Le due vie del destino

Oggi e domani Odeon programma, ore 16,30-18,45,21,00 Le due vie del destino – The Railway Man (The Railway Man) ,il film,diretto da Jonathan Teplitzky e interpretato da Colin Firth e Nicole Kidman, è l’adattamento cinematografico dell’autobiografia dell’ufficiale britannico  Eric Lomax.

1942. Il 21enne Eric Lomax, addetto ai segnali e appassionato di ferrovie, è uno dei giovani soldati che a migliaia vengono fatti prigionieri dalle truppe giapponesi che hanno invaso Singapore. Spedito a lavorare alla costruzione della celebre Ferrovia della morte, in Tailandia, Eric è testimone di inimmaginabili sofferenze ai danni dei suoi compagni di sventura e, dopo essere stato scoperto per la costruzione di una radio clandestina, ne diviene lui stesso vittima. Sopravvissuto per miracolo alla guerra, Eric torna a casa ma la sua vita è irrimediabilmente segnata dal ricordo del giovane ufficiale giapponese, suo carnefice. Fino a quando, molti anni dopo, a bordo di un treno incontra Patti, la donna che farà ricomparire il sorriso sul suo volto e la voglia di tornare a vivere. Tuttavia, la ritrovata serenità verrà offuscata ancora una volta dal ritorno degli incubi e Patti, decisa ad aiutare l’uomo che ama, cercherà in ogni modo di scoprire che cosa lo tormenta. Grazie alla collaborazione dell’enigmatico Finlay, anche lui ex prigioniero di guerra che romperà il muro di omertà che contraddistingue il passato dei sopravvissuti alla prigionia, Patti non solo scoprirà lo scioccante segreto che ha condizionato la vita di suo marito, ma anche che il responsabile è ancora vivo…

THE RAILWAY MAN – Le due vite del destino (Australia/UK, 116′) – Un film di Jonathan Teplitzky, con Colin Firth, Nicole Kidman

Versione originale con sottotitoli in italiano | Original version with Italian subtitles

Notte della memoria

Boboli 3 Agosto: “Notte della memoria” per ricordare la distruzione dei ponti .

Sono trascorsi esattamente 70 anni dalla terribile notte del 3 agosto 1944, quando l’esercito tedesco in ritirata, per impedire l’avanzata dei contingenti di liberazione anglo-americani, lasciò dietro di sé una grande distruzione. Escluso Ponte Vecchio – ma per questo ne patirono via Guicciardini e Por Santa Maria – tutti i ponti che univano la parte meridionale e settentrionale di Firenze furono abbattuti.
Per ricordare quei tragici momenti, domenica 3 agosto nel Piazzale della Meridiana del Giardino di Boboli (inizio ore 21. ingresso libero da Piazza Pitti, Cortile dell’Ammannati) si terrà “La notte della memoria. A settant’anni dalla distruzione dei ponti di Firenze”, iniziativa a cura della Direzione del Giardino di Boboli e di Arca Azzurra Teatro (vedi programma scaricabile dall’Area Stampa del sito web del Polo Museale Fiorentino).
Declinata attraverso proiezioni di immagini fotografiche e filmografiche, letture di documenti storici in gran parte inediti tratti da diversi archivi e momenti teatrali dello spettacolo “Agosto ’44 La Notte dei Ponti “ scritto da Ugo Chiti e Massimo Salvianti e a cura di Arca Azzurra Teatro, la serata si pone l’obiettivo di rievocare la verità storica degli argomenti e degli accadimenti di quel difficile, campale periodo.
Infatti l’appuntamento avrà il ritmo della cronaca appassionata dei giorni che precedettero e seguirono la liberazione di Firenze, città simbolo che si fa emblema delle sofferenze, dei piccoli e grandi eroismi, degli  straordinari e minimi avvenimenti di tutte le città e i paesi d’Italia impegnati nella lotta contro l’occupazione nazifascista.
“‘La Notte della Memoria’ – ha detto il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini –  non può che avere luogo a Pitti e Boboli, che offrirono rifugio in quei terribili momenti al popolo fiorentino ferito dalle distruzioni”.
Il dramma e i drammi della guerra, in questi giorni purtroppo ancora di stretta attualità, saranno al centro di tutto, lo sfregio crudele inferto alla città dai tedeschi, con l’abbattimento dei ponti sull’Arno, compreso quel Ponte a Santa Trinita, capolavoro tardo rinascimentale costruito su disegno di Michelangelo, che nel momento della distruzione sembra quasi voler resistere, opporsi, e che crollerà solo dopo che per tre volte gli artificieri tedeschi l’avranno letteralmente e completamente avvolto nell’esplosivo.
L’iniziativa è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze, dal Comune di Firenze e dal Museo Giardino di Boboli, con la collaborazione della Soprintendenza Archivistica per la Toscana, dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana, del Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux, dell’Istituto Luce Cinecittà S.r.l., della Mediateca dell’Unione Comuni Montani del Casentino, dell’Arca Azzurra Teatro, di Rete Toscana Classica, della Ditta Imaginem, del Maggio Musicale Fiorentino e di Firenze Musei.

The act of killing – L’atto di uccidere

Sabato 26 ottobre alle 21 sarà proiettato al Cinema Stensen di Firenze, lo straordinario documentario The Act of Killing del regista texano Joshua Oppenheimer. Un evento unico con collegamento dell’autore in diretta via Skype.   Co-prodotto da due maestri di genere come Werner Herzog e Errol Morris, The Act of Killing è un’opera che, con grandissima originalità, porta alla massima tensione gli elementi del cinema documentario. Un progetto che nasce per caso, nel 2004, mentre il regista è impegnato in un reportage sulla formazione dei primi sindacati nella giovanissima democrazia indonesiana. Uno dei numerosi gangster degli squadroni della morte, responsabili dell’eccidio di circa un milione di oppositori politici nel 1965, chiede con orgoglio di farsi una foto insieme alla troupe in uno dei luoghi del massacro. Oppenheimer propone allora ai gangster di ricostruire quella terribile pagina della storia del paese recitando come si trattasse di un action movie americano.   Ciò che si ottiene è il making of di un surreale corto-circuito tra verità e finzione. Gli insoliti attori di se stessi replicano nei dettagli le loro terribili azioni, sorridendo, cantando sul set, preoccupandosi della resa estetica delle riprese. Arrivando addirittura a interpretare il ruolo delle vittime; ed è lì che per un istante affiora una coscienza sconvolta dagli incubi notturni, anche se solo per poco.   The Act of Killing, alla lettera “l’atto di uccidere” e al contempo “la messa in scena dell’uccisione”, è un film sulla storia, sulla sua rappresentazione e sulla rimozione dei suoi lutti, sull’influenza che l’etica di massa ha sul singolo e nondimeno sull’essenza del cinema. Di un cinema che denuncia la propria illusione e si mette al servizio della verità. In Indonesia, in cui il film gira clandestinamente, la rivista «Tempo», la più diffusa nel Paese, parla di un prima The Act of Killing ed un dopo di esso.   Passato nella sezione Panorama Dokumente dell’ultima Berlinale ha ricevuto il Premio della giuria ecumenica e quello per la miglior produzione internazionale al Biografilm Festival.   In lingua originale sottotitolato in italiano.   Ingresso: 7,50 euro intero | 6,00 euro ridotto (under 30)  – Il film sarà poi in programmazione allo Stensen nei giorni 27-29-30 ottobre.