Gavinana: notte bianca del cibo dedicata a Artusi

Gavinana: notte bianca del cibo dedicata a Artusi

Nell’anno del cibo italiano, sabato 4 agosto, ci sarà la Notte bianca nel quartiere 3 dedicata a Pellegrino Artusi, un tributo al suo ruolo di scrittore, gastronomo e critico letterario. Inoltre sarà “Un’altra bella iniziativa per vivere la piazza d’estate” sottolinea il presidente del Quartiere 3.

Una notte bianca del cibo italiano dedicata a Pellegrino Artusi in occasione dell’anniversario della sua nascita.

L’evento, in programma sabato 4 agosto presso lo Spazio eventi del Centro Coop Gavinana di piazza Bartali, unirà idealmente Firenze alla sua città natale, Forlimpopoli nell’ambito dell’anno (il 2018) del cibo italiano nel mondo e dei patrimoni Unesco.

Un tributo al ruolo di Artusi, scrittore, gastronomo e critico letterario e al suo ricettario: “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, presente in tutte le famiglie italiane e tradotto in numerose lingue del mondo. Una notte bianca all’insegna del cibo e della musica con lo spettacolo ‘A fuoco lento’ ideato da Luisanna Messeri con il gruppo musicale La Banda della Ricetta.

“Un’altra bella iniziativa per vivere la piazza d’estate”, ha detto il presidente del Quartiere 3 Alfredo Esposito “e questa volta attraverso un evento legato alla cultura e al cibo”.

In scena sapori e saperi musicali tratti dal repertorio folk della tradizione popolare italiana, da composizioni originali di Clara Graziano e da brani portati al successo da alcuni grandi interpreti come Domenico Modugno (La cicoria e ‘O cafè), Caterina Bueno (Fagioli ‘olle ‘otenne), Nino Ferrer (Il baccalà), Piero Ciampi (Il vino) Antica locanda dell’Angelo e altri.

La Banda della Ricetta reinterpreta con nuovi arrangiamenti tutto questo materiale tirando fuori sapori di klezmer, di musica circense, di jazz. Un viaggio tra cibo e musica andando alla scoperta di una collezione di pietanze sonore e storie gustose. A

Appuntamento a partire dalle 19, ingresso libero. La mattina del 4 agosto in programma una diretta di Radio Toscana dal piano terra del Mercato Centrale dedicata ad Artusi e alla notte bianca.

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Firenze: un milione dalla Regione per il memoriale di Auschwitz

Firenze: un milione dalla Regione per il memoriale di Auschwitz

Il memoriale è l’opera dello studio milanese Belgiojoso, ma con il contributo anche, tra gli altri, di Primo Levi e Maio “Pupino” Samonà, che dal 1980 fino al 2015 ha trovato casa nel Block 21 del campo di sterminio nazista in Polonia e poi è stato ‘sfrattato’, impacchettato ed è tornato in Italia, accolto dalla Regione Toscana.

Il milione di euro, messo a disposizione del Comune di Firenze, primo lotto di una serie di interventi, servirà in particolare a realizzare un nuovo solaio ed adattare il nuovo ambiente, impianti elettrici e di riscaldamento compresi, per ospitare l’installazione. I dettagli stanno tutti nell’accordo di programma che ha ricevuto il via libera nei giorni scorsi. Il progetto esecutivo è già stato approvato. Nel cronoprogramma delle attività l’appalto è previsto tra maggio e luglio, con inizio dei lavori ad agosto e inaugurazione per marzo 2019.

“La Regione Toscana da parecchi anni lavora sul fronte della memoria, a partire dai ragazzi – sottolinea la vice presidente ed assessore alla cultura, Monica barni – . C’e il treno della Memoria diretto ad Auschwitz, negli anni dispari, e il meeting al Mandela Forum, con ottomila studenti, in quelli pari. Per questo, fin da quando nell’ottobre del 2013 l’allora presidente dell’Aned Gianfranco Maris ci scrisse chiedendoci di salvare il Memoriale, la Regione si è dichiarata disponibile ad accoglierlo in Toscana”.

Con l’avvio dei lavori, nei prossimi mesi, sarà pubblicato anche un avviso con un concorso con un invito a presentare progetti per l’allestimento didattico dello spazio, per raccontare lo sterminio degli ebrei ma anche l’internamento dei militari italiani dopo l’8 settembre, la deportazione politica e degli omosessuali, dei rom e sinti.

Il progetto è del resto ampio. Il Memoriale non sarà ‘solo’ un monumento, ma un centro attivo di formazione e diffusione della conoscenza: un museo non-museo, moderno e multimediale, uno spazio dedicato non solo alla Shoah ma a tutti gli stermini. E di fianco, in una nuova palazzina, sarà allestita una mostra sulla Resistenza e troverà posto la sede dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani. Non mancherà neppure una biblioteca. “Avere a Firenze il Memoriale, all’interno di una struttura attiva – conclude Barni – consentirà ogni giorno a studenti e cittadini di entrare in diretto contatto con la storia passata e di alimentare e attivarne la memoria”.

Reso inaccessibile al pubblico dal 2011 per decisione della direzione del museo polacco, che da tempo aveva chiesto di rimuovere o cambiare la testimonianza italiana perché considerata troppo opera d’arte e troppo poco monumento documentale, non in linea con gli altri memoriali ed allestimenti, il Memoriale italiano arriva inscatolato a Firenze nel 2015 e trova subito nuova casa nello spazio ex Ex3 del quartiere Gavinana a Firenze, centro per l’arte contemporanea aperto nel 2009, inutilizzato dal 2012 e destinato a diventare polo della memoria.

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