Il Suonatore di liuto di Salviati alla Galleria Palatina

Ccambio Jacquemart-André/Palazzo Pitti: Il Suonatore di liuto di Salviati alla Galleria Palatina.Frutto di uno scambio tra Parigi e Firenze, da oggi giovedì 2 aprile fino al 20 luglio 2015 il Suonatore di liuto di Francesco Salviati del Musée Jacquemart-André sarà esposto nella Sala delle Statue della Galleria Palatina di Palazzo Pitti.

L’iniziativa nasce dall’intesa tra i due musei: al Musée Jacquemart-André di Parigi è stato infatti concesso in prestito l’Amorino dormiente del Caravaggio, delle collezioni della Galleria Palatina, per la mostra “De Giotto à Caravage – Les Passions de Roberto Longhi” (27 marzo-20 luglio 2015), e pertanto è stato conseguentemente concordato lo scambio temporaneo con lo splendido dipinto del Salviati che, eseguito probabilmente negli anni ’30 del Cinquecento, per l’alta qualità dell’esecuzione e il sottile cromatismo, costituisce una delle più riuscite creazioni artistiche del XVI secolo, ed è oggi una delle maggiori attrazioni del museo parigino.

Sarà possibile ammirare l’opera, una tavola dipinta di 96 x 77 centimetri, durante gli orari d’apertura della Galleria Palatina, e sarà compresa nel prezzo del biglietto d’ingresso; la sua esposizione sarà accompagnata da un paio di pannelli esplicativi.

Dolci trionfi e finissime piegature

Dolci trionfi e finissime piegature Sculture in zucchero e tovaglioli per le nozze fiorentine di Maria de’ Medici alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti da domani 10 marzo al 7 giugno.

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Dolci trionfi e finissime piegature Sculture in zucchero e tovaglioli per le nozze fiorentine di Maria de’ Medici,

avrà luogo lunedì 9 marzo alle ore 12.00presso la Sala Bianca della Galleria Palatina di Palazzo Pitti

L’idea della mostra – proposta nella circostanza dell’Expo 2015 - prende avvio dal banchetto tenutosi in Palazzo Vecchio la sera del 5 ottobre 1600 per le nozze fiorentine di Maria de’ Medici con Enrico IV di Francia.  Di questo storico evento – fondamentale anche per gli esiti della musica e della drammaturgia moderne – siamo a conoscenza grazie alla puntuale Descrizione che ne dette Michelangelo Buonarroti il Giovane.  Ci sono noti tutti gli allestimenti progettati dall’architetto Bernardo Buontalenti per la tavola regia e per quelle degli ospiti e da Jacopo Ligozzi circa il mobile a forma di giglio di Francia, realizzato per presentare circa duemila pezzi del tesoro mediceo. La documentazione archivistica relativa alla cerimonia ha inoltre messo in evidenza il ruolo cardine avuto sia dalle sculture realizzate per l’occasione in zucchero, ‘alimenti decorativi’ concepiti come vere e proprie opere  d’arte, sia quello delle virtuosistiche piegature di tovaglioli, ugualmente proposte alla meraviglia dei partecipanti.


Tutte le mostre del Polo Museale Fiorentino

Tutte le mostre del Polo Museale Fiorentino. Nei musei del Polo Fiorentino sono ben nove le mostre visibili durante questo penultimo fine settimana di novembre, che qui riepiloghiamo :
Galleria degli Uffizi
È stata prorogata fino al prossimo 6 gennaio 2015 nella Galleria degli Uffizi la mostra Puro semplice e naturale nell’arte a Firenze tra Cinque e Seicento, che punta ad illustrare l’identità dell’arte fiorentina, attraverso un ricco e serrato contrappunto tra pittura e scultura, articolato in nove sezioni che raggruppano circa 80 opere di 35 artisti. Ingresso: 12,50 euro; ridotto 6,25 euro.

Galleria dell’Accademia
Interessante opportunità alla Galleria dell’Accademia dove sono addirittura due le esposizioni da ammirare in questo periodo. Prosegue fino all’8 dicembre La fortuna dei Primitivi. Tesori d’arte dalle collezioni italiane fra Sette e Ottocento, la prima mostra che si propone di offrire un punto critico-bibliografico sull’importante fenomeno culturale riguardante la storia del gusto e del collezionismo in Italia, tra la fine del Sette e l‘inizio dell’Ottocento, che esercitò tra l’altro una rilevante influenza diretta sulla formazione delle grandi raccolte d’arte pubbliche nei maggiori paesi europei.
Nella Gipsoteca della Galleria protagonista d’eccellenza di una piccola ma preziosa mostra (fino all’8 febbraio 2015) è una statua in marmo raffigurante la Ninfa Arnina, di squisita fattura per opera dello scultore pratese Lorenzo Bartolini, rinvenuta in una collezione privata inglese dallo studioso John Kenworthy-Browne. L’opera, inedita, viene quindi esposta per la prima volta al pubblico affiancata dal suo bellissimo calco in gesso, di proprietà della stessa Galleria dell’Accademia, rientrato dopo essere stato depositato per alcuni decenni presso il Museo Civico di Prato, ed insieme ad alcuni documenti volti ad evocare la complessa vicenda dell’opera bartoliniana che, in questa versione, riporta la dedica a Giovanni degli Alessandri, personaggio di spicco nella vita culturale fiorentina del primo Ottocento. Ingresso: 12,50 euro; ridotto 6,25 euro.

Galleria d’arte moderna
Alla Galleria d’arte moderna si è inaugurata da poco (e proseguirà fino all’8 marzo 2015) la mostra Luci sul ’900. Il centenario della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, 1914-2014. Per celebrare il centenario della sua fondazione la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti ha voluto dedicare una mostra alle collezioni novecentesche possedute dal museo. Infatti nonostante la Galleria d’arte moderna sia nota soprattutto per essere il museo che vanta la più vasta e importante, storicamente e qualitativamente, collezione di dipinti macchiaioli al mondo, è probabile che non tutti conoscano l’interessante raccolta di opere novecentesche fino ad oggi relegata nei depositi, che gli pervennero nel corso del secolo stesso con donazioni e acquisti. Ingresso 13 euro; ridotto 6.50 euro (valido anche per la Galleria Palatina).
Da segnalare che da martedì 25 novembre nell’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti si aprirà la mostra Il colore dell’ombra. Dalla mostra internazionale del bianco e nero. Acquisti per le gallerie fiorentine. Firenze 1914, che si inserisce nell’ambito delle manifestazioni volte a celebrare il centenario dell’inaugurazione della Galleria d’arte moderna di Firenze, si collega strettamente a “Luci sul ‘900” e propone la selezione di un centinaio di opere dal folto nucleo acquisito dalle Gallerie, articolato in nove sezioni, dai ritratti dei protagonisti ai paesaggi, dalle immagini oniriche figlie del simbolismo internazionale all’universo femminile, dalle grandi cattedrali urbane al mondo del lavoro, e intende restituire un clima, far percepire il “colore” di un mezzo espressivo per definizione in “bianco e nero”, in realtà quanto mai vario e ricco di sfumature. Ingresso con il biglietto della Galleria d’arte moderna.

Galleria Palatina
Nella Sala delle Nicchie della Galleria Palatina di Palazzo Pitti, fino al 1° febraio 2015 è visibile la mostra Ritratti di paesi, mari e città, esposizione che nasce con l’intento di valorizzare i depositi del museo, la cui Direzione ha studiato un’esposizione il cui filo conduttore è costituito dalla rappresentazione fedele della realtà circostante in alcune mappe, carte geografiche, immagini del territorio e di eventi storici quali feste e battaglie. Ingresso con il biglietto della Galleria Palatina, valido anche per la Galleria d’arte moderna (intero 13 euro; ridotto 6.50 euro). Da segnalare che sono previste visite guidate gratuite alla mostra a cura del personale museale, tutti i giorni alle ore 11 e alle ore 16.
Galleria del Costume
Nella sala da ballo della Galleria del Costume fino all’11 gennaio 2015 è visibile la mostra Omaggio al Maestro Piero Tosi. L’arte dei costumi di scena dalla donazione Tirelli. Si tratta di una suggestiva esposizione-dedica a Piero Tosi nell’anno del suo conseguimento del  premio Oscar alla carriera. Il maestro ha lavorato come costumista teatrale, ma affermandosi soprattutto nel cinema a fianco di grandi registi fra i quali citiamo Luchino Visconti ed altri che hanno contribuito a fare la storia del cinema italiano quali Vittorio De Sica, Mauro Bolognini,  Liliana  Cavani, Franco Zeffirelli o Pier Paolo Pasolini. Ingresso 7 euro; ridotto 3.50.

Le altre mostre
Da segnalare altre tre mostre visitabili gratuitamente durante il fine settimana. Al Museo di Casa Martelli (via Zannetti 8, Firenze) prosegue fino al 30 gennaio 2015 la mostra Voyage en Orient. L’Égypte du photographe Émile Béchard vers 1870-1880, che fa seguito a quella proposta dal museo di Casa Martelli nel 2013 intitolata ”Viaggio in Oriente. Fotografie dall’Africa a Casa Martelli”, della quale riprende il contenuto, integrato da opere e oggetti d’antiquariato relativi ai fondi esposti.
Alla Villa medicea di Poggio a Caiano (PO) prosegue fino al 14 dicembre la mostra Pergamene fiorite. Pitture di fiori dalle collezioni medicee, ovvero dipinti su pergamena che coprono un arco cronologico all’incirca di un secolo, dai primi decenni del Seicento ai primi decenni del Settecento e mostrano un aspetto particolare e raffinato del vasto panorama della natura morta toscana.
Infine gli spazi della Villa medicea di Cerreto Guidi ospitano fino al 18 gennaio 2015 la mostra A caccia con Cosimo I. Armi medicee in villa. L’esposizione propone un percorso attraverso una ventina di opere provenienti da sette diversi musei e istituzioni. Il leit motiv è costituito sia dalla caccia, sia dalla villa stessa di Cerreto Guidi, amata da Cosimo I, dalla figlia Isabella e poi da tutti gli altri componenti della dinastia medicea. Infatti è importante ricordare le ragioni della realizzazione della Villa, luogo ideale per le partenze delle cacce, e di vedere uno dei tipi di arredo, quali gli arazzi, di cui un tempo la villa era sontuosamente ornata.

Una volta nella vita alla Galleria Palatina

Una volta nella vita alla Galleria Palatina dal 28 gennaio al 27 aprile 2014 apre il programma di “Un anno ad arte 2014”.Obiettivo dell’esposizione -che propone all’attenzione dei visitatori ben 133 pezzi tra documenti manoscritti, libri e disegni, provenienti da 33 enti cittadini -è offrire a tutti l’opportunità “unica” di ammirare una selezione di tesori cartacei custoditi in alcuni dei principali “scrigni” culturali della città.Tre documenti archivistici di Michelangelo; un disegno di Raffaello; il certificato di battesimo di Leonardo da Vinci e un altro testo che reca le sue postille; una lezione scritta di Galileo sull’Inferno di Dante; opere di Andrea Mantegna, Alessandro Allori e Giovanni Stradano; autografi di Girolamo Savonarola, Poliziano, Cosimo I de’ Medici, Joachim Winckelmann, Ugo Foscolo, Giuseppe Pelli Bencivenni, Giovanni Fabbroni, Pietro Vieusseux, Eugenio Barsanti, Vasco Pratolini, Eduardo De Filippo e Dino Campana, del Premio Nobel Eugenio Montale, presente anche con due inediti acquerelli.


Promossa dal Polo Museale Fiorentino, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica della Toscana, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il settore Biblioteche, Archivi, Istituti Culturali della Regione Toscana, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, la mostra nasce da un progetto sostenuto dalla Fondazione Florens per i beni culturali e ambientali, è diretta da Alessandro Cecchi (Direttore della Galleria Palatina) e curata dallo studioso e storico Marco Ferri.  E tra questi non mancherà una selezione di inediti, sequenza di “mai visti” di carta che arrivano da vari archivi e biblioteche. Il primo riguarda Michelangelo Buonarroti ed è una paginetta recante alcuni Schizzi di blocchi di marmo con sagoma per una crocifissione, in pratica le istruzioni per “cavare” dalla montagna alcuni blocchi lapidei tra cui uno a forma di croce pronto per essere scolpito. Mostrato a Vienna nel 1997, il documento custodito nell’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti in Italia non è mai stato esposto in pubblico. Grazie alla mostra di Palazzo Pitti, per la prima volta si potranno ammirare antichi manoscritti -tra cui un corale del XIII secolo -provenienti dagli archivi della Misericordia di Firenze, del Convento della Santissima Annunziata e dei Buonuomini di San Martino, enti che non avevano mai effettuato prestiti. E ancora: tra i documenti e i libri si segnalano il primo vocabolario della Crusca del 1612, l’edizione de Le vite di Vasari del 1568, il primo numero di Topolino del 1932, un copialettere di Bianca Cappello, una mezza dozzina di esemplari della Divina Commedia (tra cui una con le illustrazioni di Alessandro Botticelli), l’atto di concessione del re Luigi XI di Francia a Piero de’ Medici per inserire i gigli di Francia nello stemma della dinastia toscana, la legge di Pietro Leopoldo di Lorena che nel 1786 abolì la pena di morte nel Granducato di Toscana, il Libro di Montaperti, il Testamento di Folco Portinari, un papiro del I secolo avanti Cristo.
A questa parata di meraviglie si aggiungono documenti e libri che arrivano da un archivio e da una biblioteca momentaneamente non accessibili al pubblico: l’Archivio dell’Accademia degli Immobili, che rappresenta la “memoria” documentaria del Teatro della Pergola, e la Biblioteca della Banca CR Firenze che dovrebbe aprire al pubblico entro il 2014 in via Bufalini. Nell’ambito della mostra, l’Accademia dei Georgofili proporrà, tra i vari pezzi archivistici, anche un inedito disegno (degli anni Quaranta del Novecento per una pubblicazione per ragazzi) realizzato da Sergio Tofano, in arte Sto, mentre dalla Biblioteca degli Uffizi arriverà una delle numerose missive appartenenti al fondo delle cosiddette “Carte Fedi”, in cui figurano le tante lettere – tutte inedite -raccolte da Anna Franchi che riportavano disegni e schizzi dei pittori macchiaioli più famosi, da Lega a Fattori, a Signorini.
La mostra si apre con un pannello che riporta la lettera che Giovanni Fabbroni, quale rappresentante del Governo provvisorio delegato dalla Reggenza della Toscana, scrisse nel 1800 all’allora primo console di Francia, Napoleone Bonaparte, con cui richiese “protezione per le arti e la scienza e si implorano immunità e salvezza per tutti i pubblici stabilimenti destinati all’istruzione”. Prosegue poi con le teche -una per ogni ente -nelle quali sono visibili i “gioielli” selezionati per l’esposizione, ognuno corredato di didascalia. In aggiunta al percorso espositivo principale, una limitata sezione sarà dedicata alle conseguenze patite dal patrimonio archivistico e librario fiorentino in due momenti drammatici della storia cittadina: l’alluvione del 1966 e la bomba di via dei Georgofili del 1993. Nella teca che concluderà il percorso, i visitatori avranno la possibilità di vedere da vicino tre pezzi archivistici e librari ancora alluvionati e non restaurati, oltre a un libro sventrato dall’ordigno che esplose 21 anni fa. Sarà un monito per tutti, per rammentare che il nostro patrimonio culturale, soprattutto quello “meno frequentato” dalle esposizioni, non solo è degno di essere ammirato, ma necessita di tutte le nostre attenzioni.