Gallerie degli Uffizi, loggia Isozaki? Schmidt: “Meglio è un’opinione ferma che un’indecisione”

Gallerie degli Uffizi, loggia Isozaki? Schmidt: “Meglio è un’opinione ferma che un’indecisione”

Firenze, il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt si è espresso in merito alla loggia Isozaki e sul rischio di un ulteriore stallo sulla vicenda.

Sulla realizzazione della loggia Isozaki per la nuova uscita degli Uffizi a Firenze, “il fatto che qualcuno pronunci un’opinione ferma significa che non ci sono tutti questi lassi di tempo in cui nessuno si vuole pronunciare e si aspetta. Quindi meglio è un’opinione ferma che un’indecisione. Il rischio è proprio l’indecisione“. Queste la risposta del direttore delle Gallerie a chi gli chiedeva un commento sulla contrarietà del ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, dopo il no di Vittorio Sgarbi da neo sottosegretario.

“La gente da centinaia di anni entra ed esce dagli Uffizi, non ci è mai rimasto nessuno rinchiuso dentro”, ha poi ironizzato Schmidt, rispondendo sulle ipotesi di un’opzione alternativa. “È chiaro che bisognerebbe da un punto di vista architettonico e urbanistico pensare a una soluzione tutta nuova – ha detto -. Naturalmente non può averla nessuno al momento, sarebbe anche dal punto di vista procedurale molto strano avere già un’idea precisa. Quindi nel momento in cui verrà deciso di non realizzare questa uscita va pensato subito a un’alternativa ma naturalmente da mettere in bando. Di sicuro io non mi metto a disegnare qualcosa, né penso che i vari politici coinvolti si mettano lì a disegnare. È chiaro che ci vorrà un altro bando, ma posso anche dire che come Galleria degli Uffizi possiamo anche realizzare questi lavori all’interno del progetto dei Nuovi Uffizi, ma è presto per dirlo”.

Per Schmidt “prima ci vuole la decisione” politica, “finché non ci sarà una revisione di quella presa alcuni anni fa da due governi dobbiamo per norma proseguire con l’attuale strada. In questo momento non stiamo realizzando un bel niente che riguarda la loggia, quindi non c’è la furia per quanto riguarda la realizzazione, solo la decisione ma quella ce l’aspettiamo presto”.

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Uffizi: aperture natalizie straordinarie il 26 dicembre e il 2 gennaio

Uffizi: aperture natalizie straordinarie il 26 dicembre e il 2 gennaio

Firenze, il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, a margine di un evento, ha parlato delle aperture degli Uffizi durante le festività natalizie.

Gli Uffizi sono stati tra i primi musei ad aprire il 26 dicembre e non solo lo faremo anche quest’anno, ma, caso molto raro, avremo anche un’apertura di lunedì 2 gennaio. Siamo stati anche il primo o tra i primi musei ad aver effettuato una parziale apertura il primo di gennaio, alcuni anni fa, con grande successo, soprattutto per quanto riguarda gli ingressi del pomeriggio. In ogni caso, per il 2 gennaio non vedo ragioni per cui non avremmo dovuto aprire – ha aggiunto – certo è diventato più difficile in questi ultimi anni, perché a causa dei pensionamenti ci sono meno persone che possono offrirsi per questo servizio in più“.

Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha commentato l’annuncio del direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, riguardo le aperture straordinarie previste per i prossimi 26 dicembre e 2 gennaio. “È sicuramente apprezzabile comunicare con largo anticipo le aperture straordinarie del 26 dicembre e 2 gennaio, così come hanno fatto gli Uffizi. Ciò permetterà alle tante persone che in quei giorni di festa saranno a Firenze di programmare per tempo una visita al più importante museo italiano anche in queste due giornate. Auguro che presto gli altri musei e parchi archeologici statali seguano questo esempio”.

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🎧 Il mito di Niobe: agli Uffizi sculture a confronto

🎧 Il mito di Niobe: agli Uffizi sculture a confronto

Il mito di Niobe – Fino al 12 marzo 2023, a fianco delle tredici celebri statue della collezione medicea sarà possibile ammirare un altro gruppo scultoreo di Niobidi recentemente scoperto nel settore termale di un’antica villa romana

I due principali gruppi scultorei dedicati al mito della Niobe per la prima volta insieme agli Uffizi: a partire dal 14 novembre e fino al 12 marzo 2023. L’uccisione dei figli della tragica protagonista del racconto mitologico è rappresentata dalle tredici celebri statue di epoca romana oggi conservate nell’omonima sala in Galleria. Ad esse ne vengono affiancate altre nove, da un gruppo scultoreo recentemente scoperto a Ciampino.
I Niobidi della collezione medicea mettono in scena una delle più tragiche storie del mito greco antico, ossia l’uccisione dei dodici figli di Niobe per volere della dea Latona, offesa per la superbia di Niobe che si era vantata della propria prole. Le tredici statue furono rinvenute nei primi mesi del 1583 tra le mura aureliane (esattamente nella vigna di Gabriele e Tomaso Tommasini) e trasferite poi a Firenze solo nel 1770. Ora i Niobidi fiorentini si confronteranno con l’altro gruppo scultoreo, attualmente conservato nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, complesso architettonico parte dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este. Le nove sculture furono rinvenute nel 2012 in un’ampia vasca prossima al settore termale di un’antica villa nella periferia di Roma, in parte frammentarie, ma che, ancora una volta, ricomponevano il suggestivo mito di Niobe.

E’ possibile approfondire il tema sul sito degli Uffizi: da oggi, infatti, su uffizi.it è visitabile la mostra virtuale dedicata ai due gruppi marmorei.

Durante l’esposizione, ci saranno inoltre visite con esplorazione tattile su alcune sculture della Sala della Niobe. Sono aperte a tutti, ma rivolte a piccoli gruppi (massimo 5 persone): per partecipare occorre prenotarsi scrivendo a uffiziaccessibili@cultura.gov.it ed essere in possesso del biglietto d’ingresso. Si terranno il 22 novembre, 6 dicembre, 10 e 24 gennaio, 7 e 21 febbraio, con inizio alle ore 10.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Il gruppo di statue dei Niobidi fiorentini, è stato per secoli uno dei principali interessi dei protagonisti del Grand Tour. Il confronto diretto fra le sculture recentemente scoperte a Ciampino e quelle medicee consentirà di meglio apprezzarne le affinità e le discontinuità, permettendo, al tempo stesso, di far maggior luce sui prototipi da cui dipendono. La sala di Niobe, ora più che mai, merita il suo nome, ospitando una folla di sculture che narrano la crudeltà degli dei e la stoltezza degli uomini”.

Il direttore dell’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli Andrea Bruciati (AUDIO): “I due gruppi, degli Uffizi e di Tivoli, possono essere interpretati come tableau vivant, una sorta di performance solidificata al cui interno la narrazione si struttura in maniera cinematografica. Essi assurgono pertanto a modelli espressivi della medesima matrice. In questo senso il gruppo del Santuario integra sostanzialmente quello degli Uffizi. La politezza e la perfezione di quest’ultimo sono indice e manifestazione di un pensiero kantiano di distanza e padronanza della ragione sull’emotività, dove è il controllo l’unica arma a disposizione. Nel complesso di Tivoli, invece, la corruzione fisica della materia sembra suggerirci una descrizione più attenta alla forza primigenia, quasi junghiana e ctonia, residuo esistenziale e poroso di una tragedia apocalittica”.

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Uffizi: Schmidt non rinnovato. Nardella, nessun atto punitivo

Uffizi: Schmidt non rinnovato. Nardella, nessun atto punitivo

Firenze, il direttore de La Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, non ha ricevuto il rinnovo del mandato. Il sindaco Dario Nardella si è però premurato di far sapere che non si tratta di un atto punitivo in seguito alle tante polemiche avvenute il questi giorni.

Infatti, durante un intervista a ‘Primo Piano’ su Rtv38, Dario Nardella ha affermato che “Ho avuto un breve colloquio telefonico con il ministro Sangiuliano”, nel quale “mi ha fatto osservare che la questione del direttore Schmidt è legata alla scadenza naturale del doppio mandato, che non può essere prorogato secondo la legge italiana“.

Nardella ha poi aggiunto “Non vorrei che anche la scadenza di Schmidt fosse letta come un atto punitivo“. Secondo il sindaco fiorentino, infatti, tale lettura “sarebbe probabilmente un fatto sproporzionato rispetto alla realtà della situazione, cioè rispetto al fatto che c’è una scadenza naturale del mandato del direttore”. Nardella ha anche spiegato di aver avuto un breve colloquio con la nuova soprintendente ad Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Firenze, Antonella Ranaldi: “Sento come molto forte – ha osservato – il dovere di garantire la collaborazione a tutti i livelli istituzionali, e ho lavorato in questa direzione anche in passato nonostante le note difficoltà”.

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Uffizi Chiusi a Ognissanti, Ministro: “Gravissimo”. Schmidt: “Grave carenza del personale. Da anni come direttore degli Uffizi, chiedo rinforzi al ministero”

Uffizi Chiusi a Ognissanti, Ministro: “Gravissimo”. Schmidt: “Grave carenza del personale. Da anni come direttore degli Uffizi, chiedo rinforzi al ministero”

Firenze, “Gravissimo” che gli Uffizi siano rimasti chiusi nel ponte di Ognissanti, scrive il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano al direttore del museo fiorentino Eike Schmidt. Nella lettera il ministro spiega di aver appreso della chiusura dagli organi di stampa e chiede una verifica.

“Se così fosse, e lo riterrei gravissimo, vorrei sapere come mai in questa circostanza non si sia proceduto come nel passato. – scrive il Ministro – Non sfugge alla Sua intelligenza che una chiusura di questo tipo, oltre a costituire una perdita di introiti, rappresenti un danno di immagine per le Gallerie degli Uffizi e per l’intero Sistema museale nazionale”.

Arriva rapidamente la lunga risposta del direttore degli Uffizi Eike Schmidt che rilancia con una richiesta di aiuto per la cronica mancanza di personale che affligge il museo italiano forse più conosciuto nel mondo: “In sette anni, a fronte dell’aumento del pubblico, tagli per decine di unità: ci impegniamo sempre al massimo per garantire anche le aperture straordinarie ma senza invertire la rotta della riduzione dell’organico non ce la possiamo più fare”.

“Come il ministro Sangiuliano, anch’io trovo gravissimo – sottolinea Schmidt – che gli Uffizi e la Galleria dell’Accademia siano rimasti chiusi lunedì, e il Bargello addirittura martedì 1° novembre, per lo stesso serio motivo, che è la grave carenza del personale nelle strutture museali statali. In questi ultimi anni abbiamo ripetutamente mandato relazioni su questa tematica al superiore ministero, ma il problema si è sempre aggravato”.

Una carenza ormai irrisolvibile dice, “senza un intervento netto e deciso dalla parte centrale, che inverta la prassi consolidata in questi anni. Se le Gallerie degli Uffizi possono dare una mano a muoversi in questo senso, sono pronte”.

Nella lunga lettera di risposta il direttore degli Uffizi ringrazia il ministro “per essere con grande schiettezza subito intervenuto” su quello che definisce il tema “forse più critico in questo delicato momento per il settore dei musei statali”, ovvero appunto quello della carenza di personale, problema “endemico” sottolinea Schmidt, che riguarda tutto il panorama museale.

“Da anni come direttore degli Uffizi, chiedo rinforzi al ministero, perché l’assunzione delle Risorse umane non è competenza dei singoli musei dotati da parziale autonomia, bensì degli uffici centrali del ministero”, scrive. Il direttore ricorda che, dopo lo stop dovuto alla pandemia, quest’anno i visitatori “per fortuna stanno tornando impetuosamente, porta i numeri del suo museo che ha dispetto della chiusura di lunedì ha ospitato, tra sabato e martedì oltre 55 mila persone. Poi spiega che queste aperture straordinarie “si basano sulla volontà del personale di lavorare in più e di essere pagato in più”.

E mette in evidenza un altro problema: “una norma intervenuta due anni fa – scrive – limita il guadagno in più al 15% del trattamento tabellare annuo lordo di ciascun dipendente: per questo motivo quest’anno abbiamo potuto offrire aperture speciali in primavera e in estate, ma troppi tra gli assistenti in sala che volentieri partecipano a queste aperture hanno raggiunto o si stanno avvicinando a questo limite”.

E non solo: “Abbiamo anche richiesto al ministero in questi ultimi anni di poter aumentare il servizio (pagato con fondi del museo) dell’azienda in-house Ales, o di bandire alcuni parti del servizio di vigilanza a una ditta esterna, ma per entrambe le richieste abbiamo ricevuto una risposta negativa”.

Anche il personale del concessionario dei servizi museali, spiega Schmidt a Sangiuliano, “può solo integrare la vigilanza con una serie di unità di supporto, perché il mansionario di quel personale differisce da quello degli assistenti museali statali”. Impossibile anche spostare il giorno di chiusura: “ipotesi impraticabile”, spiega, per una macchina complessa come gli Uffizi.

Da qui l’annuncio di una relazione estesa che verrà inviata al ministro. “Ma per il momento assicuro – ribadisce il direttore – che sono scandalizzato esattamente come lui di queste chiusure”.

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