Germania condannata a risarcire le vittime della Strage Marzabotto

Germania condannata a risarcire le vittime della Strage Marzabotto

La giudice del Tribunale civile di Bologna, Alessandra Arceri, ha condannato la Germania a risarcire le vittime degli eccidi perpetrati a Monte Sole, Marzabotto, dalle ‘Waffen SS’ dal 29 settembre al 5 ottobre 1944.

La notizia è riportata dall’edizione bolognese di Repubblica, la sentenza emessa dal Tribunale contro la Germania, sottolinea in particolare che i soldati tedeschi, “come accertato dal Tribunale Militare di La Spezia nella sentenza resa il 13 gennaio del 2007”, agirono “in esecuzione dell’ordine loro impartito di ‘uccidere tutti e distruggere tutto’.

Come riporta Repubblica “È questo il cuore della sentenza con cui la giudice Alessandra Arceri del Tribunale di Bologna ha condannato la Repubblica federale tedesca a risarcire le vittime degli eccidi perpetrati a Monte Sole dalle “Waffen SS” dal 29 settembre al 5 ottobre 1944. Un procedimento promosso in sede civile da 33 familiari ed eredi di alcune delle 800 vittime della strage di Marzabotto che, a distanza di quasi 80 anni, hanno chiesto alla Germania di pagare per i crimini di guerra e i massacri commessi dai propri soldati. Si tratta di una sentenza importante perché pone in secondo piano una pronuncia della Corte internazionale dell’Aja – secondo cui gli stati godono di un’immunità rispetto a crimini di guerra commessi dai propri militari – confermando il diritto delle vittime a chiedere giustizia non solo sul piano penale, portando alla sbarra gli esecutori materiale dei crimini, ma anche civile chiedendone conto ai governi che stanno dietro gli eserciti”.

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Il Governo tedesco spinge l’Unione Europea ad acquistare Sputnik V

Il Governo tedesco spinge l’Unione Europea ad acquistare Sputnik V

Il Governo Tedesco insiste che la Commissione Europea dovrebbe procedere ad acquistare dosi di vaccino Sputnik V per gli Stati Membri prima ancora che sia approvato dall’EMA.

La Germania spinge affinchè l’Unione Europea acquisti dosi del vaccino russo Sputnik V. L’EMA, l’Ente del Farmaco Europeo, si sta già occupando della procedura di controllo per l’approvazione del vaccino. EMA ha annunciato di aver ricevuto i primi dati forniti dalla Russia in merito agli esiti delle vaccinazioni con Sputnik V e che li sta analizzando.

EMA non ha ancora comunicato la data in cui dovrebbero finire i controlli e quindi ottenere l’eventuale autorizzazione all’acquisto, distribuzione e somministrazione sul territorio europeo. La Germania suggerisce di procedere all’acquisto di Sputnik V in modo indipendente dall’approvazione di EMA.

Alcuni Paesi europei come l’Ungheria e la Slovacchia hanno già acquistato dosi di Sputnik V dalla Russia senza attendere l’approvazione di EMA provocando alcuni attriti con la Commissione Europea.

Tuttavia le trattative dell’Unione Europea con il Governo russo per l’accesso alle forniture di vaccino non sono ancora iniziate. Perchè la Commissione Europea agisca sono necessarie le richieste da parte di quattro paesi membri del Consiglio Europeo.

Fino ad oggi la procedura adottata dall’Unione Europea per l’acquisto di dosi prevedeva l’approvazione definitiva da parte di EMA. Successivamente si procedeva all’acquisto, come un soggetto unico, e poi alla distribuzione ai singoli Stati Membri secondo un criterio proporzionale.

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“Paziente zero venuto dalla Germania”

“Paziente zero venuto dalla Germania”

Sarebbe arrivato dalla Germania tra il 25 e il 26 gennaio il paziente zero, dal quale è partito il focolaio italiano di Covid-19 a Codogno.

Lo indica, ha anticipato il Fatto quotidiano, l’analisi di cinque sequenze genetiche del coronavirus SarsCoV2, tre delle quali ottenute il 4 marzo e relative ai virus isolati in Lombardia dal gruppo dell’Università Statale di Milano e Ospedale Sacco diretto da Massimo Galli, una del virus isolato dall’Istituto San Raffaele di Milano e una del virus isolato dall’Istituto Superiore di Sanità, analisi fatte appunto, con lo scopo di risalire al paziente zero.

Lo studio, ha detto Galli, è in via di pubblicazione e riguarda sequenze genetiche che “sono vicine fra loro nel ramo dell’albero filogenetico del virus, immediatamente successive a una sequenza del virus isolato a Monaco”, ha aggiunto riferendosi al caso di trasmissione asintomatica avvenuto in gennaio in un gruppo di persone contagiate da una collega che arrivava dalla Cina, descritto sul New England Journal of Medicine.

“Siamo in grado di dire con ogni verosimiglianza che l’epidemia in Italia, per quanto riguarda la zona rossa o gran parte di essa, derivi da questo episodio tedesco”.

Quanto all’origine primaria del virus, è confermata la derivazione dalla Cina. Per Galli “c’è un ramo dell’albero filogenetico del coronavirus che comprende le cinque sequenze italiane, una finlandese, due tedesche, una messicana e una brasiliana e tutte hanno un’unica derivazione: la più vicina anche cronologicamente è quella di Monaco di Baviera.

La nostra ipotesi, che comincia ad avere un’importante base di dati, è che qualcuno si sia infettato dopo quelle riunioni a Monaco con la manager arrivata da Shanghai e poi abbia portato l’infezione qui”.

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