🎧 Locali storici: “serve norma nazionale ad hoc che li tuteli”

🎧 Locali storici: “serve norma nazionale ad hoc che li tuteli”

In Italia i locali storici sono poco più di 200. Alessandro Cavo, Presidente de “Gli Storici” – Associazione Caffè e Ristoranti Storici d’Italia : “questi locali sono veri e propri monumenti fruibili servono norme ad hoc che tutelino la categoria”

In tutta Italia ci sono più di 200 pubblici esercizi che possono  vantare il blasone FIPE di “Storico”. Si tratta  di luoghi delle città dal valore culturale, economico e sociale preziosissimo, attraverso le cui sale è letteralmente passtta la storia dell’Italia più o meno recente. enza contare che molti di loro, la quasi totalità, offrono una dimensione  architettonica paragonabile a quella di un  museo.

il problema è che spesso i locali storici devono avere a che fare con la buroicrazia aasfissiante e con una fiscalità che non li premia, in un momento di grande trasformazione del commercio e della ristorazione in particolare, con l’arrivo dei colossi dell’on line e del take away, oltre all’aumento delle rendita immobilaire.

Per questo l’obiettivo, dicono le associazioni diccategioria, a partire dalla Confesercenti e dalla Confcommercio, è quello di “valorizzare e tutelare i locali storici del Paese, salvaguardandone, ma soprattutto rilanciandone, il valore sociale, culturale ed economico”. Questo il tema centrale del I Forum “Gli Storici” di Fipe – il futuro dei locali storici, organizzato presso il Caffè Paszkowsky (1903) di Firenze con istituzioni locali e nazionali dalla Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi.

“Gli Storici – ha commentato Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio – non sono come gli altri Pubblici Esercizi. Eppure, hanno un valore fondamentale proprio per gli altri PE, e non solo. Questi locali infatti hanno una funzione culturale evidente e, soprattutto dopo anni difficilissimi di forzatura della socialità, hanno assunto un vero e proprio ruolo-pivot nel rilancio di qualità delle città e dei borghi. Così, se sono sempre stati luoghi emblematici nella vita delle comunità, ora diventano asset strategici del turismo nazionale di locali intorno ai quali è possibile costruire delle vere e proprie politiche di attrattività del territorio.”

“L’appuntamento di oggi ci ha dato l’occasione per discutere, insieme alle istituzioni, del futuro di locali che sono un vero e proprio fiore all’occhiello della ristorazione italiana – continua Alessandro Cavo, Presidente de “Gli Storici” – Associazione Caffè e Ristoranti Storici d’Italia e titolare della Pasticceria Liquoreria Marescotti (1780) di Genova – Per tutelarli in maniera efficace bisogna però capire che quelli di cui stiamo parlando non sono Pubblici Esercizi come gli altri, ma hanno delle peculiarità ben precise che molto spesso complicano la loro gestione. Mi riferisco ad aspetti molto pratici. Per esempio, qualunque tipo di intervento di manutenzione implica tempi e costi estremamente superiori. Basti pensare che anche solo per imbiancare una parete bisogna chiedere il nulla osta alla Soprintendenza ed effettuare stratigrafie a nostre spese prima di poter procedere. C’è poi il grande tema degli affitti che nei centri storici, nostro habitat naturale, rappresentano una voce di costo insostenibile e in continua crescita. Insomma, i problemi sono tanti e complessi e c’è bisogno di affrontarli in maniera coordinata. Per questo motivo, insieme a Mise, unione consumatori, Confcommercio e UNI, abbiamo costituito un gruppo di lavoro volto alla redazione di una norma UNI che consenta di certificare e distinguere formalmente i locali storici dagli altri Pubblici Esercizi. Si tratta certamente di un primo passo necessario a definire in maniera più netta la categoria che, di conseguenza, potrà essere tutelata nei modi opportuni”.

NELL’AUDIO IL PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO TOSCANA ALDO CURSANO

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🎧 Firenze, Pizzaman apre 3 nuove pizzerie e cerca 20 dipendenti

🎧 Firenze, Pizzaman apre 3 nuove pizzerie e cerca 20 dipendenti

Firenze – La catena di pizzerie fiorentine apre nel Quartiere di San Donato e a Campi e assume 20 nuovi dipendenti. Nell’occasione lancia la prima pizza proteica per gli sportivi.

Sono riusciti a trasformare il periodo legato all’emergenza sanitaria in un’opportunità per ampliare e potenziare la propria attività e creare nuovi posti di lavoro. Pizzaman, l’unica catena di pizzerie fiorentina, nata nel 2001, apre due ristoranti nei quali assumerà 20 nuovi dipendenti.

All’interno del Quartiere San Donato, è stato tagliato il nastro Fish&Family by Pizzaman, un ristorante di pesce che alternerà le specialità di mare al meglio della produzione Pizzaman. L’obiettivo di Fish&Family è posizionarsi come il locale con il miglior rapporto qualità-prezzo, un luogo per famiglie e accessibile a tutti. In quest’ottica, la catena di pizzerie fiorentina ha deciso di fare un ulteriore investimento e allestire all’interno un’area gioco per bambini.

In podcast l’intervista a Raffaele Madeo, manager del gruppo Pizzaman, a cura di Lorenzo Braccini. 

La difficoltà maggiore segnalata dai proprietari del gruppo Pizzaman è l’assunzione di personale. Un dramma anche per altri ristoratori fiorentini e non solo. Già nei giorni scorsi un cartellone era stato affisso fuori dal locale ‘Alla Vecchia Bettola’. In quel caso il proprietario lamentava di non trovare nessuno da sei mesi. Anche per pizzaman, che con le aperture di oggi, aumenta la produttività, è difficile trovare lavoratori. Come affermato dallo stesso Madeo, il problema principale è che durante la pandemia e le chiusure forzate in molti hanno deciso di cambiare lavoro scegliendo una strada diversa. E adesso è complicato trovare professionalità da inserire nei locali e ristoranti.

“E’ stato un momento duro per tutti – spiegano i titolari – ma, grazie al supporto di tutti i nostri clienti, non solo non ci siamo arresi, ma abbiamo fatto molto di più. Abbiamo deciso di continuare a investire e di aprire tre nuovi locali che offriranno nuovi posti di lavoro. Con le due nuove aperture la nostra squadra potrà contare su 80 dipendenti”.

Nello spazio adiacente apre anche Fuori Corso by Pizzaman, un pub dove poter trovare oltre ai classici cocktail, una selezione di birre artigianali provenienti da tutto il mondo. Fuori Corso sarà molto più di un pub: un luogo di incontro e relazione per studenti (e non solo) italiani e stranieri, vista la vicinanza con il polo universitario.

A settembre 2022 a Campi Bisenzio, invece, sbarcherà Grill House Pizzaman, una vera novità nel panorama toscano grazie al suo Beer Garden che, letteralmente in italiano, si traduce con “giardino della birra”. All’esterno, infatti, ci sarà uno spazio nel quale verranno servite le migliori birre tedesche e nostrane. Il punto forte naturalmente sarà l’ampia offerta di tagli di carne. Ci saranno sale per eventi e un’area giochi bimbi.

A curare i menù Pierluigi Madeo, un giovane esplosivo di fiorentinità, premiato nel 2016 come il miglior pizzaiolo emergente under 35 del centro italia, e Anthony De Rosa, finalista del concorso Pizza Star Internazionale 2022 e premiato per il migliore impasto. Fa parte dello staff anche il pizza chef Giuseppe Felice.

 

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In Toscana sono 9 le Comunità del Cibo

In Toscana sono 9 le Comunità del Cibo

20 Maggio Giornata dell’Agrobiodiversità. La Toscana la celebra con tante iniziative disseminate nei territori ad opera delle Comunità del Cibo che li tutelano e li valorizzano.

Le comunità del cibo e dell’agrobiodiversità sono esperienze territoriali, nate spontaneamente, con un approccio “dal basso”, volte alla tutela e alla valorizzazione dell’agrobiodiversità di un intero territorio attraverso gli agricoltori e gli allevatori locali e le loro produzioni. Istituite con la Legge 194/2015, le Comunità sono ambiti locali derivanti da accordi stabiliti tra: agricoltori locali, agricoltori e allevatori custodi, gruppi di acquisto solidale, istituti scolastici e universitari, centri di ricerca, associazioni per la tutela della qualità della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, mense scolastiche, ospedali, esercizi di ristorazione, esercizi commerciali, piccole e medie imprese artigiane di trasformazione agraria e alimentare, nonché enti pubblici.

Le finalità principali sono essenzialmente due: sensibilizzare la popolazione sui temi della tutela e della valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare promuovendo comportamenti che la tutelino; sostenere le produzioni agrarie e alimentari in particolare le produzioni degli Allevatori e degli Agricoltori custodi ottenute dall’allevamento e dalla coltivazione di risorse genetiche locali a rischio di estinzione;

“La Regione Toscana punta sulle Comunità del cibo – ha detto la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – Rappresentano una spinta importante, che tiene insieme la valorizzazione dei territorio, la nostra storia e la tutela della nostra salute. Credo che la Toscana sia la regione con il più alto numero di Comunità, 5 sono state già riconosciute dal Ministero dell’Agricoltura e 4 sono in via di riconoscimento e se a queste aggiungiamo un’esperienza molto interessante che stiamo facendo con la Comunità del cibo di crinale che ci apprestiamo a realizzare con la Liguria dopo quella con l’Emilia, credo che possiamo vantare esempi importanti di come intendiamo valorizzare il territorio e le produzioni di nicchia che rappresentano la storia, i valori e la tradizione di un territorio. In questo modo riusciamo a recuperare coltivazioni antiche e rispettare la biodiversità, tema fondamentale e non a caso facciamo questa presentazione in prossimità della giornata dell’Agrobiodiversità del 20 maggio. Sono frontiere importanti per raggiungere gli obiettivi che l’Europa ci pone e che ci pone anche l’agricoltura: la lotta ai cambiamenti climatici, il rispetto sempre più alto dell’ambiente e un’alimentazione sempre più sana perché la nostra salute passa prevalentemente da ciò che mangiamo e dal modo con cui lo mangiamo”.

Le 9 Comunità 

Comunità del cibo e della biodiversità agricolo e alimentare della Maremma – APS Mission: Agroecologia – Territorio – Biodiversità nella comunità locale

APS – Comunità del cibo e dell’agrobiodiversità della Garfagnana. Mission: Agrobiodiversità e identità territoriale – Cibo buono, etico e sostenibile – Paesaggio rurale e turismo lento

Comunità del cibo e dell’agrobiodiversità di interesse agricolo e alimentare dell’Amiata. Mission: Tutela della Agrobiodiversità e Identità Territoriale – Cibo buono e sano per il BenEssere dell’Uomo e della Terra – Cooperazione tra agricoltori per lo sviluppo di un’economia eticamente sostenibile

Comunità del cibo della Valdichiana.Mission: Partecipazione: la partecipazione è alla base di una programmazione e pianificazione delle azioni dal basso – Sostenibilità: attenzione all’ambiente, alla biodiversità e al territorio – Inclusività: capaci di includere ed essere resilienti da azioni/energie/investimenti dall’esterno (turisti, commercianti, investitori, mercati, ecc.)

Comunità del cibo di Crinale 20 40 (crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano che comprende territorio dell’Emilia Romagna, della Toscana e della Liguria) Mission: Convivialità – Benedicenza/Benevolenza- Giovani

Comunità del cibo “Bio-diversamente Piana” (“Piana” fiorentina, tra i comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, ecc.). Mission: Rigenerazione agricola locale: biodiversità e agroecologia. Promozione dei prodotti della rigenerazione: cibo locale alla popolazione locale. La comunità locale riscopre il buono, il bello, la cultura del proprio territorio agricolo.

Comunità del cibo e della biodiversità dei grani antichi di Montespertoli e delle colline del Chianti.Mission: Giusto prezzo agli agricoltori – Produciamoci il proprio cibo – Grani antichi

Comunità del cibo delle Crete Senesi.Mission: riacquisizione, salvaguardia e rivitalizzazione delle culture legate all’agro-alimentare e alla biodiversità delle Crete Senesi; Il primo progetto che intende intraprendere la nascente Comunità del Cibo delle Crete Senesi riguarda il Carciofo di Chiusure, un prodotto agricolo-alimentare che è stato un punto di forza delle attività agricole locali, fino agli anni ’60 del 1900.

Comunità del cibo “Cura la coltura” (ambito locale: intera regione; soggetti presenti e operanti nella provincia di Siena, Pisa e Firenze).Mission: Condivisione – Cura – Esplorazione di luoghi e sapori

Nei prossimi giorni, all’indirizzo https://www.regione.toscana.it/agrobiodiversità saranno disponibili anche i contatti delle singole Comunità del cibo.

Le prime 5 Comunità del cibo e dell’Agrobiodiversità che si sono costituite in Toscana, sono state anche riconosciute dal MiPAAF come Distretti del cibo e sono state iscritte al Registro nazionale distretti del cibo. Sono: la Comunità del cibo e della biodiversità agricolo e alimentare della Maremma; la Comunità del cibo e dell’agrobiodiversità della Garfagnana; la Comunità del cibo e dell’agrobiodiversità di interesse agricolo e alimentare dell’Amiata; la Comunità del cibo della Valdichiana e la Comunità del cibo di Crinale.

La Regione provvederà a presentare la domanda di iscrizione al Registro nazionale dei Distretti del Cibo di altre 4 Comunità nate successivamente se in possesso dei requisiti richiesti.

Qui il calendario delle iniziative in tutta la Toscana

 

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Turismo, ampliata ‘Vetrina Toscana’: protocollo per sostenere le eccellenze del territorio

Turismo, ampliata ‘Vetrina Toscana’: protocollo per sostenere le eccellenze del territorio

‘Vetrina Toscana’: adesione di alberghi, strutture all’aria aperta e stabilimenti balneari.

Il protocollo ‘Vetrina Toscana’, che favorisce la scoperta dei prodotti della nostra tradizione enogastronomica, si amplia aggiungendo anche le strutture ricettive all’aria aperta, stabilimenti balneari e alberghi. Non solo quindi botteghe e ristoranti. Il protocollo prevede che le imprese affiliate a Confesercenti Toscana Assoturismo, che vorranno aderire all’iniziativa dovranno inserire nella propria offerta almeno un servizio tra la colazione toscana con la proposta di un prodotto dolciario e uno salato del territorio, un menu con tre piatti della tradizione enogastronomica regionale o il corner, ovvero punti vendita dove siano inseriti almeno tre prodotti tra quelli indicati negli elenchi di Vetrina Toscana.

Questo è quanto previsto dal protocollo d’intesa siglato da Confesercenti Toscana Assoturismo e Toscana promozione turistica per lo sviluppo di ‘Vetrina Toscana’. Il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che valorizza l’identità delle destinazioni turistiche toscane.

“Quando abbiamo lanciato il nuovo corso di ‘Vetrina Toscana’, poco meno di un anno fa, immaginavamo proprio questo – ha spiegato Leonardo Marras, assessore regionale al turismo -. Un progetto sempre più partecipato che si apre al mondo dell’accoglienza nella sua totalità, promuovendo i valori della sostenibilità, del consumo consapevole e, di conseguenza, il turismo responsabile”.

Fabrizio Lotti, presidente di Assoturismo Toscana ha detto che, “il protocollo ha l’obiettivo di allargare in maniera significativa il numero di imprese della filiera turistica regionale, disposte ad utilizzare produzioni locali per qualificare la propria offerta enogastronomica, affiancando alberghi, campeggi e stabilimenti balneari, ad oltre 1.500 ristoranti e botteghe che già aderiscono a Vetrina Toscana”. Il protocollo è stata anche l’occasione per presentare la seconda edizione di ‘Appunti di viaggio: Racconti di Toscana tra cultura e cibo’. Un progetto ideato dalle Confesercenti di Arezzo, Livorno, Pistoia, Prato e Siena per la valorizzazione di ristoranti, botteghe, aziende agricole e produttori con un calendario che include 40 eventi da maggio a febbraio 2023.

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🎧 ‘Enogastronomica 2022’. Botteghe e storie: un percorso di esperienze

🎧 ‘Enogastronomica 2022’. Botteghe e storie: un percorso di esperienze

Firenze, presentata ‘Enogastronomica 2022’, quest’anno in una versione tutta nuova e soprattutto fuori dalle righe.

Il 13,14 e 15 maggio durante Enogastronomica le degustazioni dei piatti degli chef più famosi del panorama toscano, spesso stellati, si svolgeranno infatti in piccole botteghe artigiane, ma anche in medie e grandi aziende che ancora lavorano sulle fondamenta solide dell’artigianato toscano.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Leonardo Romanelli, responsabile della parte food della manifestazione ed il Presidente della Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori.

Assistere alla nascita di una lama pregiata, prima di vederla in azione tra le mani di uno chef, partecipare alla creazione di una fragranza ispirata a una cucina stellata, carpire i segreti della lavorazione della “pietra di luna” e accostarla alle sfumature dell’olio extravergine d’oliva, o restare incantati di fronte al Suminagashi, antica arte giapponese per decorare la carta con l’inchiostro fluttuante, così come davanti a un pecorino in crosta d’oro. Sono alcune delle esclusive food experience proposte da Enogastronomica.

Enogastronomica è un progetto di Confesercenti fiorentina in collaborazione con Vetrina Toscana e con il contributo di Camera di commercio di Firenze, Fondazione Cr Firenze e Assicoop Toscana. A introdurre gli appuntamenti sarà il giornalista, scrittore e critico enogastronomico Leonardo Romanelli.

Tre giorni per celebrare il meglio della produzione artigianale toscana, dall’alto artigianato all’alta cucina, incontrare designer e produttori d’eccellenza nel panorama food&wine, assaporare storie, aromi e colori attraverso una nuova prospettiva.

Per un weekend atelier, botteghe e aziende di alto artigianato apriranno le porte a degustazioni d’autore, ispirate a lavorazioni di pregio. Per un totale di 19 appuntamenti gourmet, tutti diversi e curiosi, in 15 luoghi diversi e unici che spaziano dall’Antico Setificio Fiorentino, con i suoi antichi telai e la riproduzione dell’orditoio di Leonardo da Vinci, al laboratorio-museo Bianco Bianchi, dove si pratica ancora l’arte della scagliola, o Scarpelli Mosaici, uno dei cinque luoghi al mondo dove si tramanda la tecnica del commesso fiorentino.

Ad accompagnare i partecipanti in questo viaggio, produttori di vini e distillati di carattere, birre in edizione limitata, premiati formaggi, originali salumi di pesce e insaccati di lunga tradizione, o caffè mono origine e nobile cioccolato sapientemente lavorato in Toscana.

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