🎧 “Basta false promesse”, sciopero globale del clima, Fridays For Firenze

🎧 “Basta false promesse”, sciopero globale del clima, Fridays For Firenze

Torna in piazza il movimento Fridays For Future per lo sciopero globale del clima: un presidio con distanziamento sociale in piazza Santa Croce per chiedere la transizione ecologica a cinque anni dagli Accordi di Parigi

A due anni dal primo sciopero del clima in tutta Italia si stanno svolgendo iniziative nelle piazze e online organizzate da Fridays For Future. “I politici e le grandi aziende non perdono l’occasione per fissare obiettivi di riduzione delle emissioni da raggiungere tra 20 o 30 anni, e per promettere che, in qualche lontano futuro, faranno qualcosa per contrastare la crisi climatica. Ma abbiamo bisogno di misure immediate e concrete in linea con la scienza e con il principio di giustizia climatica”, come si legge nel comunicato stampa.

Il movimento richiede misure concrete che possano far fronte al riscaldamento globale: il 2020 è stato l’anno più caldo a livello europeo e anche in Toscana ha visto un aumento medio di +0,8 gradi sopra la media di riferimento degli anni 1981-2010.

Le richieste per la transizione ecologica sono state spiegate nel dettaglio in sette punti nel documento elaborato con persone esperte del mondo universitario. “Ritorno al Futuro”, una serie di proposte per la ripartenza scritte insieme a scienziati, esperti e associazioni di tutta Italia. Azioni che permetterebbero una ripresa vera e propria e insieme darebbero il via alla transizione ecologica nel rispetto della giustizia climatica.

sciopero del clima
Foto Controradio

A Firenze le attiviste e gli attivisti si sono dati appuntamento per un presidio nel rispetto del distanziamento sociale alle ore 10 a Piazza Santa Croce. Erano presenti anche altre organizzazioni ecologiste come Extinction Rebellion, Greenpeace. Alla manifestazione ha suonato il gruppo di percussioni riciclate Pulsar.

“I fondi del Next Generation Eu devono essere investiti in politiche per azzerare le emissioni di gas serra, la causa della crisi climatica.”, spiega Zoe Tartaro, attivista di Fridays For Future Firenze, “abbiamo elaborato un documento di proposte concrete: noi vogliamo una transizione ecologica che includa la giustizia climatica, più fondi per la ricerca e l’istruzione e no a finanziamenti armi e combustibili fossili”.

Lo sciopero globale del clima proseguirà anche che online nel pomeriggio sulle pagine social del movimento: /fffutu.re/19marzo

sciopero globale del clima
Foto Controradio

In occasione dello sciopero globale del clima abbiamo intervistato il prof. Roberto Buizza, docente ordinario di Fisica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, uno degli esperti che hanno elaborato il documento “Ritorno al Futuro” di Fridays For Future. Lo ha intervistato Monica Pelliccia

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“Il Recovery Fund per vere politiche di transizione ecologica”, Sciopero globale clima, Pisa

“Il Recovery Fund per vere politiche di transizione ecologica”, Sciopero globale clima, Pisa

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Fridays For Future Pisa, in vista dello sciopero globale per il clima che avrà luogo venerdì prossimo in tutta Italia

Venerdì 19 marzo ci sarà il prossimo Sciopero globale per il clima e anche noi torneremo in piazza per far sentire le nostre voci. Nonostante i limiti imposti dalla pandemia, in tutto il mondo migliaia di attiviste/i proveranno a dare vita a momenti di piazza. Le difficoltà dovute alla crisi sanitaria – collegata senza dubbio alla crisi climatica ed ecologica in corso – non annullano l’importanza di agire insieme per costringere i governi e le persone al potere di agire.

Se non agiamo immediatamente per fermare l’emergenza climatica, altre crisi ci
aspetteranno e quella che stiamo vivendo ora potrebbe non essere la peggiore.
In questi giorni i nostri governi stanno decidendo come utilizzare le risorse che arrivano
dall’Europa per sanare i danni causati dalla crisi sanitaria. È importante intervenire in questo processo e dire a gran voce che l’unico modo di spendere i soldi di Recovery Fund e Next Generation EU è impiegarli per vere politiche di Transizione Ecologica, abbandonando le fonti fossili a favore di progetti energetici sostenibili, per rendere più sostenibile l’economia e la gestione delle risorse naturali.

Sciopero del clima
Copyright: Norberto Albano

La transizione che vogliamo si ispira al concetto di giustizia climatica: il costo di questa
transizione non deve gravare sulle fasce della popolazione già colpite dalla precarietà e dalle diseguaglianze sociali, ma deve essere sostenuta da coloro che in questi anni si sono
arricchiti producendo inquinamento, devastazione e povertà.

La transizione che vogliamo non è solo ecologica, ma è equa, democratica e femminista.
Deve essere un’opportunità per fare un cambiamento tutti e tutte insieme, senza lasciare
indietro nessuno/a. Per questo, di fronte alla decisione del nuovo governo di rinominare un ministero come Ministero della Transizione Ecologica e riempirsi di parole, sentiamo importante essere in piazza per dire che le belle parole e le false promesse non ci bastano più e non ci distrarranno dal nostro obiettivo, ossia un azzeramento delle emissioni entro il 2030 fondato sul principio della giustizia sociale.

Vogliamo azioni concrete ora, vogliamo la tutela del nostro futuro, vogliamo essere ascoltati
e vogliamo che chi sta distruggendo il pianeta paghi per i danni causati!

Per la giornata dello sciopero, a Pisa si terrà nella mattina un flash-mob dei bambini e delle
bambine di diverse scuole elementari, deciso dopo un percorso assembleare che ha visto
protagoniste le stesse classi, mentre nel pomeriggio a partire dalle 15 si terrà un presidio in
Piazza delle Logge, dinanzi al Comune. In questa occasione sarà allestita una piazza tematica con bacheche informative, esposizione di disegni, fotografie e poesie di vari artisti e artiste e un reading letterario sul tema della crisi ecologica. Se avete voglia di conoscere di più sulle attività di Fridays for Future potete trovarci in piazza o su Facebook e Instagram.

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Ambiente: Fridays For Future Italia scrive una lettera al governo per un piano alternativo

Ambiente: Fridays For Future Italia scrive una lettera al governo per un piano alternativo

La settimana scorsa è uscita un’analisi del Guardian che dice che il Recovery Plan dell’Italia sarà il peggiore in Europa dal punto di vista ambientale, uno dei 4 peggiori di tutto il G20.

Fridays for future ha scritto, con gli scienziati del CNR e i professori universitari una lettera al governo, proponendo un Recovery Plan alternativo in 7 punti.
“L’idea di base che vogliamo far passare è che il Recovery Plan vuole delineare l’Europa dei prossimi 70 anni, per cui non può essere scritto solo da 70enni. Le reazioni di fronte alla pandemia ci hanno mostrato che la crisi climatica non è mai stata trattata come una crisi. Eppure entrambe riguardano tutti quanti, colpendo le categorie più fragili con maggiore violenza. E per entrambe le soluzioni coincidono con grandi cambiamenti su scala globale.
Come per la pandemia, l’inazione si paga duramente. La differenza è che, superato il punto
di non ritorno, non avremo nessun “vaccino” per salvarci. Ci troviamo quindi in un momento cruciale; tuttavia, i pacchetti di stimolo approvati dal nostro paese sono stati “i peggiori in Europa” dal punto di vista climatico ed ecologico, e tra i quattro peggiori di tutto il G20. Tra sette anni, ai livelli di emissioni attuali, avremo finito il Budget di CO2 che ci dà il 67% di possibilità di limitare il surriscaldamento globale entro 1.5°C rispetto ai livelli preindustriali. La comunità scientifica ci dice chiaramente che un mondo più caldo di oltre 1.5 mette a rischio le nostre stesse condizioni di vita, e neanche le migliori tecnologie – che comunque non abbiamo ancora sviluppato – potranno invertire i processi che si innescheranno”.
È questo il messaggio del Green Stimulus Index elaborato da Vivid Economics, che analizza quanto i pacchetti di stimolo post Covid dei vari paesi favorirebbero la transizione ecologica.
I sette punti che non devono mancare sono consultabili al sito.

“Inserire la parola “green” nel Recovery Plan non significa agire per il clima. Non ci importa
quante volte la ripetete. Ciò che ci importa è vedere degli obiettivi chiari, e che vengano
raggiunti. D’altronde, quando noi studenti facciamo un esame, non ci viene chiesto quante
ore abbiamo passato sui libri, ma di dimostrare che abbiamo raggiunto dei risultati e appresogli argomenti. Il tempo sta scadendo. Questa è la nostra ultima possibilità. Tutto il resto è propaganda”. Conclude la lettera.

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Schools for future anche a Firenze, una lezione di filosofia in strada per dire no alla DAD

Schools for future anche a Firenze, una lezione di filosofia in strada per dire no alla DAD

 

Anche alcuni studenti fiorentini hanno risposto all’appello di “Schools for Future”, l’iniziativa nata per ribadire la priorità dell’insegnamento in presenza. Flash mob molto particolari: nessuno slogan, solo un’ora di Didattica a Distanza, armati di computer e wifi, organizzati davanti alle scuole di tutta Italia.

Il nome dell’iniziativa, uguale a quello della campagna di sensibilizzazione climatica nelle scuole di Fridays for Future, in realtà condivide con l’omonimo solo la giovane età dei partecipanti. La protesta pacifica consiste nel praticare la Dad (didattica a distanza) davanti alle scuole chiuse, così da richiamare l’attenzione degli organi di Governo e convincerli a lavorare per tornare alla completa riapertura allo scadere dell’ultimo Dpcm (3 dicembre prossimo). L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato Priorità alla scuola che si batte per la ripresa delle lezioni in presenza.

Così ha commentato Pietro Matteucci, 18 anni, uno degli studenti che manifestava davanti al liceo Galileo: “Noi riteniamo che non si possa fare lezione a distanza a lungo: si può apprendere qualcosa ma l’istruzione è un confronto collettivo, seguire in classe e tutt’altra cosa. Per noi la didattica a distanza può essere un modo di stare fermi quando la didattica frontale è infattibile ma vogliamo garanzie che il prima possibile rientreremo in presenza, vogliamo tornare a fare scuola come è sempre stata pensata, la forza della scuola è la presenza”. Per gli studenti dell’ultimo anno anche gli esami di maturità sono un tema da affrontare: “Noi ancora non sappiamo come sarà la maturità e ci preoccupa un altro possibile stop nella seconda metà dell’anno scolastico”.

L’iniziativa sta ricevendo numerose adesioni, soprattutto nelle grandi città, e ha trovato la sua portavoce in Anita, studentessa torinese di 12 anni, che da giorni manifesta davanti alla scuola media Italo Calvino di Torino. “La mia protesta va avanti da circa una settimana e proseguirà fino a a quando non riapriranno le scuole”. Nonostante la studentessa non voglia essere considerata il volto della manifestazione è stata contattata dalla Ministra dell’Istruzione Azzolina: “Ieri mi ha chiamato la Ministra Azzolina ed è molto contenta che ci sia qualcuno che vuole tornare a scuola. Si è complimentata e ha detto che si organizzerà per far tornare i ragazzi a scuola”.

Mentre studentesse e studenti hanno annunciato che continueranno a manifestare tutti i venerdì per le prossime settimane finché non sarà annunciato il ritorno alla didattica tradizionale anche i genitori si stanno mobilitando. Chiara Ponzini, mamma e organizzatrice aderente a “Priorità alla scuola” racconta che a Milano, ogni domenica, genitori e figli faranno lezioni all’aperto nei parchi, leggendo testi e commentandoli.

Sempre a Milano alcuni studenti hanno preferito manifestare davanti al Palazzo della Regione Lombardia anziché davanti alle scuole. Circa una cinquantina di ragazzi si sono radunati per segnalare l’incongruenza della scelta di chiudere la scuola a fronte di altre attività giudicate meno essenziali che rimangono aperte. Silvia Spirito, studentessa del Carducci, dice che “Ci sono profumerie aperte e scuole chiuse, è incredibile che a differenza di tutti i paesi europei che hanno puntato sulla scuola, in Italia sia la prima cosa che ha chiuso – aggiunge – Non e’ possibile che ci siano studenti di serie A e di serie B, c’è chi ha situazioni difficili a casa o che non ha i mezzi per seguire adeguatamente la Dad”.

Una delle questioni più “calde” è quella della mobilità. “I trasporti affollati sono un problema – afferma Giulio Soetje del liceo Volta – ma bastava organizzarsi per turni scaglionati e sarebbe stato risolto. La riapertura delle scuole inizialmente non ha portato al rialzo dei contagi, perché le scuole erano luoghi messi in sicurezza. Il governo può e deve prendersi l’impegno di riaprirle prima possibile”. In piazza ci sono studenti da Volta, Carducci, Einstein, Parini, Tito Livio, sotto la sigla “Studenti Presenti” che li raggruppa e che intende proseguire la mobilitazione nelle prossime settimane. “Vogliamo protocolli sanitari ben precisi per ogni scuola, in modo da tornare in sicurezza a lezione”, afferma Sveva Pontiroli del Volta. “Non chiediamo il 100% in presenza, ma che la Dad non sia la norma”. Di sicuro “continueremo i contatti con i parlamentari sensibili alle nostre ragioni nei prossimi tempi”, conclude Pontiroli.

Carlo Lascialfari

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Fridays For Future torna nelle piazze per il VI sciopero per il clima

Fridays For Future torna nelle piazze per il VI sciopero per il clima

Indetto per oggi il primo dopo il lockdown. Il movimento chiede ai governi di attuare la transizione ecologica nel rispetto della giustizia sociale, facendo ricadere i costi sulle aziende che hanno guadagnato inquinando, come quelle del settore dei combustibili fossili.

Interviste di Monica Pelliccia a Paola Imperatore, dottoranda scienze politiche, e Margherita Razzi, liceale, entrambe del movimento Fridays For Future Pisa 

 

Fridays For Future è oggi nuovamente in piazza in tutta Italia. In più di 100 città sono previsti presidi studenteschi: “scioperiamo da una giornata di scuola o di lavoro per inchiodare le persone al potere di fronte alle loro responsabilità e al loro tradimento”, dicono gli organizzatori. Affinché l’adesione sia sicura per tutti, Fridays for Future si impegna a rispettare le disposizioni di sicurezza per la protezione contro il coronavirus. Le azioni varieranno di città in città in modo da poter garantire ovunque la sicurezza dei partecipanti. “Siamo di nuovo in piazza. Nonostante ci troviamo in una pandemia globale, la crisi climatica non si è fermata. Anzi, continua ad essere ignorata e trascurata dalle persone al potere. La crisi sanitaria – scrivono gli organizzatori – ci ha mostrato le contraddizioni dell’attuale sistema economico e sociale, e ci ha costretti ad affrontare la realtà ascoltando la scienza e trattando una situazione di emergenza come tale. Nonostante questo, nessun governo – nemmeno quello italiano – ha iniziato ad ascoltare sul serio gli allarmi che la comunità scientifica ripete da anni. L’avviso è chiaro: rischiamo di spingerci troppo in là. Continuando a immettere CO2 in atmosfera ai livelli attuali supereremo il riscaldamento globale di 1,5°C, il limite sicuro per evitare di innescare reazioni a catena irreversibili che sconvolgerebbero la vita umana sulla Terra. Gli incendi, gli uragani, la siccità, la distruzione dei raccolti, le alluvioni e le migrazioni stanno mietendo vittime oggi e di anno in anno rendono la vita sempre più difficile a milioni di persone in tutto il mondo. Perché tutto questo ancora non basta ai nostri politici per decidersi ad agire? Perché tocca ancora noi – ragazzi, studenti, lavoratori – scendere in strada e cercare di scuoterli? Questo decennio è cruciale: le scelte che facciamo, le politiche che adottiamo sono determinanti per il futuro della nostra e delle prossime generazioni. A partire dal 2020 la curva delle emissioni deve iniziare a calare, e per farlo è vitale avviare la transizione ecologica. Ogni paese dovrà fare la sua parte, rispettando gli Accordi di Parigi in cui ha stabilito di fare di tutto per evitare il peggio. Questa pandemia è stata – ed è ancora – una tragedia. Ma molti scienziati ed economisti parlano chiaro: le misure per la ripartenza ci possono permettere di avviare la riconversione ecologica, risollevando l’economia – creando nuovi, diversi lavori – e risolvendo allo stesso tempo molti problemi sociali del nostro paese”. Insieme a decine di esperti e associazioni, Fridays for Future ha raccolto nella campagna ” Ritorno al Futuro” molte proposte concrete ( https://ritornoalfuturo.org/le-proposte/ ) per il governo italiano. “Il tempo per evitare il collasso climatico sta per finire – affermano i giovani attivisti – ma arrendersi significa destinarci a un futuro nel caos, e non lo accettiamo. Dobbiamo affrontare la realtà e trattare la crisi climatica come una crisi”. Vogliamo che la politica dia la priorità alla sopravvivenza dell’umanità piuttosto che all’avidità di pochi. Vogliamo un’economia basata sul benessere delle persone e la tutela degli ecosistemi e non più sul PIL, un’Europa che si impegni a ripagare il suo debito con il sud del mondo. Vogliamo un Ritorno al Futuro. E per questo invitiamo tutti a mobilitarsi in prima persona”.

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