma non trovo altre parole) di Grandi Stazioni. Non gli bastava aver trasformato Santa Maria Novella in un fortino; aver chiuso i passaggi dal binario 16 tanto utili a pendolari e lavoratori senza dover fare il giro tra le auto. A Grandi Stazioni non bastava nemmeno aver chiuso gli accessi agli accompagnatori: basta con i saluti. Adesso hanno calato l’asso lanciando una campagna contro chi viaggia senza biglietto indegna, che solletica la pancia della gente: foto di un ragazzo con un borsone, tipica iconografia del venditore abusivo, tenuto fuori dalla porta. Lì si entra solo con il biglietto. Meglio se bianchi? Meglio italiani?”

Il post scatenava immediatamente un acceso dibattito sul profilo del Consigliere Comunale di opposizione di Firenze, ma da li migrava, grazie alle numerose condivisioni, su tante altre pagine Facebook, fino ad arrivare anche sui siti web delle testate nazionali.

In serata la polemica non poteva più essere trascurata da Grandi Stazione che diramava un comunicato nel quale si scusava dell’accaduto; “Non era intenzione da parte dell’azienda offendere nessuno, ci scusiamo se abbiamo urtato la sensibilità delle persone. L’immagine sarà rimossa immediatamente dai cantieri della stazione di Santa Maria Novella”.

Al di la della pessima scelta di immagine dell’azienda ferroviaria, il rendering mostra le nuove barriere, in costruzione alla Stazione Santa Maria Novella, che creeranno, alla testa dei binari, un’area accessibile solo a chi in possesso del biglietto, come del resto già esistente a Milano Centrale e Roma Termini, ma non si tratterà dei classici tornelli, ma di una struttura in ferro e vetro che, già approvata dalla Soprintendenza, dovrebbe essere operativa il prossimo autunno.

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