Parco degli animali

Parco degli animali di Ugnano

PARCO_ANIMALI_CANILE_UGNANO.JPGIl Parco degli Animali, situato in via del Pantanino ad Ugnano (Firenze). è gestito dal Comune di Firenze nato come canile rifugio, è anche sede dell’Ufficio per i Diritti degli Animali da anni impegnato nella tutela dei diritti degli amici a quattro zampe.

Il canile ospita animali accuditi da uno staff altamente preparato – coadiuvato da volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) nonché dalle cooperative Samarcanda e Archimede e cerca di sviluppare la socializzazione e l’educazione dei cani, oltre ad assicurare ovviamente il loro benessere fisico.

L’obiettivo primario è infatti quello di dare in adozione a delle famiglie i cani attualmente ricoverati presso il canile, ma affinché ciò sia possibile è necessario che il Parco degli Animali sia conosciuto e visitato dalla popolazione anche, e soprattutto, giovane come è fondamentale che siano pubblicizzate tutte le altre iniziative promosse dal Comune di Firenze in favore degli animali. A tal proposito, è già stato organizzato in passato il “Progetto Scuola” mirato a coinvolgere i bambini delle scuole primarie e a far loro conoscere il canile e le colonie feline e si preannuncia ora la creazione di un Orto Biologico Didattico sempre all’interno del Parco che sarà curato dagli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario di Firenze.

E’ possibile visitare il Parco degli Animali nel seguente orario: lunedì e venerdì dalle 9.30 alle 11.30; martedì e giovedì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 15.00 alle 17.00; sabato (su appuntamento) dalle 9.30 alle 11.30.

Per ulteriori informazioni telefonare al numero 055/7352018 o 055/753224, inviare un’e-mail agli indirizzi adozioni.animali@comune.fi.it o diritti.animali@comune.fi.it

La fattoria dei ragazzi nel quartiere 4

La fattoria dei ragazzi è una grande casa colonica con annessi agricoli e un appezzamento di terreno circostante, collocata nel cuore dell’urbanizzazione periferica del Quartiere 4. Il suo recupero, iniziato verso la fine del 1986, è stato concepito come ricostruzione di un ambiente agricolo tipico dell’agricoltura toscana a conduzione familiare.

Questa fattoria di città rappresenta un luogo ricco di stimoli per svolgere osservazioni su piante, colture, animali e quant’altro la ricchezza della campagna può presentare, con un’ampia fruibilità e possibilità di accesso. La presenza dell’Associazione di volontariato Nonni della Fattoria  che collabora alle attività didattiche, garantisce lo scambio intergenerazionale con i gruppi di bambini e ragazzi che frequentano la fattoria.

Come è fatta

La casa colonica originaria è stata sottoposta ad un restauro conservativo della struttura e di tutti gli elementi architettonici tipici della casa rurale toscana.
L’interno è costituito da undici stanze su tre piani. Al piano terreno si accede ad un ampio salone (ex stalla) da cui poi si passa alle altre stanze adibite a cucina caratteristica  con focolare antico e cantina dove si svolgono le attività di vinificazione. Una scala di pietra conduce ai due piani superiori dove è allestita una piccola raccolta di vecchi attrezzi e utensili agricoli rinvenuti nel podere. Le altre stanze sono attrezzate per laboratori. Attualmente la Fattoria è in fase di restauro e non tutti gli ambienti sono accessibili.
All’esterno la casa è circondata su tre lati da un grande porticato dove sono situati un grande forno a legna, il vecchio lavatoio e il pozzo. Il fienile attiguo è adibito a  rimessaggio degli attrezzi  agricoli e a luogo d’incontro e di attività per i nonni volontari della fattoria. In una zona riparata  sono ospitate un gruppo di tartarughe.

La fattoria ha un piccolo appezzamento di terreno, circa 12.000 mq, dove sono praticate diverse colture, come avveniva qualche anno fa nei poderi delle famiglie contadine. Si coltivano viti, olivi e numerosi alberi da frutta.
Stagionalmente sono effettuate, anche se in quantità ridotta, tutte le semine tipiche della campagna toscana. Il metodo di coltivazione è rigorosamente biologico.
Un ampio pollaio, facilmente accessibile per la cura e l’osservazione, ospita galline, conigli, oche, capre, anatre e piccioni.

Le attività alla fattoria

Le attività didattiche della fattoria sono indirizzate a stimolare nei giovani una riflessione sulla stretta connessione e relazione dell’uomo con l’ambiente che assume un aspetto sempre più importante ai giorni nostri.
Le classi che partecipano alle attività sono impegnate in percorsi strutturati sui principali lavori agricoli stagionali quali la vendemmia e la vinificazione, la raccolta delle olive e la produzione dell’olio, il ciclo del grano dalla semina alla battitura ecc. Il percorso prevede alcuni incontri in fattoria per il lavoro agricolo vero e proprio e incontri in aula per la rielaborazione dell’esperienza e per l’approfondimento tecnico-scientifico. Le attività che si svolgono da marzo a maggio vengono rivolte a tutte le scuole del Comune di Firenze.

Insieme in fattoria. Gruppi di bambini e ragazzi (5-11 anni) che frequentano la struttura in orario extrascolastico, hanno l’opportunità di progettare e realizzare un orto, osservare e prendersi cura degli animali, seguire il ciclo completo di una coltura, praticare sistematicamente la raccolta differenziata dei rifiuti e il compostaggio.
Vengono svolte anche altre attività, come la costruzione di giocattoli con  materiali riciclati, la costruzione di uno spaventapasseri…
Per poter partecipare occorre iscriversi, presentandosi direttamente in Fattoria oppure telefonando allo 055 7331367, dal lunedì al venerdì, ore 9.00 – 13.00.

In Fattoria, oltre alle attività rivolte ai bambini, è possibile usufruire dei locali per piccoli convegni, presentazioni di libri o pubblicazioni inerenti il tema agricolo-ambientale e mostre di vario genere. Inoltre questa struttura vuol essere un luogo d’incontro per promuovere e valorizzare le tematiche relative all’educazione alimentare in connessione con l’attività agricola, attraverso collaborazioni con le principali istituzioni e associazioni presenti sul territorio.

Comunque la proposta della Fattoria  vuol essere un momento d’incontro anche per gli adulti e per tutte quelle persone che amano le piante, gli animali  e sono interessati alle tematiche ambientali. E’ raro, se non unico, trovare al centro di un grande quartiere, di una grande città, un microcosmo dove si può avere un contatto vero e prezioso con la natura e anche con il nostro passato relativamente recente che costituisce un bagaglio da non perdere.

La Fattoria vuole quindi essere anche un punto di partenza per una molteplicità di incontri di vario genere, in modo da divenire un luogo di riferimento importante per le attività del quartiere e dell’intera città.

Alla scoperta della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze dal 15 ottobre al 14 dicembre 2013

Alla scoperta della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

15 Ottobre-14 Dicembre 2013 : Visite guidate alla sezione manoscritti, al laboratorio di restauro e alla mostra su Machiavelli

 

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze rappresenta l’identità culturale dell’Italia e conserva milioni di documenti manoscritti e a stampa che ne fanno uno scrigno unico per chiunque voglia avvicinarsi alla storia e alla cultura nazionale. Il programma di visite guidate organizzato dall’Associazione Bibliografia e Informazione è finalizzato a far conoscere questo monumento culturale non solo agli addetti ai lavori, ma anche ad un più ampio pubblico. Le visite permetteranno di scoprire il luogo ed i suoi tesori, nonché le attività del laboratorio di restauro. Per l’occasione del 5° centenario della nascita di Niccolò Machiavelli sarà allestita una mostra documentaria ed organizzati una serie di eventi per ricordare l’autore del

Principe. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Bibliografia e Informazione e dal personale della BNCF, vuole contribuire a sensibilizzare i visitatori sul ruolo dell’istituzione sottolineandone anche le difficoltà economiche che da vari anni rendono critica la sua stessa sopravvivenza.

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Il costo è di € 5,00 in parte devoluti alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Le visite hanno una durata di circa 2 ore.

Per informazioni e prenotazioni:

tel. 3492256996

mail eventi@bibliografiaeinformazione.it

web www.bibliografiaeinformazione.it

Programma dettagliato delle visite:

Martedì 15 Ottobre ore 14,30 Visita al laboratorio di restauro

Sabato 19 Ottobre ore 10,30 Visita agli ambienti della Biblioteca e alla sezione manoscritti

Giovedì 24 Ottobre ore 16,30 Visita agli ambienti della Biblioteca e alla sezione manoscritti

Martedì 29 Ottobre 14,30 Visita al laboratorio di restauro

Giovedì 31 Ottobre ore 16,30 Visita agli ambienti della Biblioteca e alla sezione manoscritti

Sabato 9 Novembre ore 10,30 Visita agli ambienti della Biblioteca e alla sezione manoscritti

Martedì 12 Novembre 14,30 Visita al laboratorio di restauro

Giovedì 14 Novembre ore 16,30 Visita agli ambienti della Biblioteca e alla sezione manoscritti

Sabato 23 Novembre ore 10,30 Visita agli ambienti della Biblioteca e alla sezione manoscritti

Martedì 26 Novembre 14,30 Visita al laboratorio di restauro

Giovedì 28 Novembre ore 16,30 Visita agli ambienti della Biblioteca e alla sezione manoscritti

Martedì 3 Dicembre 14,30 Visita al laboratorio di restauro

Sabato 7 Dicembre ore 10,30 Visita agli ambienti della Biblioteca e alla sezione manoscritti

Sabato 14 Dicembre ore 11,00 visita guidata alla mostra La via al Principe: Niccolò Machiavelli da Firenze a San Casciano allestita presso le sale della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Il costo della visita è di 5 € che saranno in parte devoluti alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

‘Punti interrogativi’ al Forte Belvedere

Forte Belvedere, riaperto a luglio scorso con la mostra di Zhang Huan, diventa anche la sede di un ciclo di incontri culturali. La rassegna, a cura del critico d’arte Sergio Risaliti, si chiama ‘Punti interrogativi’.
Il primo appuntamento è per il20 settembre alle 17.30 sulla terrazza del Forte, verterà sul tema “Il Forte Belvedere: storia e funzione ieri, oggi e domani”, alla presenza dello stesso Risaliti, della sovrintendente Alessandra Marino e del professor Francesco Gurrieri. Il secondo appuntamento già in calendario è per venerdì 27 settembre, sempre alle 17.30 sulla terrazza del Forte, quando si parlerà di “La porcellana cinese e Firenze: i Medici, Ginori e altri”, con Oliva Rucellai e Francesco Vossilla.
Gli incontri sono a ingresso libero.

 

 

Chiesa dei Santi Apostoli

File:Santi Apostoli.JPG

Situata in piazza del Limbo, dove un tempo sorgeva un cimitero per bambini morti prima di essere battezzati, la chiesa, ricordata per la prima volta nel 1075, si trovava poco fuori dalle mura cittadine della ‘cerchia antica’. Sulla facciata un’iscrizione ricorda che la chiesa sarebbe stata fondata da Carlo Magno e consacrata dall’arcivescovo Turpino, ma non ci sono prove che suffraghino tale ipotesi. L’edificio ha una struttura romanica con impianto basilicale a tre navate, di cui quella centrale absidata, con colonne in marmo verde di Prato, capitelli corinzi, mura a filaretto in pietra e copertura a capriate lignee dipinte. Ricorda le pievi del contado fiorentino, ma a differenza di queste è un edificio solenne nei suoi ornamenti in marmi bicromi e nei suoi elementi architettonici classici. Nel Trecento, il priore Ugolotto fece rinnovare la chiesa nelle forme poi reintegrate nel Novecento. Fra XV e XVI secolo, alla chiesa vennero aggiunte le cappelle laterali, poste sotto il patronato di importanti famiglie del quartiere (Carducci, Altoviti, Del Bene) e da queste poi decorate e arredate. Intorno al 1515, Benedetto da Rovezzano, su disegno di Baccio d’Agnolo, realizzò il portale esterno con l’arme degli Altoviti che lo commissionarono. Lo stemma, scolpito dallo stesso Benedetto, torna anche a fianco della chiesa, all’esterno della canonica, fatta ristrutturare probabilmente da Bindo di Antonio Altoviti (1523-1524). Il monumento sepolcrale di Oddo Altoviti, priore della chiesa dal 1490 circa al 1507, realizzato dal medesimo scultore, è fra le opere più rilevanti custodite all’interno, in fondo alla navata sinistra. In prossimità dell’opera marmorea, nella testata della stessa navata, si trova il bellissimo tabernacolo del Sacramento in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia. Gli Altoviti rimasero a lungo generosi benefattori della chiesa; ma quando il duca Cosimo I de’ Medici condannò all’esilio l’arcivescovo Alessandro Altoviti (1553) e fece dichiarare ‘ribelle’ Bindo (1554), della fazione antimedicea, il patronato della chiesa passò ai Capitani di Parte. Nel 1565 gli Altoviti furono riabilitati, tanto che Bindo venne sepolto in Santi Apostoli (1570) e la sua tomba si trova sopra la porta d’accesso alla sagrestia. Ma ormai Cosimo I aveva già sollecitato le altre famiglie patrone a rinnovare cappelle e arredi in linea con quei dettami della Controriforma già in corso di applicazione nelle maggiori chiese cittadine. Rientra in questo programmatico rinnovamento la decorazione a marmi policromi dell’abside realizzata fra il 1573 e il 1583 da Giovanni Antonio Dosio, ove è collocato il sepolcro del vescovo Antonio Altoviti. Nella navata di sinistra si trovano, nella prima cappella la sinopia della Madonna in trono col Bambino e angeli di Paolo Schiavo, nella terza la tavola con l’Arcangelo Michele che abbatte Lucifero di Alessandro Fei del Barbiere, nella quarta l’Adorazione dei pastori di Maso da San Friano. Nella navata destra, nella seconda cappella, monumento sepolcrale di Piero del Bene, nella terza l’Immacolata Concezione di Giorgio Vasari (1541), assai danneggiata dall’alluvione del 1966. Dopo gli aggiornamenti di singole cappelle e di alcuni altari, ai primi del Settecento venne rimaneggiata l’intera chiesa sia all’interno che all’esterno. Tali modifiche sono state eliminate perlopiù nel restauro degli anni trenta del Novecento, vòlto a ripristinare l’antico aspetto romanico della chiesa. Dalla soppressa chiesa di Santa Maria della Porta, alla fine del Settecento furono trasferite in Santi Apostoli le scaglie di pietra ritenute del Santo Sepolcro, portate a Firenze, secondo un’antica tradizione, da Pazzino de’ Pazzi al ritorno dalla prima crociata del 1096. La sacra reliquia veniva usata il Sabato Santo di ogni anno per accendere il fuoco, che viene portato con grande solennità in Battistero dentro un pregevole portafuoco in rame dorato e argento. Continuando la tradizione, la mattina di Pasqua un grande carro decorato, detto il ‘Brindellone’, viene portato sul sagrato di Santa Maria del Fiore, dove si tiene la cerimonia dello ‘Scoppio del Carro’.