Pietre d’inciampo per le vittime della Shoah anche a Firenze

Pietre d’inciampo per le vittime della Shoah anche a Firenze

🔈Posate a Firenze le prime pietre d’inciampo per le vittime della Shoah, questa mattina infatti, si è tenuta la posa e la cerimonia di inaugurazione in via del Gelsomino, mentre nel pomeriggio si è proseguito in via del Proconsolo, via Ghibellina e piazza Donatello.

I nomi di undici martiri fiorentini del nazifascismo sono, da oggi, incisi nella memoria cittadina con l’apposizione delle “pietre d’inciampo” dell’artista tedesco Gunter Demnig.

Il progetto, voluto dalla Comunità Ebraica di Firenze e dal Comune, prende vita dopo l’approvazione dell’apposita delibera, il 9 aprile scorso. Le creazioni di Demnig, le Stolpersteine, avviate in Germania nel 1995, sono ormai presenti in numerose città europee: riportano il nome di una vittima della Shoa e vengono posizionate nei luoghi che questi toccò nella sua vita.

Ben 24 sono i paesi europei dove è installata almeno una pietra. In Italia sono presenti in diverse città, tra cui Roma, dove alcune pietre furono trafugate, per poi essere reinstallate dall’artista e Napoli. Ora anche a Firenze sará realizzato un vero e proprio percorso della memoria sulle tracce delle famiglie ebree arrestate e deportate nei campi di sterminio negli anni del secondo conflitto mondiale.

Nella nostra città oltre 300 persone furono catturate nelle retate nazifasciste del 1943- ’44 nella nostra città e solo 17 tornarono a casa al termine del conflitto.

Presenti stamane, tra gli altri, la vicesindaca e assessora alla toponomastica Cristina Giachi, l’assessore all’educazione Sara Funaro, l’assessore alla cultura delle memoria Alessandro  Martini, la presidente del Quartiere 3 Serena Perini, il rabbino Gadi Piperno, il presidente della Comunitá ebraica Marco David Liscia, l’arcivescovo di Firenze cardinale Giuseppe Betori, la viceprefetta vicaria Paola Berardino, il questore Armando Nanei, i rappresentanti delle forze dell’ordine, di Aned e del museo della deportazione di Prato, i bambini di alcune scuole cittadine.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il rabbino Gadi Piperno e la vicesindaca Cristina Giachi:

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Pietre d’inciampo per le vittime della Shoah anche a Firenze

Pietre d’inciampo per le vittime della Shoah anche a Firenze

🔈Posate a Firenze le prime pietre d’inciampo per le vittime della Shoah, questa mattina infatti, si è tenuta la posa e la cerimonia di inaugurazione in via del Gelsomino, mentre nel pomeriggio si è proseguito in via del Proconsolo, via Ghibellina e piazza Donatello.

I nomi di undici martiri fiorentini del nazifascismo sono, da oggi, incisi nella memoria cittadina con l’apposizione delle “pietre d’inciampo” dell’artista tedesco Gunter Demnig.

Il progetto, voluto dalla Comunità Ebraica di Firenze e dal Comune, prende vita dopo l’approvazione dell’apposita delibera, il 9 aprile scorso. Le creazioni di Demnig, le Stolpersteine, avviate in Germania nel 1995, sono ormai presenti in numerose città europee: riportano il nome di una vittima della Shoa e vengono posizionate nei luoghi che questi toccò nella sua vita.

Ben 24 sono i paesi europei dove è installata almeno una pietra. In Italia sono presenti in diverse città, tra cui Roma, dove alcune pietre furono trafugate, per poi essere reinstallate dall’artista e Napoli. Ora anche a Firenze sará realizzato un vero e proprio percorso della memoria sulle tracce delle famiglie ebree arrestate e deportate nei campi di sterminio negli anni del secondo conflitto mondiale.

Nella nostra città oltre 300 persone furono catturate nelle retate nazifasciste del 1943- ’44 nella nostra città e solo 17 tornarono a casa al termine del conflitto.

Presenti stamane, tra gli altri, la vicesindaca e assessora alla toponomastica Cristina Giachi, l’assessore all’educazione Sara Funaro, l’assessore alla cultura delle memoria Alessandro  Martini, la presidente del Quartiere 3 Serena Perini, il rabbino Gadi Piperno, il presidente della Comunitá ebraica Marco David Liscia, l’arcivescovo di Firenze cardinale Giuseppe Betori, la viceprefetta vicaria Paola Berardino, il questore Armando Nanei, i rappresentanti delle forze dell’ordine, di Aned e del museo della deportazione di Prato, i bambini di alcune scuole cittadine.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il rabbino Gadi Piperno e la vicesindaca Cristina Giachi:

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Lucca: inaugurata soglia d’inciampo per ricordare la Shoah

Lucca: inaugurata soglia d’inciampo per ricordare la Shoah

Inaugurata stamattina la prima soglia d’inciampo in Italia, posta per ricordare gli ebrei deportati nei campi di sterminio negli anni della Seconda Guerra Mondiale, installata a Lucca di fronte alla Pia Casa, in via Santa Chiara, che nel 1944 fu terribile luogo di detenzione, prigione dove i nazisti, con la complicità dei fascisti, rinchiusero centinaia di persone prima di inviarli nei campi di concentramento.

Presenti il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il prefetto Francesco Esposito, l’assessore alla continuità della memoria storica Ilaria Vietina, e classi di scuole superiori. Presente Gunter Demning, artista tedesco ideatore delle pietre e delle soglie d’inciampo dal 1993.
L’iniziativa, che rientra nel calendario 2020 per il Giorno della Memoria e del Ricordo, ha titolo ‘Per dolorose strade – Ad memoriam dei rastrellati per il lavoro coatto nel Reich’. Lucca, sottolinea il Comune, sarà la prima città italiana ad avere una soglia d’inciampo: infatti, diversamente dalla pietra d’inciampo, che ha la dimensione di un sampietrino e che ricorda una singola persona deportata nei campi di sterminio e di concentramento nazisti, la soglia nasce con l’obiettivo di portare alla luce e di imprimere nella memoria e nel tessuto urbanistico e sociale cittadino un’intera vicenda e un intero gruppo di persone, unite – come nel caso della Pia Casa – da una tragica storia personale divenuta storia collettiva di una città, di un popolo, di un Paese, di un periodo storico.
A seguire, sempre alla Pia Casa, si è tenuto l’incontro con gli studenti e la cittadinanza per approfondire le vicende dei rastrellati nel territorio della provincia di Lucca e del preside Ernesto Guidi che, per non aver aderito alla Repubblica Sociale Italiana, venne inviato al lavoro coatto. Sono intervenute anche Alda Fratello e Silvia Angelini dell’Isrec di Lucca.
Le parole di Alessandro Tambellini e Divo Stagi, che fu detenuto nella Pia Casa per alcuni giorni intervistati da Rossana Mamberto

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Pietre d’inciampo a Firenze per ricordare i deportati nei campi di sterminio

Pietre d’inciampo a Firenze per ricordare i deportati nei campi di sterminio

La prima posa sarà domani alle 12.30 in via del Gelsomino 29, in presenza dell’artista tedesco che le ha create e ideate, Gunter Demnig. “Si chiamano così, ‘pietre d’inciampo’ (in tedesco Stolpersteine), perché devono ‘far inciampare’ i passanti e ricordare loro che cosa è successo proprio lì in quel punto della città, durante l’occupazione nazifascista.”

Un comunicato della Città di Firenze riporta: “Sono dei piccoli monumenti alla memoria, di uno dei periodi più bui della storia della nostra nazione. Monumenti semplici che non occupano panorami urbani, ma potenti pur nella loro umiltà. Sono quadrati di ottone delle dimensioni di un sanpietrino (10×10 cm), incastonate nel selciato di fronte all’abitazione delle vittime delle deportazioni nei campi di concentramento. Sopra sono incisi  i loro nomi e cognomi, le date della cattura e, quando c’è, quella della loro morte.

Le opere-memento sono opera dell’artista tedesco Gunter Demnig che le ha ideate e create ai primi degli anni Novanta. La prima posa è in programma alle 12.30 di domani, in via del Gelsomino 29, alla presenza dell’artista, della Vicesindaca e Assessora alla toponomastica Cristina Giachi e dei rappresentanti della Comunitá ebraica di Firenze.

Tra domani ed il 23 gennaio, in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, ne saranno posizionate 24  in diverse strade sul marciapiede di fronte alle abitazioni dei deportati. Giovedì prossimo oltre a via del Gelsomino (per ricordare Rodolfo e Noemi Levi, Rina e Amelia Procaccia, Alda e Angelo Sinigaglia), le pietre saranno apposte in piazza Donatello 15 (in memoria di Clotilde Levi) via Ghibellina 102 (per ricordare David Genazzani), e via del Proconsolo 6 (in memoria di Elena e Abramo Genazzani e Mario Melli Genazzani).”

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A Lucca la prima pietra d’inciampo in memoria di Elia Simoni

A Lucca la prima pietra d’inciampo in memoria di Elia Simoni

Si è svolta questa mattina a Lucca, per le celebrazioni del Giorno della memoria, la posa della prima pietra d’inciampo in ricordo di Elia Simoni. Simoni era un ex militare dell’aeronautica italiana, internato in un lager della Germania orientale dopo che si era rifiutato di arruolarsi nella Repubblica di Salò.

Fu poi liberato dai Russi e fece rientro presso la sua casa di Lucca, in via Pisana angolo via Guami, dove è stata posta oggi la pietra. Sulla pietra d’inciampo, delle dimensioni di un sampietrino, si legge: “Qui abitava Elia Simoni, nato nel 1919, internato militare, arrestato nel 1944, Liberato”. L’iniziativa, accolta dalla città di Lucca,  è dell’artista tedesco Gunter Demnig e prevede la posa di altre pietre in luoghi dove hanno vissuto persone deportate nei campi di concentramento. “Una pietra di scandalo etico e morale – ha detto il sindaco Tambellini – Questo il senso della pietra di inciampo. Oggi vogliamo rimarcare lo scandalo di quanto accadde dal 1940 e soprattutto dopo l’8 settembre del ’43. Oggi purtroppo sulla storia della seconda guerra mondiale, della Shoah e del ventennio fascista abbiamo troppe istanze negazioniste. Queste sono idee che tendono a creare delle minoranze verso le quali innescare odio. Bisogna riflettere ed evitare di tornare sui passi del passato”.

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