Stensen, 10 anni di corsi di cinema. Domani al via ‘Il corpo nel cinema’

Stensen, 10 anni di corsi di cinema. Domani al via ‘Il corpo nel cinema’

I corsi di cinema della Fondazione Stensen, tenuti dal critico cinematografico Marco Luceri, festeggiano dieci anni di vita. Dal 9 ottobre ‘Il corpo nel cinema’

I corsi di cinema della Fondazione Stensen, tenuti dal critico cinematografico Marco Luceri, festeggiano dieci anni di vita. Dieci anni in cui tanti fiorentini appassionati del grande schermo – liceali, universitari, pensionati, lavoratori – hanno conosciuto – per curiosità, studio o interesse personale – la storia del cinema, la sua trasformazione, i suoi aneddoti e i suoi segreti. Da Fellini a Tarantino, da Kubrick a Lynch, il corso ha raccontato in questi anni i grandi registi, la grande storia del cinema, dal muto alla fantascienza, ma anche le cinematografie dei vari Paesi, dalla Francia all’America, per poi soffermarsi sul rapporto tra cinema e letteratura, cinema e pittura, cinema e filosofia. Alcuni giovani frequentatori dei corsi, grazie anche a questa esperienza, hanno deciso di avventurarsi nelle professioni del cinema.

Il decimo anno di corsi comincia martedì 9 ottobre, quest’anno dedicato a ‘Il corpo nel cinema’. Che cos’è il corpo al cinema? Come è stato rappresentato e usato? E quali sono i corpi che il cinema ci ha fatto vedere in più di un secolo? Il corso si propone di introdurre all’analisi dei meccanismi di rappresentazione del corpo, dalla metropoli di fine Ottocento all’universo virtuale di oggi, anche attraverso lo studio della contaminazione del cinema con le altre arti visive e la tecnologia.

INFO 055-576551 Sito

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Allo Stensen sconti in cassa a chi veste coi colori dell’arcobaleno

Allo Stensen sconti in cassa a chi veste coi colori dell’arcobaleno

Da domani, e ogni giovedì, un colore diverso. Chi indossa un indumento a tinta unita, entra con lo sconto allo Stensen di Firenze. Iniziativa speciale della Fondazione: “La cultura deve avere a che fare con il gioco e la gioia”

L’abito non fa il monaco, però fa la differenza alla cassa e garantisce lo sconto. Non è questione di eleganza, ma di colore. Ogni giovedì alla Fondazione Stensen, ingressi ridotti a chi sarà vestito con uno dei colori dell’arcobaleno. Si comincia domani, giovedì 4 ottobre: sconti a chi vestirà di rosso. Si prosegue giovedì 11 ottobre, sconti a chi vestirà di arancione; giovedì 18 il colore sarà il giallo, mentre giovedì 25 ottobre il verde. Si prosegue con l’azzurro il 1° novembre, blu l’8 novembre, indaco il 15 novembre. Chi indosserà, nelle date indicate, un indumento a tinta unita del colore abbinato alla serata, entra col ridottissimo (4,50€).
“Vogliamo promuovere questo tipo di sconti – ha spiegato Marica Romolini, responsabile programmazione dello Stensen – perché siamo una fondazione culturale e la cultura deve avere a che fare con la varietà, il gioco e la gioia. E’ veramente colto chi riesce a tradurre sapere ed esperienza in felicità, e per fare questo occorre mettersi spesso in gioco”. Non solo. Speriamo nella riuscita di questa iniziativa così che il nostro cinema sarà più colorato e gli spettatori, indossando lo stesso colore, si sentiranno più vicini”.

Domani, giovedì 4 ottobre, due film in programma: ‘La casa dei libri’ (16.45, 21.00) e ‘Marina Abramovic. The artist is present’ (19.00).

‘La casa dei libri’ è un film che parla di una piccola libreria. E’ ambientato nel 1959, quando Florence Green, una vedova dallo spirito libero, decide di lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita del marito e aprire la prima libreria della sonnolenta cittadina costiera di Hardborough, in Inghilterra. Sfidando la mentalità bigotta della gente, inizia a provocare il risveglio culturale del posto vendendo anche romanzi che generano scandalo.
‘The artist is present’, documentario presentato al Sundance Festival e premiato alla Berlinale, è un affresco a 360 gradi di una delle personalità più celebri e controverse dell’arte contemporanea, Marina Abramovic, che ha inciso profondamente sulla scena artistica utilizzando principalmente le performance, mettendo alla prova il proprio corpo, con i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione.

 

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‘Cinema e montagna’, i luoghi più remoti del mondo in 6 film.

‘Cinema e montagna’, i luoghi più remoti del mondo in 6 film.

Da lunedì 1 ottobre allo Stensen di Firenze la rassegna ‘Cinema e montagna’. Dalla Groenlandia al Nepal,  6 film dai luoghi più spettacolari (e alti) della terra

“Cinema e montagna. Immagini tra terra e cielo”. E’ questo il titolo della rassegna organizzata dalla sezione fiorentina del CAI (Club Alpino Italiano) in collaborazione con Fondazione Stensen, Trento Film Festival 365 e Cineteca CAI. La rassegna, promossa all’interno delle iniziative per i 150 anni dalla fondazione del CAI fiorentino, si terrà preso la Fondazione Stensen nei giorni 1, 15 e 29 ottobre alle ore 21.

In programma 6 film (in lingua originale con sottotitoli in italiano) con spettacolari immagini provenienti dagli angoli più remoti – e alti – del mondo. Storie di scalatori, imprese avventurose, cime innevate e vette raggiunte, ma anche storie di donne e uomini a contatto con un ambiente naturale che sta cambiando. Per vedere la terra da un altro punto di vista, più vicino al cielo.

Si parte lunedì 1 ottobre, alle 21.00 con Stella Polaris Ulloriarsuaq di Yatri N. Niehaus, ambientato in Groenlandia, dove la storia del mondo si è sedimentata per milioni di anni nelle lastre di ghiaccio eterno. E da millenni il popolo Kalaalit vi è indissolubilmente connesso. L’impegno, ora che quel mondo si sta sciogliendo, è di conservarne almeno le tracce. A seguire proiezione di Living with wildlife di Leanne Allison, ambientato nella Bow Valley, in Canada, dove da 20 anni le persone convivono con i grizzly e altri animali selvatici.

Si prosegue lunedì 15 ottobre alle 21.00 con La Congenialità – The attitude of gratitude di Christian Schmidt. E’ la storia di Simone Moro e Tamara Lunger e del loro obiettivo condiviso: tentare la più alta traversata oltre gli 8.000 metri, sul Kanchenjunga. Lui è il mentore saggio, lei la studentessa entusiasta, ma durante la spedizione i ruoli cambiano. A seguire The White Maze di Matthias Mayr: un anno di preparazione per un’impresa impossibile, essere i primi a sciare sul Monte Pobeda, la cima più alta della Siberia orientale.

Ultimo appuntamento lunedì 29 ottobre alle 21.00 con Holy Mountain di Reinhold Messner, ambientato in Nepal nel 1979, quando un gruppo di giovani neozelandesi decide di scalare il monte Ama Dablam, 6.828 metri. Reinhold Messner fa lo stesso con la sua squadra. Ma quando i primi si trovano in pericolo, la spedizione di Messner va in loro soccorso. A seguire Annapurna III – Unclimbed di Jochen Schmoll, cortometraggio sulla via che risale la cresta sud-est dell’Annapurna III.

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Riparte la stagione dello Stensen tra film, doc, incontri, rassegne

Riparte la stagione dello Stensen tra film, doc, incontri, rassegne

Isis, Marx, Gaza, Abramovic, ascetismo, industria del latte…Allo Stensen, 4 mesi di film e incontri sul mondo che cambia. Inaugurazione il 18 settembre col documentario sui figli dell’Isis alla presenza dei registi italiani. In programma anche ‘A voce alta’ e altri film sull’utilizzo e la forza della parola

Film, documentari, anteprime, esclusive, rassegne, incontri. Riparte la stagione della Fondazione Stensen con un ricco programma di iniziative. L’inaugurazione ufficiale della stagione sarà martedì 18 settembre con ‘Isis, tomorrow’, il documentario dei giornalisti Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi che racconta i bambini educati dallo Stato islamico e cerca una risposta alla domanda su cosa significhi essere un figlio dell’Isis in un paese – l’Iraq – che ha combattuto una guerra priva di pietà. Presenti in sala i due autori, la prima giornalista e il secondo fotografo, oltre ai volontari dell’associazione Un Ponte Per, che hanno collaborato all’organizzazione della serata.

Tra i fiori all’occhiello del prossimo autunno, il ciclo internazionale di incontri su ‘L’attualità di Karl Marx a 200 anni dalla nascita’ (6-27 ottobre), una riflessione a più voci (tra cui Federico Fubini, Pietro Ichino, Stefano Zamagni) su finanza, capitale, lavoro, proletariato, mercato, disuguaglianza, con un interrogativo di fondo: quanto è ancora attuale il pensiero di un personaggio che ha dato una forte impronta a quasi due secoli di storia?

Dal 17 settembre appuntamento col documentario ‘A voce alta – La forza della parola’ di Stéphane de Freitas, Ladj Ly, ambientato all’università di Saint Denis, nella periferia parigina, dove ogni anno si tiene una gara basata sull’eloquenza per determinare il miglior oratore. Gli studenti, provenienti da diverse realtà, si preparano alla gara seguiti da professionisti dell’arte oratoria come avvocati e poeti. Una riflessione sulla scuola oggi, una scuola creativa che insegna a conoscere le rispettive potenzialità apprendendo il discorso ammaliante, l’uso della retorica adoperato assieme al corpo con una gestualità di derivazione teatrale. Un documentario unico e di grande impatto emotivo, che mostra come la capacità di sapersi esprimere ed argomentare possa influenzare anche il nostro modo di pensare la complessità del mondo.

Dal 20 settembre ‘La casa dei libri’. Nel 1959, Florence Green, una vedova dallo spirito libero, decide di lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita del marito e aprire la prima libreria della sonnolenta cittadina costiera di Hardborough, in Inghilterra. Sfidando la mentalità bigotta della gente, inizia a provocare il risveglio culturale del posto vendendo anche romanzi che generano scandalo.
Il 24 e 25 settembre arriva la Palma d’oro al Festival di Cannes 2018, ‘Un affare di famiglia’ del giapponese Kore’eda Hirokazu (lingua originale con sottotitoli), un film sui legami familiari, sulle relazioni legate dall’affetto piuttosto che dal sangue.

A fine settembre, in contemporanea alla mostra dedicata a Marina Abramović a Palazzo Strozzi, proiezione di The artist is present’, documentario presentato al Sundance Festival e premiato alla Berlinale, affresco a 360 gradi di una delle personalità più celebri e controverse dell’arte contemporanea, che ha inciso profondamente sulla scena artistica utilizzando principalmente le performance, mettendo alla prova il proprio corpo, con i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione.

Dal 1 ottobre si parlerà di montagna e natura con la rassegna cinematografica organizzata dalla sezione fiorentina del Club Alpino Italiano in collaborazione con Fondazione Stensen e Trento Film Festival 365, tre appuntamenti con spettacolari immagini provenienti dagli angoli più remoti (e alti) del mondo, e storie di scalatori e abitanti di montagna per grandi e piccini.

L’8 ottobre ‘Voci dal silenzio’, commovente documentario sulle persone che, oggi, scelgono di ritirarsi da tutto e da tutti per vivere da eremiti, in simbiosi con la natura e lontano dalla città. Un documentario ambientato in Italia, con riprese anche in Toscana. L’opera, a partire dalla testimonianza dei protagonisti, sviluppa un discorso corale sull’esperienza ascetica. Offre al contempo molteplici spunti di riflessione sulla natura umana, sulle insidie del mondo contemporaneo e sui rapporti che l’anacoreta, e più in generale l’uomo, tesse con il divino.

ll14 ottobre cade l’European Art Cinema Day, oltre 600 cinema d’essai in tutta Europa dedicheranno la giornata a anteprime, film per ragazzi, classici della storia del cinema e proiezioni speciali. Ci saranno aperitivi, mostre, testimonial internazionali e dibattiti a tema. Per la Toscana partecipa la Fondazione Stensen.

Dal 18 ottobre, ‘La ballata di Adam Henry’. Il film diretto da Richard Eyre, con il premio OscarEmma Thompson, è tratto dall’omonimo romanzo di Ian McEwan, pubblicato da Einaudi, e sceneggiato dallo stesso autore. Nel cast anche il candidato all’Oscar Stanley Tucci e Fionn Whitehead (Dunkirk). Un adolescente gravemente malato ha bisogno di una trasfusione di sangue, ma è anche testimone di Geova; chi può risolvere il dubbio (bio)etico di cosa è meglio fare, rispettare la fede del ragazzo o imporgli una terapia che (probabilmente) lo salverà?
Dal 22 ottobre, il potente documentario ‘The milk system’, che mette a nudo la produzione di latte nel mondo e ci accompagna dentro le fattorie, dentro le fabbriche, tra le multinazionali, alla scoperta di come il sistema latte trasformi i nostri animali, il nostro ambiente, la nostra economia e la salute dell’uomo.
Sempre a ottobre (in data da definire), ‘Samouni Road’, documentario su Gaza dell’italiano Stefano Savona, presente in sala, vincitore del premio per il miglior documentario a Cannes, che racconta l’epopea della famiglia Samouni, coltivatori alla periferia della città di Gaza, finiti sotto le bombe di una guerra sempre presente.

Programma ricco anche a novembre e dicembre. Si segnala il ritorno della rassegna di cinema e psicoanalisi ‘Buio in sala’ e la proiezione del restauro del ‘Settimo sigillo’, il film drammatico del 1957, diretto da Ingmar Bergman, con Gunnar Björnstrand e Bengt Ekerot. Le inquietudini metafisiche del maestro svedese, calate dentro uno scenario scenario medievale, prendono forma in un bianco e nero pieno di riferimenti e suggestioni pittoriche.
A dicembre spazio a ‘Campeones’ dello spagnolo Javier Fesser, storia di un allenatore di basket alle prese con una squadra di giocatori disabili. Campione di incassi in Spagna, il film è una riuscitissima commedia che diverte, commuove e scalda il cuore, un elogio alla diversità che interroga su cosa sia effettivamente la normalità.

 

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“Immigrazione e salute”: il convegno per superare i pregiudizi

“Immigrazione e salute”: il convegno per superare i pregiudizi

Per superare pregiudizi e semplificazioni, la sezione toscana dell’Istituto nazionale di bioetica e la Fondazione Stensen promuovono il convegno dal titolo “Immigrazione e salute’”in programma domani, sabato 12 maggio dalle 10:30 alle 13.

Alcune delle questioni che suscitano le più controverse opinioni sul tema dell’immigrazione riguardano infatti lo stato di salute: è vero che i migranti ci portano le malattie? Oppure è il nostro sistema di accoglienza e integrazione che li fa ammalare? Cosa succede loro dopo che sono arrivati e accolti in Italia?

Il convegno è stato organizzato con tre esperti a confronto: un incontro per approfondire tematiche spesso oggetto di luoghi comuni, per riflettere, attraverso gli esperti, sul complesso rapporto tra salute e immigrazione, per capire quali patologie rischiano di arrivare dalle aree del Sud del mondo,e per capire soprattutto se il nostro sistema sanitario sia in grado di fronteggiare le criticità di salute dei migranti e come il nostro sistema di accoglienza sia in grado di tutelare la loro salute mentale.

Interverranno Gavino Maciocco del Dipartimento di Sanità Pubblica, Università di Firenze; Antonio Da Re, professore ordinario di Filosofia morale, Università di Padova, e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, Giovanni Baglio, Istituto Nazionale Salute, Migrazione e Povertà; Società Italiana di Medicina delle Migrazioni.

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