Prato: domani fiaccolata per Giulio Regeni

Prato: domani fiaccolata per Giulio Regeni

Una fiaccolata domani a Prato per i tre anni dalla scomparsa di Giulio Regeni L’evento inizierà alle 19 in piazza del Comune.

L’iniziativa, intitolata ‘#3annisenzaGiulio’, è coorganizzata in città dal Comune e promossa a livello nazionale da Amnesty International, e spiega una nota, vuol mantenere viva la memoria di Giulio Regeni, la richiesta di verità e l’attenzione sulla gravissima situazione dei diritti umani in Egitto.

Tra gli interventi quello del sindaco Matteo Biffoni, di un rappresentante del comitato ‘Verità e giustizia per Giulio Regeni’, e di Laura Fabbri in rappresentanza del gruppo Antenna – Amnesty International di Prato. Alle 19.41 sarà osservato un minuto di silenzio in ricordo di Giulio.

Giulio Regeni, dottorando italiano dell’Università di Cambridge, venne rapito il 25 gennaio 2016 e il 3 febbraio dello stesso anno, fu ritrovato cadavere. Il ritrovamento del corpo, con evidenti segni di tortura, vicino ad una prigione dei servizi segreti egiziani ha scatenato polmeiche in tutto il mondo e soprattutto in Italia, mettendo in crisi i rapporti diplomatici con l’Egitto.

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Una fiaccolata domani a Prato per i tre anni dalla scomparsa di Giulio Regeni L’evento inizierà alle 19 in piazza del Comune.

L’iniziativa, intitolata ‘#3annisenzaGiulio’, è coorganizzata in città dal Comune e promossa a livello nazionale da Amnesty International, e spiega una nota, vuol mantenere viva la memoria di Giulio Regeni, la richiesta di verità e l’attenzione sulla gravissima situazione dei diritti umani in Egitto.

Tra gli interventi quello del sindaco Matteo Biffoni, di un rappresentante del comitato ‘Verità e giustizia per Giulio Regeni’, e di Laura Fabbri in rappresentanza del gruppo Antenna – Amnesty International di Prato. Alle 19.41 sarà osservato un minuto di silenzio in ricordo di Giulio.

Giulio Regeni, dottorando italiano dell’Università di Cambridge, venne rapito il 25 gennaio 2016 e il 3 febbraio dello stesso anno, fu ritrovato cadavere. Il ritrovamento del corpo, con evidenti segni di tortura, vicino ad una prigione dei servizi segreti egiziani ha scatenato polmeiche in tutto il mondo e soprattutto in Italia, mettendo in crisi i rapporti diplomatici con l’Egitto.

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Presidente Rossi accoglie Firenze ciclo-staffetta per Regeni

Presidente Rossi accoglie Firenze ciclo-staffetta per Regeni

Firenze, il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, ha accolto, alla Fortezza da Basso, la ciclo-staffetta degli amici di Giulio Regeni, partita nei giorni scorsi dal Friuli e diretta a Roma per chiedere verità.

“L’Italia si dimentica troppo dei problemi della democrazia nel mondo, non vorrei che un giorno ci trovassimo noi stessi circondati”, ha detto il governatore della regione Toscana Enrico Rossi salutando i ciclisti in viaggio per Regeni.

Rossi ha poi sottolineato come “gli ultimi governi, non solo l’ultimo, hanno troppo eccessivamente schiacciato la legittima critica e presa di distanza da regimi dittatoriali ferocissimi come quello che si è insediato in Egitto alla dimensione degli affari”.

“Quella di Regeni – ha concluso Rossi – è una storia significativa di una gioventù internazionalista. Regeni è stato ucciso in circostanze che devono essere chiarite e per le quali il governo italiano deve impegnarsi”.

Per l’occasione il vignettista Sergio Staino, ha realizzato una vignetta per chiedere ‘Verità per Giulio’. La ciclo-staffetta consegnerà nelle mani delle autorità italiane una lettera a firma dei genitori di Giulio Regeni.

“Una vicenda come quella di Giulio non ci può lasciare indifferenti come esseri umani, cittadini e genitori – ha spiegato Alessio Russi, portavoce gruppo ciclistico socio di Bisiachinbici ed ideatore della ciclo-staffetta -. Non possiamo accettare che succedano queste cose, noi abbiamo espresso la nostra indignazione. Siamo in un momento storico in cui dobbiamo fare qualcosa, mobilitarci anche con piccoli gesti per provare a cambiare il corso delle cose. Per dare una testimonianza alle giovani generazioni e per fare in modo che il futuro non appaia come una minaccia ma ridiventi un momento di speranza”.

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Firenze, il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, ha accolto, alla Fortezza da Basso, la ciclo-staffetta degli amici di Giulio Regeni, partita nei giorni scorsi dal Friuli e diretta a Roma per chiedere verità.

“L’Italia si dimentica troppo dei problemi della democrazia nel mondo, non vorrei che un giorno ci trovassimo noi stessi circondati”, ha detto il governatore della regione Toscana Enrico Rossi salutando i ciclisti in viaggio per Regeni.

Rossi ha poi sottolineato come “gli ultimi governi, non solo l’ultimo, hanno troppo eccessivamente schiacciato la legittima critica e presa di distanza da regimi dittatoriali ferocissimi come quello che si è insediato in Egitto alla dimensione degli affari”.

“Quella di Regeni – ha concluso Rossi – è una storia significativa di una gioventù internazionalista. Regeni è stato ucciso in circostanze che devono essere chiarite e per le quali il governo italiano deve impegnarsi”.

Per l’occasione il vignettista Sergio Staino, ha realizzato una vignetta per chiedere ‘Verità per Giulio’. La ciclo-staffetta consegnerà nelle mani delle autorità italiane una lettera a firma dei genitori di Giulio Regeni.

“Una vicenda come quella di Giulio non ci può lasciare indifferenti come esseri umani, cittadini e genitori – ha spiegato Alessio Russi, portavoce gruppo ciclistico socio di Bisiachinbici ed ideatore della ciclo-staffetta -. Non possiamo accettare che succedano queste cose, noi abbiamo espresso la nostra indignazione. Siamo in un momento storico in cui dobbiamo fare qualcosa, mobilitarci anche con piccoli gesti per provare a cambiare il corso delle cose. Per dare una testimonianza alle giovani generazioni e per fare in modo che il futuro non appaia come una minaccia ma ridiventi un momento di speranza”.

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Anche Pisa abbandona Giulio Regeni, rimosso lo striscione in suo ricordo

Anche Pisa abbandona Giulio Regeni, rimosso lo striscione in suo ricordo

L’amministrazione comunale ha rimosso lo striscione che chiedeva giustizia per la sua morte. Dopo Trieste e Ravenna anche Pisa abbandona Giulio Regeni.

Così potrebbe essere interpretato a prima vista il gesto della nuova amministrazione comunale targata Lega, di togliere dal terrazzo di Palazzo Lanfranchi (uno dei palazzi storici della città e dal 2007 sede del Museo della Grafica), lo striscione con la scritta “Verità per Giulio Regeni”.

Dal Comune fanno sapere che lo striscione è stato tolto “per mettere le bandiere per il gioco del Ponte” che si è svolto sabato scorso. Ma ricordando le parole del leader del Carroccio Matteo Salvini, che dichiarava di comprendere bene la richiesta di giustizia e verità su quanto accaduto da parte della famiglia Regeni, ma che per l’Italia è fondamentale avere buone relazioni con un Paese importante come l’Egitto; possiamo interpretare il provvedimento come un allineamento a quelli che sono gli intenti nazionali del partito.

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