Vaccini obbligatori nido e asili, Toscana poche esclusioni

Vaccini obbligatori nido e asili, Toscana poche esclusioni

In Toscana sono pochi i bambini che rischiano l’esclusione dal nido e asili perchè non vaccinati. Nella regione l’autocertificazione della Grillo è inutile: “Alle famiglie diciamo di non preoccuparsi”, afferma Cristina Giachi “non devono fare nulla se nesusno dei servizi le contatta direttamente”.

L’introduzione dei vaccini obbligatori per l’inclusione nei nidi e nelle materne in Toscana non desterà grandi problemi, sono rispettivamente 24 e 45 i bambini che rischiano l’esclusione.

Riguardo ai nidi, che inizieranno il 3 settembre, in Toscana ci sono 2000 iscritti di cui solo 24 non hanno ancora presentato i documenti. “Stiamo chiamando le famiglie, la metà sono straniere” spiega Giachi, non si tratta perciò di no-vax, dunque sarà facile convincerli e aiutarli nelle vaccinazioni.

Riguardo alle materne, che inizieranno il 17 settembre, il numero degli iscritti in Toscana è di 2000 di cui 45 sono senza certificazione. Il dato resta comunque molto basso e perciò recuperabile.

In Toscana c’è l’anagrafe vaccinale, il che significa che ogni bambino che è stato vaccinato è registrato e sono segnate eventuali mancanze, perciò  l’autocertificazione della Grillo è inutile nel nostro territorio. Per evitare confusioni “Alle famiglie diciamo di non preoccuparsi”, afferma Giachi, “non devono fare nulla se nesusno dei servizi le contatta direttamente”.

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Grillo al Farmaceutico: “mio sforzo per cannabis in tutte le farmacie”

Grillo al Farmaceutico: “mio sforzo per cannabis in tutte le farmacie”

“Farò ogni sforzo affinché in tutte le farmacie torni disponibile la cannabis ad uso medico per garantire la continuità terapeutica alla quale avete diritto”. Lo afferma su Fb la ministra  Giulia Grillo, che oggi ha visitato lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze dove, ha sottolineato, “ho incontrato il Comitato pazienti cannabis terapeutica, con cui ho avuto un fruttuoso colloquio”. “Ho ascoltato le loro istanze e mi sono attivata per verificare le condizioni di un aumento di produzione di cannabis terapeutica”.

 

“Verrà bandita una sorta di manifestazione di interesse per una partnership pubblico-privata, per aumentare la produzione della cannabis terapeutica”. Lo ha affermato Giulia Grillo, ministra della Salute, al termine della sua visita all’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze, dove attualmente la cannabis terapeutica viene prodotta. Il via alle manifestazioni d’interesse, ha spiegato la ministra ai cronisti, “sicuramente non sarà molto distante nel tempo”. Ci vorrà “tempo ovviamente di organizzare, ma essendo un”attività di grande interesse tanto per la Difesa, quanto per la Salute, saranno fatti tutti gli sforzi per farla nel più breve tempo possibile”. Attualmente, ha detto Grillo, “non è sufficiente la quantità” che viene prodotta dall’Istituto, dunque incrementare la produzione è “molto importante” perché “possiamo anche noi soddisfare altre esigenze, non solo interne ma pure estere”.

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Cannabis terapeutica, ministra Grillo: “+50% import da Olanda” oltre a produzione Farmaceutico Firenze

Cannabis terapeutica, ministra Grillo: “+50% import da Olanda” oltre a produzione Farmaceutico Firenze

“Crescerà considerevolmente per l’Italia l’import di cannabis terapeutica dall’Olanda, il principale produttore europeo di questa sostanza. La ministra della Salute, Giulia Grillo – annuncia il dicastero di Lungotevere Ripa – ha scritto al ministro della Salute olandese, Hugo De Jonge, per chiedere l’invio di ulteriori 250 chilogrammi del prodotto, in aggiunta ai 450 kg già concordati sia per il 2018 che per il 2019. Oltre il 50% in più”, si precisa nella nota.

“Il quantitativo totale del medicinale importato dai Paesi Bassi sarà dunque di 700 kg per entrambi gli anni. In aggiunta alla produzione nostrana, in crescita, dell’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze e all’importazione dalla Germania”.

“Cerchiamo così di dare una rapida e concreta risposta alle richieste pressanti e legittime dei pazienti e dei loro familiari – dichiara Grillo – Questo è solo il primo passo di un percorso di attenzione che conto di rafforzare sempre di più nel tempo. Una somministrazione ”a singhiozzo” e discontinua di cannabis, come di qualsiasi altro medicinale – avverte infatti la ministra – mette a rischio i pazienti perché non garantisce i benefici che si ottengono solo grazie alla continuità terapeutica”.

“La cannabis terapeutica può essere prescritta solo dal medico ed è utilizzata principalmente nella terapia del dolore per gravi patologie quali la sclerosi multipla e le lesioni midollari, ma anche nella cura dei tumori per alleviare i sintomi causati dalla chemio e radioterapia”, ricorda il ministero, evidenziando che “nel nostro Paese la richiesta di cannabis a uso medico è in costante aumento, ma le associazioni dei pazienti segnalano da tempo i ritardi, i disservizi e una diffusa mancanza di scorte in farmacia”. E anche per questo – conclude Grillo – è inaccettabile che la sua distribuzione non sia garantita in modo uniforme e capillare in tutto il Paese”.

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Sanità: Rossi, “Toscana ha già piano, Grillo dica quanto intende investire”

Sanità: Rossi, “Toscana ha già piano, Grillo dica quanto intende investire”

Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi controbatte alla circolare ricevuta dal ministro alla Salute.

“Fa bene il ministro Giulia Grillo a intervenire sulle liste di attesa, ma non è più tempo di proclami, ora è il momento di governare: ci dica perciò quante risorse aggiuntive intende investire”: così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dopo l’invio da parte del ministro alla Salute di una circolare nella quale chiede a Regioni e Province autonome le informazioni necessarie per mettere a punto un piano nazionale di abbattimento delle liste di attesa.

“Noi presenteremo il nostro piano di riduzione delle liste di attesa – aggiunge Rossi in una nota – che non farà crescere le prestazioni del privato in sanità, ma comprerà attività aggiuntive dai dipendenti pubblici, medici e infermieri, per assicurare più prestazioni a favore dei cittadini che attendono da troppo tempo di essere curati. Per fare questo occorrono finanziamenti. Sarebbe perciò cosa gradita sapere come il ministro intenda procedere e quali finanziamenti aggiuntivi assicurare”.

Per il governatore, “parlare delle liste di attesa senza esplicitare le disponibilità finanziarie rischia di essere purtroppo un vuoto esercizio. Ripeto: è apprezzabile che il ministro intervenga e chieda informazioni alle Regioni. Noi un piano per il rilancio delle prestazioni e delle attività del settore pubblico per ridurre le liste di attesa, limitando anche la libera professione, lo abbiamo pronto e lo presenteremo al più presto. Ma il ministro ci aiuti a finanziarlo”. “I fondi della sanità – conclude Rossi -, al netto dei contratti che non sono ancora conclusi, sono sostanzialmente identici a quelli del 2011 e di fatto insufficienti a garantire i livelli essenziali d’assistenza”.

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