Il Bimbo morto nel Grossetano, avrebbe ingerito metadone

Il Bimbo morto nel Grossetano, avrebbe ingerito metadone

Il bimbo di 18 mesi, deceduto il 15 settembre scorso in un paese della provincia di Grosseto, sarebbe morto per aver ingerito metadone: è quanto sarebbe emerso dagli esami tossicologici effettuati dal medico legale incaricato dal pm. Indagati per omicidio colposo i genitori del piccolo.

Un avviso di garanzia è stato loro notificato ieri dai carabinieri, secondo quanto riferisce oggi il Tirreno. I militari hanno anche contestualmente perquisito l’abitazione della coppia. Il bimbo sarebbe morto a causa di una “intossicazione acuta da metadone – così nell’avviso di garanzia notificato insieme al decreto di perquisizione ai genitori, secondo quanto riporta il quotidiano – inoltre, il bambino è stato esposto a varie altre sostanze stupefacenti”.

Sostanze che il bambino potrebbe aver respirato in casa perché assunte dai genitori. Il bambino potrebbe poi aver trovato in casa una boccetta con il metadone bevendone il contenuto, senza che i genitori se ne accorgessero.

Nel corso della perquisizione, disposta dal pm Anna Pensabene che coordina le indagini dei carabinieri, sarebbero stati trovati pochi grammi di hashish e qualche bottiglietta vuota di metadone.

Ad allertare i soccorsi, lo scorso 15 settembre, era stato il padre del piccolo, perchè il bambino non si svegliava. Inutili i soccorsi prestati dai sanitari.

La coppia, assistita dal giorno della morte del piccolo e ora difesa dall’avvocato Sabrina Pollini, aveva nominato un consulente di parte, il medico legale Giulia Nucci, che ha all’autopsia e che presto dovrebbe depositare anche le proprie conclusioni.

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Vaccini: Toscana, in fase consegna 15.400 dosi Astrazeneca

Vaccini: Toscana, in fase consegna 15.400 dosi Astrazeneca

Le dosi di Astrazeneca saranno suddivise tra Grosseto,Livorno,Prato. Alle 18 al via prenotazioni

Sono in fase di consegna le 15.400 dosi della prima fornitura di vaccino anti-Covid di Astrazeneca destinata alla Toscana: 3.400 dosi sono state consegnate alle 13 al ‘Misericordia’ di Grosseto per la Asl Sud Est, 5.100 dosi alle 15.30, agli ‘Ospedali Riuniti’ di Livorno per la Nord Ovest e 6.900 dosi alle 17.30 all’ospedale ‘Santo Stefano’ di Prato per la Centro. Lo fa sapere la Regione.

La somministrazione di questa fornitura partirà, come annunciato ieri, giovedì 11 febbraio; le prenotazioni si aprono oggi alle 18, fino a esaurimento posti. Al momento della prenotazione l’utente potrà scegliere il luogo più comodo e vicino, insieme alla data e all’ora dell’appuntamento. Le categorie coinvolte sono i lavoratori tra 18 e 55 anni del comparto scolastico e universitario, delle Forze armate e di Polizia. Con le prossime forniture settimanali, spiega la Regione, si aprirà anche alle altre categorie previste in questa fase e in merito alle quali la Regione attende ulteriori comunicazioni e dettagli dalla struttura nazionale. Sempre per oggi, conclude la nota, è confermato anche l’arrivo delle nuove 31.590 mila dosi di vaccino Pfizer-Biontec (presso i 13 hub toscani), che consentono di procedere con regolarità alla vaccinazione degli operatori sanitari e socio-sanitari e del personale delle rsa. Per coloro che hanno già effettuato la pre-adesione, le agende si riapriranno oggi alle 14.

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Deposito nazionale nucleare. Due aree potenziali anche in Toscana

Deposito nazionale nucleare. Due aree potenziali anche in Toscana

La costruzione del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi di bassa e media intensità e del Parco tecnologico annesso, prevede dei benefici economici per il territorio che lo ospiterà, sono stati identificati diversi siti in alcune regioni d’Italia. Ma chi lo vuole?

Anche in Toscana, secondo la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) pubblicata sul sito della Sogin, sono 2 i luoghi potenzialmente idonei per il deposito nazionale delle scorie nucleari: Pienza-Trequanda in provincia di Siena e Campagnatico in provincia di Grosseto.

“Il decreto legislativo n.31 del 2010, al fine di massimizzare le ricadute socio-economiche e occupazionali legate al progetto, riconosce al territorio che ospiterà il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico un contributo di natura economica, secondo modalità che gli Enti Locali interessati regoleranno attraverso la stipula di una specifica convenzione con Sogin – si spiega sul sito del deposito nazionale – Tutti i paesi nei quali è in corso la realizzazione di depositi per i rifiuti radioattivi hanno adottato un sistema di benefici diretti e indiretti per le comunità che ospitano questi impianti, non solo come indennizzo per la porzione di territorio che sarà occupata per un lungo periodo, ma anche per riconoscere una forma di valore aggiunto alle comunità che accettano di partecipare alla realizzazione di un servizio essenziale per lo sviluppo del Paese”.

“Il contributo – si legge ancora – sarà formalizzato con un decreto del ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il ministro dell’Economia e delle Finanze”.

In particolare, per quanto riguarda il valore aggiunto per le comunità locali dalla costruzione del il Parco Tecnologico, l’idea di affiancarlo al Deposito Nazionale “risponde all’esigenza di consentirne una maggiore integrazione con il territorio che lo ospiterà, attraverso la prese;nza di attività che potranno essere concordate con le comunità locali. Queste attività saranno in grado di rafforzare il ‘valore aggiunto’ per il territorio, con il coinvolgimento di istituzioni, università, associazioni e imprese locali”.

Oltre a quelli della Toscana questi gli altri siti potenzialmente idonei:

8 in Piemonte. Due in provincia di Torino: Caluso-Mazzè-Rondissone e Carmagnola. Sei in provincia di Alessandria: Alessandria-Castelletto Monferrato-Quargnento, Fubine-Quargnento, Alessandria-Oviglio, Bosco Marengo-Frugarolo, Bosco Marengo-Novi Ligure, Castelnuovo Bormida-Sezzadio.

4 in Sicilia. Si trovano nelle province di Trapani, Palermo e Caltanissetta. Nel dettaglio, i Comuni sono Trapani, Calatafimi-Segesta, Castellana Sicula, Petralia Sottana, Butera.

14 in Sardegna. Quattro siti sono nella provincia di Oristano e dieci in comuni nel sud della Sardegna. Nel dettaglio, i comuni interessati dalla costruzione del deposito nucleare e del parco tecnologico sono: Siapiccia, Albagiara, Assolo, Mogorella, Usellus, Villa Sant’Antonio, Nuragus, Nurri, Genuri, Setzu, Turri, Pauli Arbarei, Tuili, Ussaramanna, Gergei, Las Plassas, Villamar, Mandas, Siurgus Donigala, Segariu, Guasila, Ortacesus.

22 nel Lazio. Sono 22,tutti in provincia di Viterbo i luoghi potenzialmente idonei nel Lazio per il deposito nazionale delle scorie nucleari secondo la carta Cnapi: Ischia di Castro,Canino-Cellere-Ischia di Castro,Montalto di Castro 1,Montalto di Castro2,Canino1,Tessennano-Tuscania, Arlena di Castro-Piansano-Tuscania, Piansano-Tuscania,Tuscania,Canino-Montalto di Castro1,Canino 2,Arlena di Castro-Tessennano-Tuscania,Arlena di Castro-Tuscania 1,Arlena di Castro-Tuscania2, Canino-Montalto di Castro 2, Tarquinia-Tuscania,Soriano nel Cimino, Soriano nel Cimino-Vasanello-Vignanello, Gallese-Vignanello,Corchiano-Vignanello, Corchiano-Gallese,Corchiano.

7 in Basilicata. In Basilicata sono state individuate sette aree potenzialmente idonee per la costruzione del deposito nazionale nucleare, tutti in provincia di Potenza, uno interessa anche la provincia di Matera. Sei aree ricadono nel comune di Genzano di Lucania (Potenza). Interessati anche in un caso il territorio del comune di Irsina (Matera) insieme a Genzano di Lucania e in un altro caso aree ricadenti nei territori dei comuni di Acerenza e Oppido Lucano (Potenza).

3 in Puglia. L’area di Gravina in Puglia in provincia di Bari. Ci sono anche i comuni di Altamura (in provincia di Bari) e Laterza (in provincia di Taranto) indicati per un’area individuata in condivisione con Matera in Basilicata.

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Grosseto: violenze contro anziano disabile, allontanata parente

Grosseto: violenze contro anziano disabile, allontanata parente

Violenze fisiche e psicologiche nei confronti dell’anziano parente invalido a cui avrebbe dovuto badare. Questo è quanto è stato scoperto dai carabinieri di Grosseto che attraverso telecamere e microspie hanno documentato numerosi episodi di violenza commessi da una donna nei confronti dell’anziano.

Le violenze di questi mesi si sono tradotte in colpi vibrati con scope, mattarello, bottiglie, oltre a pugni alla testa, schiaffi, minacce con un coltello, e continue offese. Le indagini sono iniziate a settembre scorso, quando i carabinieri di Monterotondo Marittimo (Grosseto) sono venuti a conoscenza che un anziano uomo invalido, nato nel 1942, era da tempo vittima di maltrattamenti in casa. Le violenze, infatti, erano opera della donna che viveva con lui.

I militari di Grosseto si sono dunque attivati raccogliendo riscontri documentali e testimonianze di persone a lui vicine, che confermavano la presenza di segni delle violenze sul corpo dell’anziano. L’uomo, non essendo più in grado di esprimersi, non poteva riferire le sofferenze che quasi quotidianamente subiva. Nei confronti della donna è stata emessa la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’anziano, che adesso è stato affidato ai servizi sociali del Comune.
Una situazione che era divenuta insostenibile a cui è stato messo fine grazie all’intervento dei carabinieri che hanno, appunto, fermato la donna.

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