In onda su SkyArte il documentario “Jan Fabre. Spiritual Guards”

 

Andrà in onda su SkyArte Hdil 26 luglio alle 19.45, il documentario “Jan Fabre. Spiritual Guards”dedicato all’omonima mostra fiorentina.

Il film, prodotto da Aut Aut e diretto da Lorenzo Scurati, attraverso immagini e interviste inedite mette in luce i grandi temi cari a Jan Fabre, il legame stretto tra le opere dell’artista belga e la città di Firenze, il dialogo serrato tra Rinascimento e contemporaneo. La mostra, dislocata tra Piazza della Signoria, il Forte di Belvedere e Palazzo Vecchio sarà visitabile fino al prossimo 2 ottobre. Il documentario, dopo la prima messa in onda, sarà periodicamente trasmesso in replica.

 

Jan Fabre. Spiritual Guards
SKY ARTE HD (canali 120 e 400 di Sky)
26 Luglio 2016, ore 19.45

Scritto da Melania Rossi e Lorenzo Scurati
regia: Lorenzo Scurati
fotografia: Adriano Galli
montaggio: Marco Rovetto
produzione: Aut Aut

 

Qua un’anticipazione del film

 

Ogni domenica visite guidate gratuite alla mostra di Jan Fabre al Forte Belvedere

In occasione dell’apertura della mostra Jan Fabre. Spiritual Guards presso Forte Belvedere, i Musei Civici Fiorentini e l’Associazione MUS.E offrono al pubblico un supporto per conoscere e apprezzare le opere esposte e più in generale la poetica dell’artista. Artista totale, Jan Fabre, saldamente ancorato alle sue radici fiamminghe e oggi noto in tutto il mondo, che aggiunge un ulteriore tassello alla presenza di grandi artisti contemporanei al Forte di Belvedere.

Ogni domenicaa partire dal 15 maggio fino alla chiusura della mostra il 2 ottobre – sarà possibile prendere parte a una visita guidata gratuita dell’esposizione, cui si intrecceranno alcuni cenni alla storia della fortezza medicea. Il pubblico avrà l’occasione di comprendere quali siano  i tratti salienti dell’opera di Fabre – che si estende dal teatro all’arte visiva oscillando fra corporeità e spiritualità, natura e metamorfosi, ricerca e ripetizione – e di ammirarne alcuni capolavori: fra questi i celebri uomini-ritratti (come L’uomo che porta la croce, L’uomo che scrive sull’acqua, L’uomo  che misura le nuvole) o i sacri scarabei, sentinelle cangianti del segreto della vita e dell’arte.
Come scrive lo stesso Fabre: “Siamo noi a essere tragici / o la tragedia appartiene al mondo? / Abbiamo dismesso la corazza / Stiamo con la schiena contro il muro / E gli occhi fissi alle nuvole”.

 

  • Visite a Jan Fabre. Spiritual Guards
    Dove: Forte di Belvedere
    Per chi: per tutti, a partire dai 10 anni
    Quando: da domenica 15 maggio tutte le domeniche, fino al 30 settembre, h10.30-11.30-12.30
    Costo: gratuito – prenotazione obbligatoria
    Durata: 50’

 

 

La prenotazione è obbligatoria.

Grazie a

 

LOGHI-UNICOOP-FIRENZE-1

Grande successo della mostra di Gormley

Grande successo della mostra di Gormley al Forte di Belvedere
Oltre 22mila presenze nei primi dieci giorni di apertura della mostra
La mostra, la più grande mai dedicata allo scultore Antony Gormley in uno spazio storico, sta riscontrando una grandissima partecipazione di pubblico con oltre ventiduemila presenze nei primi dieci giorni di apertura.

cid:image005.jpg@01D089A4.C3C25880

Curata da Sergio Risaliti e Arabella Natalini, l’esposizione vede riunite più di cento opere di Gormley nelle sale interne della palazzina, sui bastioni, sulle scalinate e le terrazze, occupando ogni lato della fortezza cinquecentesca con le sue straordinarie viste sulla città e le colline circostanti.

“Registriamo un grande entusiasmo attorno alla mostra Human di Antony Gormley e alla riapertura totale e gratuita del Forte di Belvedere, ad oggi il più bel museo all’aperto per l’arte contemporanea in Italia” (Sergio Risaliti).

Il successo dell’esposizione sancisce la vocazione della Città di Firenze e del Forte di Belvedere in particolare, a promuovere la cultura contemporanea, cercando una cruciale interazione tra la Firenze del Rinascimento e la città attuale in uno stretto dialogo tra scultura e ambiente circostante.

La Mostra è promossa dal Comune di Firenze, organizzata da Mus.e con il sostegno di Galleria Continua e White Cube e resterà visibile fino al 27 settembre 2015.

Antony Gormley Human

Firenze, Forte di Belvedere

26 Aprile 2015 – 27 Settembre 2015

Orario mostra
h10 – 20, ultimo ingresso h19
Chiuso il lunedì.

Antony Gormley a Forte Belvedere

Antony Gormley a Forte Belvedere dal 26 Aprile 2015 – 27 Settembre 2015
Dal 26 aprile Firenze ospita le opere di Antony Gormley, uno dei più apprezzati scultori viventi.  La mostra dal titolo Human, segue i grandi successi delle esposizioni di Zhang Huan (2013) e Giuseppe Penone (2014), dopo la riapertura del Forte di Belvedere nel 2013.  Curata da  Sergio Risaliti e  Arabella Natalini, Human vede riunite più di cento opere di Gormley nelle sale interne della palazzina, sui bastioni, sulle scalinate e le terrazze, occupando ogni lato della fortezza cinquecentesca con le sue straordinarie viste sulla città e le colline circostanti.

cid:image001.jpg@01D05284.006F4FC0

Tra le opere in mostra l’importante  installazione Critical Mass, un “anti-monumento che evoca tutte le vittime del XX secolo”. L’opera fu ideata originariamente nel 1995, per un vecchio deposito di tram a Vienna, per “attivare l’intero edificio e farne un punto di riflessione su un momento buio della storia della Germania”. Visibile sulla terrazza inferiore del Forte, Critical Mass, acquisisce una nuova forza nel confronto con la città rinascimentale, la storia dell’umanesimo e la continua e onnipresente relazione tra denaro e potere militare.
Gormley afferma: “Sul terrazzo più basso del Forte le 12 figure sono installate in senso lineare e progressivo dalla posizione fetale a quella per osservare le stelle richiamando l’ “ascesa dell’uomo”. All’estremo opposto, occidentale, del terrazzo più basso si trova un ammasso confuso degli stessi corpi. Qui oggetti industriali in ferro sembrano abbandonati, ognuno dieci volte la densità relativa di un corpo umano vivente, riflette la zona d’ombra che inevitabilmente accompagna ogni concetto del progresso umano, mettendo lo spettatore davanti ad un’immagine evocativa del conflitto del secolo scorso.  Questa dialettica tra desiderio e inettitudine è la tensione che sottende in modo capillare tutta la mostra.”
Le figure più naturalistiche di Critical Mass, derivate da modelli presi direttamente dal corpo dell’artista, sono in dialogo con le recenti opere conosciute come Blockworks, che restituiscono l’anatomia umana attraverso volumi architettonici mentre ogni scultura è posizionata per entrare in risonanza con la struttura del Forte.
Come afferma l’artista: “Il Forte è un esemplare straordinario di trasformazione: una collina naturale trasformata in manufatto da Ferdinando de’ Medici. Per lungo tempo è stato associato all’arte contemporanea, spesso usato come contesto monumentale per opere monumentali. Piuttosto che inserire altre opere il cui intento è di misurarsi con la spazialità del luogo, ho scelto di esporre opere a misura d’uomo che permettano alla forma e alla sostanza di questa notevole costruzione di esprimersi …”.  E ancora: “[…] HUMAN fa aprire il Forte di Belvedere attraverso l’agopuntura scultorea: le opere sono dislocate in modo diffuso e capillare al fine di catalizzare le masse interiori, le costrizioni ed il panorama che si gode da questo luogo. Nel trovare i luoghi adatti a creare questi confronti e allusioni, a creare ostacoli ed occasioni per fermare i visitatori nel loro peregrinare, cerco di incoraggiarli a ripensarsi e di ripensare il modo in cui si misurano con gli spazi che hanno intorno.”.
La grande  esposizione che vede la ridefinizione della figura umana, trova la sua collocazione “naturale” a Firenze, città nella quale, tra Quattrocento e Cinquecento, artisti come Donatello, Michelangelo, Bandinelli e Cellini si sono dedicati allo studio della rappresentazione dell’uomo “ideale” in rapporto all’architettura. Human rinnova e conferma la determinazione della città a promuovere la cultura contemporanea, cercando una cruciale interazione tra la Firenze del Rinascimento e la città attuale in uno stretto dialogo tra scultura e  una nuova concezione dell’ambiente antropico.
ANTONY GORMLEY  HUMAN
Firenze, Forte di Belvedere
26 Aprile 2015 – 27 Settembre 2015
Mostra promossa dal Comune di Firenze
Organizzata da Mus.e
con il sostegno di Galleria Continua e White Cube
Direzione Artistica di Sergio Risaliti
a cura di Arabella Natalini e Sergio Risaliti

Antony Gormley “Human”

Firenze, Forte di Belvedere, 26 Aprile 2015 – 27 Settembre 2015

Mostra promossa dal Comune di Firenze, organizzata da Mus.e, con il sostegno di Galleria Continua e White Cube

Direzione Artistica di Sergio Risaliti, a cura di Arabella Natalini e Sergio Risaliti

Dal 26 aprile Firenze ospita le opere di Antony Gormley, uno dei più apprezzati scultori viventi.  La mostra dal titolo Human, segue i grandi successi delle esposizioni di Zhang Huan (2013) e Giuseppe Penone (2014), dopo la riapertura del Forte di Belvedere nel 2013.  Curata da  Sergio Risaliti e  Arabella Natalini, Human vede riunite più di cento opere di Gormley nelle sale interne della palazzina, sui bastioni, sulle scalinate e le terrazze, occupando ogni lato della fortezza cinquecentesca con le sue straordinarie viste sulla città e le colline circostanti. Tra le opere in mostra l’importante  installazione Critical Mass, un “anti-monumento che evoca tutte le vittime del XX secolo”. L’opera fu ideata originariamente nel 1995, per un vecchio deposito di tram a Vienna, per “attivare l’intero edificio e farne un punto di riflessione su un momento buio della storia della Germania”. Visibile sulla terrazza inferiore del Forte, Critical Mass, acquisisce una nuova forza nel confronto con la città rinascimentale, la storia dell’umanesimo e la continua e onnipresente relazione tra denaro e potere militare.

Gormley afferma:

“Sul terrazzo più basso del Forte le 12 figure sono installate in senso lineare e progressivo dalla posizione fetale a quella per osservare le stelle richiamando l’ “ascesa dell’uomo”. All’estremo opposto, occidentale, del terrazzo più basso si trova un ammasso confuso degli stessi corpi. Qui oggetti industriali in ferro sembrano abbandonati, ognuno dieci volte la densità relativa di un corpo umano vivente, riflette la zona d’ombra che inevitabilmente accompagna ogni concetto del progresso umano, mettendo lo spettatore davanti ad un’immagine evocativa del conflitto del secolo scorso.  Questa dialettica tra desiderio e inettitudine è la tensione che sottende in modo capillare tutta la mostra.”

Le figure più naturalistiche di Critical Mass, derivate da modelli presi direttamente dal corpo dell’artista, sono in dialogo con le recenti opere conosciute come Blockworks, che restituiscono l’anatomia umana attraverso volumi architettonici mentre ogni scultura è posizionata per entrare in risonanza con la struttura del Forte.

Come afferma l’artista: “Il Forte è un esemplare straordinario di trasformazione: una collina naturale trasformata in manufatto da Ferdinando de’ Medici. Per lungo tempo è stato associato all’arte contemporanea, spesso usato come contesto monumentale per opere monumentali. Piuttosto che inserire altre opere il cui intento è di misurarsi con la spazialità del luogo, ho scelto di esporre opere a misura d’uomo che permettano alla forma e alla sostanza di questa notevole costruzione di esprimersi …”.  E ancora: “[…] HUMAN fa aprire il Forte di Belvedere attraverso l’agopuntura scultorea: le opere sono dislocate in modo diffuso e capillare al fine di catalizzare le masse interiori, le costrizioni ed il panorama che si gode da questo luogo. Nel trovare i luoghi adatti a creare questi confronti e allusioni, a creare ostacoli ed occasioni per fermare i visitatori nel loro peregrinare, cerco di incoraggiarli a ripensarsi e di ripensare il modo in cui si misurano con gli spazi che hanno intorno”.

La grande  esposizione che vede la ridefinizione della figura umana, trova la sua collocazione “naturale” a Firenze, città nella quale, tra Quattrocento e Cinquecento, artisti come Donatello, Michelangelo, Bandinelli e Cellini si sono dedicati allo studio della rappresentazione dell’uomo “ideale” in rapporto all’architettura. Human rinnova e conferma la determinazione della città a promuovere la cultura contemporanea, cercando una cruciale interazione tra la Firenze del Rinascimento e la città attuale in uno stretto dialogo tra scultura e  una nuova concezione dell’ambiente antropico.



biografia

Antony Gormley è ampiamente acclamato per le sue sculture, installazioni e opere d’arte pubblica che indagano il rapporto tra il corpo umano e lo spazio. Il suo lavoro ha sviluppato il potenziale aperto dalla scultura a partire dagli anni sessanta del secolo scorso attraverso un impegno critico sia con il proprio corpo che con quello degli altri affrontando questioni fondamentali relative alla posizione degli esseri umani in rapporto con la natura e il cosmo. Gormley cerca continuamente di identificare lo spazio dell’arte come luogo del divenire in cui possono nascere nuovi comportamenti, pensieri e sentimenti. I lavori di Gormley sono stati ampiamente esposti in tutto il Regno Unito e a livello internazionale con mostre: Zentrum Paul Klee, Berna (2014); Centro Cultural Banco do Brasil, São Paulo, Rio de Janeiro e Brasilia (2012);  Deichtorhallen, Hamburg (2012); museo dell’eremo, St Petersburg (2011);  Kunsthaus Bregenz, Austria (2010); Hayward Gallery, Londra (2007); Malmö Konsthall, Svezia (1993) e Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk, Danimarca (1989). Ha inoltre partecipato a importanti mostre collettive come la Biennale di Venezia (1982 e 1986) e Documenta 8, Kassel, Germania (1987). Opere pubbliche permanenti includono l’Angel of the North (Gateshead, Inghilterra), Another Place (Crosby Beach, Inghilterra), Dentro Australia (Lake Ballard, Western Australia) e Exposure (Lelystad, Olanda). Gormley è stato insignito del Turner Prize nel 1994, il South Bank Prize for Visual Art nel 1999, la Bernhard Heiliger Premio per la Scultura nel 2007, il Premio Obayashi nel 2012 e il Praemium Imperiale nel 2013. Nel 1997 è stato nominato Ufficiale dell’Iimpero Britannico (OBE) e Cavaliere [Sir] dalla Regina Elisabetta II nel 2014 nella tradizionale carrellata di nuovi titoli nobiliari erogati a capodanno. E’ membro onorario del Royal Institute of British Architects, nonché dottore honoris causa dell’Università di Cambridge e Fellow di Trinity College e Jesus College della stessa Università.  E’ Accademico Reale dal 2003 e membro fiduciario del consiglio di amministrazione del British Museum dal 2007. Antony Gormley è nato a Londra nel 1950.