Firenze, rsa l’Uliveto, sciopero contro riduzione personale

Firenze, rsa l’Uliveto, sciopero contro riduzione personale

I lavoratori della Cooperativa Libera sciopereranno lunedì 4 marzo. La Fp Cgil: “Diminuzione del personale nei turni, riorganizzazione dei servizi non concordata”. Rischio di 8 esuberi o di riduzioni di lavoro, chiesto un incontro a Sds, Usl e Comune.

Il personale della Cooperativa Libera, iscritto alla Fp Cgil Firenze ha indotto una giornata di protesta e di lotta per lunedì 4 marzo. Le ragioni,spiega un comunicato di Fp Cgil Firenze, sono da ricondurre alla “ostinata volontà della Cooperativa Libera di non concordare tempi e modi della riorganizzazione dei servizi, dei turni di lavoro, dei carichi di lavoro” con il sindacato ed i lavoratori stessi. “Ciò è aggravato dalla riduzione stabile di personale nei vari turni e con la riduzione di un’unità di assistenza notturna, con il rischio di lasciare sguarnita la sorveglianza e l’assistenza a un piano” del cosiddetto “plesso Uliveto”.

La nota di Fp Cgil Firenze continua dicendo che “la riduzione stabile delle ore contrattualmente definite individualmente per ogni singolo lavoratore, come proposto dalla Cooperativa Libera, dovrebbe, a nostro parere, essere concordata ai tavoli istituzionali, in quanto la riduzione complessiva delle ore contrattuali determina un esubero di personale pari a circa 8 unità.”

Il personale della Cooperativa ricorda che “la Cooperativa Libera è subentrata nella gestione della Rsa alla Cooperativa Uliveto in virtù di un passaggio disciplinato dal codice civile, non si comprende la riduzione del personale perché, appunto, tutelato dal codice civile; se contrariamente c’è riduzione di personale, tale tutela pare non essere applicata e di conseguenza il percorso di gestione degli esuberi deve seguire altra via, disciplinata da altre disposizioni di legge” e chiede, quindi, un primo incontro tra Fp Cgil, Società della Salute, USL Toscana Centro e Comune di Firenze per discutere della questione.

L'articolo Firenze, rsa l’Uliveto, sciopero contro riduzione personale proviene da www.controradio.it.

Usl Toscana Sud Est, sindacati chiedono più personale

Usl Toscana Sud Est, sindacati chiedono più personale

In caso di mancanza di risposte Fp Cgil, Fp Cisl, Fpl Uil annunceranno lo stato di agitazione e poi, eventualemente, lo sciopero dei lavoratori della sanità della Azienda Usl Toscana sud est.

“Le promesse non bastano più. Il personale è in difficoltà, cosi come i servizi. Chi è in prima linea tutti i giorni lo sa bene. E lo sanno bene i cittadini che ogni giorno hanno sotto gli occhi la situazione della nostra sanità. Abbiamo chiesto da tempo di potenziare il personale. Inutile tentare di dimostrare sulla carta che i numeri ci sono”. E’ quanto riportato in una nota a firma della Fp Cgil, Fp Cisl, Fpl Uil dell’ azienda Usl Toscana Sud Est che, in caso di mancanza di risposte, annunciano si andrà allo stato di agitazione e poi allo sciopero dei lavoratori della sanità della Azienda Usl Toscana sud est.

“Nella realtà funziona diversamente: assenze lunghe, abuso di personale interinale, tentativi di coprire i ‘buchi’ con doppi turni e soluzioni che a volte sfiorano l’inosservanza del contratto collettivo nazionale di lavoro. Si aggiungano procedure di mobilità interminabili a causa delle modalità incerte di assegnazione del posto – scrivono -. Già, perché un lavoratore che chiede la mobilità per l’Area Vasta Sud Est può vedersi proporre un posto di lavoro a 100 km da casa ed il paradosso è che invece di avvicinarsi potrebbe allontanarsi, con il risultato che molte sono le rinunce con le conseguenze che tutti possiamo facilmente intuire. E’ chiaro che manca totalmente la capacità di programmazione e di visione a medio termine”.

“Anche per medici e dirigenza tecnico amministrativa la situazione non è dissimile e al momento abbiamo la sensazione di stare su una barca senza controllo – concludono i sindacati -. A questo si aggiunga che da tempo assistiamo al balletto delle nomine dei vertici della direzione che di certo non aiuta a rasserenare gli animi e che contribuisce a creare incertezze senza dare soluzioni. A noi non interessa chi governerà l’azienda, ma come la governerà. I lavoratori hanno bisogno di risposte immediate. Manca il personale. Manca l’organizzazione. Manca la programmazione. Che non vuol dire che non ci siano le carte, ma che le ricadute reali sono inefficaci. Sono cioè mancanti”.

L'articolo Usl Toscana Sud Est, sindacati chiedono più personale proviene da www.controradio.it.

40 anni da Legge Basaglia, inaugurata mostra presso Camera del lavoro Firenze

40 anni da Legge Basaglia, inaugurata mostra presso Camera del lavoro Firenze

Una mostra a 40 anni dalla Legge Basaglia che chiuse i manicomi, coi quadri dei pazienti del Centro “La Tinaia”: è l’iniziativa della Fp Cgil Firenze, inaugurata presso la Camera del lavoro a Firenze in Borgo Greci 3 (con Paola Galgani, Alessandro Giorgetti, Paolo Rossi Prodi, Michele Vannini). Allestimento visibile fino al 12 marzo.

Era il 13 maggio 1978, il giorno in cui, dopo anni di lotte, entrò in vigore la Legge Basaglia che portò alla chiusura dei manicomi in Italia, cancellando per questa via l’impostazione repressiva della psichiatria. Sembrano tempi così lontani. Si percepisce quasi una distanza etica, civile, oltre che temporale.

Eppure, prima dell’approvazione della Basaglia, i cosiddetti “matti”, in Italia, venivano rinchiusi dentro i manicomi e subivano trattamenti restrittivi, inumani, che li privavano di ogni identità e la cui dignità di essere umano veniva messa in discussione. Fantasmi, tutti uguali, all’interno di strutture isolate dal resto del mondo, come a rimarcare l’assenza di qualsiasi identità, di qualsiasi cittadinanza. Il voler ridare dignità a queste persone che seppur malate e bisognose di aiuto avevano e hanno diritto ad avere una vita degna di essere chiamata così ha spinto il Parlamento ad approvare il 13 maggio del 1978 la legge 180, che ha portato alla chiusura dei manicomi.

40 anni dopo, la Fp Cgil Firenze, in occasione del suo XI Congresso, in collaborazione con “La Tinaia” Centro di attività espressive, ha intrapreso un percorso di ricordo e riflessioni attraverso le opere pittoriche (quadri e tele) che i pazienti seguiti da “La Tinaia” hanno realizzato in questi anni.

“La Tinaia”, attraverso il suo lavoro di accompagnamento, scommette sulla possibilità dell’arte, del fare arte, come mezzo per accedere ai mondi chiusi della follia, come occasione di comunicazione e ricostruzione di relazioni interrotte o negate dalla forza distruttiva del disagio psichico.

In quest’ottica la Fp Cgil Firenze ha deciso di organizzare una mostra presso la Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze in Borgo Greci 3 da martedì 5 febbraio al 12 marzo, nella corte al piano terra e negli spazi del secondo piano dove ha sede la categoria (mostra che era stata proposta anche durante il Congresso della categoria stessa).La mostra sarà inaugurata proprio martedì 5 febbraio alle ore 9:30 presso la corte della Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze in Borgo Greci 3 alla presenza di: Alessandro Giorgetti, Segretario Generale FP CGIL Firenze; Dott. Paolo Rossi Prodi, La Tinaia, Responsabile Centro Salute Mentale Adulti SOS 2, Azienda USL Toscana Centro; Paola Galgani, Segretaria Generale CGIL Firenze; Michele Vannini, Responsabile Sanità FP CGIL Nazionale.

Tra le opere esposte, un “tondo” dipinto su un disco di legno compensato del diametro di 150 centimetri, diviso in quattro settori, pensato per essere appeso con funzione di segnale e caratterizzato da quattro linguaggi pittorici diversi, due donne e due uomini, individuali nella loro espressione ma accomunati dallo stesso progetto.

L'articolo 40 anni da Legge Basaglia, inaugurata mostra presso Camera del lavoro Firenze proviene da www.controradio.it.

Livorno, Rifiuti, Aamps: proclamato stato di agitazione

Livorno, Rifiuti, Aamps: proclamato stato di agitazione

Proclamato oggi lo stato di agitazione in Aamps, la società che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti al 100% controllata dal Comune di Livorno. Lo annunciano Fp-Cgil e Fiadel.

A motivare la decisione di Aamps ci sarebbe un elenco dettagliato di questioni lamentate dai sindacati: dalle privatizzazioni di parti fondamentali del servizio, al rifiuto di stabilizzare i precari, a inadempienze contrattuali e mancata manutenzione degli impianti, fino al mancato rispetto delle relazioni sindacali. “Sono questi i motivi – spieganoFp-Cgil e Fiadel – che ci costringono a proclamare lo stato d’agitazione in Aamps. Una scelta dolorosa ma necessaria: nonostante la massima disponibilità al confronto dimostrata da sindacati e rsu la società ha infatti continuato a mettere in campo decisioni unilaterali che mettono a rischio la natura pubblica del servizio, la tenuta occupazionale e l’integrità fisica dei lavoratori”.

Il servizio di raccolta ‘porta a porta’ nel centro, organizzato da Aamps, che dovrebbe partire con le feste natalizie, verrà privatizzato “senza che l’azienda lo abbia comunicato”, sostengono i sindacati. Poi, il fronte del precariato che da tempo i sindacati chiedono di stabilizzare con i lavoratori chiamati a siglare il 31 ottobre scorso la proroga in anticipo rispetto alla scadenza.


“Non una scelta casuale – specificano i sindacati – visto che dall’1 novembre è entrato in vigore il decreto dignità che prevede la riduzione del periodo di precariato da 36 a 24 mesi”.
Poi le inadempienze contrattuali come ad esempio “la modifica dell’orario di lavoro decisa dall’azienda senza il dovuto confronto sindacale”. A ciò si deve aggiungere il licenziamento di un lavoratore “abile alla mansione ma con la sola responsabilità di aver contratto limitazioni psico-fisiche a causa del lavoro svolto in Aamps” e infine la scelta “incomprensibile” – sottolineano ancora Cgil e Fiadel – di non effettuare le necessarie manutenzioni all’impianto di termovalorizzazione: “Una scelta che mette a rischio la stessa continuità aziendale oltre che il servizio pubblico reso alla collettività”.

L'articolo Livorno, Rifiuti, Aamps: proclamato stato di agitazione proviene da www.controradio.it.

Migranti: Fp “Con orario obbligatorio di rientro si crea ulteriore esclusione”

Migranti: Fp “Con orario obbligatorio di rientro si crea ulteriore esclusione”

I migranti ospiti delle strutture Cas fiorentine dovranno permanervi dalle 20 di sera alle 8 di mattina, lo dispone la Prefettura. La Fp Cgil: “Si rischia di produrre ulteriore esclusione e di alimentare la spirale di odio e paura che sta alla base dell’insicurezza sociale”

È stato reso noto da alcuni gestori di Centri di Accoglienza Straordinaria situati nel territorio della Città metropolitana di Firenze, che dal 1° novembre 2018 i richiedenti protezione internazionale ospiti dovranno rientrare nelle strutture entro le ore 20 e permanervi sino alle ore 8 successive.

E’ una disposizione scritta della Prefettura: fino a due mesi fa, si parlava solo di rientro notturno. Poi, in un’altra circolare si indicavano le ore 23 come orario di rientro. Con la nuova disposizione, ogni allontanamento al di fuori del predetto orario sarà ammesso soltanto previa autorizzazione della Prefettura stessa, “qualora ricorrano motivate e straordinarie esigenze”.

“Si tratta di una nuova responsabilità e un ulteriore adempimento in capo alle lavoratrici e ai lavoratori all’accoglienza che va nella direzione opposta a quella dell’inclusione. Gli operatori sociali si trovano ad affrontare compiti per loro impropri all’interno di strutture che mutano la loro natura. Ci pare un intervento disciplinare che, nel tentativo di governare una società frammentata e sempre meno coesa, rischia di produrre ulteriore esclusione e di alimentare la spirale di odio e paura che sta alla base dell’insicurezza sociale. Continuiamo a essere convinti che le comunità locali debbano essere coinvolte nei servizi di accoglienza a partire dalle Amministrazioni comunali e dai loro Sindaci, per uscire dalla gestione emergenziale e costruire servizi di accoglienza ordinari” afferma la Fp Cgil.

Dalla Prefettura ai gestori è arrivata inoltre anche un’altra circolare, sulla questione dei pacchi acquistati on-line dai richiedenti asilo e consegnati dai corrieri nelle strutture di accoglienza. I gestori ora sono invitati a disporre che i pacchi siano aperti alla presenza degli operatori, sia “per ragioni di sicurezza” sia “per verificare che gli acquisti siano compatibili con la situazione economica dell’ospite”.

E se risultano acquisti “spropositati” si dovrà chiedere ragione agli interessati, mentre qualunque circostanza meritevole di approfondimento deve essere riferita alla Prefettura e alle forze dell’ordine.

“Anche in questo caso, – conclude la Fp – rileviamo che il ruolo degli operatori dei Centri d’accoglienza si arricchisce di un’altra mansione imprevista: da educatori del sociale si diventa controllori. No a questa modalità di gestire l’accoglienza ai migranti, restiamo umani e garantiamo sicurezza e integrazione per tutti”.

L'articolo Migranti: Fp “Con orario obbligatorio di rientro si crea ulteriore esclusione” proviene da www.controradio.it.