Alinari: svendita straordinaria riproduzioni in showroom

Alinari: svendita straordinaria riproduzioni in showroom

‘Alinari’ mette in svendita da martedì 29 ottobre fino al 10 novembre preziose riproduzioni fotografiche dai negativi originali della collezione, realizzate con le più raffinate tecniche ottocentesche, come la stampa diretta a contatto dalle lastre di vetro originali.

In svendita presso lo showroom in largo Alinari 15, anche i libri editi dalla stessa azienda fotografica a partire dal 1885, dedicati alla storia e alla cultura della fotografia; poi una serie di preziosi oggetti legati al mondo della fotografia, come cofanetti, borse, t-shirt.

Paola De Polo, amministratrice delegata dell’azienda dal 2013, ha spiegato il motivo di questa operazione: “Dovendo traslocare e lasciare l’immobile, facciamo questa vendita straordinaria”. L’amministratrice ha precisato che a determinare il prezzo della foto in svendita è “ovviamente il soggetto ritratto”.

De Polo ha evidenziato che la sede si trasferirà in un’altra ala del complesso in largo Alinari 15. “A breve una società immobiliare diventerà il proprietario dell’immobile. Il 5 novembre, invece, il consiglio regionale si esprimerà sull’acquisizione del patrimonio Alinari: si tratta di una collezione che conta oltre cinque milioni di pezzi, di questi almeno 120 mila furono realizzati tra il 1852 e il 1920, quindi dai fratelli Alinari e dai loro collaboratori”.

Poi un passaggio sul futuro di questa azienda. “Noi continueremo con la scansione digitale delle foto: al momento ne abbiamo scansionate 300 mila. E si spera che un domani la Regione Toscana possa impegnarsi anche sull’acquisizione dei file digitali”, ha concluso Paola De Polo.

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“Donne in farsi. Viaggio tra i volti dell’Iran”

“Donne in farsi. Viaggio tra i volti dell’Iran”

“Donne in farsi. Viaggio tra i volti dell’Iran” è la mostra di fotografie di Rory Cappelli e Lea Codognato che apre il 5 ottobre alla Crumb Gallery di Firenze.

 

“Donne in farsi. Viaggio tra i volti dell’Iran” raccoglie 40 immagini realizzate da due amiche che nel 2013 hanno compiuto, da sole, un viaggio in Iran.

Due donne in viaggio in un mondo che visto dall’ occidente appare prevalentemente maschile. Per non dire chiuso alla modernità e ai diritti delle donne.

Nonostante la vicinanza geografica, l’Iran rimane un paese molto poco conociuto. Dopo il 1979, con la presa del potere dell’Ayatollah Khomeini è come se fosse stato inghiottito in un buco nero.

Quando se ne deve parlare si va per stereotipi.  Il paese e la società vengono percepiti come se i contrasti non esistessero e tutto fosse uniformato nella politica e nella religione di Stato.

Basta però un libro come Leggere Lolita a Teheran, di Azar Nafisi, che è stata professoressa di letteratura inglese all’università di Teheran, o vedere il lavoro di Shirin Neshat, per capire come la realtà sia molto più complessa e ricca di sfumature.

Dunque sostanzialmente l’Iran è raccontato al mondo occidentale attraverso i suoi artisti espatriati. Mentre chi resta è come se non avesse più voce.

Invece le fotografie di Rory Cappelli e Lea Codognato, che hanno fatto un viaggio tra Teheran, Esfahan e Shiraz, e sono esposte ora in “Donne in farsi. Viaggio tra i volti dell’Iran”, raccontano proprio la gente del posto. Chi è rimasto e lì vive.

Insomma, “Donne in farsi. Viaggio tra i volti dell’Iran” è il lavoro di due donne che hanno fotografato donne. E per di più, durante la festa più amata e sentita del paese. Cioè quella di Nowruz, una sorta di “capodanno” iraniano.

Per Nowruz infatti scuole e uffici restano chiusi per due settimane e tutto il Paese è in festa.

 

Così le immagini di Lea Codognato e Rory Cappelli in “Donne in farsi. Viaggio tra i volti dell’Iran” riescono a raccontare una società, e donne, molto più vibranti ed interessanti di quanto gli stereotipi lascino intravedere.

 

Donne in farsi. Viaggio tra i volti dell’Iran” è ospitata nella nuova Crumb Gallery di Firenze. Inaugura il 5 ottobre in occasione del festival L’Eredità delle Donne, diretto da Serena Dandini. E rimane visitabile fino al 31 0ttobre.

Lo spazio, aperto lo scorso maggio in via San Gallo, è diretto da Emanuela Mollica ed è interamente dedicato all’arte e alla fotografia delle donne. Yes!

 

Margherita Abbozzo. Fotografie courtesy of Rory Cappelli, Lea Codognato ed Emanuela Mollica.

CRUMB GALLERY, Via San Gallo, 119 rosso, 50129 Firenze. “Donne in farsi. Viaggio tra i volti dell’Iran”, Fotografie di Rory Cappelli e Lea Codognato. 4 – 31 ottobre 2019. Orari: su appuntamento. Telefono: 347 3681894

 

 

 

 

 

 

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“Woodstock e gli altri”, oh yeah!

“Woodstock e gli altri”, oh yeah!

“Woodstock e gli altri” è la mostra che ci teletrasporta a 50 anni fa. Dritti dritti nella Summer of Love e nel cuore di un anno irripetibile.

 

Cioè in quel 1969 che è entrato nella leggenda e nel mito grazie non solo a Woodstock ma anche a una serie di concerti epici. Concerti che hanno segnato un paio di generazioni e la storia della musica.

“Woodstock e gli altri” ci racconta questa estate di concerti con circa 50 fotografie. Di grande formato. L’autrice è Amalie R. Rothschild, americana di casa a Firenze, che le definisce ” 50 foto di pace, amore e musica”.

Di cosa si tratta?

In quel 1969 di grandi cambiamenti si susseguirono diversi concerti epocali. Quello più megagalatticamente importante fu Woodstock, che si svolse a metà agosto in un campo vicino al paese di Bethel, nello stato di New York.

Ovverosia, nel bel mezzo del niente. In aperta campagna e lontano da tutto.

The Woodstock movie crew: l to r- Director Michael Wadleigh, Renee Wadleigh, Associate Director Martin Scorsese, unknown security man, August 17, 1969.

Gli organizzatori si aspettavano circa 40 mila presenze. Furono più di mezzo milione. E nessuno nemmeno sa con precisione quanta gente arrivò. Anche perchè la stradina che arrivava al campo si intasò ben presto. E furono centinaia e centinaia i ragazzi che passarono la quattro giorni del festival fermi, senza poter avanzare nè girare la macchina. E questo, anche a molti chilometri di distanza dal palco.

Chi invece arrivò a Woodstock trascorse i quattro giorni più memorabili della sua vita. Le foto di Amalie Rotschild raccontano bene l’atmosfera incredibile che si respirava in quel campo. Un’atmosfera che parlava dell’inizio di una nuova epoca – the age of Aquarius! – insieme alla nuova decade.  E prometteva grandi cambiamenti sulle ali della musica di Jimi Hendrix, di Janis Joplin, dei Santana, degli Who, di Bob Dylan, di Tina Turner e di tanti altri.

Janis and Tina at Madison Square Garden, November 27, 1969.

Amalie R. Rotschild era lì. Faceva parte dello staff e aveva accesso illimitato alla magia in azione.  Come era anche ai festival più importanti di quell’anno. Infatti subito prima di Woodstock c’era stato il Festival di Newport, a luglio. E subito dopo, quello dell’Isola di Wight, a settembre.

Roger Daltrey at the Isle of Wight, September 1969.

Ed era poi anche al live dei Rolling Stones al Madison Square Garden di New York il 27 novembre. A chiudere in bellezza un periodo straordinario.

Amalie R. Rothschild, fotografa e regista, ha sempre documentato il mondo della musica. Con fotografie e documentari che dirige e produce. Inoltre espone le sue immagini in tutto il mondo.

Le tre sale di “Woodstock e gli altri” faranno palpitare il cuore di rockettari vecchi e giovani.

“Woodstock e gli altri”, deata da Marco Ferri, curata da Amalie R. Rothschild e dallo stesso Ferri, con il coordinamento di Jacopo Celona, è aperta dal 3 al 29 ottobre 2019 nello spazio espositivo del Consiglio Regionale della Toscana in via dei Pucci 16 a Firenze.

Ha il patrocinio della XII Florence Biennale, Mostra Internazionale di Arte Contemporanea e Design, del Consolato degli Stati Uniti di Firenze e dell’Associazione di Amicizia Italia-Israele Prato Pistoia. Ed è sponsorizzata da Angelo Pontecorboli Editore.

 

Margherita Abbozzo.

Tutte le immagini, courtesy Amalie R Rotschild.

 

 

 

 

 

 

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“A perfect day” di Massimo Listri al Forte Belvedere

“A perfect day” di Massimo Listri al Forte Belvedere

Rimane aperta ancora sino al 20 ottobre “A Perfect Day” la bella mostra di Massimo Listri  al Forte Belvedere a Firenze.

Massimo Listri, fiorentino classe 1953, è fotografo giustamente molto noto. Ha 80 libri all’attivo nonchè mostre in tutto il mondo. Le sue sono fotografie di interni e di architetture che riescono a far “parlare” gli spazi. Ognuna delle sue fotografie rimane impressa per il suo unico mix di grande eleganza, il nitore formale, e per il silenzio pieno di racconti.

Infatti, ogni spazio che Listri ci racconta prima impone il silenzio, e poi ci “parla”. Sia che si tratti di spazi arcinoti che di altri invece sconosciuti, i suoi spazi “parlano”. E questo perchè Nistri dà loro il tempo di apririsi e respirare.

Cioè, fuor di metafora, Listri ci permette di vedere come hanno visto gli architetti progettisti. O i decoratori intervenuti sugli ambienti. E ci restituisce una visione larga di luoghi che di solito per tanre ragioni non vediamo.

O perchè sono invasi da turisti (come nel caso, per esempio, delle sale agli Uffizi – che più che parlare in realtà gridano vendetta dopo il terribile nuovo allestimento);

oppure perchè si tratta di spazi abbandonati e non accessibili; o ancora perchè sempre meno alziamo gli occhi dagli smartphones per perderci nelle geometrie mirabili delle volte di Santo Spirito o in quelle della Biblioteca di Michelozzo o ancora in quelle del vestibolo della Biblioteca Laurenziana.

Listri riconosce la bellezza, qualunque forma essa assuma. Architetture classiche o moderniste che siano, riesce a farcene vedere l’ordine, la ragione e il sentimento. La sua è una ricerca da vero artista. Come si può ampiamente vedere anche visitando la sua Fondazione, sia fisicamente a Firenze che online.

Questa mostra ” A perfect day”, curata da Sergio Risaliti, comprende 25 fotografie di grande formato. L’allestimento nei due piani della palazzina della Fortezza è di grande impatto e allo stesso tempo elegante e sobrio. Perchè ha saputo riecheggiare l’armonia delle immagini e in più gioca con i tanti rimandi suggeriti ad ogni passo dalle viste che si aprono dalle finestre.

“A perfect Day” è davvero una bella mostra, che ci insegna a vedere meglio. Consiglio vivamente a tutti di non perdere l’occasione di visitarla.

Margherita Abbozzo. Tutte le fotografie sono state fatte da me.

 

Massimo Listri, A perfect day è, insieme con la mostra di Davide Rivalta “My Land”, curata da Saretto Cincinelli e Sergio Risaliti, al Forte di Belvedere fino al 20 ottobre. Info pratiche qui. Il progetto espositivo è stato ideato da Sergio Risaliti, promosso dal Comune di Firenze e organizzato da Mus.e

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