Unity in diversity, il premio La Pira a Genova, Matera e Nuevo Cuscatlàn

Unity in diversity, il premio La Pira a Genova, Matera e Nuevo Cuscatlàn

Genova, Matera, la città dello stato di El Salvador in Centro America Nuevo Cuscatlàn, sono le tre città vincitrici del premio Giorgio La Pira. Oggi la consegna da parte del sindaco Nardella

Genova, Matera, la città dello stato di El Salvador in Centro America Nuevo Cuscatlàn, sono le tre città vincitrici del premio Giorgio La Pira, istituito nel 2015 in occasione del forum Unity in diversity, che riunisce a Firenze decine di sindaci da tutto il mondo nel nome della pace e della cultura. A premiare le città è stato il sindaco Dario Nardella, che oggi ha chiuso la tre giorni di eventi internazionali promossi da Firenze, ovvero la prima conferenza delle capitali europee della cultura, e a seguire Unity in diversity, giunto alla quarta edizione.

Il premio è andato a Genova “per lo spirito di solidarietà e di resilienza che ha contraddistinto il capoluogo ligure all’ indomani della tragedia del viadotto Morandi che ha causato lutto, sofferenza e devastazione. In particolare per il coraggio, la forza e la dignità delle famiglie colpite, dei cittadini e dei soccorritori, per la dignità e la capacità di reazione della comunità e per l’impegno delle istituzioni locali nel fronteggiare un grave evento cittadino e nazionale”.

A Matera “per la sua capacità di proiettarsi nella comunità internazionale, per la sua determinazione e apertura al cambiamento. Per la tenacia nel capovolgere stereotipi culturali che le ha valso la designazione a Patrimonio Culturale Unesco prima e a Capitale Europea della Cultura del 2019. In particolare per l’impegno congiunto di cittadini, associazioni e istituzioni a favore di iniziative e progetti inclusivi che ne fanno una delle città simbolo di un sistema culturale integrato”.

Infine alla città di Nuevo Cuscatlàn “per il costante impegno e le misure adottate dall’amministrazione locale e per i risultati conseguiti nello sforzo di promuovere il miglioramento delle condizioni di vita dei propri cittadini, attraverso programmi a sostegno del progresso sociale e culturale e per lo sviluppo della comunità locale in un contesto nazionale di particolare complessità”.

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Nardella a Toninelli su aeroporto: ”pista nuova senza se né ma”

Nardella a Toninelli su aeroporto: ”pista nuova senza se né ma”

“Sono qui per difendere Firenze da ogni tentativo di affossamento dei progetti di sviluppo del nostro territorio, a cominciare dall’aeroporto. Giù le mani dalla città: l’aeroporto di Firenze con la pista nuova a nuovo orientamento va fatta senza se e senza ma”. Così il sindaco di Firenze Dario Nardella, oggi a margine di una iniziativa in Palazzo Vecchio, ha commentato parlando con i giornalisti il tweet, di ieri, del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

Nel post Toninelli diceva che “il governo del cambiamento userà senza sprechi i soldi pubblici sull’aeroporto di Firenze”. “Stiamo parlando prima di tutto della sicurezza di un’infrastruttura importantissima come l’aeroporto di Firenze – aggiunge Nardella – Non si può dire all’indomani della caduta del ponte di Genova che bisogna investire sulla sicurezza delle opere pubbliche e poi quando è in gioco un progetto strategico che punta come primo obiettivo ad aumentare l’operatività dell’aeroporto in condizioni di sicurezza, che i soldi non ci sono perché sarebbero uno spreco. Ci vuole chiarezza”.

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Dell’Orco su decreto ‘Genova’ e tutela Trenitalia Firenze

Dell’Orco su decreto ‘Genova’ e tutela Trenitalia Firenze

Michele dell’Orco si è espresso sul decreto ‘Genova’ che “dovrebbe già arrivare questa settimana, quindi siamo al lavoro per quello: questa è la nostra priorità”, inoltre il sottosegretario è interessato alla tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori Trenitalia presenti a Firenze.

Il decreto ‘Genova’ per la sicurezza delle infrastrutture “dovrebbe già arrivare questa settimana, quindi siamo al lavoro per quello: questa è la nostra priorità”. Lo ha detto Michele Dell’Orco, sottosegretario alle Infrastrutture, a margine di una visita all’Impianto dinamico polifunzionale di Trenitalia a Firenze.

“Stiamo facendo un’analisi delle infrastrutture, dei ponti in tutte le regioni”, ha spiegato “compresa la Toscana. Adesso la priorità è all’attività manutentiva, sia delle infrastrutture, e naturalmente anche dei mezzi, un po’ quello che si fa in questa officina”.

A proposito delle frizioni fra il ministro Danilo Toninelli e il commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Toti, Dell’Orco ha detto che “non ci sono grandi incomprensioni in realtà, il governo è unito, ma neanche con gli enti locali, che si devono occupare di trovare una casa anche agli ultimi sfollati. Questa è la loro prima attività”.

“Abbiamo avuto piena rassicurazione che saranno tutelati i livelli occupazionali, e in generale il lavoro manutentivo che viene fatto in questa sede” afferma Michele Dell’Orco riferendosi ai lavoratori di Trenitalia presenti alle stazioni fiorentine.

“Addirittura”, ha spiegato “è previsto per i prossimi anni un incremento sia tecnologico sia di nuovi treni e carrozze che dovranno essere lavorate proprio in questa sede. Quindi portiamo buone notizie: ovviamente vigileremo nei prossimi mesi affinché questo venga confermato naturalmente da Trenitalia”

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Anche a Pisa arriva la protesta contro Benetton

Anche a Pisa arriva la protesta contro Benetton

Ad organizzare la protesta contro Benetton, con un volantinaggio\presidio in Corso Italia, il Sindacato generale di base e il Partito Comunista, che hanno dichiarato in una nota: ”Sono trascorsi pochi giorni dalla strage di Genova, nel frattempo ogni giorno ci sono morti sul\per il lavoro, le nostre vite sono calpestate in nome dei profitti che negli ultimi decenni sono stati incrementati dalle privatizzazioni.”

”Anche a Pisa e provincia si registrano innumerevoli problemi legati alla scarsa manutenzione del territorio, delle strade, conseguenza anche dello smantellamento delle province e delle sue funzioni. Autostrade per l’Italia, società per azioni con maggior azionista la famiglia Benetton, aveva in gestione anche il Ponte Morandi. La responsabilità di fondo per quanto accaduto a Genova come in molte altre occasioni è di chi ha fatto prevalere all’interesse pubblico, quello del profitto privato. E’ di quelle forze politiche, sostenute dai soliti sindacati amici, che hanno privatizzato i settori strategici del nostro Paese, a partire da quello dei trasporti.”

Proseguono: ”L’ingresso nell’Unione Europea (del Trattato di Maastricht del 92) ci chiedeva la massima liberalizzazione da tutti i “lacci e lacciuoli” che impedivano il “libero mercato”, come la proprietà statale di settori industriali e beni come le autostrade. Erano i Governi “tecnici” che realizzarono in quegli anni privatizzazioni di entità seconda solo al Giappone (vedi relazione della Corte dei Conti 2010). In molti parlano ora dei danni creati dalle privatizzazioni, pochi vogliono nazionalizzare le aziende svendute ai privati e con contratti assolutamente favorevoli.”

”Lo stato in questi anni ha abdicato ad ogni controllo e intervento, i soldi pubblici non si utilizzano per lavori socialmente utili ma solo per regalie alle imprese, per sgravi fiscali e contributi a perdere ottenendo in cambio solo precarietà. Invertire la tendenza alle privatizzazioni, rompere con i patti di stabilità e i dettami di Maastricht per investire nella tutela del territorio, per non favorire gli interessi delle multinazionali, per riprendere in mano le nostre vite sottraendole alle logiche del profitto”.

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Cascine: Minuto di silenzio per Genova e Pollino

Cascine: Minuto di silenzio per Genova e Pollino

All’apertura della Festa dell’Unità a Firenze si è fatto un minuto di silenzio per le vittime di Genova e del Pollino, presenti Renzi, Minniti, Sgarbi e Mentana, non c’è invece la Boschi.

La Festa dell’Unità a Firenze si è aperta con il simbolico taglio di un nastro tricolore e un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso, per le vittime del disastro del Ponte Morandi a Genova e della tragedia del Pollino in Calabria.

All’inaugurazione, tra gli altri, prendono parte il sindaco Dario Nardella e il direttore dell’Espresso Marco Damilano, che presenterà il suo libro ‘Un atomo di verità. Aldo Moro e la fine della politica in Italia’ (Feltrinelli).

Alla kermesse democratica fiorentina, che andrà avanti fino al 16 settembre nel parco delle Cascine, ci saranno il segretario Pd Maurizio Martina, Matteo Renzi (che, si apprende, ha confermato la presenza ma non ancora una data), gli ex ministri Marco Minniti, Graziano Delrio, Luca Lotti e poi, tra gli altri, Vittorio Sgarbi ed Enrico Mentana. Non ci sarà, invece, Maria Elena Boschi.

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