Gucci mette a disposizione i suoi negozi e uffici per vaccinare i dipendenti

Gucci mette a disposizione i suoi negozi e uffici per vaccinare i dipendenti

Gucci mette a disposizione le proprie sedi per la somministrazione dei vaccini ai suoi dipendenti.

L’azienda di moda Gucci ha annunciato la sua intenzione di mettere a disposizione le proprie sedi aziendali per la campagna di vaccinazione Covid-19 dei propri dipendenti. Gucci può fornire più di 6.000 sedi in Italia tra uffici, fabbriche e negozi.

A rendere nota l’iniziativa è la stessa casa di moda, spiegando che Gucci “prosegue nel suo impegno per contrastare gli effetti della pandemia aderendo all’iniziativa di Confindustria”. L’azienda sottolinea che “la tutela della salute dei dipendenti e la sicurezza dei luoghi di lavoro è per Gucci una priorità”. La decisione, si spiega ancora, “è in linea con quella del Gruppo Kering, che ha altresì dato disponibilità dei locali propri e di quelli degli altri marchi e aziende del Gruppo operanti in Italia”.

Marco Bizzari, Amministratore Delegato e presidente di Gucci, ha spiegato che “la pandemia ci ha messo di fronte a sfide inaspettate. Sin da subito abbiamo messo le persone al centro e avviato iniziative per tutelare la comunità in cui operiamo, i nostri dipendenti, i fornitori e offerto supporto al personale sanitario e alle comunità più vulnerabili. Con l’accelerare della campagna vaccinale, cresce il nostro impegno per il Paese dove Gucci è nata: l’Italia. Metteremo, con orgoglio, le nostre sedi a disposizione della campagna vaccinale”.

L’iniziativa, spiega Gucci, “è una naturale prosecuzione del Progetto prevenzione attiva, avviato nel luglio scorso in collaborazione con il prof.Andrea Crisanti”, le Università di Padova e Luiss di Roma e il Polo d’innovazione genomica genetica e biologia di Siena.

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Negozi vuoti in centro a Firenze, in fila solo a grandi magazzini

Negozi vuoti in centro a Firenze, in fila solo a grandi magazzini

Firenze, negozi riaperti nel centro storico ma, in assenza dei turisti, sono ancora pochi i clienti che entrano, con i fiorentini che preferiscono invece i grandi magazzini.

Code, seppur non molto lunghe, si registrano infatti dalla mattina solo davanti ai negozi di H&M, Zara e anche da Nespresso. Ancora chiusi i bar e Caffè della centralissima piazza della Repubblica con Gilli che dovrebbe riaprire sabato e Paszkowski che invece ancora non ha fissato una data certa. Continuano a restare chiusi gli orafi di Ponte Vecchio, che la settimana scorsa hanno protestato contro le misure del Governo.

A stamani non ha riaperto ancora il negozio della Apple che ha le vetrine oscurate con teli neri, mentre hanno riaperto Ferragamo, Gucci, Valentino, Dior, Fendi, Luisa Via Roma invece aprirà nel pomeriggio. Sempre oggi riapre anche il Museo Ferragamo.

Cartelli sulle vetrine assicurano la clientela che sono state svolte tutte le necessarie sanificazioni dei locali. Ferragamo, ad esempio, che ha già riaperto in Europa i negozi in Germania e Austria, spiega di aver “chiaramente recepito tutte le indicazioni dei Dpcm in termini di necessità di distanziamento tra colleghi e con i clienti. Inoltre, è stata svolta la sanificazione dei negozi e dell’aria condizionata”. Tra le misure previste, sottolinea ancora la maison, “i negozi sono provvisti di guanti, mascherine e gel sanificante per i clienti e il personale. I capi provati e gli eventuali resi resteranno in quarantena 24 ore prima di essere rimessi in vendita. A tutto il team del negozio di Firenze è stato inoltre fatto il test sierologico”.

Ai mercati all’aperto ora ci sono più banchi, non solo quelli alimentari, dei giorni scorsi e con loro anche più clienti. Riaprono anche i parrucchieri, che già registrano clienti di prima mattina, e le attività artigiane.

Per quanto riguarda i ristoranti nel centro storico che, come annunciato ieri dal gruppo Ristoratori Toscana, oggi non riapriranno. Maggiore presenza di passeggeri al momento sui mezzi pubblici che fino a oggi, pur con meno posti disponibili per rispettare il distanziamento, non hanno mai veramente viaggiato a pieno carico.

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Oltrarno: un’intera  strada ‘sequestrata’ dal cantiere

Oltrarno: un’intera  strada ‘sequestrata’ dal cantiere

Da tre settimane via dei Preti, a due passi da  p.zza Santo Spirito, è costretta a convivere con un vero e proprio  ‘moloch’ che rende difficile il passaggio, limita l’illuminazione delle case e la libera circolazione dei residenti

Il cantiere è di quelli importanti: si tratta della ristrutturazione di una porzione del palazzo Gucci, sede della maison di moda. Importante, ma anche imponente, come si può vedere dalle foto: in pratica via dei Preti è stata ‘sequestrata’ tranne una sottile striscia di pietre a (ora rivestita di impiallacciato). I Vigili, da noi interpellati, assicurano che sia tutto in regola. Non abbiamo motivo di non credere che non sia così.  Tuttavia, la domanda è lecita: bastano le mere  valutazioni tecniche in casi del genere? Basta cioè dire che il cantiere ha le misure giuste?  O forse andrebbero, quelle misure, parametrate alla strada, al contesto? Una stradina stretta, di passaggio, con residenza e botteghe artigiane?  Non era possibile fare diversamente?

Forse sì: a occhio lo spazio occupato dalla recinzione del cantiere è sovrabbondante rispetto alle esigenze logistiche. Un furgone da lavoro ci largheggia, per intenderci.  E allora?

La strettoia che si è creata tra i palazzi e l’impalcatura del cantiere non permette il passaggio contemporaneo  di due persone (a meno che non siano magrissime). Rende difficile il transito alle mamme con un passeggino o una carrozzina, o a un disabile. Senza contare che con le prime piogge la base calpestabile in compensato si sta già sfaldando, preannunciando problemi di agibilità.

Si parla tanto di qualità della vita ed attenzione alla residenza in centro. Come la mettiamo dunque?

Ah: il cantiere a quanto risulta andrà avanti fino a fine febbraio 2020

DG

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