Graziano Cioni: “Bocci ha già perso, vera sfida tra noi e Nardella”

Graziano Cioni: “Bocci ha già perso, vera sfida tra noi e Nardella”

“Bocci è candidato come “vuoto a perdere” ,su alcuni episodi della lotta partigiana si può discutere, ma sulla festa della Liberazione che segna la sconfitta del nazifascismo e l’affermazione di una conquistata Libertà, non ci sono ne ci possono essere discussioni, soprattutto a Firenze che con il sangue dei suoi figli si conquistò la Medaglia D’oro al Valore Militare”, a sostenerlo è Graziano Cioni, capolista della lista civica ‘Punto e a Capo’, che vede come candidato sindaco il farmacista 33enne Mustafa Watte.

“Nella nostra Città combatterono formazioni partigiane di varie appartenenze (Pci-Psi- Psdi -Dc-Pli-Pri e autonomi della Brigata “V”) – interviene il capolista Graziano Cioni -. Il rifiuto Salviniano di Ubaldo Bocci di partecipare alle celebrazioni del 25 Aprile è il suicidio della sua candidatura, che viene prima delle innumerevoli gaffe che si ripetono ogni volta che apre bocca.”

“Il ballottaggio può esser fra Nardella e ‘Punto e a Capo’. Nardella iperattivo in questi mesi di campagna elettorale anticipata, si presenta con un bilancio di luci e ombre – aggiunge Cioni -. Sul ruolo di Sindaco dell’area metropolitana stendiamo un velo pietoso al quale non c’è niente da aggiungere se non che ha fatto rimpiangere i tempi dell’Amministrazione Provinciale.”

“E’ mancata completamente una politica metropolitana che avrebbe portato benefici a Firenze e ai comuni che ne fanno parte – fa notare il capolista -. Non è possibile dimenticare che si vantava di essere il renziano più renziano d’Italia, non una parola su le leggi illiberali , scuola, lavoro fino al voto favorevole alla fortunatamente fallita riforma Costituzionale.”

“Non è riuscito a smarcarsi dal ruolo di ‘attendente’, e anche con la benedizione renziana ricevuta di recente il Palazzo Vecchio riparte con il piede sbagliato. Non ha votato nemmeno Zingaretti stringendosi all’ineffabile Orfini – sottolinea sempre Cioni -. Bene sulla tranvia recuperando i ritardi del suo predecessore Renzi, ma fermo sul necessario nuovo piano della mobilità urbana per uscire dal persistente caos.”

“Inadeguato sui problemi della sicurezza e il rispetto della legalità – evidenzia Graziano Cioni -. Sicuramente non ha cercato di applicare e forse non lo ha mai letto il regolamento di polizia municipale del 2007. Il sociale, primo dei problemi (disabili-giovani-disoccupati-anziani-poveri,famiglie in difficoltà) è stato ed è il grande assente nella sua politica. Sulle grandi opere siamo ancora al nulla, solo un fiume di parole.

“Punto e a Capo unica vera lista civica, portatrice di un programma di cose fattibili e concrete, di una squadra di persone che sono un misto di conoscenza , competenza , esperienza e soprattutto amore per Firenze chiede il voto ai fiorentini non per fare testimonianza ma per governare Firenze”, conclude il candidato alla giunta fiorentina Graziano Cioni.

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Firenze, il falso invalido era pronto a candidarsi alle comunali

Firenze, il falso invalido era pronto a candidarsi alle comunali

Cioni, ex vicesindaco Firenze: ‘l’impostore si finse carabiniere Ros ferito in conflitto a fuoco’.

Stava per essere candidato alle elezioni comunali di Firenze nella lista ‘Punto e a capo’ Roberto Guglielmi, il 55enne arrestato martedì scorso dalla polizia con l’accusa di essersi finto paraplegico dal 2012, percependo indebitamente dall’Inps oltre 137 mila euro. Lo spiega su facebook Graziano Cioni, l’ex vicesindaco di Firenze ed ex assessore ‘sceriffo’, in cui racconta di come l’uomo fosse riuscito a convincerlo di essere un ex capitano dei carabinieri del Ros diventato paraplegico dopo un conflitto a fuoco.

“Nei primi anni 2000 – scrive Cioni nel post intitolato ‘Ai confini della realtà’ -, venne a trovarmi nei miei uffici di Palazzo Vecchio Guglielmi Roberto, capitano dei carabinieri con la moglie medico al Meyer”, dicendo di essere “nipote di un generale dell’Arma in servizio in un paese africano lacerato dalla guerra”. “Lo ritrovo anni dopo paraplegico su una sedia a rotelle – dice ancora Cioni – racconta di essere stato ferito in un conflitto a fuoco con la criminalità e di essere stato congedato da capitano del Ros, mi dice che dopo l’incidente la moglie lo ha abbandonato lasciandolo solo con la figlia minorenne”. Di recente il presunto carabiniere in congedo ha ricontattato Cioni, dicendo di essere interessato a una candidatura al Consiglio Comunale con la lista ‘Punto e a capo’.

“Confesso – scrive sempre Cioni – che la presenza di un carabiniere testimone del contrasto alla criminalità pagato sulla propria pelle era motivo di lustro. Leggo stamani e rimango basito che Guglielmi Roberto non è capitano dei Ros”, ma “un impostore di grande abilità”, “di sicuro c’è solo che è stato arrestato”.

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Elezioni Firenze: Watte candidato sindaco di Punto e a capo

Elezioni Firenze: Watte candidato sindaco di Punto e a capo

E’ Mustafa Watte, farmacista di 33 anni, figlio di un immigrato di Aleppo poi diventato medico in Italia, il candidato sindaco di Firenze della lista ”Punto e a capo”.

Watte è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla presenza – tra gli altri – dell’ex senatore del Pds e poi dell’Ulivo, ed ex vicesindaco di Firenze, Graziano Cioni e Nicola Cariglia anche lui già vicesindaco della città. “Io punto a vincere – ha detto Watte -. Per me è un grande onore correre per la poltrona di sindaco. Il titolo principale del nostro movimento è il cittadino, il cittadino fiorentino di oggi che vive Firenze come da turista e non più da protagonista”.

Watte ha anche chiarito di essere “a favore di tutti i luoghi di culto, a favore dell’integrazione e contro ogni forma di razzismo. Gli stranieri che vengono a Firenze per vivere e lavorare devono essere accolti”. Il fatto che Watte sia un debuttante assoluto è un punto a favore per Cioni, perché si tratta di una “persona stimata” che non ha scheletri “nell’armadio, anzi non ha neanche l’armadio”.

Watte CioniWatte “é la dimostrazione che la speranza può vincere sulla paura, che l”integrazione è possibile”. Cioni ha chiarito che l”idea di procedere da soli è nata “quando è venuta meno l”alleanza con la sinistra ed è venuto meno l”accordo con Nardella”. Cioni ha parlato anche di infrastrutture, specificando che per aeroporto e Tav Firenze si tratta “di opere in itinere”, dove si deve “andare avanti”. E la tramvia per Bagno a Ripoli “va fatta”.

La tramvia può “passare da piazza Duomo”. Secondo Cariglia “la scelta che abbiamo fatto è una sfida: si vuole affermare che non bisogna avere pregiudizi nei confronti del fenomeno dell”immigrazione, che in forma legale è una opportunità. È una sfida anche per la scelta della persona, un giovane di 33 anni”.

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Firenze, comunali 2019: “grandi manovre” tra centrosinistra e Lega

Firenze, comunali 2019: “grandi manovre” tra centrosinistra e Lega

Iniziano le grandi manovre in vista delle comunali 2019 per il prossimo sindaco di Firenze. Il centrosinsitra, capeggiato dall’attuale primo cittadino Dario Nardella, si è mosso ieri chiamando a raccolta le sinistre fiorentine. La lega, invece, all’hotel Mediterraneo ha iniziato a vagliare i possibili candidati, con Ginevra Cerini Feroni e Claudio Borghi tra i nomi più caldi.

Primo tentativo di formazione della coalizione di centrosinistra a sostegno del secondo mandato del sindaco Dario Nardella, per le comunali 2019. All’appello hanno risposto il deputato di Civica Popolare Gabriele Toccafondi insieme a Marco Semplici. Il senatore dei socialisti Riccardo Nencini, i consiglieri comunali Tommaso Grassi (Firenze Riparte a Sinistra) e Stefania Collasei di MdP, gli esponenti dei Verdi, lista Bonino e Più-Europa. Per il Pd il segretario cittadino Massimiliano Piccioli e la vicecapogruppo a Palazzo Vecchio Francesca Paolieri. Assente, anche se atteso, l’ex vicesindaco e assessore al Comune di Fiorenze Graziano Cioni, con la lista civica “Punto e a Capo”.

Un paio d’ore di confronto partendo dall’idea di “cominciare ad ascoltarsi” per verificare la possibilità di un’alleanza ed evitare l’ipotesi ballottaggio. La proposta è di una coalizione larga e totalmente aperta a esperienze civiche, trovando una visione comune e partendo dai temi fondamentali come: lavoro, sviluppo sostenibile, svolta ambientale, rigenerazione urbana, con l’obiettivo 70% per la raccolta differenziata. E poi, lotta alla povertà, miglioramento delle infrastrutture, del servizio publico su ferro e gomma. Un piano molto ricco che ha già visto l’uscita di scena della sinistra di Tommaso Grassi.

“Quello che vi chiedo oggi è di condividere una dipsobibilità ad avviare un lavoro comune” ha detto il sindaco Nardella.

Di contro, nella Lega, che si è riunita ieri all’hotel Mediterraneo, sono emersi i nomi del parlamentare Claudio Borghi e della professoressa Ginevra Feroni, la quale nicchia su una possibile candidatura a sindaco di Firenze, ma resta la preferita del vice premier Matteo Salvini. La pista rimane aperta come quella di Ubaldo Bocci, personlità forte di Azimut,  società che si occupa di consulenza patrimoniale. Tra i nomi nuovi su cui potrebbe puntare la Lega, da sottolineare l’ex senatore Paolo Amato di Forza Italia. Squadra che resta da definire, come l’alleanza con il resto del centrodestra. Infatti, alcuni, come il consigliere regionale Jacopo Alberti vorrebbero la Lega da sola o addirittura vedrebbero bene una sorta di contratto fiorentino con il M5S.

“Noi crediamo che il metodo usato a Pisa o a Siena sia quello giusto ovvero, una personalità civica che consca molto bene la città”, ha detto il commissario cittadino Federico Bussolin.

 

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Festa dell’Unità, ospiti da tutta la sinistra. Boschi non invitata

Festa dell’Unità, ospiti da tutta la sinistra. Boschi non invitata

La festa dell’Unità di Firenze quest’anno ospiterà tanti alleati che hanno salutato il Pd, ci saranno Rossi e altri di Leu nessun invito per la Boschi. Bisogna “costruire ponti con tutta quella sinistra che non è entrata in coalizione alle ultime politiche” afferma Massimiliano Piccioli.

La festa dell’Unità si terrà a Firenze dal 30 agosto al 16 settembre, quattro giorni in meno dell’usuale. C’è stato il rischio che saltasse quest’anno, dopo la batosta elettorale si sono sommati problemi riguardanti l’organizzazione, dal luogo: ondeggiante fra la Fortezza, Novoli e l’area Saschall per poi finire alle Cascine; ai problemi con il comune per il mancato pagamento del canone per il suolo pubblico e per la ruota panoramica troppo alta.

La festa però si farà e aprirà le sue porte ‘all’altra sinistra’, dopo un rifiuto a Maria Elena Boschi perchè non è fra gli eletti del territorio e non ha la tessera Pd presa a suo tempo al circolo Vie Nuove (oggi è tesserata a Bolzano), annoverando tra gli ospiti alleati che hanno salutato il Pd, in primis Enrico Rossi (LeU), seguito da l’ex sceriffo Graziano Cioni, l’ex parlamentare Filippo Fossati.

“In questo momento in cui i leghisti e i populisti sembrano intenzionati a far fuori la roccaforte Fiorentina”, commenta Massimiliano Piccioli, segretario cittadino del Pd, “il nostro senso di responsabilità ci deve portare a lavorare per costruire ponti con tutta quella sinistra che non è entrata in coalizione alle ultime politiche. Per questo alla festa è stato invitato anche il nostro governatore Rossi e nelle prossime ore Pietro Modi e Lorenza Giani inviteranno Graziano Cioni, Fossati e altri rappresentanti di forze di sinistra e di centro con una grande apertura a tutto il mondo dell’associazionismo”.

Se Salvini alla Versiliana è stato chiaro: la prossima città a cadere “Sarà firenze”, dal Pd si cerca di organizzare una risposta e per questo la partecipazione alla festa è quasi un appello: “Avremo bisogno di tutto l’impegno dei nostri 3500 iscritti”, continua Piccioli “e di tutti quei fiorentini che in questi anni, anche alle ultime politiche, hanno sempre dimostrato di esserci vicini”.

Per Piccioli questa sarà una vera e propria “Resistenza 4.0”, l’ultima parola resta però all’affluenza che ci mostrerà se “i fiorentini sono pronti a difendere i valori di sinistra che da sempre contraddistinguono questa città” conclude il segretario.

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