Aggressione a troupe Rai a Prato: la denuncia di Fnsi, Ast e Usigrai

Aggressione a troupe Rai a Prato: la denuncia di Fnsi, Ast e Usigrai

Troupe del Tgr Rai della Toscana aggredita stamani a Paperino, alla periferia di Prato, durante un servizio sul sequestro di una discarica abusiva.

A denunciare l’accaduto, in una nota diffusa a Firenze dall’Associazione stampa toscana, Fnsi, Ast, Usigrai, Cdr e redazione della Tgr Rai di Firenze condannando “con la massima forza e decisione – si legge – l’aggressione fisica ai danni della collega Giulia Baldi e della collaboratrice Daniela Pecar (operatrice in appalto)”, definita un “atto gravissimo sul quale devono indagare le forze dell’ordine”.
Tutto, si spiega, è avvenuto al cimitero di Paperino: le due colleghe stavano realizzando un servizio giornalistico sul sequestro di una discarica abusiva, quando si sarebbero avvicinati
alcuni residenti del vicino campo nomadi che avrebbero minacciato le giornaliste. “Le hanno aggredite e percosse, cercando di impossessarsi delle attrezzature. Un simile trattamento è
toccato ad alcune anziane signore che si trovavano sul posto”.  “A Giulia e Daniela – conclude la nota – il massimo sostegno della Federazione nazionale della stampa Italiana,
dell’Associazione stampa Toscana e di tutti i colleghi sgomenti per l’ennesima aggressione ai giornalisti”.

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Flash mob giornalisti fiorentini, appello per libertà di stampa

Flash mob giornalisti fiorentini, appello per libertà di stampa

Manifestazione davanti alla prefettura di Firenze, nell’ambito della mobilitazione #giùlemanidall’informazione. La protesta è organizzata da Fnsi e Ordine dei giornalisti in tutti i capoluoghi di regione d’Italia.

Oltre cento partecipanti a Firenze per il flash mob promosso, come nei capoluoghi di regione di tutta Italia, dalla Fnsi e dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in segno di protesta “contro gli insulti a tutta la categoria – si legge in una lettera consegnata al prefetto di Firenze Laura Lega – da parte del vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio e dall’esponente del M5s Alessandro Di Battista, e per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla difesa del diritto all’informazione e sul rispetto dell’art. 21 della Costituzione.

“Una risposta seria e forte contro chi vuole credere di poter addomesticare l’informazione, cosa che non è possibile”, ha affermato Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione stampa toscana. “E’ inaccettabile la caccia alle streghe, l’insulto pesante e volgare, la svalutazione di una professione che è un elemento di garanzia fondamentale per la costruzione della democrazia”, ha dichiarato Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana. Hanno partecipato al presidio di oggi anche autorità istituzionali quali il presidente della Regione Enrico Rossi con alcuni assessori, il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani con rappresentanti della maggior parte dei gruppi politici consiliari, e il vicesindaco di Firenze Cristina Giachi. Fra le adesioni anche Camera di Commercio, Confesercenti, Cgil, Cisl, Uil.

“E’ il momento di dire basta alle offese e agli attacchi portati negli ultimi giorni all’informazione da esponenti del governo e del Movimento 5 Stelle”, si legge in una nota. All’iniziativa di Firenze, alla quale interverrà anche il segretario aggiunto della Fnsi, Carlo Parisi, insieme ai giornalisti, hanno fatto sapere che ci saranno il presidente della Giunta regionale della Toscana, Enrico Rossi, il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, la vicesindaca di Firenze, Cristina Giachi, l’assessore comunale Federico Gianassi e altri esponenti politici e sindacali. Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione Stampa Toscana e Carlo Bartoli, presidente del Consiglio dell’Ordine della Toscana – che consegneranno un appello per la libertà di stampa al prefetto di Firenze, Laura Lega – invitano a partecipare i colleghi: “tutti coloro che possono non facciano mancare la loro presenza, ma intervengano anche le associazioni e i cittadini che hanno a cuore una stampa libera, secondo il dettato dell’articolo 21 della Costituzione”.

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