Mosul – cosi’ lontana, cosi’ vicina: fotografie della devastazione

Mosul – cosi’ lontana, cosi’ vicina: fotografie della devastazione

MOSUL – COSÌ LONTANA, COSÌ VICINA e’ una mostra di fotografie di Giovanni Fontana Antonelli, curata dalla fotografa Daniela Tartaglia e presentata da ARCHI.MEDIA TRUST Onlus, che ha inaugurato al Dipartimento di Architettura dell’ Universita’ di Firenze, Santa Teresa, in occasione del “Symposium of Representation Scientific Area for the development of multidisciplinar International programs”.

Mosul – Cosi’ lontana, cosi’ vicina presenta 24 fotografie a colori. Giovanni Fontana Antonelli e’ un architetto che ha studiato a Firenze e che oggi è il coordinatore del programma UNESCO di ricostruzione del centro storico di Mosul, cittadina tristemente nota alle cronache per essere stata devastata dall’ISIS prima, e dagli interventi bellici avvenuti per liberare la città poi.

Infatti Mosul e’ uno di quei nomi di citta’ tristemente impressi nella mente di ognuno di noi perche’ ne abbiamo sentito parlare ogni giorno per mesi, anzi, per anni alla radio, alla televisione, sulla stampa. Ma com’era e com’e’ veramente questa cittadina? Cosa vuol dire camminare per le strade di Mosul oggi?

Ce lo raccontano queste fotografie.

Come scrive la curatrice,

“La fotografia, nella sua lotta per fermare il tempo, riesce anche a contrapporsi al “grande devastatore”, a ricomporre e rendere immortali i monumenti che rischiano di andare in rovina: le guerre, le rivoluzioni, le convulsioni terrestri   –  sosteneva nel 1856 il noto pubblicista francese Ernest Lacan – possono distruggerli fino all’ultima pietra ma essi vivono per sempre nell’album dei nostri fotografi”. Ed è esattamente quell’ultima pietra che Giovanni Fontana Antonelli è riuscito a fotografare, a rischio della propria incolumità e degli ordigni inesplosi disseminati fra le macerie. Non ha molto tempo a disposizione e probabilmente non gli capiterà ancora di poter girare per l’antica città di Mosul a piedi, ma, spinto da una urgenza interiore e dal bisogno di essere testimone di una follia manifesta, si spinge fra le macerie di case, palazzi abbandonati, minareti, cercando tracce dell’antica bellezza di quella che un tempo era la capitale assira.”

Mosul –  cosi’ lontana, così vicina ci porta a camminare per le strade della cittadina e ci fa vedere da vicino cosa può fare la follia umana e l’enormità della devastazione. Ce lo fa vedere attraverso gli occhi di un architetto, cioe’ con uno sguardo allenato a cogliere la volumetria, l’ organizzazione spaziale e i dettagli di ogni edificio.

Queste immagini ci permettono di immaginare quello che Mosul era e di vedere come e’ stata ridotta.

Margherita Abbozzo.

Mosul – così lontana, così vicina rimane aperta sino al 24 giugno. Tutte le foto sono dell’architetto Giovanni Fontana Antonelli.

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