Dall’emporio di comunità al reinserimento sociale attraverso il lavoro agricolo

Dall’emporio di comunità al reinserimento sociale attraverso il lavoro agricolo

Dall’emporio di comunità al reinserimento sociale attraverso il lavoro agricolo: “Le vie dell’orto” e “Cantalupo” sono i vincitori di Smart and Coop 3
. Due i team di under 35 premiati dalla terza edizione del bando promosso da Legacoop Toscana e Fondazione CR Firenze, che daranno vita alla loro impresa cooperativa

Un emporio di comunità maremmano con prodotti biologici ed etici ed un percorso di reinserimento sociale attraverso il lavoro agricolo: “Le vie dell’orto” e “Cantalupo” sono i due progetti vincitori della terza edizione di Smart and Coop, il bando promosso da Legacoop Toscana e Fondazione CR Firenze per supportare la nascita di nuove cooperative formate da giovani under 35 delle province di Firenze, Arezzo e Grosseto.
“Le vie dell’orto”, primo classificato, si è aggiudicato un premio da 20mila euro, mentre “Cantalupo”, 2° classificato, ha ottenuto 10 mila euro. Nelle prossime settimane i due gruppi potranno, con il supporto degli esperti di Legacoop Toscana, coronare il sogno di dar vita alla loro impresa cooperativa e avviare le prime attività.
Quest’anno il bando Smart and Coop, in collaborazione con Fondazione NOI-Legacoop Toscana, Impact Hub Firenze e Centered Lab, si proponeva di accompagnare la realizzazione di nuove idee capaci di rispondere ai bisogni emergenti nelle comunità e sui territori, contribuendo al raggiungimento di uno o più Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. 
Sono 86 i team che si sono iscritti al form di candidatura e 16 le candidature che sono state ritenute complete ed ammissibili. Dopo una prima selezione, 10 gruppi hanno partecipato ad un laboratorio intensivo di formazione e design dell’idea progettuale, a seguito del quale 5 team hanno avuto accesso al percorso di accelerazione (oltre 100 ore di formazione e mentoring, 17 docenti e 2 mentor coinvolti, 3 casi studio di successo presentati).
“In tre edizioni di Smart and Coop abbiamo ricevuto circa 150 candidature – afferma il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini – In una fase in cui non mancano le difficoltà nell’entrare nel mondo del lavoro, i giovani hanno dimostrato ancora una volta con entusiasmo di essere pronti a mettersi in gioco in prima persona, di credere nell’impresa in forma cooperativa e di avere voglia di impegnarsi per il proprio territorio. Noi continueremo nel nostro ruolo di supporto e stimolo a queste iniziative”.
“Notiamo con grande piacere – dichiara Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze – che continuano a crescere le adesioni a questo bando perché evidentemente esso risponde ad un bisogno sentito. L’emergenza Covid e la crisi economica rendono ancora più necessario attivare progetti che stimolano e sostengono forme di aggregazione e di imprenditoria giovanile. Una di queste opportunità è proprio la forma cooperativa e collaborare con una realtà così radicata sul territorio come Legacoop Toscana è anche uno stimolo a lavorare assieme su iniziative che hanno come punti fermi temi oggi di grandissima rilevanza quali l’innovazione e la sostenibilità”.
I progetti vincitori
1° classificato – Le vie dell’orto
Il team, formato da Pietro Ceciarini (AUDIO – intervista di Raffaele Palumbo) , Dario Marinari e Lorenzo Stefanelli, si propone di dar vita ad una cooperativa di comunità per gestire un emporio di comunità maremmano, con generi alimentari e prodotti biologici e di qualità. L’emporio, che sorgerà a Grosseto, sarà autogestito dai soci che saranno al tempo stesso proprietari, gestori e clienti della cooperativa. 
Il progetto è basato su principi come l’autogestione, l’eticità e l’equità dei prezzi per produttori e fruitori e punta a valorizzare il territorio e i prodotti locali tramite un modello di consumo sostenibile. L’idea è quella di importare in Maremma un modello già esistente a New York, Parigi, Bruxelles, Bologna, Cagliari, Parma, Ravenna, facendo evolvere un’esperienza associativa già esistente, quella di “Pulmino Contadino”, che da più di 8 anni opera nel territorio con gli stessi valori (ma a domicilio). La nascente cooperativa ha già attivato e predisposto una rete di partnership locali forte e si propone di giocare un ruolo anche di carattere “identitario” sul territorio maremmano.
2° classificato – Cantalupo

Il gruppo, composto da Tommaso Casamassima, Silvia Colace, Francesco Consorti, Giulio Bartolo, vuol dar vita a percorsi di reinserimento sociale per accompagnare verso l’autonomia persone con una storia di tossicodipendenza. La nascente cooperativa sociale, di tipo A+B, svolgerà servizi di tipo terapeutico-riabilitativo attraverso sostegno psico-educativo e progetti di lavoro principalmente agricolo, grazie anche alla disponibilità di un terreno e di alcuni immobili da gestire direttamente. Sarà sviluppato anche un ramo di azienda dedicato alla vendita di prodotti agricoli e all’accoglienza turistica, legata al passaggio del “Cammino degli Dei” nelle vicinanze del terreno. Il luogo dove si svolgeranno le attività si trova nei pressi di Firenze: si tratta di una campagna che conta circa 6000 ulivi e 52 arnie, luogo ideale per attività di olivocoltura, apicoltura, coltivazione dell’orto, punto vendita, punto ristoro, percorsi educativi, corsi professionalizzanti, laboratori creativi e terapeutici.

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Recovery Plan: Fondazione CR Firenze propone 19 progetti toscani

Recovery Plan: Fondazione CR Firenze propone 19 progetti toscani

Sono 19 i progetti per il Recovery Plan toscano, predisposti in pochissimo tempo e in linea con gli obiettivi NextGenEu, da una ‘cabina di regia’ istituita da Fondazione CR Firenze che ha chiamato per questo scopo personalità provenienti dal mondo dell’impresa, accademico e sociale che hanno operato a titolo completamente gratuito.

Il risultato di questa operazione viene presentato in un webinar oggi pomeriggio alle 16.30 (per partecipare clicca qui) da Marco Buti, Capo di Gabinetto del Commissario europeo agli Affari Economici Paolo Gentiloni, dal Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori, dal Direttore Gabriele Gori e dal professor Alessandro Petretto che ha coordinato i lavori. Intervengono anche il Presidente dell’Istituto Universitario Europeo Renaud Dehousse, il Presidente della Giunta regionale Eugenio Giani, l’Assessore al coordinamento progetti Recovery Plan del Comune di Firenze Cecilia Del Re in rappresentanza del Sindaco Dario Nardella, e il Presidente Anci Toscana Matteo Biffoni.

”Per Fondazione CR Firenze – sottolinea il Presidente Luigi Salvadori – si tratta di una iniziativa molto importante che conferma il nostro ruolo nel tessuto economico e sociale del territorio. Abbiamo infatti accolto, immediatamente e con entusiasmo, la sollecitazione che ci è pervenuta dal professor Buti di essere promotori di progetti provenienti dalla società civile da affiancare e aggiungere, in maniera complementare e assolutamente disinteressata, a quelli che presenteranno le Istituzioni toscane. La presenza del Presidente Eugenio Giani, dell’Assessore Cecilia Del Re e del Presidente Biffoni confermano il grande interesse e l’alto gradimento con cui è stato accolto il nostro intervento. È stata infatti pienamente compresa la complementarietà dell’operazione rispetto ai progetti che sono in corso di elaborazione nelle istituzioni pubbliche”.

Il Rapporto contenente tutti i progetti presentati a Buti è stato redatto da un gruppo di lavoro composto da Alessandro Petretto, Gabriele Gori, Mattia Forni, Stefania Galli, Andrea Rapisardi e Alessandra Zagli ed è stato condiviso dal Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori e dal Vice Presidente Jacopo Speranza. Gli esperti che hanno contribuito all’elaborazione dei progetti sono: Luca Bagnoli, Giovanni Biondi, Gabriele Burgio, Stefano Casini Benvenuti, David Chiaramonti, Marco Carini, Leonardo Carrai, Marco Carrai, Ludovica Fiaschi, Anna Gatti, Federico Gelli, Stefano Grifoni, Antonella Mansi, Massimo Mercati, Giorgio Moretti, Lorenzo Perra, Gianni Salvadori, Walter Salvatore, e Eike Schmidt.

 

“I progetti – spiega il professor Alessandro Petretto – riguardano tutte le sei Missioni in cui è suddiviso il Piano nazionale di Ripresa e di resilienza per accedere al Recovery and Resilience Facility del NextGenEu: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (6 progetti); rivoluzione verde e transizione ecologica (5); infrastrutture per una mobilità sostenibile (1); istruzione e ricerca (3); inclusione e coesione (2); salute (2). Coprono degli ambiti lasciati scoperti nei singoli cluster del piano e sono identitari del nostro territorio; sono innovativi e in grado di attivare il settore privato e il Terzo Settore. Le schede-progetto sono predisposte secondo un format comune che riporta finalità, dimensioni, coerenza con gli obbiettivi NGEU e le principali ricadute per l’economia regionale di ciascun progetto’’.

Nel caso i progetti o parte di questi siano finanziati, sarebbe opportuno che i fondi affluiscano alla Regione Toscana in modo che questa possa inserirli in un apposito capitolo del bilancio e provvedere alla distribuzione dei pagamenti secondo le tempistiche che, in linea con gli standard europei, dovranno essere concordate. La verifica dell’attuazione dei progetti, il monitoraggio delle fasi, la rimozione di eventuali ostacoli all’implementazione dovrebbe essere affidata ad una Commissione di cui potrebbero fare parte rappresentanti della Regione, della Città Metropolitana di Firenze, di Anci-Toscana, per conto dei comuni della Regione. Fondazione CR Firenze interverrebbe solo in veste di coordinatrice ed avrebbe prevalentemente la funzione di collegamento tra i proponenti i progetti, con i quali manterrà costantemente i contatti durante lo sviluppo temporale degli stessi.

”Questa operazione – aggiunge Salvadori – è emblematica della capacità della nostra istituzione di sapere fare squadra, coordinando e stimolando la migliore progettualità della società civile coinvolgendo alcune delle figure più autorevoli che ruotano attorno al nostro ambito e che, ripeto, in pochi giorni e con grande entusiasmo, hanno risposto al nostro invito. Essa è anche esemplare del nuovo protagonismo che Istituzioni come la nostra stanno conquistando nel nuovo scenario che si sta configurando in seguito alla crisi pandemica. È evidente che le risorse (anche le nostre) non cresceranno nei prossimi anni e questo ci impone nuovi modelli operativi se desideriamo rendere ancora più efficace il nostro impatto sul territorio. Ciò comporta a tutti i livelli una maggiore efficienza, migliori competenze e una più razionale distribuzione delle risorse. Credo che l’incontro di oggi dimostri che siamo sulla buona strada”.

I PROGETTI – SINTESI

 

La Missione 1, la più articolata e multiforme, concerne la modernizzazione del sistema economico, in particolare l’innovazione e gli incentivi all’investimento privato, e la valorizzazione sociale del grande patrimonio culturale della nostra regione. Tutto passa attraverso la digitalizzazione delle corrispondenti attività, essendo il digitale non un settore a sé, ma il principale driver di trasformazione della manifattura, dei servizi privati e pubblici, del lavoro. Il primo dei 6 progetti si formulano alcune iniziative per sviluppare l’innovazione nella regione. In particolare, si prefigura l’istituzione di un nuovo organismo, o il rafforzamento di uno esistente, in grado di incanalare capitali permanenti dedicati al perseguimento di finalità di innovazione e modernizzazione di business esistenti (digitalizzazione, e-commerce, home delivery, etc.), creazione di nuove start-up, scale up di start-up esistenti e consolidamento/aggregazione post Covid per imprese già fuori dalle fasi di start-up, ma che non riescono a raggiungere la scala e le competenze necessarie per competere al di fuori del mercato locale. L’organismo potrebbe essere inserito in un incubatore universitario. La digitalizzazione coinvolge anche il turismo, invece generalmente considerato in Toscana un settore maturo e poco incline all’innovazione di prodotto e di processo. Al riguardo, il progetto ‘La guida digitale 4.0’ punta alla creazione di un applicativo web per semplificare, efficientare e rendere maggiormente consapevole l’esperienza di visita sul territorio regionale. Lo scopo è favorire il decongestionamento delle aree sollecitate dal “turismo di massa” e al contempo tutelare i beni architettonici e artistici promuovendo i luoghi meno noti, sviluppando un turismo culturale capace di apprezzare anche le realtà meno note. Al riguardo, nella Missione c’è anche una proposta di creare un’accoglienza accessibile, completa e facile da “usare”. Il progetto è volto a creare strutture che forniscano uno standard di qualità, di minimi servizi offerti, di capacità alberghiera, di servizi di assistenza meccanica (bici), di piccolo commercio, di ricerca delle ricette gastronomiche della zona. La filosofia dovrebbe essere quella della stazione della posta dei secoli passati. In merito alla tutela del patrimonio culturale, si prefigura un progetto volto alla progettazione e realizzazione di un sistema di sicurezza e sorveglianza integrato per i luoghi di cultura (estendibile anche a luoghi di culto che conservano beni importanti o sensibili) e le strutture museali decentrate. Gli obbiettivi sono economizzare i costi, introdurre la tecnologia di ultima generazione e aumentare il livello di sicurezza. Un altro progetto è volto a rendere accessibili e valorizzare opere d’arte in maniera da rendere più attraente il territorio per il turismo, e da (ri)costruire una proposta di identificazione e interpretazione culturale per gli abitanti. Si prospetta quindi una sistematica redistribuzione e di beni artistici e culturali inutilizzati e sottoutilizzati nei depositi per renderli accessibili e valorizzarli in sedi decentrate. L’ultimo progetto, Firenze smart city, mira a fare di Firenze una smart city secondo l’accezione ricorrente di città dove si vive bene. In particolare si prefigura una Centrale operativa in grado di migliorare la vita quotidiana dei cittadini, affrontando le aree di intervento a maggiore priorità (mobilità, salute, servizi ecc.). La Centrale predisporrà la distribuzione di sensori per acquisire dati, li assemblerà con informazioni esterne e li tratterà tramite algoritmi di IA.

 

Nella Missione 2 sono presenti 5 progetti rivolti alla transizione verde ed ecologica. L’area di riferimento è quella dell’economia circolare e della tutela della risorsa idrica. I quattro progetti sull’economia circolare si fondano su due principi. In primo luogo, promuovere la transizione con filiere domestiche, possibilmente regionali, per re-incanalare in termini nuovi le risorse nell’economia reale; in secondo luogo, favorire la simbiosi industriale, cioè il passaggio di materia tra aziende posizionabili in vari punti della filiera e che oggi non “dialogano” o non lo fanno a sufficienza in tema di rifiuti, energia, acciaio e agricoltura. Le quattro proposte di economia circolare nel Piano prevedono soluzioni innovative, dove l’innovazione proposta non è solo da un punto di vista tecnologico, ma anche regolatorio e dei mercati. Nel primo di questi progetti si mira proprio a creare un nuovo mercato per l’offsetting della CO2  e delle emissioni serra, combinando potenziali produttori di crediti. Nel secondo si punta alla produzione di combustibili liquidi marini tramite pirolisi/HTL, che tratta materiali polimerici e li converte in oli grezzi. Il terzo ha come obiettivo il recupero di carbonio rinnovabile e altre materie dai rifiuti speciali industriali e dai fanghi di depurazione. Il quarto mira a decarbonizzazione il settore agricolo, rispondendo agli obiettivi EU, migliorarne la sostenibilità e la resilienza ai cambiamenti climatici, intervenendo sulla salute dei suoli marginali, cioè quelli a basso contenuto di carbonio organico, salinizzati, acidificati aridi, con scarsa fertilità, eutrofici, ecc. All’interno della Missione 2 è inserito un progetto dedicato alla tutela della risorsa idrica, una tematica sensibile nella nostra regione che pur, relativamente meglio organizzata rispetto ad altre, presenta punti critici. La proposta riguarda una nuova rete acquedottistica di adduzione e distribuzione che consentirà la realizzazione di un sistema efficiente capace di garantire una maggior sicurezza di approvvigionamento di risorsa idropotabile verso aree soggette ad emergenza idrica. La risorsa idrica derivata dall’invaso di Montedoglio si renderà disponibile ai comuni del Valdarno aretino e fiorentino attraverso il collegamento con la rete esistente, consentendo anche il miglioramento degli standard di servizio.

 

Nella Missione 3  è proposto un solo intervento ma su un aspetto cruciale della modernizzazione e sostenibilità della mobilità non solo regionale: il monitoraggio digitale della tenuta dei ponti. La frammentazione delle competenze tra i diversi uffici a livello comunale, provinciale e regionale, limita fortemente la possibilità di organizzare e programmare in modo unitario valutazioni di sicurezza e operazioni di sorveglianza e monitoraggio, così come ancor più difficile diventa la programmazione e gestione degli interventi. Il progetto propone quindi di sviluppare un sistema informativo a livello regionale che raccolga le informazioni dei ponti e viadotti della Regione Toscana gestiti dalle Amministrazioni Locali a diverso livello, comunale, provinciale e regionale, consentendone l’aggiornamento continuo da parte degli uffici preposti. Il progetto proposto interesserà la rete dei ponti e viadotti della Toscana gestiti da Comuni, Città Metropolitana, Province, Regione. Ricostruirà l’intera rete stradale regionale sì da coordinare e ottimizzare le operazioni di ispezione, sorveglianza, monitoraggio, controllo e manutenzione/adeguamento. Il numero dei ponti in gestione alle sole province e città metropolitana supera i 5000, cui si devono aggiungere tutte le opere in gestione ai comuni. Il sistema integrato informativo sarà unitario e centralizzato ma consentirà a ciascuna amministrazione di accedere alle informazioni sull’intera rete regionale. L’alto profilo informatizzato del progetto ne fa uno dei più coerenti con la transizione digitale della pubblica amministrazione regionale e locale.

 

Nella Missione 4 sono concentrati 3 progetti per lo sviluppo del capitale umano tramite la formazione professionale rivolta al settore moda, al settore agricolo e all’industria 4.0. Nel settore cruciale della moda si propone una razionalizzazione dell’offerta formativa e un’aggregazione delle strutture, unitamente ad un innalzamento della cifra qualitativa dell’istruzione. La finalità preponderante è la limitazione del mismatch occupazionale che affligge il settore in Toscana, dovuto alla scarsa competenza digitale di chi fa offerta di lavoro, a fronte di una domanda sempre più sofisticata, qualificata e specifica. Inoltre, l’intento è contribuire a fare della Toscana il luogo di elezione nel quale venire a formarsi per lavorare, a tutti i livelli, nel sistema Moda e il territorio in cui i grandi Brand vengono a reclutare personale qualificato. Si propone poi l’istituzione di un Polo di formazione in agricoltura, costituito attorno a laboratori specifici e aggreganti di diverse funzioni. L’idea di Polo aiuta a mettere insieme in agricoltura settori e percorsi formativi oggi distinti come quello turistico, quello del marketing, del digitale, oltre ai classici settori della manutenzione nei campi, dell’enologia ma anche della gestione, della manutenzione delle macchine agricole etc. Sia la transizione digitale che quella verde sono quindi centrate in questo progetto. C’è poi la proposta di costituire un Parco tecnologico per l’innovazione, un vero e proprio parco con svariate aree tutte interconnesse tra loro, una serie di laboratori di ricerca ad alto contenuto tecnologico in cui si sviluppano temi – come sostenibilità, eco- industria, transizione energetica, ecc. – dimostratori di idee e spazi idonei per favorire l’incontro tra aziende del settore meccatronico/informatico, ricercatori e professionisti, distaccamenti di ITS ed Corsi universitari. Si tratta di concentrare gli attori deputati alla formazione e al trasferimento tecnologico in aree, dedicate alla realizzazione dei progetti, veri e propri spazi dove poter accelerare il cambiamento e la tipizzazione di alcuni prodotti.

 

Nella Missione 5 si trovano 2 iniziative di contrasto alla povertà e al disagio sociale. Un primo progetto, di natura composita, è finalizzato alla creazione di Comunità solidali per la creazione di lavoro e lo sviluppo del volontariato. E’ articolato in due linee di azione: una, mira a costruire a livello toscano quattro percorsi di attivazione di reti tematiche e di co-progettazione (agricoltura sociale, anziani non più soli, diritti sociali e diritti al lavoro dei detenuti ed ex detenuti, co-housing sociale); l’altra, tenta di favorire la nascita di incubatori di impresa sociale in Toscana attraverso il coinvolgimento di Università, Enti pubblici, Terzo settore. Ciascuna linea di azione prevede una serie di interventi. Una seconda proposta, concerne il recupero delle eccedenze alimentari dalle produzioni agricole e industriali nell’area agro-alimentare e delle derrate e prodotti alimentari. Il progetto è composito in quanto punta all’ampliamento degli attuali magazzini di stoccaggio del Banco alimentare, un’istituzione molto nota dedita a fornire pasti ai soggetti disagiati, il decentramento territoriale del servizio a livello provinciale, la gestione dei prodotti surgelati, e la gestione della carne.

 

2 progetti della Missione 6 intervengono su alcuni aspetti cruciali della modernizzazione dell’organizzazione sanitaria nella regione: da un lato, l’interoperabilità dei dati e l’applicazione diffusa dell’informatica sanitaria, e, da un altro, la riorganizzazione delle relazione tra le unità di intervento sul territorio. Il primo progetto è volto a fornire una gestione dinamica di organizzazione, attivazione ed erogazione dei servizi sanitari del Ssr della Toscana, attraverso un Clinical Management System (CMS) di nuova generazione. Il sistema proposto è basato sul concetto di comando, controllo, cooperazione e comunicazione in tempo reale, tenendo conto dello strumento di innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria.  Si tende a creare una rete ospedaliera e territoriale, con una grande capacità di intervento dei servizi sociali e con un sempre maggiore coinvolgimento del paziente e della sfera familiare. L’obiettivo è disporre di un sistema di monitoraggio in tempo reale delle attività delle varie unità cliniche elementari, le unit operative, semplificando la modalità per consentire la cooperazione di tutte le unit al fine di gestire i processi clinici e sanitari in un reale continuum assistenziale. Ciò implica capacità di trattare, integrare e monitorare, da parte del sistema, ogni singolo elemento che contribuisce al processo operativo, dagli strumenti complessi a bordo letto o presenti, per esempio, nelle sale operatorie fino a sistemi domiciliari di telemedicina o device indossabili, a ogni tipologia di operatore, sia esso medico ospedaliero o di medicina generale, infermiere, assistente sociali, tecnico, ecc. Il progetto si avvale dello stato dell’arte dell’information technology in conformità con gli standard internazionali e nazionali sia di informatica medica che tecnologici, per abilitare e consentire una cross interoperability basata su standard FHIR, DICOM, Mpeg-g, etc. Saranno garantiti allo stesso tempo tutti i principi di sicurezza e di privacy, in completa aderenza al regolamento europeo sulla protezione dei dati. Il secondo progetto è collegato al primo nel senso che trarrebbe grande giovamento proprio dall’informatizzazione sanitaria alla base, appunto, del primo. Il progetto persegue infatti l’obiettivo di fondo di coniugare sistematicamente la medicina di precisione con la medicina di prossimità. A tal fine si propone un modello Hub & Spoke potenziato sul territorio per una Sanità digitale, resiliente e centrata sul paziente, che prevede l’integrazione degli Ospedali di II-III livello (Hub) non solo con gli Ospedali di I livello ma anche con i presidi dei Medici di Medicina Generale e con le “Case della Comunità”. Quest’ultima nuova struttura viene proposta per sviluppare un modello di Cure Primarie che si interessi della salute e del benessere dell’intera comunità, capace di garantire assistenza continua, longitudinale e globale, essere facilmente accessibile e flessibile, riconoscere lo stesso valore a promozione della salute, prevenzione della malattia, trattamento e cura del paziente acuto, del paziente cronico complesso e fragile, cure riabilitative e cure palliative. Per raggiungere tali obiettivi, il nuovo modello deve basarsi su inter-professionalità e intersettorialità degli interventi, comprensivi anche della prevenzione e promozione della salute.

 

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Ambiente: Firenze,bando Fondazione Cr Firenze premia 23 progetti di cura del verde

Ambiente: Firenze,bando Fondazione Cr Firenze premia 23 progetti di cura del verde

Dai nuovi arredi urbani agli orti didattici, dalla cura del verde alla rigenerazione urbana a quella ecologica: i 23 progetti vincitori della seconda edizione del bando ‘Paesaggi Comuni’ di Fondazione Cr Firenze

Dall recupero di luoghi preziosi, più o meno conosciuti di Firenze, dalla rigenerazione urbana a quella ecologica. E ancora spazi gioco, progetti culturali. Sono le proposte arrivate da associazioni e comitati di cittadini per riqualificare le aree verdi e le piazze di Firenze, contenute nei 23 progetti vincitori della seconda edizione del bando ‘Paesaggi Comuni’ di Fondazione Cr Firenze, con il supporto del Comune di Firenze e nei nove rifinanziati in continuità con la prima edizione.

Tra i progetti nel quartiere 1 c’è quello della Fondazione Architetti Firenze con il progetto ‘In Between’ che prevede per piazza Dalla Piccola l’installazioni di architetture leggere per portare ombra agli arredi, inoltre attività culturali e sonore per i residenti. Nel Q2 l’associazione regionale produttori apistici toscani promuovere un apiario ‘didattico’ che prevede un gazebo con pareti di vetro per scoprire il mondo delle api in sicurezza, mentre nel Q3 la promozione della partecipazione dei residenti e dei loro amici a quattro zampe è al centro del progetto dell’associazione Amici della Terra Firenze per il giardino di via Unione Sovietica. Nel Q4 è prevista la rigenerazione urbana e ambientale all’Isolotto, negli spazi vicini a viale dei Bambini, ad opera di Laf-Laboratorio autobiografia Firenze, nel Q5 al giardino degli Allori verrà creato uno spazio fisico adeguato per le attività di animazione, monitoraggio e cura del giardino grazie al il progetto dell’Auser. “Questo bando – ha sottolineato il direttore di Fondazione Cr Firenze Gabriele Gori – assume oggi un valore ancora più grande di fronte al momento storico che stiamo vivendo e che mette fortemente in crisi proprio l’aggregazione e la socialità”. Per il vicesindaco di Firenze Alessia Bettini e l’assessore all’ambiente Cecilia Del Re “i progetti selezionati sono un inno alla ripartenza”.

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Fondazione CR Firenze: 350.000 euro per centri estivi ludico-educativi per minori di 9-13 anni

Fondazione CR Firenze: 350.000 euro per centri estivi ludico-educativi per minori di 9-13 anni

Al via oggi il bando E-state Insieme 3 di Fondazione CR Firenze per sostenere percorsi extrascolastici che potranno essere anche in forma residenziale o semi residenziale

Fondazione CR Firenze torna a sostenere l’inclusione dei bambini e ragazzi di età 9-13 anni con particolare attenzione al recupero delle competenze e abilità perse a causa della pandemia. Parte oggi la terza edizione del bando E-state Insieme, promosso da Fondazione CR Firenze, che stimola la progettualità delle realtà del Terzo Settore sostenendo centri estivi ludico-ricreativi destinati ai minori residenti nella Città Metropolitana di Firenze. La Fondazione investe sulla formazione e lo sviluppo di competenze dei giovani mettendo a disposizione 350 mila euro. Le domande possono essere presentate entro il 30 marzo sul sito

E-state Insieme mira ad offrire opportunità di crescita importanti per i giovani, in un momento storico in cui la socialità è stata nell’ultimo anno fortemente condizionata dall’emergenza sanitaria. Condizione che per i minori fragili ha reso ancora più difficile andare di pari passo con i propri coetanei. I percorsi extrascolastici che saranno realizzati grazie a questo bando intendono migliorare gli stili di apprendimento, la consapevolezza dei propri limiti e l’acquisizione di strumenti per farvi forte stimolando la socializzazione in luoghi accoglienti e protetti. I percorsi extrascolastici, da realizzarsi entro il 30 settembre 2021, potranno essere anche in forma residenziale o semi residenziale offrendo esperienze di vita importanti. Possono partecipare soggetti privati senza scopo di lucro, imprese e cooperative sociali, cooperative che operano nel settore dello spettacolo e del tempo libero, ordini e istituti religiosi. Ciascun progetto potrà ricevere un contributo massimo di 25 mila euro o 30 mila euro nel caso siano coinvolti partecipanti con disabilità.

“La recente pandemia ha reso sempre più netto il divario socioeconomico ed educativo di bambini e ragazzi con speciali bisogni educativi o con disabilità – afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze -. Lo scopo di questo bando è quello di offrire occasioni per ridurre l’impatto negativo di questo momento storico e contrare la povertà educativa che incide fortemente sul rischio di dispersione scolastica. Ci appelliamo alle realtà del territorio affinché accolgano la nostra call per garantire equità con creatività ed innovazione”.

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Rifrediamo: l’app per riscoprire il quartiere di Firenze, al via crowdfunding 

Rifrediamo: l’app per riscoprire il quartiere di Firenze, al via crowdfunding 

“Rifrediamo” è un progetto di rigenerazione urbana che grazie alla tecnologia e al coinvolgimento dei giovani under 18 mira realizza un percorso multimediale alla scoperta dei luoghi simbolo del Quartiere 5. La campagna di raccolta fondi parte oggi, lunedì 8 febbraio, su Eppela (www.eppela.com/rifrediamo).

Nasce l’app per riscoprire il quartiere di Rifredi con la realtà aumentata. Si tratta di “Rifrediamo” il progetto di rigenerazione urbana che grazie alla tecnologia e al coinvolgimento dei giovani under 18 mira alla creazione di un percorso multimediale alla scoperta dei luoghi simbolo del Quartiere 5. Per sostenere la realizzazione del progetto a partire da lunedì 8 febbraio sarà possibile partecipare al crowdfunding facendo una donazione sulla piattaforma Eppela (www.eppela.com/rifrediamo).

Il progetto, che vede coinvolta Macramè, cooperativa sociale che da anni si occupa di progettualità rivolta ai giovani e ai loro bisogni, è realizzato all’interno dell’iniziativa Social Innovation Jam 2 promossa da Fondazione CR Firenze, all’interno di Siamosolidali, in collaborazione con Impact Hub Firenze e Feel Crowd. L’iniziativa nasce per favorire la reciproca contaminazione tra il mondo non profit e le nuove generazioni: a partire da una sfida organizzazioni e giovani under 35 hanno progettato insieme in questi mesi una nuova soluzione sociale, trasformandola poi in campagna di crowdfunding.

L’obiettivo economico grazie al quale sarà possibile finalizzare il progetto è di 6.000€ e al raggiungimento di questa cifra, Fondazione CR Firenze raddoppierà il budget. I fondi raccolti serviranno per la realizzazione dell’app, di cui si occuperà l’azienda fiorentina Officine Valis, esperta nella realizzazione di applicazioni in realtà aumentata, e alla realizzazione di tutto ciò che serve per l’allestimento del percorso di realtà aumentata, che si conta di inaugurare a giugno 2021.

Dalla statua con la scimmia in piazza Tanucci, all’arciere in piazza Dalmazia; dallo storico Teatro di Rifredi al polo Impact Hub, dal murale dedicato a Nelson Mandela fino al memoriale per i caduti della Prima Guerra Mondiale. Queste saranno alcune delle tappe del percorso multimediale, che diventerà una mostra a cielo aperto permanente, svelando il fascino di un quartiere ricco di storia (laddove sorgevano le vecchie Dogane) e al contempo carico di modernità (punto di incontro di giovani, polo universitario).

Con l’app, attraverso il proprio smartphone, sarà possibile inquadrare i luoghi individuati dai ragazzi di Porto delle Storie, scuola di scrittura per giovani dell’associazione Macramè, e scoprire così, grazie alla realtà aumentata, i punti di interesse com’erano, come saranno o come sono stati. Grazie alla app, inoltre, si potranno ascoltare aneddoti e curiosità in compagnia degli attori Alessandro Riccio e Gaia Nanni che daranno voce alle storie del quartiere. Il progetto è stato pensato dal team composto da Macramè e Agnese Giorgetti, Giulia Guastalegname, Lucia Pandolfo e Martina Giorgi.

Una foto del progetto. Fonte ufficio stampa

La campagna di crowdfunding durerà 40 giorni, al termine della quale, in primavera, partiranno i laboratori della fase residenziale del progetto, in cui i ragazzi raccoglieranno le testimonianze del quartiere e scriveranno le storie che saranno la voce narrante del percorso multimediale. A maggio partirà la realizzazione dell’app in virtual reality e a giugno ci sarà la creazione e l’allestimento del percorso, a cui seguirà una festa di inaugurazione del progetto. Grazie a questa iniziativa le principali realtà associative del quartiere di Rifredi avranno modo di fare rete tra loro e promuoversi all’esterno coinvolgendo turisti e curiosi per il suo valore culturale e innovativo.

“Abbiamo deciso di partecipare a questa sfida – dichiara Alessandro Guarducci, presidente di Macramè Cooperativa Sociale – perché crediamo molto nei giovani e nel loro potenziale. La rigenerazione sociale dei quartieri deve passare dalla partecipazione dei ragazzi e delle ragazze, dalle loro storie, dalla loro capacità di leggere e interpretare la contemporaneità e a maggior ragione in un quartiere storico come quello di Rifredi. Per fare questo, abbiamo deciso di utilizzare l’esperienza del crowdfunding come strumento sociale, provando a produrre una app di realtà aumentata da donare al quartiere e che sia in grado di raccontare Rifredi con nuovi occhi e parole”.

Una foto del progetto. Fonte ufficio stampa

“Con l’iniziativa Social Innovation Jam, la Fondazione si è posta l’obiettivo di fornire gli strumenti per creare innovazione nel Terzo Settore – afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze -. Ringrazio Macramè per aver accolto questa sfida e i giovani per aver contaminato e arricchito questo percorso con le proprie competenze. Spetta ora alla comunità fare la propria parte per trasformare l’idea in cui ha creduto questo team in realtà. La Fondazione si augura che la partecipazione sia la più ampia possibile”.

  

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