Consiglio respinge sfiducia a Bezzini. No Commissione inchiesta, approvata quella speciale

Consiglio respinge sfiducia a Bezzini. No Commissione inchiesta, approvata quella speciale

Consiglio regionale della Toscana: con 25 voti contrari e 16 favorevoli è stata bocciata la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni contro l’assessore alla Sanita’ Simone Bezzini. Bocciata anche la Commissione di Inchiesta su vaccini proposta da FdI, M5S e FI, passa invece l’Istituzione di una Commissione speciale proposta dalla Lega.

La mozione per esprimere “il proprio non gradimento nei confronti dell’assessore al Diritto alla salute e sanita’, Simone Bezzini, dimostratosi “inadeguato al ruolo in questo momento storico” e’ stata respinta a maggioranza. L’atto, presentato dal gruppo della Lega con prima firmataria la capogruppo Elisa Montemagni, ha visto i 25 voti contrari della maggioranza (Pd, Italia viva) e i 16 voti favorevoli di tutte le forze di opposizione (Lega, Fratelli d’Italia, Movimento 5 stelle e Forza Italia).

L’aula  a maggioranza ha respinto inoltre la proposta di delibera che chiedeva l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta per “verificare le misure messe in atto dalla Giunta e dal Sistema sanitario regionale, degli atti e dei criteri seguiti per contrastare la pandemia da Covid-19 e in particolare gli acquisti e forniture dei Dpi e l’organizzazione, gestione e verifica della campagna vaccinale”. Hanno votato a favore i gruppi proponenti (Fratelli d’Italia, M5s e Forza Italia), contrario il Pd, astenuta la Lega e non ha partecipato al voto il gruppo di Italia Viva. Il primo firmatario Francesco Torselli (FdI)  ha annunciato che riproporra’ l’istituzione della commissione all’Ufficio di presidenza.

Approvata infine, per la durata di tre mesi e rinnovabile una sola volta, la Commissione Speciale “per il sostegno, il monitoraggio e controllo della campagna vaccinale per la prevenzione delle infezioni da Sars-Cov-2”. E’ quanto chiedeva la proposta di delibera presentata dalla capogruppo della Lega, Elisa Montemagni, e approvata dal Consiglio regionale con il voto contrario di Fratelli d’Italia. Nel corso del voto sono stati approvati anche alcuni emendamenti proposti dal M5s, da Italia Viva e dal Pd. “Con questa commissione intendiamo metterci in gioco, dare un accelerata al piano vaccinale e tenere sotto controllo l’operato della Giunta regionale”, ha sottolineato Montemagni. Alla commissione sono attribuite una serie di funzioni. La prima di esse e’ quella di “attivita’ di supporto e controllo circa le decisioni della Giunta” in merito alla campagna vaccinale per verificarne “la coerenza tra le attivita'” messe in atto sia col “rispetto del Piano nazionale dei vaccini”, sia col rispetto alla risoluzione 15/2020 a suo tempo proposta dalla commissione Sanita’ e votata dal Consiglio regionale.

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Toscana in Zona Rossa, Giani, noi trasparenti su riconteggio casi positivi, attaccano le opposizioni

Toscana in Zona Rossa, Giani, noi trasparenti su riconteggio casi positivi, attaccano le opposizioni

Firenze, Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a proposito del riconteggio dei casi positivi Covid, che ha determinato il passaggio della Toscana in zona rossa dal 29 marzo, ha affermato di aver scelto di usare massima trasparenza, una volta resosi conto che i dati, che provenivano da Prato, avrebbero richiesto un riconteggio che avrebbe potuto cambiare il colore della regione.

“Ho preferito l’assoluta trasparenza: ho informato Roma, e approfondendo a quel punto tutti hanno condiviso questa scelta, che è una scelta di assoluta trasparenza – ha detto Giani spiegando le fasi del processo che hanno portato la Toscana in Zona Rossa – Era troppo delicata la questione, sapevamo che avrebbe influenzato il destino di una regione che sul piano delle restrizioni alla mobilità non poteva lasciare ombre”.

“Nell’approfondimento che abbiamo fatto rivedendo le schede – ha poi spiegato Giani – vi era la scheda di un laboratorio di Prato che è arrivata non la mattina, quando tutti i referti arrivano, ma ieri pomeriggio, e arrivando ieri pomeriggio non è computata sui dati mandati a Roma”.

“Quando stamattina ce ne siamo accorti, perché il dato di Prato con questi circa 100 contagi in più appariva molto alto, – ha concluso il presidente della Toscana – abbiamo ricostruito il tutto, e di conseguenza quei 100 contagi non sono ascrivibili alla giornata di oggi ma alla giornata di ieri, e questo proprio nel momento che porta al computo complessivo dei contagi, su cui poi valuta il Ministero della Salute attraverso la sua cabina di regia. Siamo stati noi con i dirigenti dell’assessorato a valutare che quel dato era troppo alto”.

Ma colgono l’occasione per attaccare l’intera giunta Giani, le opposizioni di destra.

“Piove sul bagnato: Toscana in zona rossa, probabilmente perché nel momento opportuno non sono state prese le decisioni necessarie a un’inversione della rotta. – scrive il consigliere regionale della Lega Marco Landi, portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale della Toscana – Apprezzo la trasparenza del presidente Giani nel riconoscere l’errore informatico che ieri lo aveva portato a dire che saremmo rimasti in zona arancione. Così purtroppo non è”.

“La Toscana in zona rossa da lunedì grazie a chi guida la nostra Regione sentenzia in una nota Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale della Toscana, il presidente Giani per primo. Non smette di stupire la totale inadeguatezza dei vertici regionali. È una beffa per tutti i toscani passare nella zona con più restrizioni a causa di un errato conteggio dei contagi da parte della Regione. I commercianti che rimarranno chiusi per i prossimi 15 giorni devono ringraziare solo il Presidente Giani che continua a far rimanere al loro posto personaggi del tutto incompetenti nel gestire questa delicata situazione”.

 

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Firenze, FdI, denucia: spaccio in ex Campeggio Piazzale Michelangelo

Firenze, FdI, denucia: spaccio in ex Campeggio Piazzale Michelangelo

La denuncia di Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana. Il Comune replica: bonifica in agenda ma proprietario non ha ancora riconsegnato area.

“L’ex campeggio del Piazzale Michelangelo si è trasformato in un buco nero di degrado e
illegalità” con “occupanti abusivi, spaccio di droga, sporcizia, stanze del buco, fuochi accesi al chiuso con alcol etilico ed edifici fatiscenti”. E’ la denuncia di Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana, assieme ad Alessandro Draghi e Simone Sollazzo, capogruppo FdI in Palazzo Vecchio e nel Quartiere 2 di Firenze,
che oggi hanno fatto un blitz nell’ex campeggio.

“Una ventina di persone – affermano –  qui hanno creato una piazza di spaccio. Hanno costruito giacigli di fortuna in quelli che erano i bagni e il ristorante del campeggio. Negli edifici accendono fuochi per riscaldarsi e usano bombole di gas per cucinare. La situazione rischia di precipitare ed è pericolosissima”. Per gli esponenti di FdI “sono già troppe le aree fuori controllo della città” e dunque “serve un intervento urgente da parte di Palazzo Vecchio: subito messa in sicurezza degli edifici e sgombero degli occupanti”.

Nel pomeriggio la replica di Palazzo Vecchio. “I lavori di bonifica non sono ancora iniziati perché l’area non è stata ancora riconsegnata dal concessionario nonostante un accordo di restituzione anticipata” si dice in una nota.

E ancora: “la Direzione Ambiente ha predisposto un progetto da 100.000 euro per risistemare la parte alta dell’area, dove ci sono i posti auto, allo scopo di risistemarla a verde e ricavarne anche un parcheggio pubblico per coloro che si recano in visita al piazzale Michelangelo. Progetto che è stato approvato dalla giunta comunale a seguito di un accordo per la restituzione anticipata dell’area che prevedeva la riconsegna nello stato manutentivo in cui versava al momento della concessione da parte dell’Amministrazione
comunale”.
L’esecuzione delle opere approvate con delibera è subordinata alla ripresa in consegna dell’area da parte del Comune, “che ancora però non è avvenuta – si legge – nonostante i solleciti e le intimazioni rivolte dagli uffici al privato”.

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Amministrative: Giani, Regioni in scadenza votino insieme. La posizione delle forze politiche toscane

Amministrative: Giani, Regioni in scadenza votino insieme. La posizione delle forze politiche toscane

“Come avvenuto finora nelle Regioni a statuto ordinario, che sono andate a scadenza naturale, è trasparente nei confronti dei cittadini votare in tutte le Regioni, che sono in scadenza quest’anno, lo stesso giorno”. A dirlo è il presidente del Consiglio regionale e candidato governatore della Toscana per il centrosinistra, Eugenio Giani, in merito allo svolgimento delle prossime elezioni Regionali per gli enti dove si conclude quest’anno la legislatura.

“Spostare le elezioni in autunno è inevitabile, per ragioni di salute pubblica e per assicurare la partecipazione dei cittadini al voto, ma mi auguro che quest’emergenza, che ci costringe a scelte gravi come il rinvio di elezioni democratiche, abbia fatto cambiare idea a tutte le forze politiche, dalla destra fino al Pd, sul definanziamento e la lenta privatizzazione del sistema sanitario avvenuta negli anni passati”. A dirlo è Tommaso Fattori consigliere regionale e candidato governatore per ‘Toscana a sinistra’.
“Bene dunque rimandare le elezioni – ha aggiunto Fattori – ma facciamo in modo che questa campagna elettorale abbia al centro i temi del rilancio del sistema sanitario pubblico, la cui importanza cruciale è oggi sotto gli occhi di ognuno, e del ripensamento del modello nostro economico, che non potrà più essere quello del passato”

Il centrodestra della Toscana condivide la decisione del governo di rinviare le elezioni regionali in autunno e si interroga su come sarà la campagna elettorale ai tempi del Coronavirus.
“Mi sembrava doveroso rinviare – dice il coordinatore della Lega in Toscana, on. Daniele Belotti – sarà comunque una novità per tutti impostare una campagna elettore con l’impossibilità di fare assemblee, ad oggi non possiamo prevedere come sarà la situazione a settembre-ottobre quindi in quali condizioni faremo la campagna elettorale”. Per Belotti “giocheranno un ruolo ancora più importante i social” e si pone “la questione delle preferenze perché i candidati in questa situazione sono in grandissima difficoltà a contattare persone e raccogliere preferenze”.

Per Francesco Torselli, portavoce regionale di Fratelli d’Italia, il rinvio non è “una sorpresa, ma lo vedo come conseguenza logica della situazione. Spero che si scelga la data in modo da permettere, soprattutto a chi non governa, di fare campagna elettorale anche se ci saranno ancora restringimenti”.  Anche per il coordinatore toscano di Forza Italia, Stefano Mugnai, il rinvio è una “scelta di buon senso, per queste ragioni: le elezioni sono la celebrazione più importante della democrazia. Vanno fatte quando ci sono margini per celebrarle in sicurezza, ma non solo il giorno del voto e dello spoglio, ma anche tutto il percorso democratico che porta alla composizione delle liste ed alla campagna elettorale”. “Anche perché poi – conclude Mugnai – per chiunque vincesse sarebbe difficile poter affermare di essere pienamente legittimato se a votare va soltanto un elettore su dieci”.

“La cosa fondamentale è fare in modo che in autunno, quando è prevista una possibile recrudescenza del virus, la Toscana abbia una nuova giunta in sella, operativa al 100% e pronta a prendere tutte le decisioni necessarie a contrastare l’emergenza sanitaria ed economica. Quindi il mio auspicio è che si voti il prima possibile, a fine estate. Più in là si va, più diventa rischioso”. A dirlo è Irene Galletti, consigliere regionale M5s e candidata governatore per il Movimento, in merito al rinvio delle elezioni regionali in autunno.  “Aggiungo che, in questa fase i cittadini – continua Galletti – i lavoratori e gli imprenditori hanno bisogno di concentrarsi sulla ripartenza e sul ritorno a una vita il più possibile normale. Sarebbe dunque il caso di concentrare tutti i voti in un solo giorno, evitando di chiamare le persone alle urne prima per le amministrative e poi per il referendum. Meglio un election day unico per tutta Italia”.

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