SILVANO CAMPEGGI “NANO” TRA DIVI E DIAVOLI

SILVANO CAMPEGGI “NANO” TRA DIVI E DIAVOLI

In sala d’Arme dal 6 dicembre al 6 gennaio

La mostra antologica Silvano Campeggi Nano – Tra divi e diavoli, promossa dall’Opera della Badia di Settimo e dal Comune di Firenze, celebra l’arte di un grande protagonista della scena mondiale del XX secolo, non solo cartellonista principe della Metro Goldwyn Mayer e di tante altre case di produzione italiane e straniere, ma anche pittore e artista a tutto tondo. Nel corso di un itinerario artistico lungo quasi settant’anni, “Nano” ha comunicato non solo i suoi stati d’animo, ma anche il diffuso sentimento del tempo, cogliendone speranze e sogni, attese e delusioni. L’obiettivo della presente mostra è dunque quello di cercare di dar conto di un percorso travagliato e complesso, collocando ciascun capitolo della produzione di Campeggi all’interno di un determinato momento personale e sociale. Il primo tema ad essere rappresentato è naturalmente quello del cinema (tra 1946 e 1969), dei divi e del grande successo Hollywoodiano, delle icone senza tempo immortalate da Nano in manifesti e soluzioni grafiche che hanno contraddistinto l’immaginario diffuso del XX secolo. Clark Gable e Marilyn Monroe, Marlon Brando e Audrey Hepburn, pellicole come Via col vento, Casablanca, Cantando sotto la pioggia, West Side Story: le star e i film di maggiore successo arrivano in Italia filtrati dalla tempera sensibilissima di Nano, attento a coglierne ogni singola sfumatura e tradurli in composizioni di grandissimo successo. Tuttavia, non c’è solo il cinema nell’attività di Nano, ed ecco che il visitatore può ammirare i personaggi storici e le grandi battaglie raffigurate da Campeggi. In entrambi i settori l’influsso del cinema è evidente: dietro ai cavalli in corsa si intravedono, oltre alla tradizione fiorentina, anche i cavalli di Ben-Hur, così come dietro a ogni donna si intuisce una Marilyn pronta a far capolino; ma a colpire è la fantasia filologica di Nano, in grado di immedesimarsi in stili e iconografie storiche, riattualizzandole in chiave contemporanea. Ritratti e volti reali, dunque; al più icone mitiche, ma basta lasciare la costa e sfidare il mare per imbattersi nei Sassi elbani, attestazione della poliedricità e varietà stilistica di Nano. La documentazione lascia qui il posto alla meditazione, le sfavillanti luci della ribalta lasciano il posto a maternità raccolte e calibrate, a visioni scandite dal bianco e dal nero, contraltari profondi degli abbaglianti manifesti cinematografici. Questi diversi spunti trovano un temporaneo approdo (domani, ne siamo certi, Nano cambierà ancora direzione di ricerca), nella serie dei diavoli, in cui le debolezze e le incertezze di Campeggi (che poi sono quelle di tutti noi), trovano una soluzione grafica graffiante e ironica: come se i divi del cinema, i personaggi storici e le maternità elbane trovassero una sintesi giocosa in tanti diavoletti, pronti a redarguirci, sì, ma dandoci un buffetto sulla guancia. Infine, la full immersion digitale realizzata grazie a Art Media Studio, proietterà lo spettatore direttamente nel mondo di Nano. Il visitatore entrerà così nelle opere grafiche, si perderà dentro le composizioni e arriverà a toccare, unendo reale e virtuale, quelle stesse stelle del cinema ritratte tante volte dal più grande artista cinematografico di sempre.

Storia e vicende della collezione grafica agli Uffizi

Si intitola “Storia e vicende della collezione grafica agli Uffizi nell’età della prima mondializzazione (1848-1918)” ed è la nuova mostra – curata da Marzia Faietti, Miriam Fileti Mazza e Giorgio Marini – che i visitatori del complesso vasariano potranno ammirare da giovedì 20 marzo fino al 4 maggio 2014 nella Sala Detti del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. In esposizione ci saranno opere di Fattori, Klinger, Michetti, Millet, Bezzuoli, Pennell, Fontanesi, Zorn, Morelli.

Il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, assai conosciuto per le sue raccolte di autori antichi, non manca di riservare sorprese in epoche successive. A tale scopo la prossima esposizione organizzata dall’Istituto si focalizza su disegni e stampe di autori italiani e internazionali attivi nell’età della prima mondializzazione (1848-1918). Essa viene inaugurata in concomitanza con la pubblicazione, promossa insieme alla Scuola Normale Superiore, dell’ultimo volume della collana “Inventario Generale delle Stampe”: Storia di una collezione. I disegni e le stampe degli Uffizi dal periodo napoleonico al primo conflitto mondiale, Firenze, Olschki, 2014. Seconda fatica di Miriam Fileti Mazza, dopo un primo tomo comparso nella stessa collana nel 2009, la pubblicazione conclude la ricostruzione sistematica delle vicende costitutive del GDSU dall’epoca del cardinal Leopoldo de’ Medici all’inizio del Novecento.
La selezione delle opere in mostra ribadisce la continuità con il passato nel sottolineare come a Firenze l’attenzione al disegno si coniughi a un desiderio di rappresentatività della collezione su scala internazionale, nonché alla ricezione degli aspetti artistici contemporanei da parte di un collezionismo nutrito sia di saperi tecnici che di riflessioni teoriche sulla natura e la funzione del disegno, padre delle tre arti. Per il suo antico e sedimentato assetto patrimoniale la raccolta fiorentina è caratterizzata da un intreccio inestricabile tra storia, tradizione e critica. Essa consente di riflettere sulle radici storiche da cui trae origine la ricostruzione critica di molte personalità artistiche secondo due direttrici, dall’antico al moderno e dal moderno all’antico. Basti pensare ai condizionamenti esercitati sulla storiografia ottocentesca dai processi di riconoscimento degli autori dovuti a Filippo Baldinucci e, viceversa, alle ricadute delle acquisizioni conoscitive raggiunte da Luigi Lanzi in poi sul riordinamento della collezione intrapreso a fine Ottocento da Pasquale Nerino Ferri.