FRANCESCO A BARBIANA: QUI PER RICONOSCERE FEDELTA’ AL VANGELO DI DON MILANI

Francesco a Barbiana

L’elicottero con a bordo Papa Francesco è atterrato difronte alla chiesta di Barbiana alle 11:15. E’ stato accolto dall’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori e dal sindaco di Vicchio, Roberto Izzo. Il papa ha pregato in forma strettamente personale, sulla tomba di Don Lorenzo Milani.

L’elicottero con Papa Francesco è decollato da Bozzolo, dove ha reso omaggio a Don Primo Mazzolari, per Barbiana alle 10:49. “Ridare ai poveri la parola, perché senza parola non c’è dignità e quindi neanche libertà e giustizia: questo insegna Don Milani” ha detto Papa Bergoglio rivolto agli allievi dei tempi di San Donato Calenzano e di Barbiana, ricordando  la “passione educativa” di Don Milani.

Francesco ha aggiunto: quella umanizzazione ” che rivendichiamo per ogni persona su questa terra, accesso al pane,alla casa, al lavoro, alla famiglia, fa parte anche il possesso della parola come strumento di libertà e fraternità.”

Il Papa ha anche citato una frase di “Lettera a una professoressa”: ” Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è avarizia”. “Questo- ha commentato- è un appello alla responsabilità. ” Milani servo esemplare del Vangelo, lo dico da Papa”. “Il gesto che oggi ho compiuto- ha proseguito Francesco- vuole essere una risposta a quella richiesta più volte fatta da don Lorenzo al suo vescovo: che fosse riconosciuto e compreso nella sua fedeltà al Vangelo e nella rettitudine della sua azione pastorale.” “Oggi, lo fa il vescovo di Roma- ha detto detto Papa Bergoglio- Ciò non cancella le amarezze che hanno accompagnato la vita di don Milani, non si tratta di cancellare la storia o di negarla, bensì di comprenderne circostanze e umanità in gioco, ma dice che la Chiesa riconosce in quella via un modo esemplare di servire il  Vangelo, i poveri e la Chiesta stessa”.Papa Francesco ha ricordato l’essere radicato di don Milani in quel ” cattolicesimo fiorentino così vivo attorno alla metà del secolo scorso, sotto il paterno ministero del venerabile cardinale Elia Dalla Costa”.

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L’arte di Francesco

L’arte di Francesco alla Galleria dell’Accademia, in collaborazione con l’Ordine dei Frati Minori, e ideata scientificamente con la Commissio Sinica (Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani, Pontificia Università Antonianum di Roma), la mostra si propone di documentare ai massimi livelli qualitativi la produzione artistica di diretta matrice francescana (pittura, scultura, arti suntuarie) dal Duecento al Quattrocento e, nel contempo, di porre inevidenza la straordinaria attività evangelizzatrice dei francescani in Asia, dalla Terra Santa alla Cina, rievocandola anche con oggetti di eccezionale importanza storica e incomparabile suggestione.

Tra questi, il corno ritenuto tradizionalmente quello donato al Santo dal Sultano d’Egitto Malik-al-Kamil nel 1219-20 in occasione del loro incontro e conservato in Assisi nella Cappella delle reliquie della basilica di San Francesco.Per la pittura riveste un’importanza fondamentale l’opera di Giunta di Capitino, il primo pittore ufficiale dell’Ordine francescano, la cui influenza si estese nella prima metà del Duecento in vaste aree dell’Italia centrale e fino in Emilia. Il grandissimo artista, il primo pittore ‘nazionale’ della storia dell’arte italiana, ricoprì il ruolo d’interprete della spiritualità francescana che poi sarà assolto da altre due altissime personalità, Cimabue e Giotto.

Di particolare interesse si rivela la sezione che ospita alcune fra le più antiche immagini devozionali del santo di Assisi, che tramandano gli episodi più famosi della sua agiografia.
Oltre alle celebri tavole cuspidate di Pisa (Museo Nazionale di San Matteo) – oggi riferita dai più a Giunta – e di Firenze (sull’altare della Cappella Bardi in Santa Croce), attribuita a Coppo di Marcovaldo, sarà presente in mostra quella analoga del Museo Civico di Pistoia e il San Francesco con due storie della sua vita e due miracoli post mortem attribuito a Gilio di Pietro (Orte, Museo Diocesano).
Tra gli artisti presenti in mostra figurano anche il Maestro di San Francesco e il Maestro dei Crocifissi francescani, due protagonisti di primo piano della pittura su tavola e in affresco nel corso del XIII secolo
Un grande affresco staccato dalla chiesa di San Francesco a Udine di cultura tardogotica introdurrà il visitatore alla straordinaria vicenda umana del Beato Odorico da Pordenone (1286–1331), che intraprese intorno al 1314 un viaggio incredibile, sostenuto dal fervore missionario che lo porterà prima in Asia Minore, per incontrare poi i Mongoli della dinastia Yuan (1279-1368) negli anni 1323-28, e in India.

L’arte di Francesco
Capolavori d’arte e terre d’Asia dal XIII al XV secolo
Firenze, Galleria dell’Accademia
31 marzo – 11 ottobre