Il vino toscano vale 1 miliardo di euro

Il vino toscano vale 1 miliardo di  euro

Complessivamente nella regione si contano 22 mila aziende con viti, 15 mila delle quali a vino Dop. Venti sono le cantine sociali, la cui produzione è pari al 13% del totale regionale.
Il vitigno più rappresentativo è il Sangiovese, con il 62%

E’ di un miliardo di euro, circa 850 milioni di euro per i Dop cui si aggiungono 148 milioni per gli Igp, il valore stimato del vino toscano. E’ la fotografia scattata oggi da Ismea in occasione dell’avvio delle Anteprime di Toscana, settimana di presentazione delle nuova annate.
Proprio l’ultima annata, la 2017, è stata caratterizzata da una forte siccità e si presenta come una delle più scarse in termini di produzione con 2,3 milioni di quintali di uve che
hanno generato 1,6 milioni di ettolitri, in calo del 38% rispetto all’anno precedente. Complessivamente nella regione si contano 22 mila aziende con viti, 15 mila delle quali a vino Dop. Venti sono le cantine sociali, la cui produzione è pari al 13% del totale regionale.
Il vitigno più rappresentativo è il Sangiovese, con il 62% dell’intera superficie iscritta allo schedario viticolo, seguito dal Merlot e dal Cabernet Sauvignon rispettivamente con l’8 e il
6 per cento. Nel complesso la Toscana conta 58 riconoscimenti tra Dop e Gip (11 Docg, 41 Doc e 6 Igp).
A livello di export le prime cinque destinazioni (Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Canada e Svizzera) per rilevanza in valore, hanno perso il 5% del mercato nel 2016 e sono rimaste
ferme nel 2017, mentre le restanti destinazioni sono cresciute del 2% nel 2016 e del 3% nel 2017.

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A Firenze il carnevale nei mercati di ‘Campagna Amica’

A Firenze il carnevale nei mercati di ‘Campagna Amica’

Tornano domani, Venerdì 9 Febbraio, in Piazza Indipendenza e Sabato 10 Febbraio, nel Piazzale del Re alle Cascine, i mercati della filiera corta di Coldiretti.

 

Con il Carnevale torna nel cuore di Firenze il mercato contadino a chilometri zero. Domani venerdì 9 febbraio, dalle ore 8.30 alle 13.30, in Piazza Indipendenza e sabato 10, dalle 8.30 alle 12.30, nel Piazzale del Re alle Cascine. Le aziende agricole lasciano le campagne per portare nel centro della città le specialità locali esclusive per preparare i dolci tipici del carnevale, dai cenci alla schiacciata.

“I Mercati Campagna Amica che Coldiretti ha diffuso su tutto il territorio nazionale e regionale – ha detto Tulio Marcelli presidente di Coldiretti Toscana – sono l’occasione di incontro tra gli agricoltori e i consumatori che possono acquisire consigli su come ridurre gli sprechi in cucina, su come conservare al meglio gli alimenti, ma anche come utilizzare i prodotti della natura per pulire abiti, locali o oggetti, fare la pasta o il pane in casa, preparare un maquillage fai da te a costo zero”.

“I cittadini che accordano la loro preferenza ai prodotti ‘Made in’ – sottolinea Antonio De Concilio direttore di Coldiretti Toscana – oltre a regalarsi gusto e salubrità, creano un’occasione per aiutare l’economia locale. Anche per questo Carnevale fioriscono le iniziative lungo tutto lo stivale che è possibile conoscere tramite il sito www.campagnamica.it. A Firenze riproponiamo i mercati nel cuore della città come occasione per riscoprire i sapori ed i colori della tradizione toscana”.

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In vendita la cioccolata Toscana che “fa bene al cuore”

In vendita la cioccolata Toscana che “fa bene al cuore”

Dopo anni di studi la cioccolata che fa bene al cuore, la ‘Toscolata’, approda finalmente sul mercato. Si tratta di una cioccolata messa a punto nell’ambito dell’omonimo progetto di ricerca, finanziato dalla Regione Toscana e condotto da Cnr, Università e Scuola Sant’Anna di Pisa e dall’Università di Siena.

La ‘Toscolata’ è disponibile in un cofanetto con tavolette da 40 grammi ciascuna. La nuova confezione è disponibile per l’acquisto a Pisa, presso lo shop della Sant’Anna e nei punti vendita di Vestri Cioccolato, l’azienda che produce e confeziona la Toscolata nello stabilimento di Arezzo.
Per il cacao, è stato previsto esclusivamente l’utilizzo di varietà pregiate, provenienti dalle piantagioni della Repubblica Dominicana e scelte per la loro capacità di amalgamarsi agli altri ingredienti, tutti di origine toscana. Al cioccolato fondente di alta qualità così ottenuto, spiega una nota della Sant’Anna, “vengono infatti aggiunti prodotti vegetali noti per le proprietà antiossidanti come le mele essiccate di varietà autoctone del Casentino e l’olio extravergine di oliva di alta qualità, prodotto con la supervisione dell’azienda sperimentale Santa Paolina dell’Ivalsa-Cnr a Follonica (Grosseto): grazie alle molecole bioattive e alle pregevoli qualità organolettiche, la ‘Toscolata’ ha dimostrato che può ridurre gli effetti di alcuni fattori di rischio responsabili delle malattie cardiovascolari”

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Turismo: boom enogatronomico, Toscana al top

Turismo:  boom enogatronomico, Toscana al top

Un italiano su tre ha svolto almenoun viaggio motivato dall’enogastronomia negli ultimi tre anni. i turisti enogastronomici salgono al 30%. E la Toscana risulta la destinazione ‘top’ per gli italiani. È una delle principali evidenze che emergono dal ‘Primo Rapporto sul turismo enogastronomico italiano’, presentato oggi a Milano.

Lo studio traccia un quadro sul settore e delinea le tendenze di un segmento in forte crescita in tutto il mondo. Sotto l’egida dell’Università degli studi di Bergamo e della World Food Travel Association, con il patrocinio di Touring Club, Ismea Qualivita,
Federculture e la collaborazione di Seminario Veronelli e The ForkTripAdvisor,
Roberta Garibaldi, esperta a livello nazionale e internazionale di turismo enogastronomico, ha coordinato l’Osservatorio e ha promosso la ricerca.

La regione più desiderata dai turisti italiani è la Toscana, ma si riscontra un forte interesse per il Sud, in primis Sicilia e Puglia. Molte regioni hanno un potenziale inespresso e non vengono percepite come mete enogastronomiche rilevanti, nonostante siano ricche di
eccellenze. Lombardia, Piemonte e Veneto, ad esempio, vantano un’offerta che in termini numerici si colloca immediatamente dietro alla Toscana. Emergono, quindi, opportunità di miglioramento nella visibilità di questi luoghi.
Nel dettaglio, dal Rapporto emerge che il 63% dei turisti italiani valuta importante la presenza di un’offerta enogastronomica o di esperienze tematiche quando sceglie la meta del viaggio. Elementi imprescindibili sono qualità e sostenibilità: il tema green non è
driver di scelta solo per le produzioni agroalimentari, ma anche per il 42% delle strutture ricettive e degli eventi.

Risulta sempre più evidente come la ‘gastromania’ stia condizionando la scelta dei viaggi. Gli italiani si muovono anche per cercare esperienze legate al cibo eal vino. Un atteggiamento sempre più simile a quello di molti stranieri.  Le esperienze food più popolari, dopo il mangiare piatti tipici del luogo in un ristorante locale (indicata dal 73% dei turisti), sono visitare un mercato con prodotti del territorio (70%) e comprare cibo da un food truck (59%).
Forte è pure l’interesse verso il beverage, non solo vino, ma anche birra locale. Nonostante l’interesse sia molto alto, il mercato mostra ancora ulteriori margini di crescita. Esiste un gap fra le esperienze desiderate ed effettivamente fruite, molto ampio nel caso di proposte quali andare alla scoperta di cibo con un esperto enogastronomico (40%) e partecipare a un viaggio enogastronomico di più giorni organizzato da un’agenzia di viaggio o da un tour operator (36%).
Infine, gli italiani all’estero: anche se desiderano conoscere le tradizioni culinarie del Paese in cui si recano, ci sono prodotti a tradizioni culinarie del Paese in cui si recano, ci sono prodotti a cui non vorrebbero rinunciare: sono i grandi classici, pasta, pizza, vino italiano e caffè.

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Scuola Firenze: cibo da casa, solo 44 bambini su oltre 20 mila ne fanno uso

Scuola Firenze: cibo da casa, solo 44 bambini su oltre 20 mila ne fanno uso

Resi noti i primi dati ufficiali della novità introdotta da quest’anno nelle scuole di Firenze. Solo lo 0.2% non usufruisce del pasto comunale.

Dopo il via libera, anche nelle scuole di Firenze, ai cibi preparati a casa, i dati premierebbero il servizio mensa che dopo la bufera di polemiche sui menù rivisitati dell’anno scorso, sembra stia vivendo una stagione di ritrovata fiducia da parte delle famiglie. Solo 44 bambini su 22.031 farebbero uso infatti del cosiddetto ‘pasto domiciliare’ a seguito della scelta ad inizio anno scolastico da parte delle famiglie di sottoscrivere un modulo per chiedere l’esenzione dei figli dal servizio mensa, scelta che una volta fatta è in vigore fino a giugno. È stato lo stesso ministero dell’Istruzione a vedersi costretto, dopo la sentenza della Corte d’appello di Torino, a inviare alle scuole una circolare che aprisse al pasto “fai da te” nel rispetto delle ”condizioni igienico-sanitarie” e vietando lo scambio di alimenti tra alunni.

Oltre al sapere chi ha il pranzo al sacco e chi mangia il cibo della mensa, Palazzo Vecchio avrebbe anche  monitorato in questi primi quattro mesi che tipo alimenti vengono portati da casa e purtroppo di quei 44 bambini 15 farebbero uso quotidiano di Junk food, ovvero schiacciate, pizze e panini e comunque non verrebbe mai fatto portare un pranzo completo dal punto di vista nutrizionale, con latitanza di verdure, pesce e reiterazione della stessa tipologia di cucinato, di affettato o di frutta. C’è dunque anche nel cibo portato da casa una preoccupazione che riguarda la qualità rispetto alla dieta alimentare che dovrebbe seguire il bambino o la bambina. Rispetto invece al menù della mensa gli aggiustamenti di questo anno scolastico con l’aumento di alcune grammature, la sostituzione di alcune ricette e la modifica di qualche abbinamento sembrano trovare un maggior gradimento rispetto alle proteste dell’anno scorso.

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