Fondazione Teatro della Toscana, progetto alternanza scuola lavoro

Fondazione Teatro della Toscana, progetto alternanza scuola lavoro

🔈Firenze, presentato uno dei percorsi del progetto alternanza scuola lavoro della Fondazione Teatro della Toscana, che riguarda la traduzione dal greco antico e la messa in scena de ‘Le Troiane’ di Euripide.

In questo percorso della Fondazione Teatro si cimenteranno circa 65 studenti provenienti da cinque licei classici dell’area metropolitana fiorentina (Dante, Niccolò Machiavelli, Michelangiolo e Marsilio Ficino) e il liceo scientifico Arturo Checchi di Fucecchio. La traduzione elaborata dagli studenti sarà il copione del nuovo spettacolo del Maestro Gabriele Lavia.

Sono piÚ di 2.300 gli studenti delle scuole secondarie di 2° grado coinvolti per la stagione 2017.2018 nei vari percorsi di alternanza scuola-lavoro dalla Fondazione Teatro della Toscana.

Di questi oltre 250, provenienti da 15 istituti superiori   dell’area   metropolitana fiorentina, partecipano al progetto l mestieri dello spettacolo, ideato dal Centro Studi della Fondazione in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il Maestro Gabriele Lavia ed alcuni dei ragazzi che partecipano al progetto:

Il progetto è  stato  sviluppato  all’interno del protocollo  d’intesa  siglato  nel marzo  2017 tra  la Fondazione e l’Ufficio  Scolastico Regionale finalizzato alla creazione di un sistema integrato  teso a facilitare  l’inserimento degli studenti  in percorsi di alternanza ed in particolare  per il progetto l mestieri dello spettacolo, per sviluppare nei ragazzi la conoscenza dei luoghi di produzione culturali, come il teatro, attraverso il loro inserimento diretto e concreto nella realtà lavorativa.

Dopo una fase preliminare di formazione ed orientamento sul luogo teatrale e il contesto operativo comune a tutti gli studenti, segue il lavoro sul campo nei seguenti settori: comunicazione e promozione, centro studi, traduzione, museo e visite guidate, palcoscenico, laboratorio di scene e costumi, accoglienza sala. Il modulo introduttivo, iniziato dicembre scorso, prevede lezioni frontali, laboratori, visite guidate, visione di spettacoli e incontri con gli artisti; il modulo operativo si concentra invece sull’approfondimento, l’affiancamento e la realizzazione di progetti in  aree circoscritte  della ‘macchina’ teatrale.  Al termine del progetto, a maggio 2017, tutti gli studenti coinvolti daranno vita ad una giornata conclusiva di restituzione dell’esperienza presso il Teatro della Pergola

Inoltre, la Fondazione collabora ai progetti di alternanza scuola-lavoro promossi da Gallerie degli Uffizi, Musei del Bargello e Polo Museale della Toscana, che uniscono l’educazione al patrimonio artistico e paesaggistico con lo sviluppo delle capacità creative ed espressive degli studenti.  In particolare per la stagione 2017.2018 la Fondazione si occupa della realizzazione dei moduli di formazione relativi alla capacità di comunicazione in pubblico per i circa 2.000 studenti dei percorsi Ambasciatori dell’Arte, Ambasciatori del Verde, Professionalità culturali, e di quelli relativi alla realizzazione scenica per  i circa  100  studenti  dei  percorsi  Panchina delle  Fiabe e  Le  statue raccontano.

Istituti Superiori partecipanti al progetto di alternanza scuola lavoro l mestieri dello spettacolo: IPSSEOA Bernardo Buontalenti, IPSSEOA Aurelio Saffi, ITI Marco Polo, ISIS Piero Calamandrei, ISIS Piero Gobetti Alessandro Volta, Liceo Artistico Leon Battista Alberti, Liceo Ginnasio Dante, Liceo Classico Michelangiolo, Liceo Classico Niccolò Machiavelli, Liceo Scientifico Guido Castelnuovo, Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, Liceo Scientifico Antonio Gramsci Liceo Scientifico Niccolò Rodolico, Istituto Superiore XXV aprile (Pontedera), Liceo Classico Marsilio Ficino (Figline Valdarno) ISIS Arturo Checchi (Fucecchio).

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Mafia cinese a Prato, arrestato ‘capo dei capi’

Mafia cinese a Prato, arrestato ‘capo dei capi’

🔈Prato, un’organizzazione, che gli inquirenti non hanno dubbi nel definire ‘mafiosa’ che aveva imposto la propria egemonia con la violenza intimidendo le aziende cinesi in Italia e in Europa, è stata sgominata dalla Polizia con un’operazione che ha portato all’arresto di decine di persone.

L’associazione era composta da soggetti originari di due regioni della Cina, lo Zhejiang e il Fujian, ed operava oltre che in Italia anche a Parigi, Neuss, in Germania ed a Madrid.

Complessivamente sono 54 gli indagati: 33 destinatari della misura cautelare in carcere emessa dal Gip di Firenze Alessandro Moneti, con l’accusa di 416 bis e altri reati, e 21 indagati a piede libero, di cui 10 sempre per associazione a delinquere di stampo mafioso e 11 per altri reati.

La maggior parte dei provvedimenti sono scattati a Prato: 25 indagati, di cui 16 arrestati e 9 denunciati a piede libero mentre sono otto gli arrestati a Roma (dove sono 10 gli indagati).

A Milano e Padova sono state arrestate due persone mentre tra Firenze e Pisa gli indagati a piede libero sono 7. Altre 4 persone si trovavano invece giĂ  in carcere per altri motivi e due sono i soggetti di origine cinese arrestati in Francia (dove ci sono anche altri due indagati). Infine, due destinatari del provvedimento si trovano attualmente in Cina.

Nell’ambito dell’indagine è anche stato disposto il sequestro di 8 società, 8 veicoli, due immobili e una sessantina tra conti correnti e deposito titoli per un valore di diversi milioni.

Zhang Nai Zong, 57 anni, il ‘capo dei capi’ della potentissima organizzazione mafiosa cinese è stato invece arrestato a Roma, in un condominio di viale Marconi.

Zhang Nai Zong aveva scalato il vertice della mafia cinese in Italia, imponendo la ‘pace’ a Prato dopo una sanguinosa guerra fra bande, costata numerosi morti ammazzati in città nel corso degli anni 2000.

La sua organizzazione ha potuto così dedicarsi a promuovere infiltrazioni nell’economia legale e a controllare attività criminali in usura, prostituzione, droga, estorsioni, racket. Tanto era il suo carisma criminale che appena ieri la polizia nell’ultimo pedinamento lo ha visto ricevere in un ristorante a Prato numerosi cinesi che lo hanno onorato anche con inchini.

“L’operatività di questa organizzazione mafiosa sconvolge, da un lato controlla locali notturni, prostituzione, spaccio, usura ed estorsioni, dall’altro con i metodi della violenza si accaparrava aziende nei trasporti infiltrando l’economia pulita legale”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho in conferenza stampa a Firenze per illustrare l’operazione che tra l’Italia e l’Europa ha messo in luce un potente sodalizio criminale cinese.

“E’ un’operazione eccezionale – ha proseguito Cafiero De Raho – che identifica la composizione dell’associazione mafiosa cinese e ricostruire la sua operatività, riconoscendovi i caratteri della mafiosità. Tutto ciò è frutto di una indagine di altissimo livello”.

“La criminalità cinese, come quelle albanesi e romene cominciano a profilarsi come organizzazioni criminali sul territorio italiano”, ha anche osservato il procuratore nazionale antimafia.

Mentre il sindaco di Prato Matteo Biffoni ha così commentato l’operazione: “Inchieste di questo spessore dimostrano come l’attenzione sia alta da parte di tutti”.

Operazioni come questa, spiega Biffoni in una nota, sono “un esempio evidente dell’impegno di tutte le istituzioni e le forze dell’ordine nel tutelare la legalità. Abbiamo ribadito in ogni occasione che chi sceglie Prato per il proprio futuro trova qui una città aperta e inclusiva, ma solo nel massimo rispetto delle regole”.

Secondo il sindaco, “la forza di questa città sta nei suoi anticorpi, nella capacità di contrastare ogni forma di illegalità per ribadire sempre l’indiscutibile necessità del rispetto delle regole”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho:

e Giuseppe Creazzo, Procuratore Capo della Procura di Firenze:

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Firenze, protesta per esclusione diplomati magistrali da graduatorie

Firenze, protesta per esclusione diplomati magistrali da graduatorie

Lo sciopero indetto dai Cobas della scuola ha convogliato circa 200 insegnanti diplomati alla protesta: “”è in gioco il posto di lavoro di tantissime persone”.

Circa 200 insegnanti, secondo gli organizzatori, hanno partecipato al presidio di oggi a Firenze, davanti ala sede dell’Ufficio scolastico regionale, contro la sentenza del Consiglio di Stato che esclude i diplomati magistrali dalle graduatorie ad esaurimento (Gae) della primaria e dell’infanzia.

I Cobas della scuola, che hanno indetto l’iniziativa, parlano di presidio “rumoroso e combattivo”, e sottolineano che “è in gioco il posto di lavoro di tantissime persone”. Una delegazione di insegnanti diplomati è stata ricevuta nella sede dell’Usr. Eventuali altre iniziative di mobilitazione, spiega il sindacato, potrebbero essere decise dopo l’assemblea nazionale dei Cobas che si terrà nel weekend a Roma.

Potere al Popolo Firenze ha dichiarato il suo appoggio all’iniziativa di oggi: “Appoggiamo l’auto-organizzazione delle maestre e dei maestri in lotta – afferma il movimento in una nota – e ci dichiariamo pronti ad incontrarle/i e a sostenerle/i nella loro giusta battaglia per il diritto al lavoro, a partire dalla mobilitazione organizzata oggi”.

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Potere al Popolo presenta candidati elezioni 4 marzo

Potere al Popolo presenta candidati elezioni 4 marzo

🔈Firenze, presentati i nomi e le biografie delle candidate e dei candidati, nei collegi uninominali e plurinominali di Camera e Senato, di Potere al Popolo.

Potere al popolo è un progetto, promosso da un’aggregazione di forze di estrema sinistra che hanno messo a disposizione le proprie strutture ed i propri militanti, per arrivare ma anche andare oltre il voto del 4 marzo.

“Siamo alternativi al centro destra e al centro sinistra, ma anche rispetto ai loro satelliti del M5S e “Liberi e Uguali”. In caso di elezione non ci alleeremo con nessuno”, queste le premesse che arrivano dai candidati di Potere al Popolo.

Questo è quanto si legge nel comunicato di presentazione del nuovo soggetto politico: “Potere al Popolo non è un cartello elettorale di sigle di sinistra, una specie di piccolo Brancaccio. Le organizzazioni politiche aderenti hanno infatti messo a disposizione le proprie strutture e i propri militanti per un progetto che vuole andare oltre il 4 marzo. Potere al Popolo è infatti partito dall’appello di un centro sociale napoletano, l’ex Opg Je so pazzo, con l’obiettivo di ricostruire un soggetto politico che rappresenti i precari, i lavoratori, i disoccupati, i poveri, i pensionati, i giovani di questo paese (e le loro corrispondenti femminili), insomma, la grande maggioranza di questo paese. E’ nato con l’idea di attivare intorno a un progetto politico unico tutti quei comitati, associazioni, sindacati, organizzazioni di base e mutualistiche che in questi anni hanno resistito all’individualizzazione, al peggioramento delle condizioni di vita e ad una narrazione incentrata sul paese risentito e avvilito. Le 150 assemblee territoriali, molto partecipate, le modalità di scelta e i profili dei candidati, stanno a dimostrare la possibilità di crescita e la novità del processo”.

Per quanto riguarda la raccolta delle firme per la presentazione delle liste elettorali, gli attivisti di Potere al Popolo organizzeranno: “Dibattiti e momenti di incontro all’interno delle case del popolo e degli spazi sociali, oltre ai classici banchini per strada e agli speakeraggi con le trombe. Pensiamo che si debba riattivare la tradizionale organizzazione delle classi popolari fiorentine che il vecchio Pci aveva saputo cogliere e valorizzare. La raccolta partirà verosimilmente da mercoledì, una volta pronti i moduli”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato la candidata al Senato, collegio nominale Toscana 1, Miriam Amato e la candidata alla Camera collegio plurinominale Toscana 3, Ilaria Mugnai:

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Ponte all’Indiano, nuove soluzioni viabilità cercasi

Ponte all’Indiano, nuove soluzioni viabilitĂ  cercasi

Firenze, Palazzo Vecchio affiderà l’incarico per lo studio di nuovo assetto per definire soluzioni future per la viabilità di confine tra i Comuni di Firenze e Scandicci nell’area di Ponte all’Indiano.

A tale scopo si è svolto giovedì un incontro tra gli assessori alla mobilità di Firenze e di Scandicci e il vicesindaco e assessore alle opere pubbliche di Scandicci, nello specifico il tema della riunione è stata la fluidificazione del traffico nei percorsi di collegamento tra il Galluzzo ed il Ponte all’Indiano, con i passaggi nel territorio di Scandicci e lungo le direttrici Ponte a Greve, Pisana e via Baccio da Montelupo.

L’incontro tra gli amministratori si è concluso con l’impegno del Comune di Firenze ad affidare l’incarico per studiare soluzioni per lo snodo tra le vie Pestalozzi e Pisana a Ponte a Greve, via Baccio da Montelupo e il Ponte all’Indiano.

Si tratta dell’ultimo tratto di viabilità ancora senza una ipotesi risolutiva lungo il percorso Galluzzo-Indiano dopo la realizzazione da parte del Comune di Firenze delle rotatorie di via Minervini e via Bugiardini.

E visto le procedure, in fase avanzata, relative alla prosecuzione dello Stradone dell’ospedale per il collegamento diretto tra viale Nenni, il policlinico di Torregalli e via di Scandicci; e alla nuova rotonda all’incrocio del Cantone, tra via delle Bagnese, via Poccianti, via Ponte a Greve e via di Scandicci.

Questi interventi consentiranno anche un accesso piĂš rapido al Pronto Soccorso di Torregalli per i mezzi del 118.

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