Palazzo Vecchio festeggia il Giorno della Memoria

Palazzo Vecchio festeggia il Giorno della Memoria

Alcuni studenti fiorentini che hanno partecipato al treno della memoria hanno letto poesie ed impressioni ricavate dal loro viaggio rivolgendosi direttamente al consiglio comunale.

Sono stati loro, con i loro racconti, le poesie, le impressioni ricavate dalla visita nei campi di concentramento, a introdurre gli interventi di consigliere e consiglieri comunali. Hanno ricordato a tutti che la memoria è la base del futuro, e occorre farne tesoro.

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Intitolate a Carlo Levi e Anna Maria Ichino le  piazzette ai lati di piazza Pitti

Giorno della Memoria, intitolate a Carlo Levi e Anna Maria Ichino le  piazzette ai lati di piazza Pitti

Saranno intitolate a Carlo Levi e Anna Maria Ichino le due piazzette ai lati di piazza Pitti. Lo hanno annunciato il sindaco e il direttore degli Uffizi Eike Schmidt in occasione del Giorno della Memoria. Secondo il sindaco e il direttore Schmidt si tratta di un gesto simbolico di grande significato per mantenere viva la memoria del ruolo di Levi e Ichino nella lotta antifascista, ma anche il valore evocativo di un luogo come piazza Pitti e della casa che in quella piazza fu rifugio di molti antifascisti. Fu proprio in piazza Pitti che Carlo Levi scrisse ‘Cristo si è fermato a Eboli’ e che Anna Maria Ichino fu al fianco dello scrittore battendo a macchina giorno dopo giorno il manoscritto.

Il sindaco e il direttore Schmidt hanno espresso l’intenzione di tenere la cerimonia di intitolazione il prossimo 8 marzo in occasione dell’anniversario della deportazione dei fiorentini nei campi di concentramento e sterminio nazisti. Da oggi per tre mesi la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti ospiterà una piccola mostra dedicata a Carlo Levi.

#Giornodellamemoria: Consorzio, “Ebrei costretti a lavorare per bonifica Piana fiorentina”

#Giornodellamemoria: Consorzio, “Ebrei costretti a lavorare per bonifica Piana fiorentina”

Dalle prime indagini oltre 30 persone furono avviate al lavoro coatto; il Consorzio avvia una ricerca per ricostruire e commemorare una vicenda storica finora poco nota

Nella ricorrenza della Giornata della Memoria del 27 gennaio e ad 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali che colpirono le persone di religione ebraica in Italia il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno ricorda che tra il 1942 e il 1943 parte degli ebrei fiorentini maschi furono obbligati al lavoro coatto presso l’allora Consorzio di Bonifica della Piana di Sesto. Dalle prime indagini, rese note dallo stesso Consorzio,sulla questione risulterebbe che in tutto furono avviati al lavoro coatto oltre 30 persone e alcune di loro furono poi, nel novembre 1943, arrestate e deportate trovando la morte in campo di concentramento.

Una vicenda nota da poco solo agli storici addetti ai lavori e completamente rimossa dalla memoria storica del Consorzio, che grazie ad una ricerca appena avviata da un proprio dipendente si sta cercando di ricostruire. Da qui l’impegno a fare luce anche questo passaggio della storia del Consorzio e l’appello per la collaborazione di studiosi e storici contemporanei per dare contorni sempre più certi agli avvenimenti: “Vorremmo coinvolgere diversi soggetti, dall’Istituto Storico della Resistenza al Comune di Sesto Fiorentino, così come la comunità e i centri di raccolta e di documentazione ebraici per arrivare a presentare una ricostruzione storica dei fatti più strutturata e precisa – spiega il Presidente del Consorzio Marco Bottino – Alle persone ingiustamente costrette a lavorare nella bonifica e poi tragicamente deportate e condotte incontro alla morte potremmo infine dedicare un’opera idraulica o altro luogo significativo della nostra attività rendendolo non solo strumento di difesa idraulica ma monumento in difesa della dignità del lavoro e della libertà”.

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#GiornodellaMemoria 2018. A Firenze in ottomila: la diretta di Controradio

#GiornodellaMemoria 2018. A Firenze in ottomila: la diretta di Controradio

Studenti e insegnanti delle scuole superiori toscane il 26 gennaio al meeting al Mandela Forum. L’evento si ripete dal 2006. Organizza la Regione Toscana e il Museo della Deportazione e Resistenza di Prato. Sul palco i sopravvissuti allo sterminio e chi ha patito il razzismo di Stato

La Toscana, che nel 2001 ha inventato per prima in Italia il treno della memoria che negli anni dispari porta cinquecento ragazzi ad Auschwitz, ricorda gli orrori di ottanta anni. Qualcosa per cui non ci sono antidoti ma solo vaccini, che richiedono richiami annuali: anzi, durante tutto l’anno.

Ecco così nove storie con sei testimoni presenti dal vivo: Vera Vigevani Jarach, fuggita con la famiglia dall’Italia all’Argentina dopo la pubblicazione delle prime leggi razziali ma che che, sotto la dittatura sudamericana, ha perso la figlia; Aldo Zargani, nuovo al bagno di studenti del Mandela Forum di Firenze, anche lui con la vita sconvolta dalle leggi antisemite; Antonio Ceseri, scomparso da poche settimane, che fu tra i 650 mila soldati che dopo l’8 settembre scelsero di non arruolarsi con la Repubblica di Salò; la staffetta partigiana Marcello Martini, l’antifascista Vera Michelin Salomon, le ebree Kitty Braun e Andra e Tatiana Bucci, deportate bambine e scampate all’inferno del lager, e poi ancora Igialba Scego, romana di origine somala, volto del razzismo coloniale fascista italiano subito dai genitori e ancora altri ospiti. Sul palco, ad intervistarli, il giornalista Massimo Bernardini, affiancato dagli storici Giovanni Gozzini e Nicola Labanca.

 

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Giorno della Memoria, Di Giorgi: “Combattere l’indifferenza per non ripetere gli orrori del passato”

Giorno della Memoria, Di Giorgi: “Combattere l’indifferenza per non ripetere gli orrori del passato”

La vicepresidente del Senato: “Il dovere della memoria ci chiama, tanto più oggi che vediamo riaddensarsi sul cielo della nostra Europa i venti di un populismo che riporta al centro del dibattito il tema della razza”

“Oggi più che mai abbiamo il dovere di ricordare, per evitare che si ripetano le tragedie del passato: per questo coinvolgere i giovani in percorsi didattici ad hoc, coltivare con loro la memoria non in maniera retorica, rappresenta un presidio fondamentale” lo afferma la vicepresidente del Senato Rosa Maria  Di Giorgi, salutando le migliaia di giovani che questa mattina si ritroveranno al Mandela Forum di Firenze  con Vera Vigevani Jarach, Andrea Bucci e i rappresentanti Aned e Anpi.

“Conoscere quello che accadde allora è fondamentale. Nell’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario delle leggi razziali,  sappiamo però che ricordare non basta: oggi come allora dobbiamo combattere il tarlo dell’indifferenza, affinché  l’orrore non trovi facile terreno di coltura -prosegue Di Giorgi-. Bene dunque  ha fatto il presidente Mattarella a  nominare senatrice a vita Liliana Segre. Ma sta a tutti noi costruire una solida diga contro coloro che vorrebbero farci arretrare  dai principi di civiltà che sono scolpiti nella nostra Costituzione”.

“L’attualità della memoria si costruisce ogni giorno nelle scelte che facciamo. Ogni volta che alziamo muri, stiamo creando le condizioni perché qualcosa di brutto possa accadere”. “Anche ottant’anni fa’ fu l’indifferenza dei più a rendere possibile l’orrore. E ‘ un lusso che non possiamo permetterci” conclude Di Giorgi

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