“FALSTAFF” o “L’Educazione del Principe” in scena al Teatro della Arti

“FALSTAFF” o “L’Educazione del Principe” in scena al Teatro della Arti

Liberamente ispirato a William Shakespeare, Arrigo Boito e Giuseppe Verdi, “FALSTAFF” o “L’Educazione del Principe” è il nuovo progetto drammaturgico ideato dal regista Gianfranco Pedullà, in scena da venerdì 11 a domenica 13 maggio al Teatro delle Arti di Lastra a Signa (Firenze).

“Questa nostra versione della commedia shakespeariana – racconta il regista Gianfranco Pedullà –  si è quasi naturalmente incrociata con l’opera lirica FALSTAFF di Giuseppe Verdi, ultima creazione del grande musicista italiano rappresentata per la prima volta alla Scala di Milano il 9 febbraio 1893.

Il nostro testo – continua – è per molte parti fondato sul libretto dell’opera verdiana scritto dal poeta/musicista Arrigo Boito (di fatto una riduzione lirica de “Le allegre comari di Windsor” di Shakespeare): ne è nato uno spettacolo teatrale molto musicale, pieno di ritmo e di coralità, un grande gioco scenico completamente dedicato al pubblico, al piacere degli spettatori di incontrare il grande personaggio Falstaff e la sua banda di abitanti notturni dell’Osteria della Giarrettiera dove il nostro eroe, di fatto, vive e compie le sue imprese.

A fronte di questa tensione leggera, il testo si nutre di alcuni frammenti dell’Enrico IV di Shakespeare, dove vediamo Falstaff impegnato ad educare il Principe di Galles nel suo mondo dell’Osteria della Giarrettiera, per poi essere da lui violentemente ripudiato al momento dell’ascesa al trono d’Inghilterra.

Il grande poeta inglese guardava con ironia e affetto alle debolezze ed alle ambizioni, alle improvvise ascese e rapide cadute degli uomini. Per questo la commedia shakespeariana non è mai gratuita, ma sempre piena di umanità, capace di narrare con ironia e pietà le vicende umane.

Importante – prosegue Pedullà – è anche la scelta di un linguaggio sempre al limite del comico, della burla, del grottesco, della maschera attorale e scenica. In questa ricerca di forme teatrali non borghesi è continuo il confronto con il melodramma in virtù di un grande gioco corale degli attori, ai ritmi di scena, al vivere grottesco di Falstaff, vero campione di umanità.

In questa direzione del lavoro è ovviamente non casuale la scelta di affidare la maschera di Falstaff ad un interprete come Veio Torcigliani (cantante baritono qui chiamato a misurarsi con la recitazione teatrale). Questo nostro FALSTAFF rappresenta un tassello importante della nostra ricerca di una commedia dell’arte contemporanea.”, conclude il regista.

 

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