Villa di Rusciano all’asta per 7 mln

Villa di Rusciano all’asta per 7 mln

Firenze, sarà alienata la Villa di Rusciano, immobile storico del patrimonio comunale di Firenze, risalente al XIV secolo.

La base d’asta, per la vendita di Villa di Rusciano, è quantificata in 7.270.000 euro e le offerte potranno essere presentate entro le 12 dell’1 agosto 2018.

L’apertura dell’offerte è prevista per il 2 agosto alle 10. È quanto spiega lo stesso Comune che oggi ha pubblicato l’avviso per la vendita.

La villa, che oggi ospita gli uffici della direzione ambiente di Palazzo Vecchio, è costituita da più corpi di fabbrica e superficie esterne, per un totale di circa 4.700 mq.

L’immobile è di interesse storico ed è tutelato ai sensi del decreto legislativo 42 del 2004: per l’alienazione è stata quindi necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza.

Il regolamento urbanistico prevede che la struttura possa essere destinata ad attività turistico-ricettive o ad attività direzionali: i proventi della futura vendita saranno destinati dal Comune di Firenze a coprire spese di tipo sociale legate alla formazione dei giovani

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25 aprile Festa della Liberazione dal nazifascismo

25 aprile Festa della Liberazione dal nazifascismo

Firenze, 25 aprile, per ricordare il 73° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, le celebrazioni in città, medaglia d’oro della Resistenza, sono iniziate alle 10 in piazza Santa Croce, dove è stata deposta una corona di alloro ai Caduti di tutte le guerre.

La cerimonia si è svolta alla presenza delle autorità civili, militari e religiose con i gonfaloni del Comune di Firenze, della Regione Toscana e della Città metropolitana di Firenze, la bandiera del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale del Corpo Volontari della Libertà e i labari delle associazioni dei partigiani.

A seguire le preghiere di suffragio e un corteo che ha raggiunto piazza della Signoria, dove sull’Arengario di Palazzo Vecchio si è tenuta la cerimonia ufficiale con l’intervento del sindaco Dario Nardella e l’orazione ufficiale della vicepresidente nazionale dell’Anpi Vania Bagni.

Nel corso della cerimonia al partigiano Antonio Crepaldi, che partecipò alla Liberazione di Firenze e attualmente è residente a Pavia, è stata consegnata una pergamena e il ‘Giglio della Liberazione’.

Il sindaco Dario Nardella ha detto che “è doveroso per tutti noi provare a fare uno sforzo di immedesimazione con chi ha vissuto in quei giorni la lotta di Liberazione. La festa della liberazione è infatti, prima di tutto, una festa di memoria: serve a ricordare che solo 73 anni fa non c’era libertà, non c’erano i diritti fondamentali, non c’era la democrazia e che, grazie a molte persone coraggiose, siamo riusciti a riconquistarle. Non c’è futuro senza memoria, nessun popolo può avere un futuro senza una sua memoria”. Nardella ha ricordato il celebre messaggio alla radio di Sandro Pertini e ha ringraziato l’Anpi per le sue attività nelle scuole e nelle istituzioni.

Il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, in piazza Santa Croce a Firenze ha detto: “La liberazione è il destino del cuore dell’uomo, è cammino di ogni giorno per l’Europa e per il nostro Paese, bisognosi di un supplemento di umanità, è impegno storico del popolo fiorentino, per mantener viva la radice umanistica della sua ‘Libertas’ – aggiungendo – ci chiede di non dimenticare – e – il fare memoria chiede a ciascuno di noi, oggi, di compiere un passo in avanti: questa festa si traduca in un impegno politico, sociale e culturale quotidiano. Proprio quando tutto sembrava crollare – ha anche detto Betori -, il popolo italiano, dalla precarietà in cui si trovava, ha scoperto che la via migliore per il raggiungimento della libertà era l’unità, raccogliendo il meglio che poteva scaturire dalle diverse appartenenze partitiche, religiose, sociali e culturali. Il popolo fiorentino ha trovato in sé e nella sua storia la forza di ricominciare, non solo individualmente, ma insieme”.

Anche l’on. Gabriele Toccafondi ha aderito alle manifestazioni ufficiali organizzate dal Comune di Firenze: “La giornata della liberazione – ha detto – sia festa di vera riconciliazione nazionale, di concordia e di libertà di tutti i cittadini, senza ideologie e preconcetti ricordiamo migliaia di giovani che dettero la vita per la nostra libertà”.

Ma non sono mancate le polemiche: “L’antifascismo non si processa. Ci dicono che i quattro fermati di stamattina sono stati arrestati: è una chiara indicazione di come è la città, di come è gestita dal sindaco, dalle forze politiche e dalla questura”. Parla così, dal palco allestito in Santo Spirito, un esponente di Firenze Antifascista pochi minuti prima dell’inizio del corteo del 25 Aprile che arriverà in piazza Tasso con ritorno in Santo Spirito dove è poi prevista una cena e il concerto con ‘Malasuerte Fi -Sud’. Oltre un migliaio a sfilare, ci sono ragazzi ma anche tante persone adulte, anziani, coppie e non mancano i bambini insieme con i loro genitori. Ad aprire il corteo lo striscione di Firenze antifascista. A una certa distanza l’iniziativa è osservata dalle forze dell’ordine. “Come ogni anno – spiegano i promotori di Firenze Antifascista – festeggiamo il 25 aprile in piazza Santo Spirito, nel quartiere San Frediano che per primo fu liberato dalla Brigata Sinigaglia. È una giornata che non rappresenta una mera ricorrenza ma un momento in cui possono essere protagoniste tutte le realtà sociali e politiche e tutti i singoli che in questa città fanno dell’antifascismo e dell’antirazzismo una pratica viva e quotidiana. Come antifascisti è l’occasione per ribadire il nostro legame con l’esempio che i partigiani ci hanno lasciato, quello delle classi popolari che scesero in battaglia per farla finita con il fascismo, con lo sfruttamento, il razzismo e la guerra”.

Ed arriva anche un comunicato dei Consiglieri Comunali di opposizione di sinistra Tommaso Grassi e Donella Verdi sugli arresti fatti in mattinata al corteo non autorizzato: “Chiediamo chiarezza perché sono stati respinti. Il Comune ha chiesto che non venissero fatti entrare in piazza?”. “Perché sono stati caricati in Via Verdi le ragazze e i ragazzi che stavano recandosi in corteo in piazza Santa Croce per le celebrazioni del 25 aprile? – si chiedono i Consiglieri del gruppo Firenze riparte a sinistra – Non vediamo nessun motivo per cui negare l’accesso ad antifascisti per il giorno della Liberazione. Ancor di più non capiamo perché arrestare e processare per direttissima quattro ragazzi che nel momento, dai video che abbiamo potuto visionare sul web, stavano solo andando in piazza Santa Croce con cartelli e striscioni”. “Chiederemo in Consiglio comunale se è stato il Comune a chiedere che non venissero fatti entrare in piazza. Sarebbe assai grave e non lo accettiamo che questo avvenga a Firenze. Certo, poi i modi usati dal personale delle forze dell’ordine ci paiono assai smisurati, per le informazioni che abbiamo, rispetto al pericolo che una contestazione avrebbe potuto creare. C’erano altri modi rispetto a quelli di alzare lo scontro preventivo per evitare qualsiasi problema a posteriori. Oppure ogni volta che Renzi è a Firenze devono essere tenuti lontano i contestatori anche a costo di dover caricare e arrestare chi è dall’altra parte?”

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25 aprile: tensione a Firenze, 4 arrestati

25 aprile: tensione a Firenze, 4 arrestati

Firenze, ci sono stati momenti di tensione ed una carica della ploizia per impedire ad un corteo non autorizzato di andare a contestare il sindaco Dario Nardella e le altre autorità alle iniziative ufficiali del 25 Aprile.

La Digos ha fermato 4 persone e le ha condotte in questura dopo il fronteggiamento, avvenuto in via Verdi, vicino a piazza Santa Croce.

I quattro sono tuttora in questura per accertamenti, si tratta di tre uomini e una donna.

La tensione si è generata quando il dirigente della Digos ha intimato ad una cinquantina di manifestanti, che volevano avvicinarsi al luogo della cerimonia in S.Croce, di non proseguire oltre, anche perché il corteo non era stato preavvisato, ed il gruppo invece ha continuato venendo a contatto con polizia e carabinieri.

In questa fase i quattro sono stati fermati e portati in questura e sono stati sequestrati il megafono, l’altoparlante e uno striscione rinforzato da cartone a mo’ di scudo per resistere ai contatti con le forze dell’ordine.

Il corteo successivamente ha improvvisato un nuovo tragitto verso piazza della Signoria, dove era prevista una seconda cerimonia per il 73/o della Liberazione ma è rimasto fermo in borgo Albizi un paio di ore, vigilato dalle forze dell’ordine.

Verso fine mattinata il gruppo è rientrato verso piazza dei Ciompi, da dove era partito alle 9.30, e non si registrano al momento altri incidenti.

L’iniziativa era stata annunciata da nuove sigle cittadine, come Iam (Iniziativa antagonista metropolitana), Collettivo universitario autonomo e Collettivo antagonista studentesco.

“Abbiamo bisogno di una nuova liberazione da questi parolai, – si legge in un post sulla pagina Facebook ‘Firennze dal Basso’, che continua – veniamo attaccati da uomini dello Stato in borghese per il solo fatto che senza ambiguità non accettiamo il razzismo delle istituzioni, l’autoritarismo di Renzi e Nardella”.

Diversamente da quanto scritto in precedenza su altre fonti questo corteo non è stato promosso da Firenze Antifascista, sigla che invece organizza una sua distinta manifestazione, sempre nel centro di Firenze e per il 25 Aprile, nel pomeriggio.

Aggiornamento: Dopo gli accertamenti della Digos, sono scattati gli arresti per i quattro manifestanti bloccati stamani mentre tentavano, con un gruppo di una cinquantina, di entrare in piazza Santa Croce per protestare alla cerimonia del 25 aprile.

La Digos li ha arrestati per violenza e resistenza a pubblico ufficiale riguardo ai contatti avvenuti in via Verdi dove c’è stata una carica. Il corteo non era stato preavvisato ma solo annunciato con volantini.

Al momento i quattro, tra cui una donna, sono ristretti nelle camere di sicurezza. In loro solidarietà i compagni hanno improvvisato un presidio nei pressi della questura che è durato circa un’ora, finché le forze dell’ordine verso le 13.45 hanno intimato loro di allontanarsi: poiché non hanno liberato la strada, la polizia ha agito spingendoli via ‘con decisione’ disperdendo il loro sit-in.

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Toscana, sconti abbonamenti treni maggio, per maltempo marzo

Toscana, sconti abbonamenti treni maggio, per maltempo marzo

Firenze, sono state definite da Trenitalia le modalità con cui gli abbonati del servizio regionale potranno ottenere lo sconto del 10 per cento sugli abbonamenti ferroviari del mese di maggio e un indennizzo proporzionale sull’abbonamento annuale.

La misura di riduzione degli abbonamenti, era stata decisa dalla Regione, nell’ambito del contratto di servizio con Trenitalia, a favore degli utenti abituali del servizio regionale di trasporto pubblico su ferro, in conseguenza dei disagi subiti in occasione dell’ondata di maltempo che colpì la Toscana nei primi giorni di marzo.

“Un intervento straordinario – sottolinea l’assessore ai trasporti Vincenzo Ceccarelli – che solo la Regione Toscana ha riconosciuto nei confronti dei pendolari per i disagi subiti in quei giorni, che non deve essere inteso come un rimborso o un risarcimento, ma come un segnale di attenzione della Regione verso tutti coloro che scelgono, e in misura crescente, il servizio di trasporto pubblico”.

L’entità dello sconto era stata definita nella misura del 10%, in coerenza con il fatto che i disagi, sia pure in misure e in forme diverse, riguardarono tre giorni del mese di marzo, ovvero un decimo dell’intera mensilità di abbonamento.

Sui canali informativi di Trenitalia e alle biglietterie, gli abbonati troveranno il dettaglio delle modalità per ottenere gli sconti.

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Segretario Pd Firenze, se accordo con M5s rimetto mandato

Segretario Pd Firenze, se accordo con M5s rimetto mandato

Firenze, sono troppe “le cose che ci dividono” dal Movimento 5 Stelle, lo scrive in una lunga nota il segretario del Pd di Firenze Massimiliano Piccioli.

Il segretario aggiunge poi: “Di aver trovato in città un popolo unito nel respingere ogni forma di accordo”, ed è pronto a rimettere il mandato se si andasse verso un governo con M5S.

“E, viste le reazioni di queste ore, credo di non essere il solo a dimettermi nel partito cittadino”. Dopo aver ricordato che a dividere Pd e Cinque Stelle ci sono “le posizioni sulle grandi opere del nostro territorio (come ci ha ricordato un autorevole esponente fiorentino dei 5 stelle appena qualche giorno fa), le questioni di politica europea ed internazionale, l’obbligo sui vaccini, il tema del lavoro, del reddito di cittadinanza e del giudizio sui cinque anni dei governi Renzi-Gentiloni”, il segretario sottolinea che “dal 2013 ad oggi: ci hanno chiamato mafiosi, camorristi, amici delle banche, gente sporca dentro”.

Per questo Piccioli spiega che un appoggio a M5S non sarà possibile se loro non diranno prima, “con chiarezza ai loro militanti che, quando hanno demonizzato il Pd, i governi del Pd e le riforme del Pd lo facevano solo per calcolo politico e non nel merito e che quindi quelle riforme erano giuste e necessarie”.

Poi, rivolgendosi ai dirigenti nazionali del suo partito, e ricordando che non c’è un segretario, Piccioli aggiunge: “basta con le interviste e i posizionamenti che cambiano dalla mattina alla sera solo per interesse personale. E’ giusto che la Direzione nazionale (di cui faccio parte) discuta e prenda una decisione”, ma se diversa da quella di votata il mese scorso, “un minuto dopo la stessa Direzione dovrebbe indire una consultazione tra gli iscritti come prevede lo Statuto”.

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