La macchina fotografica di Lorenzo Chiti racconta il suo viaggio a Terezin in una mostra

La macchina fotografica di Lorenzo Chiti racconta il suo viaggio a Terezin in una mostra

Sabato 20 gennaio alle 10.30 inaugurazione della mostra fotografica all’Oratorio di San Carlo, a Castelfiorentino, dedicata al campo di concentramento di Terezin, con due plastici realizzati dal centro giovani GEV.

Promossa dall’ANPI di Castelfiorentino in collaborazione con il Comune di Castelfiorentino, il Museo Be.Go, e l’ANPI della Repubblica Ceca (che ha curato gli aspetti del “Laboratorio Memoria”), all’inaugurazione interverranno il Sindaco, Alessio Falorni, l’Assessore alla Scuola e Attività Educative, Francesca Giannì, il presidente dell’ANPI e ANCR, Marco Cappellini. Saranno presenti inoltre Lorenzo Cini e il Consiglio Comunale dei Ragazzi, che leggeranno una poesia scritta da uno dei bambini deportati e un loro testo dedicato a questa giornata.

Oltre alle immagini, saranno presentati due plastici che rappresentano il campo di Terezin, realizzati dai ragazzi del Centro Giovani GEV durante il laboratorio sulla memoria svoltosi nel biennio 2016-2017

La mostra fotografica è il risultato di tre viaggi che Lorenzo Cini ha fatto al campo di Terezin, luogo meno conosciuto rispetto ai luoghi di Mauthausen, Gusen e Auschwitz; proprio partendo da questa minore notorietà, l’autore  ha tratto il convincimento di raccontare con la sua macchina fotografica le esperienze e le piccole storie di questo campo, anche per richiamare l’attenzione sull’ampiezza dell’universo concentrazionario nazista.

“L’idea di questa mostra – sottolinea Lorenzo Cini – è nata dalla necessità di offrire la possibilità a tutti di vedere con i propri occhi quello che è accaduto. Il ricordo del passato attraverso un’immagine è molto diverso, e spesso più efficace, da quello che si può ricavare da un testo scritto. Di qui l’ipotesi di realizzare un reportage fotografico su un luogo meno conosciuto, ma che si distinse purtroppo per l’elevato tasso di mortalità dei bambini”.

“La Giornata della Memoria – osserva l’Assessore alla Scuola e Attività Educative, Francesca Giannì – non è soltanto un’occasione per ricordare il passato, ma soprattutto per riflettere a fondo sugli insegnamenti che la storia ci offre. Reputo pertanto positivo che a questa iniziativa intervenga attivamente il Consiglio Comunale dei Ragazzi, che rappresenta alunni e studenti dell’Istituto Comprensivo.”

“L’importanza del portare avanti la Memoria delle nuove generazioni – sottolinea Marco Cappellini, presidente dell’ANPI e dell’ANCR di Castelfiorentino – è basilare perchè determinate forme repressive non si ripresentino più nel futuro. Non a caso uno dei laboratori permanenti del Centro Giovani è inerente alla Memoria storica. Il gemellaggio con l’ANPI della Repubblica Ceca è stato uno stimolo forte nel lavorare sulla tematica di Terezin, molto sentita anche dai ragazzi in quanto campo con una forte connotazione riguardante la deportazione dei giovani e dei bambini. Sempre più tra le nuove generazioni prende campo quella che è la moda, perchè di questo si tratta, del seguire simboli e connotazioni che rimandano al nazifascismo. In una società dove gli ideali vacillano e dove associazioni che si rifanno ad ideali banditi dalla nostra Costituzione prendono sempre più margine tra giovani ed adolescenti, la società civile ha il compito ed il dovere di far si che la verità non venga obliata da revisionismi storici e negazionismi eclatanti. E’ qui che l’ANPI e tutte le forze antifasciste devono unirsi per continuare a portare avanti la Memoria perchè senza memoria non ci può essere futuro, ed è importante che i primi attori siano i giovani perchè capiscano cosa sia stato il nazifascismo e gli orrori che questo ha portato”.

La mostra rimarrà aperta fino al 4 febbraio con il seguente orario: sabato, domenica e festivi ore 10.00-12.30 e 16.00-19.00.

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Giornata della memoria al cinema Space

In occasione della giornata della memoria Space Cinema Firenze , via di Novoli 2, programma per i giorni 27 e 28 gennaio due fpellicole di greande interessae: Corri ragazzo corri e  L’uomo per bene

Corri ragazzo corri

Corri ragazzo corri
regia di Pepe Danquart
Jurek ha circa nove anni quando fugge dal ghetto di Varsavia. Costretto a separarsi dai fratelli e dai genitori per salvarsi dai nazisti, vivrà i tre durissimi anni che lo separano dalla fine della guerra nei boschi e nei villaggi vicino alla capitale.
In questo duro viaggio, Jurek incontrerà persone che lo aiuteranno ed altre che lo tradiranno, ma non perderà mai la forza per andare avanti.
Corri ragazzo corri è un film avvincente, ispirato ai fatti realmente accaduti raccontati nell’omonimo bestseller di Uri Orlev.
Potente ed emozionante, una vera fonte di ispirazione per giovani e meno giovani.

L'uomo per bene

L’uomo per bene
Le lettere segrete di Heinrich Himmler
regia di Vanessa Lapa
Un viaggio nella memoria raccontato da Vanessa Lapa, grazie a rarissimi e spesso inediti filmati, tratti da 151 fonti di 53 diversi archivi dislocati in 13 paesi del mondo, dal Bundesfilmarchiv Berlino al National Archive Maryland, passando per lo Steven Spielberg Film and Video Archive presso l’USHMM Washington.
Materiale restaurato, sonorizzato e montato seguendo il fil rouge delle centinaia di lettere private, di documenti, diari e fotografie, ritrovate dai soldati dell’armata americana che nel maggio del 1945 occuparono la casa di famiglia del comandante delle SS e architetto della Soluzione Finale, Heinrich Himmler.

Giornata della memoria 2014

Ancora un appuntamento per la giornata della memoria, anzi un doppio appuntamento oggi Giovedì 30 Gennaio, al Lyceum Club Internazionale di Firenze (via Alfani, 48).Aprirà la giornata Ida Zatelli, Professore ordinario di Lingua e Letteratura Ebraica all’Università di Firenze e vicepresidente dell’Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo, che terrà una conferenza dal tema “Memoria e riparazione del male”.A seguire verrà proiettato il bellissimo film “Train de vie” di Radu Mihaileanu, regista ebreo franco-rumeno figlio di un deportato che riuscì a fuggire da un campo di concentramento nazista. Si tratta di una commedia farsesca dalla cornice tragica che racconta la favola di un intero villaggio ebraico dell’Europa centro-orientale che, nel 1941, si mimetizza in finto treno di deportazione per evitare la cattura da parte dei veri soldati nazisti. Il film ha vinto il Sundance Film Festival del 1999.
Evento organizzato dalla sezione Letteratura del Lyceum Club Internazionale di Firenze presieduta da Enza Biagini.
Ingresso libero.

Giornata della Memoria presentazione dell’Archivio Andrea Devoto

Mercoledì 29 gennaio, presso il polo delle Scienze sociali (ore 14.30 – Edificio D15, piazza Ugo di Toscana – Firenze), in occasione delle iniziative per la Giornata della Memoria, si svolgerà l’incontro “La memoria viva”, in cui verranno presentati i risultati del recupero dell’Archivio Andrea Devoto, raccolto dal noto neuropsichiatra e psicologo, che condusse uno studio su 76 deportati sopravvissuti ai campi di sterminio.L’incontro è stato organizzato, insieme al Sistema Bibliotecario di Ateneo, dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana, dall’Istituto storico della resistenza di Pistoia e dalla Fondazione Andrea Devoto, con il patrocinio della Regione Toscana.

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Andrea Devoto (Firenze 1927-1994), fu primario degli ospedali psichiatrici di Maggiano a Lucca e di San Salvi a Firenze e libero docente di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Scienze politiche “Cesare Alfieri” di Firenze. Come studioso si interessò moltissimo ai temi della deportazione e dello sterminio nei campi nazisti, costituendo un importante archivio e scrivendo alcuni saggi. Nell’ambito delle sue ricerche sui campi di sterminio, Devoto sviluppò, in collaborazione con l’Associazione nazionale degli ex deportati politici nei campi nazisti (ANED), un progetto di intervista dei sopravvissuti toscani, che fu attuato tra il 1987 ed il 1988. Le sue ricerche, depositate presso la Biblioteca di Scienze sociali dell’Ateneo, sono state recuperate grazie al lavoro di inventariazione e studio svolto dall’Istituto Storico della Resistenza di Pistroia e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia.

Giorgio Castelfranco un intellettuale ebreo

Regione Toscana e The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies presentano in una mostra, il fondo archivistico di Giorgio Castelfranco (1896-1978); storico dell’arte antica, autore distudi su artisti del Rinascimento come Donatello e Leonardo, ma allo stesso tempo attivissimo critico di arte moderna, soprattutto per gli strettissimi rapporti culturali e di amicizia con Giorgio De Chirico e Alberto Savinio. Il fondo  è stato donato alla Biblioteca Berenson della Harvard University  da Paolo Castelfranco, figlio di Giorgio.


La mostra fa parte del programma delle manifestazioni in occasione del Giorno della Memoria, perché la vicenda della famiglia Castelfranco, di origine ebraica,è segnata dalle vergognose leggi razziali approvate dal fascismo nel 1938. Giorgio, direttore dei Musei di Palazzo Pitti, fu allontanato da Firenze in occasione della visita di Hitler e poi licenziato nel febbraio del 1939. Per sopravvivere e per mettere in salvo la famiglia facendola emigrare negli Stati Uniti, fu costretto a vendere la sua raccolta d’arte che comprendeva capolavori come le “Muse Inquietanti” e l'”Ettore e Andromaca” di De Chirico. Dopo l’8 settembre 1943 riuscì ad attraversare le linee e a raggiungere la Puglia, dove svolse le funzioni di direttore generale delle Belle Arti durante i governi Badoglio e Bonomi.La mostra si articola in due sedi: Villa I Tatti sede fiorentina della Harvard University e il museo Casa Siviero. Infatti Rodolfo Siviero acquistò  il villino di Lungarno Serristori proprio dalla famiglia Castelfranco che vi aveva abitato  nel periodo tra le due guerre. Fu in quetsa casa, negli anni Venti-Trenta, che la famiglia Castelfranco ospitò a lungo Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, che vi eseguirono famose opere. Qui inoltre era conservata la straordinaria raccolta di dipinti dei due fratelli De Chirico, che fu dispersa in seguito alla introduzione delle leggi razziali.
La sezione della mostra aperta a Casa Siviero (dal 25 gennaio al 31 marzo) presenta documenti e fotografie che illustrano l’aspetto del villino di Lungarno Serristori al tempo di Giorgio Castelfranco; i rapporti con De Chirico e Savinio; la dispersione della raccolta al tempo delle leggi razziali. Inoltre un video intervista con la nipote di Giorgio Castelfranco. La sezione della mostra presso Villa I Tatti (dal 27 gennaio) presenta documenti relativi alla attività di Giorgio Castelfranco come studioso di Leonardo da Vinci e alla sua attività, in collaborazione con Rodolfo Siviero, di recupero delle opere d’arte italiane trafugate durante la Seconda Guerra Mondiale.
Museo-Casa Rodolfo Siviero, Lungarno Serristori 1-3, Firenze.
Dal 25 gennaio al 31 marzo 2014
Orario di apertura: sabato ore 10-18: domenica e lunedì ore 10-13
Ingresso gratuito
Inaugurazione sabato 25 gennaio, ore 11
Villa I Tatti
via di Vincigliata 22, Firenze                                                                                                                                                                                     Inaugurazione lunedi 27 gennaio, ore 17
Per le modalità di visita consultare il sito www.itatti.harvard.edu