RAPINATORE UCCISO, CONFCOMMERCIO PISA: “STATO GARANTISCE BANDITI”

Rapinatore ucciso Confcommercio
foto presa da sito Confcommercio PIsa

“Uno Stato così non può essere democratico.” La dura presa di posizione del numero uno di Confcommercio Pisa Federica Grassini: “Ferretti è una persona mite, chi delinque gode di un’immunità inspiegabile.”

“Daniele è una persona mite, eppure viva per miracolo proprio a causa di una rapina a mano armata. Ieri l’ennesima. Sulla legittimità della sua difesa non credo che si possano esprimere dubbi leciti”. Così Federica Grassini, uno numero di Confcommercio Pisa, che spiega di conoscere molto bene il gioielliere e sua moglie Giuliana. “Ci sforziamo di credere nella giustizia – aggiunge Grassini – e proprio da chi dovrebbe ‘risarcirci’ del torto subito, riceviamo la più scottante delle ingiustizie: chi ci ha vessati gode di un’immunità inspiegabile, garantita da un sistema legislativo che tutela chi delinque, che lo rimette immediatamente in libertà e gli consente la spavalderia di reiterare i suoi crimini”.

“Uno stato garantista con chi delinque – afferma ancora -, non può vantarsi di essere democratico”. Dei coniugi Ferretti parla come di “due splendide persone perbene, due commercianti stimatissimi per professionalità e gentilezza. Chi li conosce sa con quanto attaccamento abbiano sempre svolto quello che per loro è molto più di un mestiere: una verace passione. Apprendere quanto è successo, è ancora più doloroso proprio perché ha colpito loro”. “La cosa che più mi addolora e mi preoccupa – aggiunge Grassini – è quell’insondabile paura e il forte senso di essere stato lasciato solo che ha accompagnato” il gesto di Ferretti: “Tutti noi imprenditori siamo Daniele: svolgiamo il nostro lavoro a rischio continuo della nostra incolumità e di quella dei nostri collaboratori; rapinati, aggrediti, vandalizzati, comunque continuamente abusati.

Denunciamo, perché ci sforziamo di credere nella giustizia e proprio da chi dovrebbe ‘risarcirci’ del torto subito, riceviamo la più scottante delle ingiustizie”. “Troppi di noi – conclude – ormai non denunciano se non per ragioni assicurative; troppi di noi non denunciano per paura di ritorsioni. Lo sguardo perso nel vuoto di Daniele ci ferisce tutti, perché siamo ben consapevoli che avrebbe potuto essere il nostro”.

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FIRENZE, PICCHIAVA E ABUSAVA LA MOGLIE: CONDANNATO A 6 ANNI

Firenze picchiava e abusava moglie

L’uomo di origine marocchina assumeva cocaina e costringeva la moglie a subire violenza anche davanti a figlia minore. Madre e figlia sono ora in un centro attrezzato.

Per anni ha picchiato la moglie, anche davanti alla figlia minore, l’ha minacciata e costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà, fino a minacciare anche alcune amiche e i genitori di lei. L’uomo, di origine marocchina, 44 anni, che era già stato arrestato su richiesta del pm Eligio Paolini titolare dell’inchiesta, ora è stato condannato a 6 anni e mezzo di carcere dal tribunale di Firenze.

Tutto sarebbe cominciato nel 2013, quando la donna, originaria dell’est Europa, aveva conosciuto l’uomo. Dopo una breve frequentazione i due decisero di andare a convivere e poi di sposarsi quando lei restò incinta. Mentre era in attesa della figlia, la donna aveva già dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso dopo essere stata picchiata dal marito, anche davanti ad altre persone. Più volte i vicini, la coppia abitava a Firenze prima di trasferirsi in un comune limitrofo, erano dovuti intervenire per calmare l’uomo che, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto uso di stupefacenti.

Droga che, secondo quanto denunciato dalla donna, le avrebbe fatto assumere anche mentre lei era in attesa della figlia. I sanitari, dopo la nascita, trovarono nel suo piccolo organismo tracce di cocaina. Le lunghe indagini, anche con intercettazioni che dimostrarono senza dubbi le minacce anche di morte subite dalla donna che non voleva seguire il marito nel suo paese di origine, hanno fatto emergere una brutta storia di marginalità fino a quando madre e figlia non trovarono rifugio in un centro attrezzato. Due giorni fa il processo e la condanna per l’uomo.

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ROBERTI: ABOLIRE 41 BIS A RIINA? SE COLLABORASSE…

Roberti

Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, oggi a Firenze. e sul terrorismo:  bisogna (…) imparare a convivere con questo fenomeno che temo ci impegnerà per molto tempo”

 

“Se decidesse di parlare, allora, e se cominciasse a collaborare seriamente con la giustizia, si potrebbe rivedere anche la sua situazione detentiva e il suo 41bis. Ma non so se lo farà”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, oggi a margine di un incontro sul notariato rispondendo ad una domanda su quanto detto su Riina dal presidente del Senato Pietro Grasso secondo il quale la posizione del boss mafioso potrebbe essere alleggerita se facesse i nomi.

Roberti ha poi parlato della nuova legge sul voto di scambio: “dopo un iniziale periodo di rodaggio della nuova versione dell’articolo 416 ter, la nuova giurisprudenza della Cassazione si è assestata su una interpretazione che secondo me rende questa norma applicabile, agibile, e quindi c’è uno strumento in più per contrastare le connessioni politico-mafiose che sono come sappiamo tutti la vera forza delle mafie”.

Infine il terrrorismo.  “Il terrorismo alimenta il terrore perché questa è la sua strategia, e dunque bisogna non dico liberarsi, ma imparare a convivere con questo fenomeno che temoci impegnerà per molto tempo” ha detto il procuratore nazionale antimafia.
“Io credo – ha aggiunto – che sia molto importante soprattutto che si diffonda la consapevolezza che la lotta alla mafia, come la lotta al terrorismo, non è soltanto un problema giudiziario, è un problema di tutti i cittadini che vogliono vivere liberi dal condizionamento, dalla paura e dal terrore, e che vogliono realizzare i propri obiettivi di vita assolutamente in modo libero e senza dover temere questi condizionamenti, soprattutto per quanto riguarda il terrorismo in questo momento. Le mafie vengono prese in considerazione solamente quando sparano, mentre operano tranquillamente quando non sparano e sono forse più pericolose per l’economia e per la
democrazia”

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PALIO SIENA, ANIMALISTI COME PARTI CIVILI NEL PROCESSO AI FANTINI

Palio Siena

Lav e Lega diritti animali ammessi come parti civili  nel processo a 3 fantini e 1 veterinario. Avrebbero ‘dopato’ e falsato microchip cavalli. Il 20 luglio l’udienza preliminare.

Lega antivivisezione e Lega italiana diritti dell’animale sono state ammesse dal gup di Siena Roberta Malavasi come parti civili nel procedimento che vede imputati tre fantini del Palio di Siena ed un veterinario di Viterbo: falso e maltrattamento di animale in concorso le ipotesi di reato per le quali la procura chiede il rinvio a giudizio. Il gup ha invece respinto la richiesta di costituzione di parte civile presentata da Horse Angel Onlus ed ha aggiornato l’udienza al 20 luglio. Tra i fantini coinvolti Luigi Bruschelli, detto Trecciolino, più volte vincitore sul tufo di piazza del Campo.

Secondo l’accusa i 4 imputati avrebbero sostituito i microchip ad alcuni cavalli per ‘camuffarli’ da mezzo sangue al fine di eludere il regolamento sull’iscrizione degli animali all’albo del Comune di Siena che dà accesso al Palio. L’accusa riguarda poi la somministrazione ad alcuni cavalli di un cocktail di farmaci, per lo più antinfiammatori e antidolorifici, per mantenere il loro sangue al di sotto della soglia di rilevanza.

In occasione dell’apertura dell’udienza preliminare, altre due associazioni, la Lega nazionale per la difesa del cane e Islander, in una nota congiunta hanno chiesto l’abolizione del Palio di Siena e “di questo genere di eventi basati sulla sofferenza e lo sfruttamento degli animali”.

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FIRENZE, TURBATIVA PISCINE: DIRIGENTI ‘SCAGIONANO’ POLITICI

dirigenti scagionano

Rispondendo al gip di Firenze, i dirigenti comunali Troppino e Corti hanno ribadito l’estraneità politica da gare appalti per gestione piscine. Il Pm vuole l’interdizione.

Non c’è stata influenza di politici sulle gare per l’assegnazione della gestione di due piscine comunali di Firenze, e i relativi bandi sono stati legittimi, hanno seguito le regolari procedure amministrative: si sono difesi così, davanti al gip Angelo Pezzuti, due funzionari dell’assessorato allo sport di Firenze, Elena Troppino e Loris Corti, per i quali i pm Giuseppina Mione e Filippo Focardi hanno chiesto l’interdizione dai pubblici uffici. Il gip Pezzuti si è riservato la decisione.

Troppino e Corti hanno risposto alle domande del gip, la prima per oltre un paio d’ore, l’altro per un tempo minore. Entrambi sono indagati per turbativa d’asta in concorso con altre persone, non solo imprenditori privati ma anche, secondo quanto emergerebbe, altre figure dell’amministrazione comunale. L’inchiesta della procura riguarda la gestione, affidata dal Comune, di due piscine importanti per la pratica sportiva in città, la piscina Paganelli e quella a San Marcellino.

L’interdizione per Troppino e Corti sarebbe stata chiesta dai pm anche in vista del prossimo bando, previsto a luglio, per un’altra piscina di Firenze, quella storica nel quartiere Isolotto. In realtà secondo quanto emerge in ambiti giudiziari, l’inchiesta potrebbe risultare un faro acceso sulle modalità di affidamento in gestione a privati degli impianti sportivi comunali fiorentini e sul ruolo delle associazioni sportive.

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