Caffaz su Shoah: può succedere di nuovo se non facciamo nulla

Caffaz su Shoah: può succedere di nuovo se non facciamo nulla

“Primo Levi dice che ‘questo è successo, può succedere ancora’. Ma vorrei aggiungere che succederà se non facciamo nulla. Perché la storia è fatta di corsi e ricorsi, ma dipende da noi” lo ha detto Ugo Caffaz, consigliere per le politiche della memoria della Regione Toscana, intervenendo alla seduta solenne del Consiglio regionale per il Giorno della Memoria.

I meccanismi che portarono alla Shoah, ha spiegato Caffaz, “sono sempre gli stessi: una crisi economica, l’egoismo della gente, l’individuazione di un capro espiatorio e l’affidarsi a un capo”, “ecco perché dobbiamo studiare come nasce il razzismo”, ha aggiunto. “Com’è possibile che il Paese più colto d’Europa sia arrivato in pochissimo tempo allo sterminio? E’ stato possibile perché la cultura di un popolo è fatta di valori condivisi; noi pensiamo che si tratti di valori positivi, ma non è sempre così”, da qui la necessità di tenere “alta la guardia”.
Caffaz ha poi ricordato le polemiche per il messaggio twitter del senatore M5s Elio Lanutti, “un fatto increscioso, un parlamentare che in questi giorni ha rispolverato i ‘protocolli dei savi di Sion’, in cui si diceva che il mondo era governato dagli ebrei. Questo signore si è permesso di dire che le banche sono andate in rovina per colpa degli ebrei”, come “in quegli anni si diceva che gli ebrei avevano causato la guerra”.
Per questo, ha aggiunto Caffaz, contro il razzismo, non servono “antidoti” ma “vaccini”. “I vaccini hanno bisogno di richiami: il Treno della Memoria è il richiamo”.
Infine Caffaz, chiudendo il suo intervento, ha letto in aula l’introduzione di Primo Levi a “Se questo è un uomo” e ha ricevuto, da parte del presidente Giani, a nome del Consiglio, il Pegaso della Regione Toscana.

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“Nella mano la memoria” in scena al Teatro Jenco di Viareggio

“Nella mano la memoria” in scena al Teatro Jenco di Viareggio

Teatro Rumore presenta domenica 27 gennaio lo spettacolo “Nella mano la memoria” ispirato alla strage di Sant’Anna di Stazzema in scena al Teatro Jenco alle ore 16.30 a Viareggio (via E. Menini, 51).

Sarà “Nella mano la memoria” spettacolo di Davide Moretti, liberamente ispirato ai racconti dei superstiti della strage di Sant’Anna di Stazzema, avvenuta il 12 agosto 1944, l’appuntamento in programma domenica 27 gennaio alle 16.30 al Teatro Jenco di Viareggio (via Euro Menini, 5). La rappresentazione, che vede sul palco trenta allievi di Teatro Rumore, di età compresa tra i 5 e i 22 anni, è organizzata nell’ambito delle iniziative per la Giornata della Memoria, in collaborazione con il Comune di Viareggio e Teatro Jenco.

“Nella mano la memoria” mette in scena tre realtà: quella del paesino versiliese, in cui ci si stringe per fare spazio agli sfollati, sempre più numerosi; quella dei boschi, dove i partigiani continuano la loro lotta clandestina; e quella nel quartier generale delle SS, dove il comandante della 16a divisione fomenta gli istinti più violenti dei suoi soldati, intrattenendoli con lezioni sulla differenza tra razze, punendoli con il lavaggio del cervello se osano avanzare dei dubbi, e parlandogli nel sonno per rafforzare l’ideologia nazista nel loro inconscio.

L’epilogo è tristemente noto a tutti. Sant’Anna è dichiarata zona bianca dai nazisti, i santannini festeggiano la notizia ballando di fronte alla chiesa, nello stesso punto in cui, la mattina seguente, molti di loro saranno spezzati dalle mitragliatrici.

Ha ammesso Enio Mancini, 80 anni, uno dei superstiti dell’eccidio per mano delle SS: “A Sant’Anna si consumò una delle tragedie più efferate durante il secondo conflitto mondiale. Vi invito sinceramente a essere presenti, è uno spettacolo importante sulla storia di Sant’Anna. Nel vederlo, mi sono commosso più di una volta. Alcuni passaggi per me sono stati molto difficili perché, per alcune cose, mi è sembrato di rivedere quello che è stato. Vi invito a vedere questo spettacolo, perché ne uscirete più preparati, consapevoli del Male
che c’è stato nel mondo e che purtroppo c’è ancora”.

Teatro Rumore è un’associazione culturale e scuola di teatro per bambini e ragazzi con sede a Viareggio, fondata e diretta da Davide Moretti, che negli ultimi 10 anni ha avviato al teatro centinaia di giovanissimi versiliesi, sia con Teatro Rumore che nelle scuole di ogni ordine e grado. Scopo dell’attività teatrale è favorire la crescita di bambini e ragazzi, migliorare la loro sicurezza e svilupparne la fantasia.

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INFO:

Teatro Jenco (via Euro Menini, 51) www.teatrojenco.com mail: info@teatrojenco.com  Prenotazioni al numero tel. 3463038170

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Giorno della Memoria, le iniziative nel livornese

Giorno della Memoria, le iniziative nel livornese

Di seguito pubblichiamo gli eventi di Istoreco ( Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella provincia di Livorno) nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria.

LIVORNO 25 gennaio
ore 10.00 Nuovo Teatro delle Commedie, proiezione del film Monsieur Batignole rivolto alle scuole del territorio. Introduce Marco Manfredi (ISTORECO), testimonianza di Daniela Sarfatti.

DONORATICO 25 gennaio
ore 9.30 Cinema Ariston, proiezione del film Monsieur Batignole rivolto alle scuole del territorio.
Introduce Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO), Intervento di Guido Servi (Comunità ebraica di Livorno).
ore 21 Cinema Ariston, proiezione film Monsieur Batignole gratuita per la cittadinanza.

MAGENTA 26 gennaio
ore 16.00 Casa Giacobbe, presentazione e proiezione del docufilm Molho, una famiglia in fuga (2018). Intervengono Catia Sonetti (Direttrice Istoreco) e Erika Schiano (regista).

PIOMBINO 28 gennaio
ore 10.30 Cinema Teatro Verdi, proiezione per gli studenti del video realizzato e prodotto da ISTORECO Molho, una famiglia in fuga (2018).
Intervento introduttivo di Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO).

LIVORNO 29 gennaio
ore 15.30 Villa Mimbelli, Museo Fattori (Sala degli specchi) La Chiesa di Firenze e la Chiesa di Livorno di fronte alla persecuzione. Interventi di: Elena Mazzini e Francesca Cavarocchi (Università di Firenze), Andrea Zargani (storico) e Bruno di Porto (Università di Pisa). Saluti di Vittorio Mosseri (Presidente Comunità ebraica Livorno). Coordina Carla Roncaglia (Presidente ISTORECO).

PIOMBINO 30 gennaio
ore 16.30 Archivio storico della Città, incontro pubblico La scrittura epistolare di fronte alla persecuzione. Interventi di: Francesco Torchiani (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Catia Sonetti (Direttrice Istoreco).

PISA 30 gennaio
10.15 Scuola media Fibonacci, incontro con 4 classi di III media. Partecipa Daniela Sarfatti, testimone.

SAN VINCENZO 31 gennaio
ore 10 Cinema teatro Verdi, iniziativa rivolta agli studenti delle scuole (terza media) con proiezione del docufilm realizzato e prodotto da ISTORECO (2018) Molho, una famiglia in fuga. Interventi di Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO) e Vittorio Mosseri (Presidente Comunità Ebraica di Livorno).

 

 

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Museo Novecento celebra il Giorno della Memoria, ingressi gratuiti

Museo Novecento celebra il Giorno della Memoria, ingressi gratuiti

In occasione della Giornata della memoria, il 27 gennaio, il Museo Novecento di Firenze è aperto gratuitamente al pubblico e propone una serie di eventi che invitano ad interrogarsi su ciò “che è stato” e sul valore dell’arte e della cultura quali antidoti all’indifferenza, drammaticamente attuale, nei confronti della disperazione e della morte di migliaia di persone per motivi razziali.

Una simile riflessione diventa ancor più necessaria in un luogo della memoria come il Museo Novecento, requisito e trasformato dalle truppe germaniche in un campo di raccolta per i lavoratori che aderirono allo sciopero indetto nel marzo 1944, 338 dei quali furono trascinati alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e deportati nel lager nazista di Mauthausen (come ricorda una lapide sotto il loggiato).

Il programma di domenica 27 gennaio comincia alle 11 con la prima delle due visite guidate al Museo (la seconda è alle ore 12) Orizzonti. Nuovi sguardi sull’arte del Novecento (partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria) nell’ambito del progetto AMIR (Accoglienza Musei Inclusione Relazione). Il dialogo con le opere e i visitatori sarà condotto da un gruppo di migranti aderenti al progetto, giovani provenienti da vari paesi che hanno studiato l’arte del nostro tempo e della nostra penisola mettendola in relazione con la propria storia, le proprie origini, la propria patria.

Sempre alle 11, appuntamento con The Holocaust Memorial, esposizione di alcuni progetti della Sam Fox School of Design & Visual Arts della Washington University in St. Louis. Gli studenti del corso diretto dal professor Stephen Leet hanno elaborato dei progetti per un ipotetico memoriale dell’Olocausto situato nel Museo Novecento.

Ogni studente ha progettato un memoriale dedicato alle circostanze specifiche degli arresti, delle detenzioni e delle deportazioni avvenute nel complesso delle ex Leopoldine nel marzo 1944: vengono così ricordate sia le vittime ebree della Shoah in Italia che quelle di tutto l’Olocausto, con l’intento di far luce sui responsabili della loro sofferenza e del loro sterminio.

Alle 17 appuntamento con “Inventory. The Fountains of Za’atari” che vedrà il direttore artistico del Museo Sergio Risaliti in conversazione con l’artista Margherita Moscardini. “Inventory. The Fountains of Za’atari” è un progetto sviluppato all’interno del campo per rifugiati di Za’atari, nato nel 2012 in Giordania, al confine siriano, per accogliere i cittadini in fuga dalla guerra civile. Nel 2015 il campo ha raggiunto una popolazione di 150.000 persone, di cui 80mila siriani, diventando la quarta città più grande della Giordania e il secondo campo per rifugiati più grande al mondo.

Margherita Moscardini ha vissuto nel campo per svariati mesi e osservato la sua realtà attraverso il doppio paradigma posto dalla condizione del rifugiato che, da un lato, mette in discussione il concetto di Europa, organismi come le Nazioni Unite e il sistema degli stati nazionali, e, dall’altro, ci chiama a ripensare i campi come realtà urbane destinate a durare. Il progetto, promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere di Roma e supportato da numerose istituzioni e fondazioni internazionali, è vincitore della prima edizione del bando Italian Council 2017, concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

Alle 18 spazio a Base per dialogo / Struttura evidente / Struttura impossibile, performance della giovane artista iraniana Zoya Shokoohi che vede appoggiati spalla a spalla con gli occhi bendati, due stranieri che, utilizzando la propria lingua di origine, provano ad intavolare un dialogo che resta comunque incomprensibile. I due, in piedi in semi-equilibrio su due basi di legno, non riescono a capirsi: nessuno potrebbe capire il loro dialogo, anche se comprendesse tutte e due le lingue (farsi e albanese).

“L’azione non consiste nel dialogare con o attraverso la propria lingua – spiega l’artista -, ma nello scambiarsi un’esperienza sentimentale fondamentale, che nasce da un subconscio infantile del poter dire. Poiché nella nostra epoca il campo coincide con la struttura sociale in cui ogni individuo deve annullarsi, per potersi integrare, oggi l’unico campo che non sia di concentramento è quello in cui è dato dialogare senza necessariamente perdere la propria lingua per integrarsi”.

Infine alle 18:30 Giovanni Micoli e Maria Lucia Bianchi leggeranno brani tratti da Nessuno sa di lui di Ippolita Morgese. Attraverso la lettura di passi scelti, Micoli e Bianchi introducono lo spettatore nelle dinamiche sociali che hanno avuto per protagonisti gli ebrei residenti a Firenze. Come in un romanzo, Ippolita Morgese narra la storia di Carlo Pitti, il magistrato cui fu affidato il compito di istituire il ghetto ebraico in città, nel 1571. Grazie al ritrovamento dell’archivio privato, l’autrice ricostruisce la vicenda di un personaggio chiave nel sistema di potere della Firenze medicea, svelando, attraverso aneddoti e dati inediti, abitudini, tradizioni familiari e usanze del secondo Cinquecento.

INFO: Tel. 055-2768224 – 055-2768558, Mail: info@muse.comune.fi.it

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Giorno Memoria: Frs, Mdp e Pap chiedono dimissioni Noferi (M5S)

Giorno Memoria: Frs, Mdp e Pap chiedono dimissioni Noferi (M5S)

“Non e’ detto che quel giorno si debba stare tutti a piangere”. Bufera su Silvia Noferi (M5s), vicepresidente del Consiglio comunale di Firenze, che cosi’ giustifica l’organizzazione in contemporanea con le celebrazioni del giorno della Memoria, domenica prossima, un’iniziativa sulla ‘Fuga dal pensiero unico’, un incontro sul neoliberismo.

Firenze riparte a sinistra, Potere al popolo, Movimento democratico e progressista chiedono le sue dimissioni: “Silvia Noferi, eletta col M5s, non merita il ruolo istituzionale di vicepresidente vicaria che ricopre in Consiglio comunale. Le sue dichiarazioni di oggi sulla giornata della Memoria sono vergognose. Pretendiamo rispetto per le vittime e per la storia, pretendiamo le sue dimissioni da vicepresidente”. Le sue esternazioni, proseguono i tre gruppi consiliari in una nota, “esprimono la totale inadeguatezza e ignoranza di chi ricopre uno dei piu’ alti ruoli istituzionali di Firenze. Non possiamo sopportare che quando celebreremo la giornata della Memoria in Consiglio comunale a gestire i lavori ci sia una persona che si e’ espressa con disprezzo di chi ha dato la propria vita per la nostra liberta'”.

Di qui l’invito a fare un passo indietro: “Si dimetta ora, subito, o noi ne proporremo la rimozione al primo Consiglio con la richiesta alle altre Consigliere e agli altri consiglieri di sottoscrivere un atto di sfiducia. Ci rivolgiamo per questo a tutte le forze politiche che hanno alto il senso delle istituzioni, e che non possono certo accettare certe dichiarazioni”.

Quella di Silvia Noferi “è una battuta sprezzante e offensiva”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, a margine di un evento, riferendosi alle parole della consigliera del M5s. “Spero che la consigliera Noferi – ha risposto Nardella – chieda scusa per quello che ha detto”.

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