Le Olimpiadi di Tokyo continuano a essere un problema

Le Olimpiadi di Tokyo continuano a essere un problema

Il Comitato Olimpico Internazionale continua a ribadire che le Olimpiadi di Tokyo si svolgeranno regolarmente la prossima estate, ma il Governo e i dati sul coronavirus lasciano dei dubbi. Per la frustrazione degli atleti.

Le Olimpiadi di Tokyo che si sarebbero dovuto svolgere nell’estate 2020 e che a marzo scorso erano state rimandate al 2021 sono di nuovo a rischio. L’aumento dei contagi da coronavirus in tutto il mondo e i ritardi nella campagna vaccinale in Giappone hanno fatto sollevare dubbi sulle effettive possibilità di realizzazione dell’evento. A Tokyo è stato dichiarato di nuovo lo stato d’emergenza e il Governo ha annunciato che la campagna di vaccinazione nazionale non comincerà prima della fine di febbraio.

Thomas Bach, il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, sostiene che “non esiste un Piano B” e che le Olimpiadi di Tokyo si svolgeranno a partire dal 23 luglio 2021. Queste dichiarazioni hanno suscitato l’indignazioni da parte di molti, che hanno fatto notare l’incompatibilità di un evento del genere con l’attuale situazione giapponese.

Il Paese non ha ancora ricevuto le dosi di vaccino necessarie ad avviare la somministrazione. Nel frattempo, i test positivi continuano a crescere nonostante il Giappone sia al 147esimo posto su 222 Paesi come numero di tamponi effettuati, facendo venire il sospetto legittimo che la situazione sia più grave di quanto appaia.

Robert Maes, uno degli organizzatori dell’evento e la persona che tieni i rapporti con 30 dei Comitati Olimpici Nazionali, dice che non esistono possibilità che l’evento venga realizzato. Senza contare il pubblico, le Olimpiadi di Tokyo vedrebbero la partecipazione di 15000 persone tra atleti, tecnici e entourage. Oltre a trattarsi di numeri elevati di persone provenienti da tutto il mondo e da Paesi con tassi di contagio diversi, non è detto che al momento dell’evento ricevano la disponibilità a viaggiare da parte dei rispettivi Governi.

Anche il Primo Ministro Yoshihide Suga ha confermato l’intenzione a procedere con la scadenza di luglio 2021. Secondo un recente sondaggio però, circa l’80% dei giapponesi è dell’idea che sarebbe meglio rimandare nuovamente l’evento o cancellarlo del tutto.

In tutto questo cresce anche la frustrazione e la confusione degli atleti, che hanno a disposizione meno di 200 giorni per allenarsi e per i quali un ulteriore rinvio significherebbe una grave compromissione dei programmi di allenamento.

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