Bistecca patrimonio Unesco, accordo per la candidatura

Bistecca patrimonio Unesco, accordo per la candidatura

Insieme per supportare e promuovere la candidatura della bistecca fiorentina a patrimonio Unesco. Comune di Firenze, Regione Toscana e Accademia della Fiorentina siglano l’accordo che getta le basi del percorso verso l’inclusione della ‘tradizione e cultura gastronomica della bistecca alla fiorentina’ nella lista del patrimonio immateriale dell’Unesco.

E’ quanto prevede la delibera che ha avuto oggi il via libera della giunta di Palazzo Vecchio, su proposta dell’assessora allo Sviluppo economico Cecilia Del Re.
“L’accordo di oggi sarà la base di un percorso di candidatura che dovrà vedere la più ampia partecipazione possibile della comunità – ha detto l’assessora Del Re – Un percorso che sarà portato avanti dal comitato coordinato dall’Accademia della Fiorentina e che sarà supportato dal Comune di Firenze e dalla Regione Toscana”.
“Crediamo che sia importante sostenere questa iniziativa – commenta l’assessore regionale Marco Remaschi – perché la bistecca alla fiorentina è una delle più significative testimonianze dell’immenso patrimonio agroalimentare toscano fatto da prodotti unici, ottenuti grazie alle tradizioni e ai saperi millenari dei nostri agricoltori che con la loro fatica hanno reso la Toscana quello che è oggi, con i suoi paesaggi e con le sue eccellenze”.

Nell’ambito dell’accordo, la Regione Toscana si impegna a curare i rapporti con i ministeri competenti e con la filiera agricola e agroalimentare toscana, in modo da sollecitare gli operatori economici toscani a realizzare iniziative a supporto del processo di candidatura. Il Comune di Firenze si impegna a sostenere il processo di candidatura e ad attivare i propri canali di comunicazione per assicurare il più alto coinvolgimento della comunità locale e dare il massimo risalto alle attività del comitato promotore e dell’Accademia. L’Accademia della Fiorentina si impegna a coordinare il comitato promotore; elaborare e presentare la piattaforma per la procedura di riconoscimento; promuovere l’adesione a iniziative, la realizzazione di incontri divulgativi e altre azioni richieste.

Il comitato, che sarà costituito dall’Accademia della Fiorentina presieduta da Andrea Giuntini, vedrà un’ampia partecipazione della comunità locale, con rappresentanze dell’Amministrazione comunale e regionale, categorie economiche, mondo scientifico e degli altri soggetti rappresentativi della filiera del territorio. Nei mesi scorsi, il sindaco Dario Nardella ha accolto positivamente la proposta dell’Accademia della Fiorentina di farsi capofila della costituzione del comitato che lavorerà alla presentazione della candidatura. L’idea della candidatura era stata lanciata proprio dal sindaco in occasione dell’ultima assemblea dell’Accademia della Fiorentina. L’iter di candidatura alla lista del patrimonio immateriale Unesco è analogo a quello seguito per il Patrimonio culturale, con alcune variazioni legate proprio alla natura ‘non tangibile’ dell’arte di preparare la bistecca alla fiorentina per la quale si richiede il riconoscimento.

Il dossier di candidatura dovrà essere presentato dallo Stato (con firma finale del ministero competente) e dovrà soddisfare una serie di requisiti. In particolare, il documento dovrà dimostrare il ruolo del ‘bene immateriale’ come patrimonio culturale del territorio di riferimento; contribuire a garantire visibilità e consapevolezza del significato del patrimonio culturale immateriale e incoraggiare il dialogo, quindi riflettere la diversità culturale in tutto il mondo e testimoniare la creatività umana.

La candidatura deve prevedere la più ampia partecipazione possibile della comunità e dimostrare lo sviluppo di misure di salvaguardia per proteggere e promuovere il bene immateriale: dall’organizzazione di eventi dedicati e corsi di preparazione, alle misure di identificazione, documentazione e ricerca e valorizzazione.

L’Accademia della Fiorentina, con sede in via dei Ginori, è nata nel 1991 su iniziativa dell’Associazione fiorentina Macellai insieme ad artisti, uomini di cultura, cuochi, gestori di ristoranti tipici della città con l’obiettivo di valorizzare e diffondere gli aspetti enogastronomici culturali e storici legati e alla ‘Fiorentina’ quale eccellenza simbolo della città di Firenze.

Con la delibera di oggi, il Comune di Firenze nomina come proprio rappresentante nel comitato promotore (in qualità di osservatore) il titolare dell’Ufficio Unesco Carlo Francini. La Regione Toscana si impegna a nominare un proprio rappresentante nel comitato.

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‘Firenze Bio’, 200 espositori alla Fortezza da Basso

‘Firenze Bio’, 200 espositori alla Fortezza da Basso

La fiera torna alla Fortezza da Basso di Firenze dal 15 al 17 marzo con ingresso gratuito. Tre giorni di convegni, degustazioni e cooking show.

Quasi 200 espositori da undici regioni per la seconda edizione di Firenze Bio, la mostra mercato dei prodotti biologici e biodinamici. Dopo il debutto dello scorso anno, la fiera torna alla Fortezza da Basso di Firenze dal 15 al 17 marzo con ingresso gratuito. I visitatori troveranno specialità alimentari e non solo, di piccoli e grandi produttori che dimostrano un’attenzione particolare alla qualità del cibo e alla sua salubrità.

Nella tre giorni si potrà assaggiare e comprare i prodotti esposti, ma anche mangiare in un ristorante rigorosamente bio. Inoltre Firenze Bio propone convegni, degustazioni guidate, laboratori e cooking show. Tra questi, il workshop ‘Le opportunità oltre il biologico: soluzioni verso l’agrifood del futuro’ che venerdì 15 marzo metterà a confronto agricoltori, imprenditori e ricercatori del Cnr. Infine, la novità di quest’anno è l’arrivo all’interno della rassegna del ‘Terra nuova festival’, un’occasione per partecipare a incontri e convegni sulle tematiche affrontate dalla rivista Terra nuova.

L’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi ha ricordato che “parliamo di oltre 5mila aziende e il 25% della superficie agricola toscana dedicata a biologico e biodinamico. Inoltre a fare biologico sono soprattutto giovani e oltre il 40% sono donne, anche questi elementi ci devono far riflettere”. L’obiettivo, ha detto Remaschi, è “far diventare Firenze e la Toscana la regione del bio, è la sfida della Regione”. Il vicesindaco di Firenze, Cristina Giachi, ha ricordato lo sciopero mondiale per il clima in programma domani. “E’ importante – ha detto – diffondere la cultura del biologico anche attraverso i bambini, per raggiungere le famiglie. In questi giorni di protesta per il clima è importante ribadire che il cambiamento di abitudini è l’unico modo per un’inversione di tendenza”.

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‘Firenze Bio’, 200 espositori alla Fortezza da Basso

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La fiera torna alla Fortezza da Basso di Firenze dal 15 al 17 marzo con ingresso gratuito. Tre giorni di convegni, degustazioni e cooking show.

Quasi 200 espositori da undici regioni per la seconda edizione di Firenze Bio, la mostra mercato dei prodotti biologici e biodinamici. Dopo il debutto dello scorso anno, la fiera torna alla Fortezza da Basso di Firenze dal 15 al 17 marzo con ingresso gratuito. I visitatori troveranno specialità alimentari e non solo, di piccoli e grandi produttori che dimostrano un’attenzione particolare alla qualità del cibo e alla sua salubrità.

Nella tre giorni si potrà assaggiare e comprare i prodotti esposti, ma anche mangiare in un ristorante rigorosamente bio. Inoltre Firenze Bio propone convegni, degustazioni guidate, laboratori e cooking show. Tra questi, il workshop ‘Le opportunità oltre il biologico: soluzioni verso l’agrifood del futuro’ che venerdì 15 marzo metterà a confronto agricoltori, imprenditori e ricercatori del Cnr. Infine, la novità di quest’anno è l’arrivo all’interno della rassegna del ‘Terra nuova festival’, un’occasione per partecipare a incontri e convegni sulle tematiche affrontate dalla rivista Terra nuova.

L’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi ha ricordato che “parliamo di oltre 5mila aziende e il 25% della superficie agricola toscana dedicata a biologico e biodinamico. Inoltre a fare biologico sono soprattutto giovani e oltre il 40% sono donne, anche questi elementi ci devono far riflettere”. L’obiettivo, ha detto Remaschi, è “far diventare Firenze e la Toscana la regione del bio, è la sfida della Regione”. Il vicesindaco di Firenze, Cristina Giachi, ha ricordato lo sciopero mondiale per il clima in programma domani. “E’ importante – ha detto – diffondere la cultura del biologico anche attraverso i bambini, per raggiungere le famiglie. In questi giorni di protesta per il clima è importante ribadire che il cambiamento di abitudini è l’unico modo per un’inversione di tendenza”.

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La fiera torna alla Fortezza da Basso di Firenze dal 15 al 17 marzo con ingresso gratuito. Tre giorni di convegni, degustazioni e cooking show.

Quasi 200 espositori da undici regioni per la seconda edizione di Firenze Bio, la mostra mercato dei prodotti biologici e biodinamici. Dopo il debutto dello scorso anno, la fiera torna alla Fortezza da Basso di Firenze dal 15 al 17 marzo con ingresso gratuito. I visitatori troveranno specialità alimentari e non solo, di piccoli e grandi produttori che dimostrano un’attenzione particolare alla qualità del cibo e alla sua salubrità.

Nella tre giorni si potrà assaggiare e comprare i prodotti esposti, ma anche mangiare in un ristorante rigorosamente bio. Inoltre Firenze Bio propone convegni, degustazioni guidate, laboratori e cooking show. Tra questi, il workshop ‘Le opportunità oltre il biologico: soluzioni verso l’agrifood del futuro’ che venerdì 15 marzo metterà a confronto agricoltori, imprenditori e ricercatori del Cnr. Infine, la novità di quest’anno è l’arrivo all’interno della rassegna del ‘Terra nuova festival’, un’occasione per partecipare a incontri e convegni sulle tematiche affrontate dalla rivista Terra nuova.

L’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi ha ricordato che “parliamo di oltre 5mila aziende e il 25% della superficie agricola toscana dedicata a biologico e biodinamico. Inoltre a fare biologico sono soprattutto giovani e oltre il 40% sono donne, anche questi elementi ci devono far riflettere”. L’obiettivo, ha detto Remaschi, è “far diventare Firenze e la Toscana la regione del bio, è la sfida della Regione”. Il vicesindaco di Firenze, Cristina Giachi, ha ricordato lo sciopero mondiale per il clima in programma domani. “E’ importante – ha detto – diffondere la cultura del biologico anche attraverso i bambini, per raggiungere le famiglie. In questi giorni di protesta per il clima è importante ribadire che il cambiamento di abitudini è l’unico modo per un’inversione di tendenza”.

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Latte ovi-caprino, firmato protocollo d’intesa per rilanciare il settore

Latte ovi-caprino, firmato protocollo d’intesa per rilanciare il settore

Il protocollo prevede il rilancio e potenziamento del comparto ovi-caprino da latte toscano concentrando gli sforzi sulla promozione e sul sostegno a tutta la filiera. 2 milioni di euro di finanziamenti per arginare la crisi ed un altro milione per i danni da predatori.

Il protocollo è stato firmato oggi a Firenze e che coinvolge tutti i soggetti che fanno parte del tavolo di filiera attivato dalla Regione: organizzazioni professionali agricole, le centrali cooperative, i Consorzi di tutela delle denominazioni d’origine protetta dei formaggi e i caseifici operanti in Toscana. Un protocollo che mette subito sul piatto 2 milioni di euro per arginare una situazione di crisi che si è aggravata, a fine 2018, dopo le ristrutturazioni decise da alcuni importanti gruppi industriali nazionali che hanno determinato pesanti ripercussioni sugli allevatori toscani. A questo si aggiunge poi un altro milione di euro che la giunta ha recentemente deliberato per i danni da predatori.

Il rilancio del comparto ovi-caprino da latte toscano, secondo il protocollo, passa anzitutto dalla realizzazione di azioni comuni che puntano a rendere più efficienti i rapporti tra tutti i soggetti della filiera attraverso il coinvolgimento sia degli allevatori che delle aziende che si occupano della trasformazione e della commercializzazione. Ma anche da azioni di rafforzamento della presenza sui mercati nazionali ed esteri, grazie ad interventi ad hoc di promozione e informazione.

Per quanto riguarda la Regione, vengono investiti 2 milioni di euro per la promozione e per dare sostegno a tutta la filiera. Per la promozione ed il potenziamento della presenza sui mercati nazionali e soprattutto internazionali, vengono messi a disposizione 700 mila euro, con un’attenzione particolare alla promozione dei formaggi ovini a denominazione di origine protetta come il Pecorino Toscano DOP ed il Pecorino delle Balze Volterrane DOP.

Gli altri 1,3 milioni di euro saranno direttamente messi a disposizione degli allevatori per dare risposta ai loro problemi: perdita di produzione a seguito di attacchi di predatori, aiuti per l’acquisto di animali riproduttori iscritti nei libri genealogici, investimenti nelle aziende zootecniche finalizzati a una corretta gestione del pascolo, utilizzo sostenibile delle risorse e alla conservazione del paesaggio.

Inoltre la Regione si impegna a presentare alla Commissione Europea nel 2019, in occasione della proposta di modifica del PSR 2014-2020, l’integrazione di alcune misure agro-climatico-ambientali. In particolare introducendo interventi mirati al sostegno del settore ovi-caprino: per il tipo di operazione 10.1.1 “Conservazione del suolo e della sostanza organica” è prevista l’aggiunta di una linea di intervento che remuneri la coltivazione di leguminose poliennali destinate all’allevamento; per il tipo di operazione 10.1.3 “Miglioramenti di pascoli e prati-pascolo a finalità ambientali”, è prevista la modifica dei criteri di ammissibilità e gli impegni previsti. Inoltre, in caso di esito positivo del negoziato con la Commissione, sono previste anche modifiche al piano finanziario del programma per garantire un’adeguata dotazione finanziaria per le operazioni indicate.

Da parte loro le Organizzazioni professionali agricole e le centrali cooperative si impegnano a realizzare tutta una serie di attività per far aderire i propri associati alle iniziative comprese nel protocollo, a organizzare incontri divulgativi e informativi rivolti alle imprese anche per far conoscere le opportunità finanziate dalla Regione, a monitorare costantemente i principali indicatori economici di filiera e comparto, a dare informazione e fornire assistenza ai propri associati sul versante della tracciabilità e delle certificazioni volontarie con particolare attenzione alle produzioni a denominazione d’origine protetta toscane.

In aggiunta a questo poi la giunta regionale ha stanziato ulteriori 500mila euro per i danni diretti (uccisione di capi di bestiame) causati dai predatori (per il 2018) e 500mila euro in due anni per la lotta al randagismo e per supportare, attraverso il lavoro di veterinari specializzati, gli allevatori nella difesa degli attacchi da predatori.

 

Gimmy Tranquillo ha intervistato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi:

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