Appalti pulizie Fs, Filt-Cgil: “In Toscana rischio 50 esuberi”

Appalti pulizie Fs, Filt-Cgil: “In Toscana rischio 50 esuberi”

“In questo settore le aziende appaltatrici tutte hanno dichiarato circa il 20% di esuberi su una platea di 10mila lavoratori, e la decisione del governo di prorogare gli ammortizzatori sociali per altri 12 mesi, rappresenta soltanto una soluzione parziale.” E’ la denuncia della Filt-Cgil sui motivi che hanno portato ad un ricorso massiccio ai contratti di solidarietà.

“Tali motivi – continua Filt-Cgil – sono da imputare in larga parte al gruppo FS che ha deciso di frammentare oltremisura i lotti, spesso senza tenere conto della logistica territoriale, ha deciso di accettare ribassi eccessivi da parte degli appaltatori e in ultimo non prendere posizione quando gli appaltatori applicano contratti diversi da quello previsto.”

“Ad aggravare la situazione – aggiungono – secondo noi c’è il fatto che le committenze quando valutano le offerte, non tengono conto del costo del lavoro previsto dal contratto di settore, anche perché le tabelle di costo orario, nonostante siano state concordate tra le parti alla stipula del Contratto nazionale del 16 dicembre 2016, non sono mai state pubblicate dal ministero del lavoro.”

“Questa situazione di precarietà – sottolineano – colpisce anche la Toscana, in quanto anche noi rischiamo di avere circa 50 lavoratori in esubero (su un totale di circa 700), anche se da circa 4 anni le ferrovie hanno assegnato un servizio di pulizia a bordo treno nel trasporto regionale.
In Toscana a fine 2017 abbiamo fatto un cambio di appalto, con l’unità di crisi regionale, che ha visto coinvolti circa 300 lavoratori e per garantire la piena occupazione siamo stati costretti a ricorrere all’ utilizzo dei contratti di solidarietà che oggi sono scaduti.”

“Sei mesi prima – prosegue ancora la Filt-Cgil – delle assegnazioni le organizzazioni sindacali hanno iniziato a mettere a conoscenza la regione Toscana, che di fatto è quella che mette i soldi, che le gare di gara non erano congrue con il numero di lavoratori presenti e che il budget a disposizione non era sufficiente per pagare gli stipendi seguendo i dettami contrattuali del Contratto nazionale di riferimento. A seguito di incontri con la Regione Toscana, di scioperi e manifestazioni l’ unico risultato che abbiamo ottenuto è quello di avere esuberi, ammortizzatori sociali che pesano sulla collettività e non ultimo un abbassamento della qualità del lavoro.”

“La Filt-Cgil – conludono – chiede che il gruppo FS non faccia più gare il cui costo del lavoro sia già in partenza più basso del costo del contratto da applicare ai lavoratori.”

Domani i lavoratori degli appalti ferroviari di tutta Italia saranno in sciopero (è la terza agitazione in pochi mesi), a seguito dell’esaurimento il 24 settembre scorso degli ammortizzatori sociali come previsto dal jobs act.

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Fs: appalti pulizie treni, 50 posti a rischio in Toscana

Fs: appalti pulizie treni, 50 posti a rischio in Toscana

Senza rinnovo degli ammortizzatori sociali degli appalti pulizie ferroviari sono a rischio 50 posti di lavoro (su 700) in Toscana: la manifestazione regionale dei lavoratori del settore, nell’ambito dello sciopero indetto per oggi dalle segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fast e Ugl, si è tenuta oggi a Firenze.

“Non si comprende – ha detto Pietro Lo Franco (Fit-Cisl) perché, a fronte di risorse certe messe in campo a base di gara, poi vengano affidati i lavori con ribassi estremi che minano sia il futuro dei lavoratori sia il servizio. Tramite tabelle dei costi certe diventerebbe chiaro che per poter svolgere un certo servizio occorre un certo numero di ore e quindi di lavoratori: non è così allo stato attuale”.

“Chiediamo anche alle società del gruppo Fs – ha affermato Marco Chellini (Filt-Cgil) – di utilizzare sistemi che prevedono una tutela maggiore per i lavoratori, visto che si sta chiedendo sempre di più un aumento della qualità delle pulizie sui treni, nelle stazioni e in tutti gli ambiti ferroviari, ed evidentemente la qualità si fa con le persone, non con altro”.

I sindacati chiedono inoltre “un tavolo col gruppo Fs – sostiene Guido Mazzoni (Uiltrasporti) per discutere degli appalti e delle loro problematiche, legate a determinati ribassi nelle gare di appalto, continui cambi di aziende negli appalti ferroviari, ritardi di pagamento che si stanno verificando in alcune realtà”.

Marco Chellini Filt-Cgil intervistato da Gimmy Tranquillo

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Pulizia treni, domani sciopero in Toscana

Pulizia treni, domani sciopero in Toscana

Astensione nazionale venerdì 20 luglio, indetto da Fit-Cisl, Filt-Cgil, Uilt-Uil, UGL e Fast, nel comparto pulizie e servizi accessori nel Gruppo FS.

I sindacati denunciano come da molto tempo il comparto degli appalti FS versi in uno stato di profonda crisi e disagio, per i lavoratori impegnati, frutto, nel tempo, di “un atteggiamento delle stesse FS che non hanno mai voluto affrontare i problemi. Si è continuato a predisporre bandi di gara al massimo ribasso e i lavoratori vengono continuamente tirati in ballo per il costante rischio di non essere riassunti, per l’applicazione di contratti di solidarietà, per la riduzione di orari di lavoro a parità di stessi volumi, per l’applicazione di contratti sempre diversi e con stipendi ai minimi consentiti. Il gruppo Fs nonostante nel contratto nazionale, sottoscritto appena due anni fa, siano normati anche gli appalti FS, in merito alle garanzie occupazionali, non si fa garante del rispetto della clausola sociale e occupazionale nei confronti delle imprese appaltatrici”.

Per questo i lavoratori del settore (circa 10 mila in Italia e 700 in Toscana, utilizzati per la pulizia delle stazioni e dei treni sia regionali che AV) hanno deciso di scioperare per l’intera giornata di domani, venerdì 20 luglio, dalle ore 00,01 alle ore 24,00.

“FS tutti gli anni presenta bilanci in attivo, con forti utili, ma è indifferente di fronte alle criticità presenti nel mondo degli appalti (lavoratori precari e con stipendi mediamente bassi), di fatto non considerandolo uno degli elementi principali del ciclo produttivo per un servizio efficiente e all’altezza di un paese civile”, si legge in una nota sindacale di annuncio della mobilitazione. “Le istituzioni, in particolare il Governo, devono intervenire e mettere mano al comparto, insieme al sindacato, per fare chiarezza e dare prospettive di futuro a tutto il settore”.

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Neve in Toscana; Rfi, circolano 50% treni regionali

Neve in Toscana; Rfi, circolano 50% treni regionali

La neve che continua a cadere sulla Toscana non ha causato grossi disagi alla circolazione ferroviaria rispetto al piano neve e gelo, già attivato, e che prevede la circolazione di circa il 50% dei treni regionali. Confermati l’80% dei convogli ad alta velocità.

E’ quanto si spiega da Fs. Per quanto riguarda il servizio autobus a Firenze la società di trasporto pubblico Ataf, che ha adottato il piano neve, ha fatto sapere che viaggiano solo mezzi dotati di catene o con gomme termiche. Gli autobus sono entrati tutti in servizio a partire dalle 6.30 e con una frequenza media di 15-30 minuti. Soppresse alcune linee tra cui quelle scolastiche: oggi niente lezioni a Firenze proprio per l’allerta neve.

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Maltempo: Cisl, ritardi treni anche oggi a Firenze

Maltempo: Cisl, ritardi treni anche oggi a Firenze

“Dopo l’odissea di ieri, anche oggi a Firenze Santa Maria Novella si registrano notevoli ritardi, mediamenti sui 30 minuti”. E’ quanto afferma in una nota il segretario generale della Fit-Cisl Toscana Stefano Boni, che punta il dito contro la dirigenza del gruppo Fs.

Boni, “Dopo l’odissea di ieri, con i viaggiatori assembrati davanti ai cartelli luminosi senza riuscire a capire quale treno sarebbe partito prima e se sarebbe arrivato a destinazione” ha affermato: “Ormai qualcuno deve pensare che l’inverno sia sempre mite, senza gelo e neve in pianura e quando succede il contrario si parla di fatti eccezionali. Invece il problema è l’inadeguatezza della massima dirigenza del Gruppo Fs ad affrontare queste emergenze, anche se annunciate da tempo”.
Per Boni quanto successo “è la conseguenza del fatto che Fs si è trasformata e non ha più al centro il trasporto ferroviario: la dirigenza si dedica a tagliare nastri o fare shopping in giro per l’Europa, comprando pezzi di ferrovie di altri Paesi o società di autobus. Lo dimostrano i fatti e gli investimenti nella manutenzione. Sono bastati 10 centimetri di neve caduti su Roma per mandare in tilt il nodo ferroviario nevralgico del Paese, causando la cancellazione e enormi ritardi nell’80% dei treni Av e lunga percorrenza con ripercussioni su tutti i principali capoluoghi d’Italia”.
“Ci domandiamo se il Governo non abbia avuto un po’ troppa fretta nel riconfermare il board ferroviario scaduto alla fine del 2017” prosegue Boni rilevando anche che “ieri di fronte al blocco del nodo di Roma Termini i ferrovieri in servizio hanno collaborato al meglio, come sempre e con grande responsabilità, pur in una situazione difficile, portando a destinazione i treni in alcuni casi con oltre 10 ore di ritardo e quindi ben di più fuori casa. Come sindacati chiediamo un’attenzione maggiore all’infrastruttura ferroviaria con investimenti mirati a prevenire le criticità causate dal gelo e dalla neve accompagnate da un piano eccezionale di assunzioni di operatori della manutenzione e una rivisitazione di quello che oggi è il reticolo manutentivo”.

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